Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Giappone-2"

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C'erano anche altri Sea King, quelli delle stazioni costiere, con squadroni ad Omura e Ominato, dipendenti dai relativi comandi distrettuali. Il futuro si chiamava, ovviamente, SH-60B; per il resto, c'é da ricordare che il 101imo Squadrone aveva anche alcuni S-61A, mezzi disarmati per servizio SAR; esso era anche usato da squadroni autonomi di Kanoya, Hachinoe, Atsugi, Tokishima e Ozuki.
 
Per sostituire S-61 e HSS-2 erano in programma circa 100 costosi ma moderni SH-60J Seahawk, anche questi costruiti su licenza dalla Mitusbishi. I primi due SH-60, del modello B, erano arrivati dagli USA, e sarebbero stati presi come mezzi campione e per esperimenti tecnici, dato che l'avionica dei tipi prodotti localmente sarebbe stata essenzialmente di tipo nazionale. In tutto, i piani pluriennali giapponesi (che, come negli USA, non ordinano tutti i mezzi in un unico contratto, ma ricorrono al poco efficiente e molto costoso e incerto concetto di ordinare un po' di mezzi ogni anno) prevedevano fino all'inizio del 1993 ordini per 35 SH-60, ma l'obiettivo, da finanziare ancora per la maggior parte, era come detto, ben maggiore. C'erano anche ordini fermi per tre UH-60J; gli SH-60J erano dotati di rotore e coda ripiegabili automaticamente e un sistema di 'targeting' per armi antinave noto come ASST, oltre al radar, MAD, ESM e -differentemente dai mezzi americani- sonar filabile. Gli UH-60J erano invece intesi per la ricerca, SAR, e rifornimento; si sperava di ordinarne 21, per averne tre per ciascuna base. Ovviamente, come già per i caccia 'Haruna/Shirane', c'era una ragione per il numero 'tre', che era il minimo che garantiva che vi fosse sempre un elicottero efficiente o addirittura già in volo.
 
Per il soccorso aereo c'era anche un altro reparto, il 71° Squadrone, del 31° Gruppo (71 Hikotai/31° Kokutai), che aveva l'enorme ed elegante idrovolante anfibio (con carrello inferiore) Shin Mejwa US-1, velivolo di concezione locale e ultimo esponente della dinastia di grandi idro giapponesi. A suo tempo c'era anche il PS-1 antisommergibile, che si posava in acqua per ascoltare, a mò di nave, i segnali del proprio sonar, filato da un pozzetto interno allo scafo, oltre che dotato di un potente armamento aria-superficie di siluri, razzi e bombe.
E per i siluri? In tale settore vi sono armamenti americani e giapponesi. I primi sono essenzialmente per impieghi aerei ASW come per gli elicotteri e gli ASROC, che in Giappone non sono dotati di cariche nucleari. I secondi sono stati realizzati per i numerosi sottomarini giapponesi. