Pensiero castanedico/Fondamenta del Pensiero castanediano: differenze tra le versioni

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Secondo questa particolare disciplina, nei bambini il "punto di unione" scorrerebbe fluido; ma poi, crescendo e vivendo un'esistenza ordinaria (concentrandosi cioè solo sulla loro "prima attenzione"), concretizzerebbero solamente una piccola parte di queste "emanazioni" che diventerebbero così quindi tutta la loro "realtà percettiva", escludendo automaticamente tutti gli altri possibili mondi che invece potrebbero essere ugualmente raggiunti (attraverso le altre "attenzioni possibili").
 
Castaneda afferma che ogni sensazione, sentimento o azione, sarebbe determinata dalla posizione di questo "punto di unione". Il movimento consapevole del "punto di unione" permetterebbe quindi la percezione del mondo in maniera differente (una "realtà non ordinaria"), nonchènonché l'entrata in altri mondi veri e propri, diversi dal nostro, ma ugualmente "inglobanti" e "reali".
 
L'obiettivo di tutto questo sarebbe quello di raggiungere la "totalità di se stessi", ossia la piena percezione e dominio di tutte le "tre attenzioni umanamente possibili".
 
 
Per continuare a capire peróperò bene il Pensiero castanediano, conviene forse rifarci ora a uno di questi ultimi ''nuovi autori'' cui accennavamo prima; per esempio a: '''Domingo Delgado Solórzano''', che ha soprattutto il merito di essere riuscito, secondo alcuni, a colmare più di ogni altro quelle enormi lacune e vuoti lasciati da Castaneda nei suoi scritti. Quindi, cominciamo.
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====Catalogazione delle "Coscienze Sferiformi"====
 
Scrive anche che '''alcune Coscienze''' (che lui chiama ''"Percettori"''), uomini, donne o animali che siano, '''presenterebbero nel loro ''uovo luminoso'' degli scompartimenti in più''' rispetto ad altri: da qui il nome di Nahual (o Nagual) di '''tre, quattro o cinque''' punte. Da essi, deriverebbero le tre regole dei lignaggi (giacchègiacché, essi sarebbero dei lider per natura); ossia:
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*la Regola per il ''Nahual di tre punte'',
Dunque; '''l'uovo luminoso sarebbe costituito''' come abbiamo gia visto '''da vari 'scompartimenti', quindi da diversi 'corpi'.'''
 
*Uno éè quello ''fisico'',
 
poi Domingo ne classifica altri quattro:
*quello ''volitivo collettivo''.
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Per ognuno di essi descrive anche le pratiche opportune (vedere sezione esercizi) affinché possano, col tempo e colla pratica costante, arrivare a 'fondersi'. '''L'unico che non rientra nell'unione sarebbe quello mentale: questi, dice, colla pratica éè destinato a scomparire''' per lasciare posto alla ''conoscenza naturale e silenziosa''. Dice testualmente che: "'''La perdita di 'questo corpo' éè il guadagno di quello 'luminoso'''', giacché '''sarásarà quest'ultimo che 'vedrá' e penserá quando il primo sarásarà scomparso''', facendo percepire la 'Visione Totale' di tutte le Realtá", invece di una singola e limitata, quale lo é appunto la nostra di questo mondo.
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====i Dialoghi Interni e i Punti di Unione====
 
 
*Don Chema mi assicuró che i movimenti che ogni bozzolo luminoso deve eseguire e l'intensità degli stessi, alla lontana, è un disegno dello spirito o forza che tutto lo permea. Tuttavia, mi disse, esistono movimenti basici da dove tutti dobbiamo partire. Continuó dicendomi che i disegni sono la causa fondamentale degli atti dei percettori. Un percettore, mi disse, ormai non attua più come tutti gli altri esseri, per impulsi emozionali impetuosi. I disegni lo guidano e gli indicano come, dove e perché attuare. Questo si deve a che il bozzolo si torna uno, con il potere dello spirito. Come una goccia d'acqua che cade nell'oceano, però che a differenza delle altre non si disintegra in questa vastità d'acqua, ma che stando nell'oceano, conserva la sua forma e funzione particolare. E'È una gocciolina individuale e allo stesso tempo è tutto l'oceano. Sta cosciente della sua doppia natura e usa il potere per muoversi a volontà in questa immensità ogni volta che lo intenta. I movimenti con pesi addizionali sviluppano la coscienza dell'essere e dello star cosciente dei disegni. L'intensità della sua esecuzione sviluppa il potere di percepirli e seguirli senza remora alcuna. La costante ripetizione seriata di questi, sviluppa l'impulso della volontà e l'intento per volare dietro la perpetuità della coscienza individuale di forma indipendente.
 
 
 
 
*Nella sua alimentazione quotidiana non mancava mai siero di latte, ricotta, miele d'api, olio di pesce, pesce, succo di "nopal" ''[NdT: Foglie del Fico d'India]'', carne secca macinata di differenti animali e una polvere fatta di [http://it.wikipedia.org/wiki/Steroli steroli] e [http://it.wikipedia.org/wiki/Flavone flavoni] vegetali, aminoacidi, carboidrati e vitamine e minerali concentrati. Per il resto don Chema mangiava di tutto eccetto trigo, caffécaffè, latte intero, maiale e zuccheri raffinati o prodotti che li potessero contenere.
 
 
 
 
*...Esiste tutta una tradizione relazionata con lo sviluppo e il mantenimento ottimale delle sfere interiori nei "lignaggi" di "guardiani protettori" del "nahual pentagonale", molto lunga da numerare, cosí come dell'ingestione di alimenti tanto vitali per i movimenti e i cambi del punto di unione. Il corpo fisico in particolare funziona molecolarmente con energia percettora, dove ogni reazione chimico-elettrica deve concordare con la seguente e con l'anteriore. Il flusso di energia fluisce allo stare i canali bioenergetici aperti. E'È una questione programmatica e non estetica o atletica. Queste ultime due si danno di per se stesse come guadagni addizionali. Nella "seconda attenzione" un corpo debilitato o trascurato tende a frazzionarsi e a disintegrarsi per mancanza di coesione e di controllo. Un corpo forte invece al disintegrarsi mantiene il controllo per integrarsi nuovamente in un'altra attenzione.
 
 
*Negli ultimi anni ho visto lo sviluppo dello sport del fisico-culturismo. Lo sviluppo del corpo fisico è l'esito supremo di un bozzolo luminoso nella "prima attenzione". E'È la base per viaggiare ad altre "attenzioni". L'umanità sembra che s'incammini nuovamente verso il conoscimento silenzioso, tramite lo sviluppo di ognuna delle sue parti fisiche. Poco a poco tutto si riunisce fino a riuscire a reintegrare un tutto.
 
 
 
 
*''' Il corpo luminoso:''' Il corpo mentale è il prodotto del punto di unione fissato nella posizione del corpo energetico. E'È la parte volatile del corpo luminoso che ci permette di organizzare l'energia solida che rodea il corpo fisico. La regola non lo contempla nella totalità, per questo, la rutina e la pratica paradogica lo porta poco a poco alla sua sparizione, lasciando al suo posto il conoscimento naturale e silenzioso dell'energia stipulato nella "regola". '''La perdita di questo corpo è il guadagno di quello luminoso,''' giacchègiacché '''sarà quest'ultimo che vedrá e penserá quando il primo sarà sparito.''' E'È la visione chiusa di una realtà contro la visione totale di tutte le realtà. La sua dissoluzione comincia con l'annichilamento dell'ego e delle sue parti: l'importanza di possedere, di essere, di ordinare, di essere obbedito e di essere obbediente. Finalmente si annichila il significato della parola e dell'offesa che provoca, costantemente all'ego. Per riuscirci entra in gioco l'astinenza sessuale unicamente nei periodi di alta luminosità, il contatto con organici elementali, con inorganici luminosi o ombra e le camminate notturne su colline o montagne.
 
 
 
 
*''' Il corpo volitivo individuale''' è la parte parallela del corpo fisico; rimane un arco di fronte all'altro, senza importare la posizione dell'osservatore davanti alla sfera luminosa. E'È la parte sinistra del bozzolo luminoso. La parte complementare della coscienza totale della luminosità. E' accesible allo stato di vigilia all'ampliare il rango in-sognato dell'osservatore. Queste tecniche furono quelle che più tardi convertirono il punto di unione di "Hexápoda", il collettivo, nella magia, fattucchieria o stregoneria. Antecedente diretto dell'indurimento della parte solida dell'energía, conosciuta oggi come scienza e tecnologia. L'unica maniera d'integrare la vigilia a questo corpo è con la ripetitiva intonazione del suo stato oscillatorio vibratile, intonato per il corpo fisico. Il "corpo di sogno" deve accorrere al corpo volitivo individuale, ricevere il suono proprio di questo e ritornare al corpo fisico a consegnarcelo. L'intonazione del suono del punto di unione collettivo, alla portata di tutte le coscienze, permette la riduzione individuale per raggiungere una delle sue parti. Questa riverberazione è l'essenza del conoscimento silenzioso. Il pulsare del cuore del grande bozzolo maggiore.
 
 
*''' Il corpo volitivo collettivo''' è la membrana esteriore della sfera cosciente. Riflette l'energia in sua espansione. '''Come punto di unione, è l'anello che copre l'interiore del bozzolo. Un anello mobile in espansione circolare costante, la cui velocità crea la membrana apparente esteriore del bozzolo.''' E'È l'ultima parte ad essere raggiunta dalla vigilia del bozzolo. '''Queste cinque parti compongono le coscienze; i suoi compartimenti, siano due, tre o quattro, formano il suo interiore.''' La concentrazione dei compartimenti al centro della coscienza formando un nucleo, confluisce con la fusione dei cinque corpi in questo stesso nucleo, sebbene in differenti luoghi. Cosí si raggiunge la percezione totale e l'ingresso alla terza attenzione. La saturazione delle attività delle altre quattro parti porta conseguentemente alla recuperazione di questa parte e con questo all'inserzione nucleare di tutte le parti del bozzolo luminoso...
 
 
'''Possiamo dire''' comunque '''che fra Castaneda, Domingo e altri autori come Enrique Rojas Paramo, ci siano delle differenze nel modo in cui considerarle.''' Se ci rifacciamo ai testi classici di Castaneda, per esempio, lui ci dice che Don Juan il suo maestro lo avrebbe fatto passare continuamente fra la prima e la "seconda attenzione" (utilizzando all'inizio anche droghe) per via del suo apprendistato e del fatto che '''alcune cose (soprattutto l'"arte dell'Agguato") gliele avrebbe potute insegnare e trasmettere solamente nella "seconda attenzione"''', e mai e poi mai nella prima; tuttavia '''a questo riguardo, Enrique Rojas Paramo risponde''' per esempio '''invece proprio il contrario''' (nel suo libro: ''Nerea''). Suggerendoci che '''forse tale considerazione dipenda quindi solo dai specifici lignaggi''' che avrebbero differenti regole per l'insegnamento, ma anche chissá dalle singole persone apprendiste che cambiano, avendo ognuna un proprio e diverso parametro.
 
Dal canto suo Domingo, cita nel suo libro ''il nahual di cinque punte'' che '''le differenti attenzioni riguardano i differenti e specifici 'singoli corpi'''' in cui l'uovo energetico risulterebbe essere composto, ed essendo questo diverso per ognuno (ci sono 'varie categorie' come gia detto, di ''coscienze sferiformi''), '''mai e poi mai sarebbero''' quindi '''tutte raggiungibili da chiunque.''' Semplicemente perché, secondo quanto ci dice, '''c'é semplicemente chi ''energeticamente'' non potrá mai arrivare a farlo.''' Le uniche comunque sperimentabili sempre da chiunque sarebbero solo le prime due, dato che l'unitáunità semplice di base per ogni coscienza sferica sarebbero due scompartimenti energetici, mai solo uno. E questo vale, ci dice, anche per i "Nahual di Tre punte", dove addirittura in quel caso il loro 'terzo scompartimento' risulterebbe alla fine trovarsi diviso anch'esso pur sempre, se pur 'impercettibilmente', in due .. .
 
'''Tutti gli autori concordano''' comunque su una cosa, questo sì: che, chiunque e comunque sia che entri nel cammino della 'conoscenza' (energetica), abbia '''come''' scopo ultimo e '''obbiettivo di fondo l'unificazione di tutte le sue differenti 'attenzioni possibili' ''' che il suo uovo luminico le permetta sperimentare, questo '''per ritrovare la 'Totalita di Se Stesso' ''' e il cammino per '''"Recuperare la Totalita di Se Stessi"''' éè proprio il "Cammino del Guerriero (Tolteca)".
 
Un'ultima considerazione va fatta in merito all'ottica che Domingo Delgado imprime nel suo libro a tutto ciò; al fatto cioécioè che, '''solo nella parte dell'Aquila (Grande Spirito) dominata da "Luztlán" (quindi anche nel nostro mondo, che si troverebbe 'al confine'), siano sorte queste 'differeti' attenzioni e la 'necessitá di ritrovarle' (sperimetarle) e 'recuperarle'. Sembra sia stata una conseguenza''', secondo quanto ci dice, di questo nuovo 'status di cose' dato per Lutzlán appunto. Ossia che: nella 'parte sana' della nostra "Grande Aquila" tutto questo parlare e differenziare di attenzioni non avrebbe senso, né modo di 'essere'.
 
E, pur tuttavia, essendo la 'fissazione' dell'attenzione (qualsiasi fra le cinque) la causa poi e la radice dell' ''importanza personale'' nell'uomo, in una parte del suo libro Solorzano spiega come una delle guide del "lignaggio di Guardiani" di cui si fa portavoce gli dica al rispetto che "'''neanche ai massimi livelli di perfezione raggiungibili della percezione''' umana, '''uno risulta completamente libero dall'importanza personale'''; quindi, in pratica, anche un provato e sperimentato Nahual avrá sempre difficoltá e pecche" e noi lo intendiamo qui, come detto, come ciò avvenga soprattutto nei '''non-liberi domini della realtá di cui si sarebbe impossessato''' appunto '''Luztlán''' ''(Vedesi capitolo sulla Cosmovisione)''.
=====Terza e Quarta=====
 
Come accennavamo: '''la terza attenzione, la quarta e la quinta non sarebbero''' invece '''sperimentabili da chiunque.''' Presumiamo per quanto ci rivela appunto sempre Domingo (visto che solo lui ce n'è parla al momento, gli altri autori no), che allora la "Terza Attenzione" sia raggiungibile solo quando tutti gli altri 'corpi' conformanti l'uovo luminoso arrivino a 'fusionarsi' tra di loro completamente, assieme ai loro corrispettivi Punti di Unione: anzi, éè proprio l'unione di questi ultimi che porterebbe all'espansione della ''percezione''. Può risultare infatti ovvio e plausibile che sia così: visto che il "Punto di Unione" é appunto il principale responsabile di farci percepire, cos'altro mai potrebbe accrescentare la percezione se non, appunto, l'Unione di più Punti di Unione?
 
Difatti, in un certo senso risulta inesatto dire che bisogna 'fusionare' questi corpi, giacché questi sono appunto ciò di cui é composto l'"uovo luminoso"; quello che bisogna arrivare a 'fusionare' e ad accomodare, semmai, éè per l'appunto la posizione dei loro corrispettivi Punti di Unione, nulla di più. (Uso i verbi al "condizionale" perchèperché il libro di questo autore è strutturato in maniera tale da cercare di far "arrivare per deduzione" logica ad una sintesi di questo pensiero, più che esserne un'"analisi". Ossia: non espone i concetti chiari e in sequenza lineale).
 
Solo allora '''si raggiungerá per definizione la "Totalitá di se stessi", e si arriverá quindi a sperimentare la "Terza Attenzione".'''
 
 
Però, questo non si raggiunge così solamente pensandolo. Questo, si raggiunge quando uno, RICAPITOLANDO E CANCELLANDO LA PROPRIA STORIA PERSONALE, non solo si rende conto di quello che è e di quello che ci sta dando la caccia, senonchèsenonché recupera anche l'energia necessaria per poter intraprendere da solo la manovra dell'agguato ''(che si basa sulla Spietatezza)'', che è dare uno "strattone" al punto di unione utilizzando di una certa forma il proprio comportamento.
 
 
#Il '''primo precetto''' della regola è che tutto quello che ci circonda è un mistero.
#Il '''secondo''', che noi dobbiamo cercare di svelare i misteri senza però sperare di riuscirvi mai.
#Il '''terzo''', che un guerriero, conscio dei misteri imperscrutabili che lo circondano, e del proprio impegno nel cercare di svelarli, prende il proprio posto che gli è dovuto tra gli altri misteri e si considera uno di loro. Di conseguenza, per un guerriero, il mistero dell'essere è senza fine, sia che si tratti di un ciottolo, di una formica o di se stesso. E'È questa l'umiltà del guerriero. Si è tutti uguali a tutto.
 
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Usando quello che più gli convenga, il guerriero procede a cercar di realizzare questa manovra prendendo in considerazione che solo e unicamente la "discesa" dello Spirito è quello che alla fine, fa in modo che la manovra si realizzi sul serio.
 
La "discesa" in questione bisogna approffittarla! Bisogna anzitutto "sentirla", quando arriva!!''' E'È il "centimetro cubico" di fortuna che ognuno di noi ha''', e soprattutto i guerrieri incamminati su questa via. E, solo "detenendo il nostro <!--[Pensiero_castanediano/Fondamenta_del_Pensiero_castanediano#Parare_il_.22Dialogo_interno.22:_.22Fermare_il_mondo.22--> Dialogo interiore" questo diventa fattibile; por questo, è così importante detenerlo. Detto in altre parole: si "sente" e quindi "approfitta" questa "discesa", solo dal nostro "silenzio interno".
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'''emozioni e ..silenzio interno..'''
 
CosicchèCosicché, la manovra dell'Agguato (come qualsiasi altra di "stregoneria") '''inizia <!--[Pensiero_castanediano/Fondamenta_del_Pensiero_castanediano#Parare_il_.22Dialogo_interno.22:_.22Fermare_il_mondo.22--> "fermando il dialogo" interno.''' E, visto che per realizzare questo, bisogna "detenere la mente" significa quindi andar "al di là" di questa: '''con giusta ragione quindi, si ricorre alle "emozioni" forti''' per riuscirvi. Non si può riuscirci in un altro modo. '''Non si può infatti dominare la mente con la stessa mente'''..
 
Per questo don Juan spesso e volentieri spaventava Carlos: nei suoi libri difatti, relata come pare utilizzasse "gridi" acuti, all'occorrenza, dicendogli che essi servivano a "far fuggire" via, lontano da lui, cierte "forze" o spiriti aderiti al suo essere.
 
 
'''Qualsiasi "sentimento forte"''', sia esso "amore", "rabbia", "tristezza", o "spavento" .. qualsiasi diceva, '''potrebbe essere "approfittato" da un guerriero''', purchèpurché egli attui dall'<!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#L.27_.22Animo_del_Guerriero.22--> animo correcto.
 
 
 
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L'arte dell'agguato è una delle tecniche che dominano gli stregoni indirizzati come guerrieri verso il cammino della ricerca della conoscenza, consiste nel controllo del punto di unione per assumere la sembianza della creatura che si desideri essere. L'apparenza che prende il guerriero, non sempre è dettata anche da un cambio nell'aspetto fisico, piuttosto, da una specie di compenetrazione e dominio che egli può avere su se stesso, di modo che possa "attuare" il personaggio che desideri con tanta impeccabilità, che riesca ad ottenere la convinzione piena sugli spettatori, a tal punto, che essi non riescano a notare che l'attore possa fingere sul suo comportamento, ma anzi, sperimentino come se si trovassero davvero di fronte a quel personaggio, o creatura, che il guerriero stia interpretando. Per compiere questo fine, il guerriero sempre deve avere un proposito, egli non agisce mai sapere perchèperché lo fa ''[senza criterio]''. (contributo anonimo)<br>
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Il cambio di conformazione dell'"attore" si deve anche a una modificazione delle emozioni dei suoi spettatori che è il guerriero stesso ad indurre; questo è necessario, perchèperché anche gli spettatori devono a loro volta entrare in un piano distinto di percezione, per rendere possible l'immagine che realizza il guerriero, il quale anche lui entra in contatto con un altro piano percettivo. Quindi, si può affermare che il punto di unione degli spettatori si vede "affettato" anche lui di fronte ad un guerriero che pratica l'"arte dell'Agguato". (contributo anonimo)<br>
</blockquote>
 
'''Estratti da ''libri di Castaneda'':'''
 
* "Ti ho insegnato tutto sulla caccia per convertirti in un cacciatore, però devi anche capire che '''tutto quanto fai è una routine''', questo perchèperché pensi che il mondo sia facile da capire; '''adesso, potresti predisporti a convertire la caccia in una routine''' alla stessa maniera e questo starebbe male. Parli a una certa ora, mangi a una certa ora e vai a dormire a una certa ora.. '''Un buon cacciatore conosce soprattutto''' una cosa: conosce '''le abitudini della sua preda.''' Questo è quello che fa di lui un buon cacciatore. Se ricordi il modo in cui ti ho insegnato a cacciare, forse capirai quello che voglio dirti. Primo, '''ti ho insegnato a fare''' e installare '''trappole''', poi ti ho insegnato le routine degli animali che perseguivi e, '''infine, abbiamo provato le trappole contro di loro'''. Queste parti, sono le forme esterne della caccia."
 
 
* "Ora devo insegnarti la parte finale e decisamente la più difficile. '''Forse passeranno anni prima che tu possa dire che''' la capisci e che '''sei un buon cacciatore. Essere un cacciatore è '''molto di più che semplicemente catturare animali; un cacciatore degno di esserlo, non cattura animali perchèperché mette delle trappole ne perchèperché conosce bene le abitudini delle sue prede, ma perchèperché '''lui stesso non ha abitudini'''. Questo '''è il suo vantaggio. Non è''' in nessuna maniera come gli animali che persegue, '''fisso in routine pesanti''' ed in '''capricci prevedibili'''; '''è libero, fluido''' e imprevedible. Per essere un cacciatore devi '''rompere con le abitudini della tua vita.''' Sei progredito nella caccia, hai appreso velocemente e adesso puoi vedere che sei come la tua presa: facile da prevedere. '''Un buon cacciatore cambia di percorso tante volte come "abbisogna"''' ''[NdT. io lo avrei tradotto con: "sente", o: "gli suggerisce l'istinto, l'intuito"; perchèperché contrapposto alla ragione di cui parla dopo"]'', ma lascia molte poche cose al caso."
 
