Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Cile-2"

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Attualmente (al 2007) l'Esercito Cileno sperimenta la fase due del Piano Alcazar, che serviva a modernizzarlo e venne attuato nel periodo 1994-97 e poi nel 1998-2014. L'esercito ha visto lo scioglimento di 7 reggimenti, lo spostamento di altri 8,la costituzione di due battaglioni meccanizzati con gli M-113, uno per la 5a Brigata a Nord, e l'altro per il 10imo Reggimento a Sud.
 
Esso stenta ancora a trovare una elevata aliquota di professionisti, sempre più necessiarianecessaria per la sofisticazione crescente dei mezzi in dotazione e il loro ottimale sfruttamento. La riduzione delle forze, in termini numerici è avvenuta, ma stranamente, rispetto al numero indicato negli anni '80 anche i professionisti sono calati molto: attualmente non più di 2000, mentre entro il 2010 si gradirebbe giungere a 10.000, mentre i soldati di leva, 16.000, dovrebbero scendere a 8.000. Da qui si vede che l'Esercito cileno attualmente e anche ,possibilmente, nel futuro, è costituito da 18.000 uomini, appena un terzo di quelli di vent'anni addietro. La modernizzazione intrapresa, sopratutto con armi e materiali ex-europei causa le proteste di Paesi vicini, in particolare del Perù, mentre l'Argentina è relativamente in pace dopo gli scontri di frontiera del 1978 e l'appoggio cileno agli inglesi durante la guerra del 1982. La maggior parte dei nuovi mezzi sarà sistemata nella parte settentrionale del Cile, per questo anche l'Argentina non ne è molto preoccupata, mentre lo è il Perù, visto che obiettivamente, le Ande non sono il territorio ideale per usare masse di mezzi corazzati, mentre a Nord vi sono aree desertiche in cui questo è possibile, e in tale scontro, attualmente, è il Perù che avrebbe tutto da perdere con i suoi vecchi T-55. Peraltro, l'Aviazione peruviana è probabilmente la più forte del continente sudamericano e così la Marina che costituisce una minaccia concreta per le coste cilene in caso di ostilità.
 
Quanto agli equipaggiamenti: per radiare i vetusti Sherman e altri mezzi degli anni 40-50 e rispondere alla dotazione di moderni carri medio-leggeri TAM degli argentini, i Cileni hanno ottenuto ne 1998, per la prima volta nel continente sudamericano, i carri armati Leopard 1, provenienti dall'Esercito olandese e leggermente migliorati con kit di corazzatura aggiuntiva per un totale di 42 t di peso. Ben 180 Leopard 1V + 22 tra carri gettaponte, recupero, genio e addestramento, tutti molto importanti specie considerando le condizioni ambientali estreme riscontrabili in Cile: dalla Terra del Fuoco (nome a dire il vero poco appropriato), la Cordigliera delle Ande alte fino a 7000 m e infine i deserti settentrionali. I carri hanno come si è detto, una corazza migliorata, sia pure senza incrementi drastici di peso, un cannone che rispetto ai primi Leopard è stabilizzato, vi è un computer balistico, un sistema EMES-12 A3 fase-2 che incorpora un telemetro laser e un sistema IL Pzb-200.
 
Questo lotto di 'nuovi' carri ha scompaginato le carte e i carri M24 e M41 ancora in servizio, dopo la radiazione dei vecchi Sherman, rimpiazzati direttamente dai Leopard, hanno avuto da allora poco senso. Tutti questi mezzi sono stati comunque dotati di motori Detroit Diesel 8V71T al posto di quelli a benzina, forse più prestanti ma con scarsa autonomia. I sistemi di tiro sono stati migliorati in un secondo tempo con capacità notturne. Sono stati utilizzati apparati isralieaniisraeliani con telemetro laser della ElOpEl-Op.
 
Per ottenere una linea carri omogenea anche i carri AMX-30 sono stati sostituiti, apparentemente anche in questo caso i Leopard hanno avuto alfine la meglio sull'eterno rivale francese. Questi carri erano presenti nelle zone meridionali. Appena nel 1998 ne era giunto un lotto. Si trattava di circa 20 mezzi, che si aggiungevano ai 21 originali. In realtà avrebbero dovuto essere 50, ma dopo l'embargo contro il Cile gli ultimi 29 non vennero consegnati e così la forza di AMX-30 non ha mai raggiunto i numeri previsti. In compenso i mezzi dell'ultimo lotto erano gli AMX-30B2, con un telemetro laser e un sistema di tiro migliorato con capacità anche notturne.
 
