Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Unione sovietica-2: differenze tra le versioni

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===Carri post-sovietici alle soglie del XXI secolo===
Tornando ai carri ucraini, approfondiamo la situazione dei carri ucraini e del centro N.75, quello di Karkhov. Questo impianto nacque già nel 1927, filiazione di una fabbrica che per una volta non era di trattori, ma di locomotive. Tra i suoi tecnici c'era già Morozov, e tra le realizzazioni il T-12 del 1928-29, un primo e prezioso, anche se non fertile, assaggio dei problemi relativi ai carri armati. In seguito si decise di costruire i carri 'Cristie' in URSS come serie BT e vennero prodotti anche a Kharkov. Nel '37 arrivò il T-46-5 o T-111, ma anche questo rimase prototipo, così come l'A-20 e l'A-30, mentre Morozov nel 1939 realizzò assieme a Koshin il T-32, anello intermedio tra i più recenti BT e il futuro T-34, con corazza più spessa, costruito nel 1939. Koshin fu per certi aspetti il 'Reginald Mitchel dell'URSS', nel senso che ebbe una carriera fondamentale nel costruire un mezzo che era un vero 'brand' per il settore militare, in UK lo Spitfire, qui il carro T-34; ma come Mitchell, non ebbe modo di vederlo in azione, perché come Mitchell, visse poco oltre, morendo dopo 4 anni di direzione dell'ufficio di progettazione a Karkhov. Il suo T-34, invece, sebbene nato imperfetto, si evolvette proprio sotto la direzione di Morozov, con 64.432 esemplari prodotti in tutto, e nonostante l'occupazione tedesca di Karkhov il 24 ottobre 1941, che costrinse a trasferire le attrezzature ad Est, oltre gli Urali (a Sverdlovsk e e in altre località sperdute nell'entroterra sovietico), per poi essere riportate in zona nel 1945. La produzione riprese nel 1944 con il T-44. Sopratutto, in seguito le idee di Morozov si concretizzarono nel T-64, mentre continuava l'attività di ricerca per i motori diesel dell'esercito sovietico, che poi sono stati fondamentali per continuare lo sviluppo dei carri ucraini. Così è stato possibile continuare a produrre mezzi originali, in competizione con i Russi e con tecnologie tutto sommato superiori, grazie al tribolatissimo sviluppo del diesel boxer, capace tuttavia di garantire compattezza e bassi consumi. Verso la fine del 1998, la ricerca dell'autonomia aveva fatto sì che tra i 'Fratelli coltelli' dell'ex-Urss, l'Ucraina aveva un'indipendenza dall'estero per il 95% della produzione dei suoi carri (per esempio, persino il carro Ariete aveva il 13% di tecnologia estera importata, e lo stesso Abrams ha il cannone di origine tedesca). In ogni caso, con la Russia è stato raggiunto un accordo per la collaborazione industriale nella realizzazione dei carri, mentre la fabbrica di Kharkov diventava la Kharkov Morozov Machine-Building DB o KhMDB. Questo stabilimento fondamentale per la storia del carrismo sovietico, nel bene e nel male, ha realizzato oltre 100.000 carri armati.
 
====L'esordio del T-84====
Nei tardi anni '90 essi erano rappresentati, come programmi di punta, dal T-84 e dal T-72. Il primo è nuovo, il secondo è un vecchio tipo 'riciclato' e ammodernato. Il T-84 è stato estrapolato, passo dopo passo, dal T-64, attraverso il T-80 e il T-80UD. La chiave è il motore 6TD-1 che qui ha 1.000 hp di potenza, e superati i problemi di affidabilità, è diventato un'alternativa concreta e vantaggiosa alla turbina. Ma vi è anche un altro elemento. Il T-84, come ricoda il nome, apparve durante la Guerra fredda, con il prototipo costruito nel 1984. La sua innovazione era costituita dalla torretta che, dopo decenni, tornava di tipo a lamiere saldate anziché di fusione. Questo consente una torretta esagonale, simile in maniera vaga a certi modelli di T-34. Difficile capire bene questa differenza, visto che si tratta di una torre comunque piuttosto piccola, e sopratutto che essa, al solito per i carri sovietici e russi del periodo, è stata letteralmente coperta di ogni sorta di sistemi. In contrapposizione all'aspetto 'pulito' dei carri fino al T-62 e forse ai primi T-72, è stata sistemata una serie di corazze attive, lanciagranate, sensori IR, laser e meteo (con un'apposita colonnina corazzata superiore alla torretta), per cui non si capisce facilmente l'innovazione. Questa comporta maggiore spazio interno, sopratutto maggiore facilità di costruzione (specie per le tolleranze: è difficile realizzare grandi parti di fusione con caratteristiche ben speficiche, molto semplice usare blindature saldate per formare strutture anche molto complesse). I Russi dicono in merito che la torretta è stata studiata anche da loro, ma che è stata trovata inferiore ad un nuovo tipo di torre fusa (ammettendo che quella saldata era una soluzione superiore rispetto a quelle adottate da loro), ma che siccome gli Ucraini non hanno tale tecnologia, si devono accontentare della struttura saldata. Insomma, ognuno tira l'acqua al suo mulino. D'altro canto fino a non molti anni fa non si sapeva che i sovietici erano riusciti a realizzare corazze speciali anche dentro la torretta dei loro carri (essendo rotondeggiante anziché di forma squadrata, non si pensava fosse possibile mettere i pannelli di materiale protettivo, ma i sovietici ci sono riusciti). Detto dei sistemi in generale, tra cui lo Shrota-1 anti-missile, per il resto vi è il cannone D-81 da 125 mm con il sistema di tiro che comprende anche il Refleks per il missile Svir. Quest'ultimo è un costoso sistema anticarro e antielicottero, offerto ad un certo punto all'export per 10.000 dollari, ma nei primi anni '80 costava ben 40.000 dollari al pezzo. Insomma, non un proiettile da usare alla leggera (sebbene il missile Javelin raggiunse nel 1998 un costo di circa 80.000 dollari, pur con la metà della gittata). Il missile può attaccare solo con traiettoria dritta, ma con un comando speciale, per evitare cespugli e alberi, può salire a circa 4 m di altezza (a 2 m dal centro del fascio laser) e riabbassarsi opportunamente a circa 500 m di distanza. Il sistema di tiro è il 1V528, con calcolatore balistico digitale, e può anche incamerare il proiettile della Giat francese, messo recentemente a punto. Per il resto vi è il sistema Agat (TNK-4S) e di mira 1A42; il primo ha stabilizzazione nel piano verticale con 7,5x diurni e 5,1 notturni, mentre il capocarro può usarlo anche con i suoi comandi e lasabilizzazione del sistema 2E42 per l'impiego in movimento; il capocarro può designare i bersagli scoperti al cannoniere e vedere l'immagine termica del suo sistema IR; la mtg esterna NVST da 12,7, arma molto leggera e moderna, è controllabile con il sistema PZU-7 . IL cannoniere, con il sistema 1A42 ha anche il telemetro laser, il sistema 1G46 Irtish con ingrandimenti tra 2,7 e 12x, più il computer digitale e camera termica AGAVA 2 o un tipo francese della Sagem. Il motore è forse ancora più interessante, perché è molto compatto e potente, raggiungendo ben 1.200 hp, ovvero 200 per cilindro. L'impianto per la produzione motori venne fondato nel 1934 e nel 1935 lavorava al motore diesel DB-2 o V-2, per i carri BT-7M. In seguito venne montato sui T-34, in versione da 500 hp, e sui KV-1 in quella da 600. NOn solo, ma esso venne anche usato come W55, dopo un'opportuna rielaborazione, per i carri postbellici, fino al V-46 del T-72. Una lunga strada! Significa che il progetto del motore, sperimentato sul BT-5, è rimasto valido fino al T-72. Invece il 6TD è ispirato al motore Junkers Jumo, poi ripreso anche dai britannici con l'L60 per il Chieftain, ma mentre il motore britannico era, oltre che insoddisfacente come affidabilità e potenza, anche con disposizione verticale dei cilindri, nel caso russo era invece a sogliola, quindi con cilindri orizzontali, guadagnando molti centimetri. Il primo tipo aveva 600 hp, il secondo, il 5TDF era apparso nel 1965, con potenza di 700 hp.NEl 1984 alcuni T-64 vennero prodotti come T-64AM, con motore 6TD da 1.000 hp, e lo stesso tipo è stato poi applicato al T-80UD venduto in 320 esemplari al Pakistan, negli anni '90. La cilindrata del 6TD è di 16,3 litri, l'altezza di appena 581 mm, men anche dell'MTU-880 tedesco (656), lunghezza 1,6 m e larghezza 95,5 cm. Il rapporto peso-potenza è di 1,34 kg per hp e anche così era in sviluppo un tipo da 1.500 hp. Per il resto v'é un sistema di raffreddamento efficace, che consente di operare fino a 50°, cambio con 7+1 marce, sistemi di soppressione IR sulla parte superiore del vano motore, riducendo la possibilità di essere colpiti da armi a guida IR di ogni genere.
 
Quanto al T-72, nel tipo MP è stato proposto un kit di retrofit notevole, con l'aiuto della società francese SAGEM. Esso è abbinabile alla torre del T-84, e cannoni da 120 mm occidentali. Anzi, non si capisce come, ma gli ucraini sono andati anche oltre, offrendo il cannone da 140 mm, che doveva essere la nuova 'arma segreta' post-120 mm, svilupppato da GB, Francia, Stati Uniti e Germania. Chi avrebbe avuto modo di mettere le mani su questa potentissima arma, concepita per contrastare i 135 mm dei carri sovietici di nuova generazione? L'unica risposta plausibile è la Francia, ma certo fa specie vedere come un'arma segretissima e nemmeno entrata in servizio fosse candidamente offerta dagli Ucraini, senza che nessuno sollevasse obiezioni di sorta. Il sistema di caricamento è simile a quello del Leclerc e comprende un apparato meccanico nella controcarena, mentre i proiettili sono sistemati sia qui che nella parte centrale dello scafo. Per il resto vi è la possibilità di sostituire il motore con il 6TD, e la protezione incrementabile con vari sistemi, tra cui corazze ERA e passive, migliorando la resnstenza di 1,5-2 volte contro i proiettili perforanti e oltre 2 contro quelli HEAT, sia sui fianchi che sul frontale del mezzo. Il sistema SAVAN 15MP della Sagem francese ha il sistema VS 580 per il capocarro, della SFIM francese, lo stesso che in versioni diverse equipaggia Leclerc, Ariete e Centauro, con canale diurno e IL, mente il cannoniere ha camera termica e tl, con cloche di guida per il cannone. La probabilità di colpire, secondo il costruttore, è così aumentato da 0,2 a 055-0,9, il raggio utile del cannone da 1,7 a 2,5 km, la visuale da 2 a 5 km di giorno, mentre di notte passa da 400 a 3.000 m, mentre i tempi di reazione scendono di giorno e di notte.
 
L'Ucraina aveva quindi mezzi interessanti da offrire, e più evoluti di quelli russi, grazie anche ad un motore potente, ma dai consumi ridotti (500 km di autonomia su strada); gli Indiani all'epoca ebbero molto di che preoccuparsi, perché nel loro esercito i famosi Arjun non ne volevano sapere di diventare operativi, mentre i T-72 erano invecchiati rispetto ai nuovi carri pakistani; alla fine dovettero ordinare il prima possibile i carri T-90S, che vennero consegnati, sia pure con vari inconvenienti, diventando i principali corazzati indiani. I T-64 e T-80 dell'Esercito Ucraino all'epoca erano rispettivamente 3.200 (dei 13.500 prodotti) e 320, su di un totale di 4.063 mezzi disponibili, di cui appena 1.300 erano T-72. Questo dà l'idea della polarizzazione (si potrebbe dire 'pulizia etnica', se applicata alla popolazione umana) provocata dalla divisione dell'URSS; naturalmente, per la stessa ragione i russi avevano quasi esclusivamente T-72 e T-90.
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====Kern====
Tra i carri armati di maggiore interesse in Ucraina, venne presentato nel 2001 il KERN-1.120 è un altro prodotto del KP KhKBM<ref>RID ott 2001</ref>.
Tra i carri armati di maggiore interesse in Ucraina, venne presentato nel 2001 il KERN-1.120 è un altro prodotto del KP KhKBM<ref>RID ott 2001</ref>. Questo carro è stato presentato con anto di cannone da 120 mm di tipo NATO, ma pur sempre con caricamento automatico, oltre che ovviamente, con sistema di tipo avanzato di visione e stabilizzazione, altrimenti tale modifica non avrebbe avuto particolare pregio. Sebbene sia ancora un veicolo simile al T-84, con la sua bassa sagoma, esso ha un sistema di caricamento compatto nella torretta, cosa del resto indispensabile per non dover riprogettare le munizioni del pezzo da 120 NATO, che è a bossolo fisso assieme al proiettile e non un 'due pezzi' carica +proiettile. Per assicurare l'equipaggio da esplosioni, è anche presente una paratia anti-esplosione, un pò come nell'Abrams, assieme agli indispensabili (in quest'ottica di controllo dell'energia delle munizioni) due pannelli sul tetto, che aprendosi consentono ai gas di uscire dal mezzo con minimi danni. Vi è la solita corazzatura passiva stratificata più elementi ERA, parzialmente modulare, e un pannello di kevlar interno in funzione anti-schegge, oltre all'impianto NBC a sovrappressione più filtraggio aria. Completa la protezione il sistema antincendio automatico o manuale. Vi è un apparato di autoprotezione con allarme laser, granate fumogene speciali, e IR Jammer. Ma per essere ancora più sicuri, il veicolo, oltre che di per sè, al solito, di forma sfuggente e bassa, è anche stato progettato per ridurre la segnatura IR grazie al materiale isolante del comparto motore e alle skirts laterali, che di per sè, come sempre, occultano efficacemente il treno di rotolamento, che con i sistemi IR è facile da vedere, e riducono sensibilmente la polvere sollevata durante il movimento. Anche il cannone ha vantaggi rispetto ai tipi sovietici precedenti, in particolare è possibile smontarne la canna senza troppi problemi. L'arma è lunga 50 calibri circa, e consente di sparare fino a 5 km di distanza con proiettili di standard NATO. Di questi vi sono 40 esemplari disponibili, di cui una quantità pari a quella del vecchio caricatore a giostrina Kasetska, ovvero 22 colpi, sono pronti al tiro. Gli altri sono in un deposito separato dal vano equipaggio. Il tutto lascia parecchio spazio dentro il vano di combattimento, e consente all'equipaggio di evitare la spiacevole sensazione di sedere, letteralmente, sopra una tonnellata di proiettili pronti ad esplodere quando il veicolo è colpito e penetrato (che, come si è visto in Irak, con le armi moderne e letali della NATO succede spesso). Per il resto vi sono la solita 7,62 mm e la 12,7 sul tetto, impiegabile con comando da dentro la torretta oppure manualmente. I sistemi di puntamento sono il mirino panoramico diurno e notturno del capocarro, che ha incorporato il telemetro laser, cosa insolita visto che in genere questo è presente solo sul periscopio del cannoniere, che qui ha anche il sistema laser di guida dei missili controcarri (evidentemente tipo Svir o Bastion adattati al 120 mm), il mirino ad immagine termica del cannoniere (separato da quello diurno-IL), con monitor del capocarro, e il mirino per quest'ultimo dedicato alla 12,7 mm della cupola. Il tutto è facilitato da un sistema MRS sulla parte superiore del cannone, provvisto anche di manicotto termico. La navigazione comprende anche sistemi GLONAS e GPS, per una precisione di 10 metri durante la navigazione. Il sistema è in grado di memorizzare 50 punti fissi e 10 tracciati di percorrenza pre-programmati, ed è interfacciato anche con apparati di navigazione. Per il movimento vero e proprio, il KERN-2.120 è dotato del 6TD-2, con potenza di 1.200 hp e policarburante (gasolio, benzina, cherosene in ogni proporzione o miscela); vi è un sistema di raffreddamento per operare anche con 55° di temperatura e i filtri d'aria permettono di percorrere 1.000 km o di funzionare per 35 ore prima del ricambio. Il rapporto potenza-peso di 25 hp per tonnellata consente di viaggiare a 70 kmh su strada, 45 su terreno vario, in retromarcia 34 kmh (uno in più degli M1 Abrams, tanto per citare un dato), e FADEC di controllo. I cingoli hanno pattini di gomma sostituibili con quelli d'acciaio per impiego su ghiaccio, oppure sono di tipo interamente metallico, ottimali per il movimento su terreno roccioso. Non manca infine una APU, per generare potenza senza accendere il costoso motore principale, limitando oltretutto al minimo la visibilità IR e il rumore. Sempre in tema di mobilità, il mezzo è capace di superare trincee di 2,85 m, gradini di 1 metro, ma sopratutto di superare 1,8 m di guado oppure, con preparazione, ben 5 metri con lo snorkel. Questa è una tipica specialità sovietica, ma non manca, in tal senso, nemmeno la lama apripista sotto la parte anteriore del mezzo, ripiegata in condizioni normali, ma capace di trasformare ogni carro russo o ucraino in un bulldozer, tanto da poter interrarsi, senza faticare con i badili o chiamare il genio, in 15-40 minuti, a seconda del tipo di terreno. Non mancano poi i sistemi di bonifica mine KMT-6 e 7, altro sistema diffuso (quello di trasformare i carri normali in spazzamine) per i sovietici, sia con i vomeri (il primo) che con i rulli (il secondo sistema).
 
Per contenere i costi è possibile anche usare il sistema di simulazione computerizzato del vano di combattimento e del conduttore e altri ausili didattici per un rapido apprendimento delle capacità del mezzo, che indubbiamente sono notevoli. In sostanza, si tratta di una sorta di ibrido tra carri occidentali e russi, molto più compatto e leggero dei primi, e al contempo più sicuro in caso di danni e più capace operativamente dei secondi, con un costo intermedio tra i due. Il peso, con tanto di 1.250 colpi da 7,62 e 450 da 12,7 mm, e le 10 lanciagranate, è di 48 tonnellate.<ref> RID ottobre 2001 p.79-81</ref>.
Tra i carri armati di maggiore interesse in Ucraina, venne presentato nel 2001 il KERN-1.120 è un altro prodotto del KP KhKBM<ref>RID ott 2001</ref>. Questo carro è stato presentato con anto di cannone da 120 mm di tipo NATO, ma pur sempre con caricamento automatico, oltre che ovviamente, con sistema di tipo avanzato di visione e stabilizzazione, altrimenti tale modifica non avrebbe avuto particolare pregio. Sebbene sia ancora un veicolo simile al T-84, con la sua bassa sagoma, esso ha un sistema di caricamento compatto nella torretta, cosa del resto indispensabile per non dover riprogettare le munizioni del pezzo da 120 NATO, che è a bossolo fisso assieme al proiettile e non un 'due pezzi' carica +proiettile. Per assicurare l'equipaggio da esplosioni, è anche presente una paratia anti-esplosione, un pò come nell'Abrams, assieme agli indispensabili (in quest'ottica di controllo dell'energia delle munizioni) due pannelli sul tetto, che aprendosi consentono ai gas di uscire dal mezzo con minimi danni. Vi è la solita corazzatura passiva stratificata più elementi ERA, parzialmente modulare, e un pannello di kevlar interno in funzione anti-schegge, oltre all'impianto NBC a sovrappressione più filtraggio aria. Completa la protezione il sistema antincendio automatico o manuale. Vi è un apparato di autoprotezione con allarme laser, granate fumogene speciali, e IR Jammer. Ma per essere ancora più sicuri, il veicolo, oltre che di per sè, al solito, di forma sfuggente e bassa, è anche stato progettato per ridurre la segnatura IR grazie al materiale isolante del comparto motore e alle skirts laterali, che di per sè, come sempre, occultano efficacemente il treno di rotolamento, che con i sistemi IR è facile da vedere, e riducono sensibilmente la polvere sollevata durante il movimento. Anche il cannone ha vantaggi rispetto ai tipi sovietici precedenti, in particolare è possibile smontarne la canna senza troppi problemi. L'arma è lunga 50 calibri circa, e consente di sparare fino a 5 km di distanza con proiettili di standard NATO. Di questi vi sono 40 esemplari disponibili, di cui una quantità pari a quella del vecchio caricatore a giostrina Kasetska, ovvero 22 colpi, sono pronti al tiro. Gli altri sono in un deposito separato dal vano equipaggio. Il tutto lascia parecchio spazio dentro il vano di combattimento, e consente all'equipaggio di evitare la spiacevole sensazione di sedere, letteralmente, sopra una tonnellata di proiettili pronti ad esplodere quando il veicolo è colpito e penetrato (che, come si è visto in Irak, con le armi moderne e letali della NATO succede spesso). Per il resto vi sono la solita 7,62 mm e la 12,7 sul tetto, impiegabile con comando da dentro la torretta oppure manualmente. I sistemi di puntamento sono il mirino panoramico diurno e notturno del capocarro, che ha incorporato il telemetro laser, cosa insolita visto che in genere questo è presente solo sul periscopio del cannoniere, che qui ha anche il sistema laser di guida dei missili controcarri (evidentemente tipo Svir o Bastion adattati al 120 mm), il mirino ad immagine termica del cannoniere (separato da quello diurno-IL), con monitor del capocarro, e il mirino per quest'ultimo dedicato alla 12,7 mm della cupola. Il tutto è facilitato da un sistema MRS sulla parte superiore del cannone, provvisto anche di manicotto termico. La navigazione comprende anche sistemi GLONAS e GPS, per una precisione di 10 metri durante la navigazione. Il sistema è in grado di memorizzare 50 punti fissi e 10 tracciati di percorrenza pre-programmati, ed è interfacciato anche con apparati di navigazione. Per il movimento vero e proprio, il KERN-2.120 è dotato del 6TD-2, con potenza di 1.200 hp e policarburante (gasolio, benzina, cherosene in ogni proporzione o miscela); vi è un sistema di raffreddamento per operare anche con 55° di temperatura e i filtri d'aria permettono di percorrere 1.000 km o di funzionare per 35 ore prima del ricambio. Il rapporto potenza-peso di 25 hp per tonnellata consente di viaggiare a 70 kmh su strada, 45 su terreno vario, in retromarcia 34 kmh (uno in più degli M1 Abrams, tanto per citare un dato), e FADEC di controllo. I cingoli hanno pattini di gomma sostituibili con quelli d'acciaio per impiego su ghiaccio, oppure sono di tipo interamente metallico, ottimali per il movimento su terreno roccioso. Non manca infine una APU, per generare potenza senza accendere il costoso motore principale, limitando oltretutto al minimo la visibilità IR e il rumore. Sempre in tema di mobilità, il mezzo è capace di superare trincee di 2,85 m, gradini di 1 metro, ma sopratutto di superare 1,8 m di guado oppure, con preparazione, ben 5 metri con lo snorkel. Questa è una tipica specialità sovietica, ma non manca, in tal senso, nemmeno la lama apripista sotto la parte anteriore del mezzo, ripiegata in condizioni normali, ma capace di trasformare ogni carro russo o ucraino in un bulldozer, tanto da poter interrarsi, senza faticare con i badili o chiamare il genio, in 15-40 minuti, a seconda del tipo di terreno. Non mancano poi i sistemi di bonifica mine KMT-6 e 7, altro sistema diffuso (quello di trasformare i carri normali in spazzamine) per i sovietici, sia con i vomeri (il primo) che con i rulli (il secondo sistema).
 
Per contenere i costi è possibile anche usare il sistema di simulazione computerizzato del vano di combattimento e del conduttore e altri ausili didattici per un rapido apprendimento delle capacità del mezzo, che indubbiamente sono notevoli. In sostanza, si tratta di una sorta di ibrido tra carri occidentali e russi, molto più compatto e leggero dei primi, e al contempo più sicuro in caso di danni e più capace operativamente dei secondi, con un costo intermedio tra i due. Il peso, con tanto di 1.250 colpi da 7,62 e 450 da 12,7 mm, e le 10 lanciagranate, è di 48 tonnellate.<ref> RID ottobre 2001 p.79-81</ref>.
 
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====Le novità di Omsk, 2001====
 
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Del resto, all'epoca era possibile vedere soluzioni non tanto dissimili applicate persino ai vecchi T-55. Ad Omsk, sempre nel 2001<ref>Bigatti, Claudi: ''Omsk 2001'', RID ott 2001</ref>, vennero presentati almeno due tipi di T-55, oltre ai T-90 e T-80UM-1. I T-55 sono interessanti: uno con la sostituzione del motore di vecchio tipo con il più moderno V-55 da 62'h p e nuovo FCS e comunicazione, più ERA e missili 9K116 Bastion (AT-10 per la Nato). L'altro tipo, sempre proposto dalla KTBM, è invece un super-T-55 in ogni senso. La torretta è rimpiazzata da una nuova, armata con il cannone da 125 mm; conseguentemente lo scafo è più pesante, ma sopratutto si trova a gestire un sistema ben più pesante e allora è stato allungato con sei ruote per lato anziché 5; per questo è stato installato un motore da 690 hp, per non ridurre troppo la mobilità. Infatti, con le modifiche a corazza e torretta, il nuovo mezzo arriva a 44 tonnellate, pur conservando una velocità di 50 kmh e un'autonomia di 500 km su strada. La torretta è particolarmente pesante, perché incorpora un sistema di caricamento automatico con le munizioni nella controcarena, proprio come nel KERN ucraino, ma in questo caso è ancora più difficile, perché si tratta di proiettili da 125 mm di calibro.
 
 
Quanto ai 'pezzi forti', i carri T-80UM-1 Bars, con la loro arma da 125 mm potevano lanciare missili 9M119 da 5 km di gittata e mirare stabilmente con il veicolo in moto anche a 35 kmh su terreno vario, una differenza notevole rispetto ai vecchi carri sovietici. Erano presenti la turbina GTD-1250 e la APU ausiliaria, e il mezzo, con i suoi 1.250 hp (aumentabili, a rischio e pericolo dell'utente, a 1.400), di accelerare a 50 kmh in meno di 20 secondi, nonché di manovrare con una rapidità e potenza impressionanti, con i classici 'salti' nell'aria dai rialzi del terreno. Aveva anche miglioramenti nell'abitabilità, con un condizionatore d'aria che inviava un flusso raffreddato direttamente nelle postazioni degli occupanti anziché in maniera generica dentro il vano di combattimento (ma i primi T-72 avevano solo un ventilatore), e c'erano dei giubbotti raffreddati da speciali condizionatori di derivazione aeronautica. Forse la cosa più straordinaria era l'ARENA, il sistema antimissile costituito da un (grande) sensore a facce piane, su di una specie di torre, che comprendeva vari moduli. Una specie di CIWS capace di osservare tutto l'orizzonte e di continuo. Sebbene vulnerabile al tiro nemico, era cpace di offrire la localizzazione di razzi e missili tra i 70 e i 700 m.sec, e attivare munizioni a frammentazione dei moduli che coprivano il settore sotto attacco, distruggendole a circa 10 metri di distanza. Sebbene questo non consenta di fermare i proiettili dei cannoni, i missili controcarri con profilo d'attacco dall'alto e le munizioni SFW, è pur sempre un sistema che all'epoca non aveva paragoni. Inoltre era possibile usarlo manualmente come arma anti-personale. Il Drodz, simile ma più rozzo, ha 8 lanciatori di razzi con funzioni simili. Lo Shrota-1 è collegato a sistemi d'allarme laser e disturbare non solo il fascio di guida con una speciale cortina fumogena, ma anche di indicare la posizione della sorgente. Poi è in grado anche di fare disturbo attivo. Questo è possibile con l'uso di jammer IR, che sono efficaci contro i missili controcarri. Se i vecchi carri sovietici avevano un caratteristico proiettore alla destra del carro, qui ve ne sono due. Essi sono molto caratteristici, in quanto somigliano a una specie di occhi, posti simmetricamente ai lati del cannone. In realtà non servono per vedere (sono curiosamente simili ai sensori del robottino N.5, in 'Cortocircuito', un film che metteva in burla l'attualissima questione dei robot da combattimento, di cui un altro apparve nel film Cobra con Stallone, ma in maniera molto più drammatica: già negli anni '80 esistevano sistemi robotici in grado di combattere, e non solo come CIWS navali). Questi disturbatori IR consentono di rendere difficile la guida (non necessariamente impossibile) dei missili SACLOS di prima generazione. Ovviamente, vi sono limiti: uno è la direzione: essi non sono capaci se non di coprire la parte frontale e per fare diversamente, il carro deve ruotare la torre o muovere lo scafo (che è più rapido da farsi, specie se in movimento); un altro è che i missili SACLOS più recenti non hanno una fonte IR, ma UV, più difficile da disturbare. Infine, né i vecchi missili CLOS manuali né i tipi a guida IR o laser moderni ne sono afflitti. C'é anche da rilevare come, in battaglia, schegge e proiettili potrebbero facilmente distruggere questi 'occhi' elettronici: anche se la torretta ha resistenza balistica efficace, così non è per quello che ne sta al di fuori (vale anche per lo stesso cannone, ma è più difficile). In più esiste il problema del costo e della manutenzione, entrambi non trascurabili, e della riparazione dei danni in azione. Ma nonostante tutto, i russi sono dell'idea che valga la pena di provare: in effetti, con centinaia di migliaia di missili SACLOS come l'AT-3C, il TOW e il MILAN in giro, esistono concrete possibilità che possano salvare qualche vita e magari dissuadere qualche team controcarro dal lancio, temendo che possa essere deviato dall'obiettivo: una possibilità che causerebbe molti problemi ad un team di fanteria controcarri, visto che ricaricare richiede circa 30-40 secondi, mentre il carro armato ci metterebbe molto meno a disintegrare la postazione di lancio.
 
====Aggiornamento su Bulat, Oplot e Yatagan====
Il Bulat è stato un T-64B evoluto, successivo alla dissoluzione dell'URSS e quindi si tratta di un carro ucraino a tutti gli effetti. I T-64 al 1991 erano 3.932 (?? forse solo i T-64B), ridotti a 186 nel 1997 nella Russia Europea. In Ucraina c'erano 2.281 esemplari, un centinaio in Uzbekistan. Modernizzando questi mezzi da parte del KMDB si arrivò al Bulat (acciaio speciale), con motori 5TDFM da 850 hp o 6TD da 1.000 hp, apparsa già nel 1983 su di un piccolo numero di T-64A e B, mentre i cingoli ebbero i costosi pattini di gomma, essenziali per muoversi sulle strade senza devastare l'asfalto. L'equipaggiamento di tiro era analogo al T-80UD con sistema di puntamento 1G46M stabilizzato su due assi e dotato di tl laser e un sistema TO1 di concezione ucraina o al Buran che era basato sulla camera termica Caterine francese della Thales; il calcolatore balistico 1V528-1, stabilizzazione con il sistema 2E42M, mirino PZU-7, sistema guidamissili TAKO-621 con missili Kombat,un sistema ucraino in prduzione dal 1999 con ordigno R-211 da 315 m.sec, da 31 kg, distanze d'uso 100-5.000 m, carica HEAT in tandem da 900 mm di penetrazione, e disponibile anche per calibri 100, 115 e 120 mm. Così i tiri diurni sono possibili con efficienza fino a 2,3-2,5 km anziché 1,7-2 come con il T-64B, e di notte 1,2-1,5 km vs 400-600 m; la Pk del missile è di 0,8 su 4 km, ma a differenza del T-64B il Bulat può anche tirare fino a 5 km. Il telemetro laser consente un'affidabilità del 90% tra i 500 e i 4.000 m, mentre il T-64B aveva un apparato molto meno preciso, 90% a 2,5 km, ma solo 70% a 3 km, 50% a 3-4 km di distanza; la mitragliatrice da 12,7 mm è adesso utilizzabile anche con il mezzo in movimento, e il capocarro può individuare di giorno un bersaglio a 4 anziché 2 km, di notte a 800 m anziché 400, e può sostituirsi al cannoniere nell'ingaggiare il bersaglio su distanze fino a 1,5 km di giorno e 800-1.000 m di notte. Vi è un kit di protezione da 3,5 t che può essere sostituito in 5-6 ore con corazze sia attive che passive del tipo Nozh (le ERA), capaci di aumentare di 2,2 volte la protezione contro le HEAT e 1,9 contro gli AP. Secondo gli ucraini la loro tecnologia è avanti di almeno 5 anni rispetto alle realizzazioni russe analoghe. Circa 400 T-64B sono stati portati al livello Bulat.
 
Poi è stata la volta del T-84 Oplot, evoluzione del T-80UD e che ha un nome che significa bastione, a partire dagli anni '90 sviluppato da questi; nel tentativo di rendersi del tutto indipendenti da Mosca, nel 1993 apparve questo nuovo carro armato e seguito da almeno altri 9 di preserie, i primi 10 di serie comparvero in servizio nel 2001. La massa arriva a 48 t, la torretta è saldata e lo scafo è più lungo e largo, la movimentazione è elettrica per la direzione e idraulica per l'alzo, il cannone è il KBA-3 con sistema MRS e 40 colpi, tra cui i missili R-211, 28 sono nella solita giostrina dei proiettili, 7 nel compartimento del conduttore e 5 in un compartimento corazzato nella parte posteriore della torretta.
 
Il sistema di controllo del tiro ha un sistema diurno 1G46M su due assi, con ingrandimenti 2,7 e 12,7 x e telemetro laser da 9,99 km di portata massima, sistema di visione Buran-Caterine-E, che però è separato dal sistema diurno, piuttosto che i tipi integrati tipici dei modelli occidentali; la visione è possibile anche al capocarro che ha un TKN-5 a due canali, diurno con ingrandimenti 1 e 7,6 x e notturno da 5,8 x, oltre al monitor di visione, nonché telemetro laser proprio, e sistema PZU-7 per la mitragliatrice da 12,7 mm. Per dominare il tutto vi è il calcolatore LIO-V digitale, GLONASS e GPS, mentre ora vi è un motore 6TD-2 da 1.200 hp a 2.600 rpm, ad altissimo rapporto potenza-peso; vi è anche una APU da 8 Kw diesel, utilizzabile anche per avviare il motore quando necessario. Il cambio adesso ha sia le solite 7 marce avanti che ben 5 indietro; senza preparazione supera 1,8 m di guado, con preoparazione è possibile fino a 5 metri. Vi sono ERA del tipo Nozh ultima generazione e sistema ECM Varta con dispositivo di allarme laser su 4 sensori, due panoramici e due di precisione; un Jammer nel settore IR, e 12 mortai di lancio fumogeni e per decoy vari. Le skirts sono state ampliate per migliorare la protezione laterale. Il prototipo BTMP-84 con capacità di portare 5 fanti con portello posteriore per farli uscire è rimasto allo stadio di prototipo.
 
Lo Yatagan o KERN 2-120 è infine la versione NATO con caricatore da 22 colpi simile a quello del Leclerc e cannone da 120/50 mm che potrebbe anche usare i missili Conus, la versione dell'R-211 a 120 mm di calibro. E' stato presentato nel 2000 al concorso turco per un carro di nuova generazione (vedi sopra).
 
Le dimensioni dei carri ucraini:
 
*Dal T-64A al Bulat: lunghezza max 9,23 m, scafo 6,45 m, larghezza 3,43 m, con le skirt 3,5 m. impronta cingoli sul terreno 4,15 m, larghezza cingoli 58 cm;
 
*l'Oplot e lo Yatagan hanno dimensioni di 9,664 m, 7,705 m, 3,595 e 3,775 m; l'altezza è di 2,17 eccetto che nell'utimo caso di 2,215 m, tutto compreso è di 2,76 m e 2,77 m. Parte cingoli aderente sul terreno dall'Oplot in poi 4,29 m, mentre la pressione specifica è cresciuta inesorabilmente da 0,84 kg/cm2 del T-64A a 0,93 kg/cm2. Larghezza cingoli 58 cm, altezza scafo-terreno 51,5 cm.
 
*Pesi: 38 t per il T-64A, 42,5 per il T-64B, 45 per il Bulat, 48 per l'Oplot e il Kern.
 
*Motore: 700 hp per T-64A e B; 850 o 1.000 per il Bulat, 1.000 per l'Oplot e Yatagan. Le marce sono 7+1 eccetto che dall'Oplot, quando diventano 7+5. Il carburante è sempre di 1.270 litri ma l'Oplot ne ha 1.200 e lo Yatagan 1.300.
 
*Le prestazioni sono di circa 60,5 kmh ma dal Bulat si arriva a 65 kmh. L'autonomia su strada è di 306 km, 385 sul Bulat, 450 sull'Oplot e 540 sullo Yatagan/Kern. La trincea è sempre di 2.85 m, gradino di 0,8 m ma dall'Oplot 1 m, la pendenza 60% ma dal Bulat arriva al 63-63%.
 
 
 
 
===Bibliografia===
<references/>
[[Categoria:Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo|URSS]]
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