 
* "Sto parlando della caccia, per lo tanto m'interessano le cose che gli animali fanno: i siti dove mangiano; il luogo, il modo e l'ora in cui dormono; dove e come annidano. Queste sono le routine che ti sto segnalando affinchèaffinché tu possa interessarti e notare le abitudini del tuo proprio essere. '''Come ti ho detto, tu''' a mio avviso, '''ti comporti come la tua preda.''' Un giorno nella mia vita qualcuno mi fece notare la stessa cosa, di modo che non sei l'unico. Un giorno ho scoperto che se volevo essere un cacciatore, degno di rispettarmi a me stesso, dovevo cambiare il mio modo di vivere. '''Tutti ci comportiamo come la preda che perseguitiamo; questo, naturalmente, ci fa essere preda di qualcun'altro. Il proposito di un cacciatore''' che sa tutto questo, '''è lasciare di essere lui stesso una preda.''' Per essere un cacciatore, '''bisogna stare in perfetto equilibrio con tutto il resto''' ''[(qui si può notare, ancora una volta, come non si maneggia mai il concetto di "fare del bene")]'', altrimenti sarebbe una faena senza senso. '''La paura per esempio''' ''[(come la "paura" di fare "il male", e il suo conseguente "senso di colpa")]]'', '''ti converte''' immediatamente '''in una preda. Essere cacciatori significa''' che uno sa tutto questo. Significa '''che uno può vedere il mondo di "forma distinta"''' agli altri. ''[(ossia, oltre il "bene ed il male")]'' Un buon cacciatore, non solo '''deve conoscere le abitudini della sua preda''', ma deve anche '''sapere che su questa terra ci sono poteri che guidano gli umani''', gli animali e tutto quello che vive; '''poteri che guidano la nostra vita e la nostra morte'''. Per questo, essere cacciatori non è solo fare trappole e saper collocarle; '''un cacciatore vive sempre come un cacciatore per poter così ottener sempre il massimo dalla sua vita'''. ''[(significa questo: indipendentemente, da se si azzarda a "invocare" per ciò inorganici buoni, come cattivi)]"
 
 
 
 
* "Ora dunque, '''l'arte del cacciatore è ''diventare inacessibile'' '''. Devi '''imparare a metterti volontariamente ''sotto tiro'' e ''fuori dal tiro''.''' ''Non si tratta di nasconderti quando tutto il mondo sa che sei nascosto''. '''I tuoi problemi di adesso sorgono da lì'''. Quando sei nascosto tutto il mondo lo sa e quando no, ti poni in mezzo del cammino affinchèaffinché chiunque ti calpesti. Un guerriero non sta mai disponibile; giammai sta parato nel mezzo del cammino ad aspettar pietrate. Cosí, riduce al minimo le possibilità di un imprevisto. In una epoca della mia vita io, come te, mi mettevo in mezzo al cammino una volta dopo l'altra, finchèfinché non rimaneva nulla di me per fare nessuna cosa; eccetto eventualmente, per piangere. Però '''un bel giorno mi stancai, e cambiai in maniera definitiva'''."
 
 
 
 
* "'''Un uomo di conoscenza non ha''' onore, dignità ''[(da difendere)]'' ne '''importanza personale, ne storia personale''', famiglia, nome ne terra... Io non ho storia personale; un giorno mi accorsi di non averne più bisogno e la lasciai, assieme al vizio di bere. '''Per abbandonare la storia personale bisogna avere il desiderio di lasciarla''' e dopo '''uno deve tagliarsela armoniosamente''', poco a poco. '''La storia personale è tutto quello che la gente sa di uno'''. Tuo padre conosce tutto di te, in questo modo, ti ha risolto per completo. '''Sa chi sei''', che fai '''e non c'è potere sopra la terra che lo faccia cambiare di parere sul tuo conto'''. ''Mantieni la tua storia personale raccontandole alla gente tutto quanto fai''. Invece, '''se non hai storia personale''', non hanno bisogno di spiegazioni; nessuno si arrabbia ne si delude dei tuoi atti; e soprattutto, '''nessuno ti lega con i propri pensieri.'''"
 
 
* "Conviene cancellare tutta la storia personale perchèperché '''questo ci libera dal "peso" dei pensieri altrui'''; nessuno conoce la mia storia personale, nessuno sa chi sono, ne quello che faccio; neanch'io. Poco a poco '''devi creare una nebbia attorno a te'''; che nulla possa darsi per scontato; che niente abbia una certezza assoluta. '''Il tuo problema è che sei troppo prevedibile'''. I tuoi progetti sono troppo prevedibili; i tuoi umori sono prevedibili. '''Non dare le cose per scontato; devi iniziare a cancellarti'''. Il brutto è che, '''una volta che ti conoscono, ti danno per scontato e''' da quel momento '''non puoi più rompere il legame dei loro pensieri.''' A me, personalmente, mi piace di più '''la libertà illimitata di essere sconosciuti'''; nessuno mi conosce con certezza costante."
 
 
 
 
* "D'altro canto, solo abbiamo due alternative: o prendiamo tutto come una certezza, oppure no. Se facciamo la prima cosa, terminiamo morti di noia con noi stessi e con il mondo; '''se''' invece facciamo la seconda, e '''cancelliamo la nostra storia personale, creiamo una nebbia attorno a noi e uno stato molto emozionante e misterioso''' nel quale nessuno sa per dove andrà a saltare la lepre; nemmeno noi. Quando niente è una certezza assoluta, ci manteniamo allerta tutto il tempo. '''E'È più emozionante vivere cosí, che comportarci come se sapessimo tutto'''."
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=====La Spietatezza=====
 
La ''Spietatezza'' non è "crudeltà", ci spiega Carlos nei suoi libri, assomiglia più all'essere <!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#L.27_indifferenza_ed_il_distacco:_il_non-.22darsi.22_.28essere_spietati.29--> distaccato cui accenniamo nel capitolo sull'<!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#L.27_indifferenza_ed_il_distacco:_il_non-.22darsi.22_.28essere_spietati.29--> Etica castanedica; qui vale però, ricordarlo e metterlo perchèperché, riferito al "Potere" e all'Agguato, '''sarebbe la manovra e''' l' '''attitudine da tenere per eccellenza, la più importante di tutte.''' Altrimenti, nulla di quello che avremmo fatto relazionato a questo avrebbe avuto valore.
 
'''Potremmo interpretarlo come un "non-fissare" la propria coscienza e attenzione sull'immagine che si ha di se stessi, ma di riponerla sempre invece piuttosto sulla propria "azione" (nel senso "presente") e nel mondo attorno.''' Questo ovviamente, '''fa in modo che ci "preoccupiamo" più di "sentire" che di "pensare"'''; di "agire", invece che di "compiacerci" e commiserarci per la nostra "sorte".
 