Altra aggiunta importante, 24 obici semoventi M109A3 ex-svizzeri, ceduti a metà 2006, mentre altri 24 sono in arrivo: così sarà possibile sostituire i leggeri e oramai obsoleti F Mk 3, 12 dei quali ancora in servizio. Gli obici M101 hanno ricevuto la canna da 33 calibri invece di quella da 22 e ora hanno una gittata di forse 16 km. I sistemi di tiro sono i DAVID israeliani. L'artiglieria si è giovata anche dei sistemi MISTRAL antiaerei, che nell'aeronautica sono del tipo MYGALE, con torretta quadrupla e sensore termico su telaio di veicolo 4x4. In ogni caso, l'artiglieria non è particolarmente potente. Una svolta l'avrebbe potuta dare il RAYO, un nuovo poderoso lanciarazzi d'artiglieria che è costituito da un autocarro 6x6 con un lanciarazzi. Questo ha due blocchi ciascuno con 12 razzi da 160 mm per un totale di 24, lanciabili in meno di 50 secondi. Si tratta di un sistema simile all'ASTROS-40 brasiliano da 180 mm, con 16 armi pronte al fuoco, ma la cosa notevole è la gittata, che qui arriva non a 35 km, ma addirittura a 52. NB si tratta della gittagittata a livello del mare, non certo trascurabile come particolare in un paese andino (+ altitutine, meno densità aria, meno attrito e quindi maggiore gittata). Il controllo del tiro è computerizzato e in generale una batteria di questo sistema può controllare un territorio del diametro di ben 104 km, con una differenza abissale rispetto a quanto possibile alle altre artiglierie disponibili in Cile. Di fatto, si tratta di un sistema dalla grande potenza di fuoco e gittata paragonabile ai pezzi da 152/52 mm con munizioni speciali. Al 2001 era ancora in fase di sviluppo, dopo che il programma esisteva già da diversi anni. Ma vi erano anche il LAR-160 già in servizio, dei sistemi più semplici, che potevano nondimeno esprimere fuoco di saturazione fino a 30-35 km. Obiettivamente, oltre questa distanza il controllo della precisione di un razzo non guidato è molto, molto difficile, bisogna considerare che l'errore medio, anche con il vento calcolato correttamente, tende ad essere per un razzo d'artiglieria dell'1-2% almeno, fermo restando che si tratta di razzi in perfette condizioni e con temperature ambientali ben calcolate.
 
Quanto ai missili controcarro, i cileni hanno rinnovato i loro rapporti con gli Israeliani con la valutazione dei missili MAPATS, che però sono stati scartati dal confronto con i nuovi SPIKE. Ma parliamo diffusamente anche dei MAPATS, rimasti piuttosto misteriosi pur essendo di indubbio interesse. Esso ha un peso di 29,5 kg, diametro di 14,8 cm, il complesso di lancio pesa 95,5 kg e sostiene la cadenza, definibile come piuttosto elevata per tale mole di missile, di 3 colpi al minuto nelle migliori condizioni (il TOW ne ha 2), il che aiuta a ridurre uno dei maggiori handicap dei missili controcarri rispetto ai cannoni. La gittata, pezzo forte dei dati missilistici, arriva a 5 km, anche se come al solito vi è una distanza minima che i cannoni non hanno, che in questo caso è stabilita in 65 m (in realtà questa è la distanza che intercorre tra il lanciatore e l'attivazione della spoletta). Il veicolo di lancio è il Command Car da 0,75 t (di carico fuoristrada) con motore da 4 l. La guida del missile è, fattore molto interessante, non filoguidata, ma a guida laser semiattiva. La probabilità di colpire è stimata, forse ottimisticamente, al 90% alla distanza massima di impiego contro un carro fermo, ma resta dell'80% contro un mezzo in movimento anche a 95 kmh. Anche la probabilità di distruzione è alta, vista la presenza nella testata HEAT di ben 3,25 kg di HV-10.
I cannoni controcarro SR M40A1 da 106 mm sono sempre ben graditi per la loro versatilità e potenza, nonostante il peso di 219 kg. Sono esemplari di fabbricazione spagnola, e hanno subito un processo di notevole revamping, alla faccia dell'era missilistica: telemetro laser, visore notturno NVS-800 per il cannoniere e NVG-50 per il conduttore del veicolo fuori strada ( i numeri sono forse la portata in m). Spara fino a 7 colpi al minuto, ciascuno dei quali da circa 15 kg, forse includendo anche la carica di lancio, con gittata utile passata da 1000 a 2000 m. grazie ai nuovi sistemi, nel ruolo controcarro, ma massima di 7.650 m. Le munizioni sono di vari tipi: le HEAT AT M-244 perforano non meno di 500 mm e hanno una velocità iniziale di 360 ms. Per tutti quei bersagli che non necessitano di munizioni speciali ad altissimo potere perforante (ovvero nessuno in Sud-America), cosa che potrebbe essere soddisfatta con nuovi proiettili dato l'ampio margine di peso disponibile, l'M40 è ancora un'arma economica, polivalente, di notevole efficacia.
 
