Esperanto/Accusativo: differenze tra le versioni

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==Note riassuntive==
==Note riassuntive==
* L'accusativo serve principalmente a marcare il complemento oggetto della frase.
* L'accusativo è indicato dalla desinenza '''-n''' e serve principalmente a marcare il complemento oggetto della frase.
* Possono essere complemento oggetto '''solo''' pronomi, nomi e aggettivi, non altre parti del discorso (articolo, avverbi...). Vedremo più avanti che -se indicano moto a luogo- anche alcuni avverbi (avverbi di luogo) possono avere la terminazione –n, ma non ci cureremo di questo ora.
* Possono essere complemento oggetto '''solo''' pronomi, nomi e aggettivi, non altre parti del discorso (articolo, avverbi...). Vedremo più avanti che se indicano moto a luogo anche alcuni avverbi (avverbi di luogo) possono avere la terminazione '''-n''', ma non ci cureremo di questo ora.
* Il verbo ''esti'' (copula) non richiede l'accusativo, poiché l'azione di essere ricade sul soggetto. Lo stesso vale per gli altri verbi copulativi.
* Il verbo ''esti'' (copula) non richiede l'accusativo, poiché l'azione di essere ricade sul soggetto. Lo stesso vale per gli altri verbi copulativi.
* Un nome, pronome o aggettivo si dice al '''nominativo''' se non è all''''accusativo'''.
* Un nome, pronome o aggettivo si dice ''al nominativo'' se non è ''all'accusativo''.


==Frasi che sottintendono soggetto e verbo==
==Frasi che sottintendono soggetto e verbo==

Versione delle 17:59, 6 mar 2010

Indice del libro


Chi ha studiato una lingua con i casi, non deve aver affatto paura, l'esperanto contiene solo questo caso, per i motivi sotto indicati. Esso serve essenzialmente a "marcare" il complemento oggetto di una frase, per distinguerlo dal soggetto.

Individuazione del complemento oggetto e formazione dell'accusativo

"Marcare" il complemento oggetto (che può essere un pronome, o un sostantivo con eventuali aggettivi) mediante l'accusativo è molto semplice da imparare, infatti basta aggiungere la desinenza -n, e questo vale sempre sia al plurale che al singolare. Per chi ha problemi a distinguere il soggetto dal complemento oggetto di una frase, basta concentrarsi sull'azione espressa dal verbo: il soggetto fa (compie) l'azione, il complemento oggetto la subisce. Essi rispondono quindi alle seguenti domande:

  • Soggetto: chi/che cosa compie l'azione?
  • Complemento oggetto: chi/che cosa subisce l'azione?

Ad esempio:

  • Barbara vidas la katon. = Barbara (soggetto) vede (verbo = azione) il gatto (complemento oggetto).

Il soggetto è Barbara, che compie l'azione di "vedere" un gatto (kato), che quindi è il complemento oggetto, marcato dall'accusativo.

  • Mi rigardas la pomojn. = Io (soggetto) guardo (verbo) le mele (complemento oggetto = accusativo).

Gli aggettivi che indicano le caratteristiche della cosa che subisce l'azione, fanno parte del complemento oggetto. Sono quindi anch'essi marcati dall'accusativo:

  • Mi havas belan katon = Io ho un bel gatto.
  • Johano manĝas multajn pomojn = Giovanni mangia molte mele.
  • Li amas ŝin sed ŝi ne amas lin = Egli ama lei ma ella non ama lui.
  • Hodiaŭ mi manĝas spagetojn. = Oggi mangio spaghetti.

Complemento oggetto composto

Se il nome che funge da complemento oggetto è composto da più parole (ad esempio il titolo di un libro o film) la desinenza si aggiunge preceduta da un trattino:

  • Mi legis “La aventuroj de Pinokjo”-n. = Ho letto “Le avventure di Pinocchio”.
  • Mi vidis “La vivo estas bela”-n. = Ho visto “La vita è bella”.

Il predicato nominale non richiede accusativo

Il verbo essere esti è particolare, l'azione "essere" infatti ricade sullo stesso soggetto che la compie, quindi con essere non si usa l'accusativo. In questo caso infatti non c'è il complemento oggetto: il gruppo "verbo essere + nome o aggettivo" forma il predicato nominale.
Esempi:

  • La floro estas bela. = Il fiore è bello. (bello è riferito a fiore che è il soggetto)
  • Li estas bona knabo. = Lui è un buon ragazzo.
  • Italio estas bela lando. = L'Italia è una bella nazione.

Il verbo essere non è l'unico verbo a formare il predicato nominale, esistono infatti altri (pochi) verbi con la caratteristica di rimanere sul soggetto, ad esempio: sembrare (ŝajni), avere l'aspetto di (aspekti), diventare (iĝi), nascere (naskiĝi), morire (morti). Tali verbi sono detti "copulativi", mentre il verbo essere è detto "copula".
Esempi (il predicato nominale è in grassetto):

  • Antonio iĝos viro = Antonio diventerà un uomo.
  • Teresa ŝajnis trankvila. = Teresa sembrava tranquilla.
  • Ŝia kato aspektas tigro. = Il suo gatto ha l'aspetto di una tigre.
  • Li naskiĝis malriĉa kaj mortis riĉa. = Egli nacque povero e morì ricco.