Questo, per non debilitarci, '''per non esaurirci''', come si spiega anche nel paragrafo dove si parla dell' '' '''<!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#.22Essere_Impeccabili.22:_la_Sfida_costante_del_Guerriero--> Impeccabilità''' del guerriero'': ''affrontare il mondo quotidiano come una sfida provoca che tu riunisca potere personale; fare il contrario invece, che si disperda''. Questo perchèperché, adesso lo stiamo capendo meglio, al muovere con l' "agguato" il nostro PdU, '''provochiamo che, "se qualcosa''' o qualcuno" '''ci stesse "succhiando", questo laccio energetico "si rompa"''' d'immediato. Ecco perchèperché, non ne dissipiamo più (di energia); e '''per tanto, è così importante''' e di valore '''questa manovra.'''
 
Senza la "spietatezza", '''senza questo "distacco"''', di niente servirebbe nulla. '''Neanche la "morte" come "consigliera"''', '''riuscirebbe a trasformarci in "guerrieri".'''
Nei suoi libri Carlos afferma che, '''assieme con''' il '''"detenere il dialogo"''' interno, '''siano le due manovre''' di potere fondamentali '''per eccellenza per poter proseguire''' sopra '''questo cammino'''.
 
Por ultimo: '''"Essere-Spietato" non è "essere crudeli" semplicemente perchèperché''', come spiegato nel paragrafo <!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#Azione_nel_.22punto_zero.22--> AZIONE NEL PUNTO "ZERO"], la "coscienza" e "percezione" dell' '''immagine che uno avrebbe di se stesso, si trasladerebbe a quella molto impersonale astratta dello Spirito''', si fonderebbe con essa; per questa ragione '''le proprie azioni potrebbero sembrare solo esteriormente "buene", quando in realtà a un guerriero''' siffatto, '''solo gl'importerebbe nel suo di dentro "la propria impeccabilità"''' e mantenere pulito "questo laccio" (''2 anello di potere'') con lo Spirito. Per questa ragione, si utlizzano i termini: "essere spietato". '''A un guerriero''', detto in altre parole, '''non gl'importa "essere buono"'''; questo, non vuol dire però '''neanche''' che ci tenga a '''"essere cattivo". Solo, vuole "<!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#.22Essere_Impeccabili.22:_la_Sfida_costante_del_Guerriero--> essere impeccabile"'''. ''(vedi paragrafo: l'<!--[Pensiero_castanediano/Etica_castanediana#.2A_L.27_Umilt.C3.A0_del_guerriero--> Umiltà del Guerriero])''
 
O, come spiegato per il "Non Fare":
 
'''nell'insegnamento castanedico''', è il corpo (non la "mente") di SOMMA importanza. '''Non si''' immaginano cose, si '''assumono concetti''' "spirituali", o '''di "Fede"''' ''[(qui, inteso come "dogmi" -sempre: la "mente", contro il "percepire" puro-)]''. '''Il "corpo" è il parametro.'''
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La "Spietatezza provoca" la "Discesa dello Spirito".
 
Il "Tocco dello Spirito" è l'unica cosa che ha davvero valore, perchèperché è lui a muovere il punto di unione; ci lascia liberi, rompe queste catene del Riflesso di Sè, dell'immagine che abbiamo di noi stessi - E senza catene, l'unica maniera che abbiamo di avere tratto e relazione con la gente è tramite la "Follia Controlata" - PerchèPerché, '''quando uno recupera veramente Se Stesso, la sua energia dispersa, si ritrova''' VERAMENTE '''REALMENTE CAMBIATO,''' ormai con un altro tipo di Coscienza: si ritrova '''tutto d'un tratto "distaccato"''', a volte distratto..; '''TERRIBILMENTE DIFFERENTE, si sente un'altra persona, o un'altra cosa che prima non era, o forse era, ma non se ne rendeva conto. - QUANDO UNO SI LASCIA LIBERO, FA COSE IMPREVEDIBILI, imprese a volte impossibili'''; insomma, non si riconosce... - LA COSA PIU DRAMMATICA DI TUTTO QUESTO E' CHE NON RIESCE PIU' AD AVER PENA PER SE STESSO, senza catene semplicemente non ci riesce.. e, ovviamente, meno per gli altri. Il suo stato di NON COMPASSIONE, di spietatezza assoluta al quale arrivò, lo deve in qualche modo mascherare: QUESTA E' '''FOLLIA CONTROLLATA; non è crudeltà, è solo una maschera''' ....
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Da qui l'adozione, o la "ricerca" (folle, per un "essere ordinario", ossia per colui che non sia un guerriero) di "andarseli proprio a cercare" i problemi, soprattutto di gente che ci renda "la vita impossibile"; don Juan, li definisce i "Pinches Tiranos" (tradotto vagamente all'italiano con: "meschini tiranni").. e sarebbero, delle vere benedizioni!... (solo per un guerriero, ovviamente, che sappia quello che sta facendo e cercando). Da qui il nome di "follia controllata" per definire questo aspetto dell'arte agguato, in quanto per un uomo comune questo comportamento è appunto folle! .
 
Per esempio: nel libro ''il potere del silenzio'' don Juan afferma che la scelta di Castaneda come apprendista, tra le altre cose, era appunto anche perchèperché per lui rappresentava quanto di più fastidioso e irritante potesse esistere, assicurando però di trarre da questo energia invece di perderla, come accadeva invece nelle normali dinamiche della gente.
 
"Los Magos Negros" (lett: "maghi neri"), sarebbero i "pinches tiranos" (ma anche forse tra le righe -mai chiarifica bene il punto- gli "antichi stregoni" ancora a tutt'oggi sopravvissuti, i quali in qualche modo ci vampirizzerebbero e dominerebbro da un'altra "dimensione" o livello vibrazionale di energia), tutte quelle persone cioè, che ci "rubano" energia. Compito di un guerriero sarebbe "ribaltare" il gioco: non farsi cioè rubare potere ed, eventualmente, rubarne proprio a chi sia invece tutto intenzionato a togliercelo.
Infine, '''possiamo concludere che, essendo la Ricapitolazione ci aiuta a muovere il punto di unione fermo di solito nella nostra abituale posizione, possa''' anch'essa '''essere così considerata una "manovra di agguato"''' in piena regola, facente parte di quest'arte.
 