Nel tempo sono arrivati altri importanti mezzi: sempre nel 2006,per operare degnamente con i carri sono arrivati anche dei semplici IRV, gli YPR-765 ex- olandesi, 139 dei quali ceduti attraverso la belga Sabiex International S.A. Essi sono complessivamente inferiori rispetto agli LCTP argentini, ma come armamento no, infattidispongonoinfatti dispongono di una mitragliera da 25 mm Rheinmetall, missili SPIKE (non è chiaro se in aggiunta o alternativa al cannone su torretta KUKA), vi sono anche veicoli recupero, ambulanza, trasporto munizioni, genio, comando. In tal modo potranno aggiungersi ai pochi M113 presenti (450) ed operare nelle situazioni di combattimento a fianco dei carri armati. A questo proposito, la commessa pià importante è arrivata di recente: nel 2007 sono stati forniti 100 carri Leopard 2A4 ex-tedeschi. Nessun'altra nazione del Sud America dispone di mezzi anche solo comparabili con questi, anche se si tratta di carri non aggiornati alle ultime sottoversioni (ma se non altro abbastanza moderni rispetto alle prime). In ultimo 30 Gepard (5PZF-B, della prima serie consegnata ai tedeschi, attorno al 1976, dislocati nel Nord del Paese) sono in fornitura, mentre 200 HUMMER sono stati consegnati di recente e sostituiranno i Toyota Land Cruiser e veicoli STORM, armati di cannoni SR da 106 mm. Probabilmente questi mezzi saranno utilizzati, almeno in parte, come vettori per missili SPIKE.
 
Questa forza di 100 Leopard 2, 180 Leopard 1, 139 AIFV, 48 M109A3 e 200 HUMMER è senza paragoni in tutto il Sud America e verrà utilizzata per le brigate corazzate, basate a Nord e costituite da 44 carri l'una, altro potenziamento in termini di pedine tattiche visto che prima i corazzati cileni erano in Gruppi carri da 30 carri armati l'una.
 
===Aeronautica<ref>Maureia, Antonio: ''L'aeronauticaAeronautica cilena oggi'', RID Febbraio 2003 pagg. 70-73 </ref>===
L'organizzazione della Fuerza Aerea de Chile o FACh era nel 2003 organizzata così:
* Comandante in Capo, nominato dal Presidente, carica di 4 anni. Segreteria Generale, Ufficio Generale di Controllo, Ispettorato Generale, Dipartimento Comunicazioni.
Dal Comandante in Capo si diramamnodiramano:
* lo Stato Maggiore Generale, e da questo altri 4 comandi:
**Direzione operazioni
 