Approfondimento

Il predicato nominale può essere scomposto in due parti: verbo copulativo e complemento predicativo. Come in italiano, se il verbo è copulativo, è bene non separare o invertire queste due parti, perché si rischia di invertire il senso della frase (con la copula "essere", che indica equivalenza, non c'è problema):

  • Raŭpo iĝos papilio. = Iĝos papilio raŭpo. = Un bruco diventerà una farfalla.

Che, come in italiano, è diverso da:

  • Papilio iĝos raŭpo. = Iĝos raŭpo papilio. = Una farfalla diventerà un bruco.

Note riassuntive

  • L'accusativo è indicato dalla desinenza -n e serve principalmente a marcare il complemento oggetto della frase.
  • Possono essere complemento oggetto solo pronomi, nomi e aggettivi, non altre parti del discorso (articolo, avverbi...). Vedremo più avanti che — se indicano moto a luogo — anche alcuni avverbi (avverbi di luogo) possono avere la terminazione -n, ma non ci cureremo di questo ora.
  • Il verbo esti (copula) non richiede l'accusativo, poiché l'azione di essere ricade sul soggetto. Lo stesso vale per gli altri verbi copulativi.
  • Un nome, pronome o aggettivo si dice al nominativo se non è all'accusativo.

Frasi che sottintendono soggetto e verbo

Vedendo un saluto in esperanto, si può adesso notare che è nel caso accusativo. Questo perché un saluto è spesso una frase in cui si esplicita solo la cosa augurata (o idealmente data), evitando soggetto e verbo:

  • Bonan nokton! = (Io auguro una) buona notte!
  • Bonan tagon! = (Io auguro una) buona giornata!

Similmente per gli altri saluti, che adesso possono essere facilmente ricavati cercando le parole in un dizionario. Un poco meno intuitivo, è il ciao, che si traduce come il mandare un saluto molto generale (e quindi informale, amichevole):

  • Saluton! = Ciao! - Letteralmente: (Io mando a te) un saluto!

Così via, ad esempio in un messaggio scritto:

  • Kisojn! = Baci!

o per ringraziare:

  • Dankon = grazie - Letteralmente: (Io do a te) un ringraziamento.

Similmente nelle altre frasi che in generale sottintendono soggetto e verbo:

  • Kelnero, (mi deziras) la kalkulon. = Cameriere, (desidero) il conto.

Accusativo, libertà al prezzo di aggiungere una "n"

Perché portarsi dietro un caso per una lingua che vuole essere la più semplice possibile? In italiano (inglese, spagnolo, francese...) abbiamo solo residui dei casi, specie nei pronomi (tu - te, he-him, je-moi...) e stiamo bene.
I motivi in realtà sono vari, e ne citiamo qualcuno. Principalmente, la presenza dell'accusativo rende l'ordine delle parole meno importante per capire il significato della frase. Porta il vantaggio per il principiante di poter usare l'ordine della propria lingua madre per le parole. Nel mondo esistono centinaia di lingue, e non tutte usano l'ordine soggetto-verbo-complemento come l'italiano o le lingue europee più note. Questa libertà iniziale può essere poi usata dai parlanti più esperti per mettere enfasi sulle parole più importanti (non serve molto tempo per imparare). Ad esempio:

  • Mi amas cin.

significa: Io amo te

  • Mi cin amas.

significa anche la stessa cosa, ma l'enfasi è posta sul complemento oggetto in misura maggiore: Io amo te (non un altro/a!)

L'accusativo inoltre, rende la lingua internazionale più adatta alla composizione di testi letterari e poetici; diminuisce l'ambiguità anche nei testi scientifici, e così via. È libertà senza ambiguità quindi, al prezzo di aggiungere una "-n".

Altri usi dell'accusativo

Oltre alla funzione principale di complemento oggetto, l'accusativo ha anche altri usi secondari, trattati nel capitolo delle preposizioni. Alcune preposizioni infatti possono essere sostituite dall'accusativo in certi contesti, ma non è importante per chi inizia.

Esercizi

Nominativo ed accusativo

  • Ricava i saluti per le varie ore della giornata.


  • Servendoti della traduzione metti la desinenza giusta, facendo attenzione a plurale ed accusativo.
    • 1. Sicilio estas insul__ . (La Sicilia è un' isola)
    • 2. Li skribos leter__ . (Egli scriverà una lettera)
    • 3. Korsiko kaj Sardio estas insul__ . (La Corsica e la Sardegna sono isole)
    • 4. Marko estas feliĉ__ . (Marco è felice)
    • 5. Johano kaj Marko estas inteligent__. (Giovanni e Marco sono intelligenti)
    • 6. Mi trinkis bon__ kaf__ . (Io ho bevuto un buon caffè)
    • 7. Mi havas mult__ amik__ . (Ho molti amici)

Esercizo: definizioni

Abbina la parola con la sua definizione.

AplaŭdiSuferi RibeliAbsolvi
pardoni la pekojn.
rifuzi obeon.
senti doloron.
montri aprobon.