E'È il "porre l'agguato a se stessi", con cui si "catturano" i propri vizi e tutte le altre abitudini malsane. Con questo uno inizia a "trasformarsi". E una volta trasformato, l'unico modo di rapportarsi al mondo è tramite la "follia controllata".
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estratto dal libro: ''El Nahual de cinco puntas'' (trad.''Il Nagual di Cinque punte'') di Domingo Delgado Solórzano
 
- "La retrospezione è una delle tecniche di maggior valore degli insegnamenti lasciati nelle grotte, per convertire una coscienza in un percettore. E'È un informe o riassunto delle attività di questa coscenza. '''E'È la storia della coscienza nella prima e seconda attenzione''' ed è la storia del "nahual pentagonale", cominciando per la prima coscienza che fue in-sognata dall'"Aquila Aura Ambar"."
 
- "'''Bisogna confidarsi con lo spirito''' come se parlassi ad un buon amico, '''da tu a tu''', con infinita fiducia; fallo tutte le notti prima di dormire e quando meno lo ricordi ti risponderá nei tuoi sogni. '''Cosí ricapitolerai ogni istante della tua vita nella prima e seconda attenzione simultaneamente'''. Raccontale alla ''"culebrita"'', al potere, tutte le tue pene passate e anche lei il giorno meno pensato '''accetterá le tue tonterie a cambio della tua''' stessa '''vita e ti lascerá il passo libero alla terza attenzione''' -mi disse in una occasione don Chema."
====="Sognare"=====
 
"Sognare" così con virgolette, meglio tradotto con "in-sognare", è arrivare ad avere piena consapevolezza dei propri sogni. Non tanto dominio: giacchègiacché, anche su questo punto, sul "dominio" e il potere di controllarli, Castaneda scrive innumerevoli definizioni in contraddizione.
 
Più che di "sogno lucido", si tratterebbe quindi di "sogno di potere".
"Lo scricchiolio che senti alla base del collo segnala il momento in cui il lato destro e sinistro si separano. Questo lascia un varco proprio nel mezzo del corpo da dove l'energia risale fino al collo, il punto in cui si ode il suono. Sentire quello schiocco significa che il doppio sta per diventare consapevole."
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{{citazione necessaria|Alcuni pensano che i cancelli del Doppio si aprano con l'aver oltrepassato la porta corrispondente. E'È curioso notare come alcuni corrispondano ai Chakra o ai Nawi della tradizione andina.|}}
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=== L'Arte dell'Intento ===
 
'''Di questa Castaneda non ci parla in assoluto, neanche una definizione'''; e, fin dove se ne sa al momento, non lo hanno fatto nemmeno i nuovi recenti autori dell'argomento. CosicchèCosicché, '''possiamo solo fare delle supposizioni''', in base solamente a quel poco di materiale che si trova scritto come rimando e referenze nei suoi numerosi libri, o articoli e interviste apparsi.
 
In primo luogo, '''possiamo pensare che se nessuno ci ha mai parlato chiaramente del tema, possa essere a ragione della "pericolosità" intrinseca che forse racchiude'''. Sarebbe in altre parole, come "insegnare a giocar con il fuoco" ad un bambino..
* '''Muovere a Volontà il proprio "Punto di Unione"'''.
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Impresa possibile solamente acquisendo familiarità precedentemente con le altre due arti e, infine, recuperando appieno la "Totalità di Se Stessi". Non prima. ''(proprio perchèperché, prima, non ne abbiamo il dominio pieno: si tratta di recuperare anzitutto il dominio sulla nostra "forza di Volontà".. come "centro energetico"...ecco perchèperché, in altri passaggi, "don Juan" diceva a Castaneda che bisognava "'''Evocare la Volontà'''"; o, ancora: che "'''un guerriero''' sa che sta '''aspetta'''ndo '''la sua Volontà'''")''.
 
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* "'''Il dialogo interno''' è quello che '''ci fa arrastrare. Il mondo è cosí''', come è, '''solo perchèperché parliamo con noi stessi''' dicendoci che è così; '''cambiare l'idea del mondo è la chiave del guerriero''' e di tutte le manovre di stregonerìa; e '''l'unica maniera di riuscirci è ''parando il dialogo'' interno'''. Sei come sei, tan solo perchèperché ti dici a te stesso che sei cosí. '''Niente cambierebbe in te o nella tua idea del mondo, senza prima fermare il dialogo interno.''' La chiave del guerrero è '''il dialogo interno: qusta è la chiave che apre tutto.''' "
 
 
* "'''Quando un guerriero apprende a pararlo, tutto si fa possibile; si realizzano i piani più scervellati'''. Quello che un apprendista necessita è fermezza; è la sobrietà e la forza. '''Parare il dialogo interno è la ''sobrietà'' completa'''." ''[(E' da questo passaggio che capiamo che '''parare il ''dialogo interiore'' completamente, corrisponde a ''essere impeccabili'' completamente'''. GiacchèGiacché, in un altro passaggio, afferma che '''l'"impeccabilità" è "sobrietà"''', sempre secondo Don Juan.)]''
 
 
 
 
* "'''Il primo passo deliberato per ''accumulare potere personale'' è permettere al tuo corpo di "Non-Fare"'''. Al corpo gli piace Non-Fare. Fare, è quello che fa di questa roccia una roccia e di quest'arbusto un arbusto. Fare, è quello che ti fa essere te te, e a me essere io. Questa roccia è una roccia per tutte le cose che tu sai farle. Io chiamo questo Fare. '''Un uomo di conoscenza''', per esempio, '''sa che la rocca è rocca solo per il suo Fare.''' ''[(Non-Fare è parte di una serie di "tecniche" fatte per el corpo fisico affinchèaffinché "detenga la mente" -la razionalità-, di cui molto poco ci parla Castaneda. Alcuni pensano che possano essere per ciò relazionate con i suoi "Passi Magici". La cosa certa è che, '''qualunque cosa''' che '''riesca a "detenere la mente" può essere considerato come un "Non-Fare"'''. Qualsiasi esercizio fisico diretto a questo. Una stessa cosa, può non essere quindi uguale per un'altra persona. Alcuni "Non-Fare" possono risultare essere molto individuali)]''."
 