*II Brigata: Attivata a Santiago il 21/4/1980, zona competenza attorno a Concepcion con latitudini 29'01 e 37'30. È incaricata sopratutto del trasporto.
**Gruppo 9: trasporto su elicotteri con UH-1H, Bell 206, BK-117, UH-60, S-70, Bell 412, ma anche aerei PA-28-236 ufficialmente apparetentiappartenenti all'11°
**Gruppo 10: Basata a Santiago, aeroporto internazionale A.M.Benitez', C-130B/H, Boeing 707-320 di cui 1 aerocisterna e alcuni CONDOR AEW, Beech 99A, DHC-6, Gulfstream IV.
**Altri servizi: fotografia aerea con Learjet 35A, DHC-6, A-100.
**Gruppo ?: ha DHC-6, UH-1H. BK-117.
**Gruppo 12: Cessna OA/A-37B, possibilmente da rimpiazzare con F-16
**Gruppo divesa contraeracontraerea 23: come le altre unità del genere
**Gruppo tlc/scoperta 33: Idem
**Gruppo Esplorazione 19: è sulla base Antartica Presidente Frei, con DHC-6 con sci e UH-1H, e BO-105CBS
 
===Esercito, 2004<ref>J.P.Husson, articolo su RiD set 04</ref>===
Data la situazione economica piuttosto stabile, il Cile, a differenza di altre nazioni dell'America latina, ha potuto ammodernare facilmente le sue F.A., a maggior ragione dopo che l'Argentina, che ha un contenzioso territoriale come quello della Laguna del Desierto -appena 520 km2, ma che nel '65 rischiarono di scatenare una guerra e provocarono una crisi lunga tre anni- cosa da poco per due nazioni che hanno confini in comune per 4.500 km. Vi sono state anche tensioni per alcune isole meridionali, risolte nel '91; la Bolivia, che ha un confine di 800 km, e il Perù, con 'soli' 150, non hanno particolari problemi diplomatici, sebbene vi siano alcune questioni di confine.
 
Le F.A. cilene, senza dubbio tra le migliori del Sud America, strumento della celebre dittatura di Pinochet (egli stesso generale) e adesso forza di stabilità del Paese, sono state riorganizzate profondamente, specie l'Esercito che per ovvie ragioni è quello più coinvolto nella dittatura trascorsa; la riogranizzazioneriorganizzazione è stata fatta con il piano Alcazar, in due fasi; la prima è stata del 1994-97 e la seconda nel 1998-2010. L'Esercito cileno, nel 2004 con 45.000 effettivi di cui la metà di leva, è stato ristrutturato e razionalizzato per diventare sempre di più uno strumento ad alta tecnologia e al passo con i tempi. Dal 2004 il Cile aveva una nuova struttura per il suo esercito, fondando battaglioni e reggimenti in unità tattiche pluriarma, e rispiegando alcune guarnigioni per migliorare la logistica. Il paese delle Ande per eccellenza, con la sua lunghissima linea di alte montagne che ne è la caratteristica dominante e la sua stretta conformazione, è ovviamente molto infuenzatoinfluenzato dalla sua posizione. Con una lunghezza di oltre 4.000 km, e al contempo una larghezza tra 100 e 200 km, non poteva essere certo diversamente e le montagne di una delle catene più alte del mondo non aiutano a muoversi, se non verso la costa. Le sette 'Divisioni dell'esercito' sono corrispondenti ad altrettante Regioni militari. Vi sono, partendo da Nord: la VI Division, comando Iquique, la I Division, Antofagasta, IIa Division, Santiago, III Division, Conception; IV Division, Valdivia, VII Division, Coihaique, V Division, Punta Arenas. Queste 'divisioni', delle dimensioni in realtà più vicine a delle brigate, sono dei piccoli eserciti autonomi dato l'isolamento geografico (e del resto, ci sono circa 10 soldati per km di lunghezza, immaginatevi con così pochi uomini e così tanti km come si potrebbe dare una continuità alla struttura), ha al comando di un ufficiale superiore e forma anche il personale locale e gestisce l'amministrazione. Dal 2004 hanno ricevuto queste divisioni anche raggruppamenti pluriarma permanenti, ovvero i Regimientos Reforzados, con fanti, genio, corazzati e artiglieria. Così in una guarnigione vi è tutto quel che serve. Se il Cile è difficile da difendere, però, non è che sia facile invaderlo. A nord c'é il deserto di Atacama, il posto più 'secco' del pianeta, e che fa da confine con Perù e Bolivia; nondimeno, piuttosto che difendere un posto su cui difficilmente qualcuno vorrebbe passare anche solo la notte, si è preferito riunsciare alla difesa del confine per scaglionarla in profondità. Così la VI Division, da Arica, a circa 20 km dal confine, è stato spostato ad Iquique, 220 km a Sud della precedente locazione; ad Arica è rimasto comunque il Regimiento Reforzado N.6 MATUCANA, che è stato ottenuto dal reggimento d'artiglieria 'Dolores', cavalleria corazzata 'Vencedores' e del Genio 'Azapa', per fare da primo ostacolo ad un eventuale aggressore (che tutto sommato, potrebbe essere solo il potente Perù, peraltro afflitto da una notevole inefficienza complessiva del suo strumento militare). Ad Est, altipiani di Putre, altezza 4.400 m, sempre ai confini con queste due nazioni, vi è il Rezimeniento Reforzado N.24 HUAMACHUCO, ovviamente un'unità di montagna. La VI Division di Iquique ha il grosso delle forze, con il Regimineto Reforzado N.5 'Pampa Germania', che oltre alle unità normali ha anche reparti di commandos. Il tutto è concepito per resistere ad un'invasione da Nord arretrando lentamente verso Sud, lungo la Panamericana, la strada che attraversa il Cile fino all'estremo Sud; i corsi d'acqua delle Ande, che scendono verso il Pacifico, sarebbero linee di resistenza molto utili. Ma in tutto, va detto che la VI divisione ha solo 3.500 effettivi.
 
Vicino alla capitale le montagne sono molto alte, toccando anche i 7.000 m. Così, malgrado la minaccia potenziale argentina, il Cile non corre molti rischi di essere 'spezzato' al centro. La I Division è sia volta a fermare invasioni boliviane che argentine sui tre assi possibili di penetrazione e conta sopratutto sul R.R. N.5 'Topater'. Questa unità, a Calama ('solo' 200 km da Antofagasta), è stata costituita da elementi del reggimento fanteria n.15 e del Genio (rgt n.1); l'altitudine a cui è questa cittadina è di 3.000 m, ma è anche un importante nodo stradale per la regione, idem per le ferrovie, che collegano Antofagasta con Sucre (Bolivia), mentre gli argentini potrebbero arrivare da Salta, con l'unica rete stradale della cordigliera andina. Ad Antofagasta c'era anche un altro R.R., il n.20 La Conception, con unità corazzate, artiglieria, fanteria, in funzione di riserva. La regione ha anche il controllo di un'altra unità, basata a Copiapo, a ben 400 km a Sud: il Rtg di fanteria n.23 'Copiapo'. Prima di questa ristrutturazione, la 1a Divisione era in effetti una grossa formazione dell'esercito, con i 3 rgt di fanteria n.7 'Esmeralda', n.15 'Calama' e n.23 ' Copiapo', più quello di cavalleria blindata n.8 'Esploradores', il rgt genio n.1 'Atacama', e il n.1 delle trasmissioni, il 'Tocopilla', per un totale di sei reggimenti. Tutto questo è stato allestito per via del fatto che da Cordoba, in Argentina, è possibile arrivare con una strada (che passa la cordigliera a ..6.000 m di quota) alla Panamericana, l'arteria di scorrimento dell'intero Cile, tanto che la presa di Copiapo sarebbe sufficiente per tagliare i collegamenti (terrestri, ovviamente) con il Cile settentrionale. Mentre a sud, dove non ci sono passi, stanziare grosse unità dell'esercito è inutile. Poi c'é Santiago, con la II Division de Ejército, tutta in funzione anti-argentina. Che può essere contenuta attraverso il controllo della strada e ferrovia locali, colleganti Mendoza oltreconfine, con la capitale Santiago del Cile, e poi, più avanti, anche Valparaiso. Nella zona litoranea vi è il Reggimento di fanteria n.21 'Arica', uno rinforzato è invece il n.3 'Yungay', vicino alla capitale, ottenuto da due precedenti rgt di fanteria; verso Sud c'é il R.R. n.22 'Lautaro', di Forte Arteaga, con tre unità corazzate, fanteria e genio che lo hanno costituito. Infine, nella capitale è presente il rgt di fanteria n.1 'Buin', che come fa intuire il numero stesso, è il più vecchio dell'esercito cileno; più il reggimento di cavalleria bilndata n.1 'Granaderos', anche per servizi di scorta VIP, e il reggimento Genio n.2 'Puente Alto', specializzato in ferrovie. Valparaiso, a circa 100 km ad ovest di Santiago, è stanziato il rgt di fanteria n.2 'Maipo' e a Rancagua, 100 km a sud, un altro reggimento di fanteria, il n.4 completa la II Division.
La versione installata è la S.W. VL, ovvero quella a lancio verticale, presente in 8 moduli da 8 missili l'uno in pozzi di lancio, tutti sul ponte di prua. Nonostante siano solo la metà di quelli delle navi precedenti, sono tutti pronti al lancio e possono difendere, pur essendo tutti concentrati a prua, l'intero orizzonte della nave. Inoltre sono dotati di una gittata un poco maggiore, circa 8 km. Le navi mantengono le migliorie delle ultime '22 in termini di dotazioni, per cui a prua hanno un cannone Mk 8 da 114 mm, arma piuttosto potente e leggera (25 c.min, 22 t, gittata 23 km per granate da circa 23 kg). Dietro essa vi è la batteria di SAM di cui sopra, e dietro ancora vi sono due fasci di 4 HARPOON l'uno. L'hangar può ospitare elicotteri medi o pesanti, mentre esiste un sonar filabile. Le apparecchiature elettroniche di bordo sono migliorate, per esempio con il radar Type 996 che evita la compressione dell'impulso utilizzando la scansione in fase invece che in frequenza. Il dislocamento supera le 4.000 t con una lunghezza di quasi 140 m. Da notare la configurazione 'anti-stealth': visto che le navi di questa classe non sono pensate per ridurre la traccia radar, hanno speciali sovrastrutture per deviare e deformare il ritorno radar, con speciali 'archi', per esempio, sopra l'hangar. Questo consente di falsare il ritorno dell'eco radar ingannando i missili in volo radente in fase d'attacco, sopratutto da poppa. Questa è stata un'azione progettuale spregiudicata ma efficace: non potendo riprogettare in configurazione stealth un progetto relativamente tradizionale, si è fatto in modo che l'eco radar fosse se non ridotto, almeno ingannevole per chi attacca, con risultati difficili da immaginare, ma accoppiati con le ECM di un certo valore effettivo. I due CIWS Goalkeeper non sono stati installati.
 