 
Mise le mani sulle mie note e me le tolse. Chiuse scrupolosamente le pagine del mio blocchetto, le assicuró col suo laccio e, dopo, le scaraventò come un disco volante lontano, alla macchia.
 
Iniziai a protestare, ma lui mi tappò la bocca con la mano. Segnaló un arbusto grande e mi disse che fissara la mia attenzione, non sulle foglie, ma sulle ombre delle foglie. Disse che il correre nell'oscurità, invece di nascere dalla mia paura, poteva ben essere la reazione molto naturale di un corpo giubiloso che sa­peva come ''"non-fare"''. RipetèRipeté una e un'altra volta, sussurran­do nel mio orecchio destro, che '''"''non-fare'' quello che io sapevo fare" [IN QUANTO A PERCEZIONE] era la chiave del ''potere'' '''. Nel caso di guardare un albero, quello che io sapevo fare era infocare immediatamente le foglie. Giammai mi preoccupavano le ombre delle foglie ne gli spazi tra di esse. Le sue raccomandazioni finali furono che iniziara a infocare le ombre delle foglie di un solo ramo per poi dopo, senza fretta, ricorrere tutto l'albero, e che non lasciassi che i miei occhi tornassero alle foglie, perchèperché '''il primo passo deliberato per accumulare ''potere personale'', era permettere al corpo di ''"non-fare"''.'''
 
Forse fu per la mia fatica o per l'agitazione nervosa, però mi assorbì a tal grado nelle ombre delle foglie che per quando don Juan si mise in piedi io potevo già quasi aggruppare le masse oscure delle ombre tanto effettivamente come per lo generale facevo per le foglie. L'effetto totale era sorprendente. Dissi a don Juan che mi sarebbe piaciuto fermarmi un altro po'. Lui rise e mi dette palmate sul capo.
-Te l'ho detto -rispose-. Al corpo gli piacciono queste cose.
 
Poi mi disse che lasciassi che il mio ''potere accumulato'' mi guidasse attraverso gli arbusti fino al mio block notes. Mi spinse soavemente alla macchia. Camminai al azar un momento e quindi la trovai. Pensai che dovessi aver memorizzato inconsciamente la direzione verso cui don Juan l'avesse tirata. Lui spiegò l'evento dicen­do che '''andai direttamente verso il block notes perchèperché il mio corpo si era imbevuto per ore del ''"non-fare"''.''' ''[Pagina 111 del libro VIAGGIO A IXTLAN]''"</blockquote>
 
 
'''La Potenza del "Non-Fare":''' anche se non pensava a niente in assoluto, '''con un'altra parte della propria "Totalità" del suo essere luminoso, fu dritto dritto verso il suo block notes''' e riuscì a trovarlo senza "pensarci", senza pensare a niente in assoluto! E'È chiaro che, quello che "trovò" il blocchetto, fu IL "POTERE".
 
 
 
 
* "Il potere è una questione molto peculiare; '''non posso dire con esattezza quello che realmente sia. E'È un sentimento''' che uno ha su certe cose. Il potere è qualcosa con il quale un guerriero se la vede. '''Al principio è una faccenda incredibile''', presa così così; poi, si converte in una cosa seria. '''Non è nulla e, tuttavia, fa apparire meraviglie davanti ai tuoi occhi'''. Per finire, il potere '''è qualcosa addentro a uno''' medesimo, '''qualcosa che controlla i nostri atti e al contempo obbedisce ai nostri ordini.''' Il potere ha i suoi limiti, e un guerriero è, diciamo così, un prigioniero del potere; un prigioniero del potere che può prendere solo una decisione: la decisione di attuare come un guerriero impeccabile. '''Il potere si ottiene attuando come un guerriero'''; vale a dire:''' ''quando la vita si prende come una sfida, si riunisce sufficente potere personale''.''' Il potere personale fa in modo che il guerriero agisca nella maniera appropriata; '''un guerriero ha fiducia nel suo potere personale senza importare che questo sia piccolo o grande. ''Fare questo significa essere impeccabile''.''' Tutto quanto facciamo, tutto quanto siamo, riposa nel nostro potere personale. '''Se ne abbiamo a sufficienza, una parola che ci si dica potrebbe essere sufficiente per cambiare il corso della nostra vita'''; però, se non abbiamo sufficiente potere personale, ci può essere rivelata la sapienza più grande che non c'importerebbe un accidente. A ben pensarci, chissá un guerriero non sia prigioniero del potere, ma suo schiavo, perchèperché la decisione di essere impeccabile ormai non è più una decisione per lui. '''Un guerriero segue i dettami del potere.'''"
 
 
'''Gli Auguri sono invece, "conferme" dal mondo''', come relatato nell'omonimo capitolo di uno dei primi libri di Carlos. Ma è uno dei nuovi autori, '''Enrique Rojas Paramo''', a darci una definizione più precisa in merito, in una delle sue risposte ad un Forum pubblico. '''Lui li chiama "Accordi", e''' arriverebbero in gruppi di "tre" (al contrario dei "segnali" che arrivano "singoli"), e '''"accorderebbero" appunto una richiesta particolare partente dalla volontà del guerriero''', non quindi procedente dall'alto, da quella dello spirito, ma dal basso; dandone come l'"autorizzazione" a procedere, diciamo così.
 
Mentre '''i segnali, quando sono "forti", assumono i connotati di veri e propri "Ordini"''', comandi che un guerriero deve seguire senza discutere, perchèperché è suo dovere seguire i disegni e la volontà dello spirito, anche se al momento può non essergli chiara o non trovare il suo interesse.
 
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