Se si pensa che tutto questo programma, nelle sue 3 fasi, ha sostituito quello precedentemente elaborato per 3 fregate medio-leggere nuove, si capisce come le cose possano risolversi, e rapidamente, con materiali usati di qualità: 8 navi da guerra con standard operativi NATO (quindi estremmaenteestremamente severi) per oltre 30.000 t di stazza al prezzo di 3 fregate da 8-10.000 t complessive, da realizzare chissà quando e a quali costi finali.
 
La cosa anche più notevole è che 2 delle navi sono la classe JV.HEEMSKERCK, che sia pure a caro prezzo (hangar e, stranamente, anche cannone da 76) ottiene un lanciamissili Mk 13 con 40 missili SM-1 o anche SM-2MR, consentendo una difesa d'area ben maggiore di quella che consentivano i vecchi SEA SLUG dei County, prima che venissero rimossi per la vetustà manifesta. Per questo hanno la sigla FFG, a significare che hanno un sistema da difesa aerea a medio raggio (oltre al Sea Sparrow). Una fregata contraerea, sia pure più sofisticata di queste, può attualmente costare anche 500 milioni di dollari, certamente molto di più di quanto hanno speso i cileni per comprare le due HEEMSKERCK.
 
 
Recentemente (estate 2009) è stato annunciato il piano di radiazione degli F-5. La cosa surprendesorprende un po', dati i recenti programmi di aggiornamento subiti di recente. Attualmente vi sono 16 apparecchi E e F. Entro la fine dell'anno saranno tolti dal servizio, seguendo i Mirage 50CN già radiati recentemente. Così tutta la prima linea cilena sarà basata su 10 F-16C e D Block 50 e 52 ex-USAF, e 18 A e B MLU ex-Olandese (180 mln di dollari che rappresentano il costo di quest'ultima operazione). Ma il Cile non intende restare limitato a questi 34 aerei, perché si parla di un ulteriore acquisto futuro di altri 46 aerei. Ma al 2020, per quando questo programma sarà da poco completato -se mai verrà iniziato- anche gli F-16 saranno 'quarantenni' e così si proporrà ancora il problema con che cosa sostituirli.
 
===Marina===
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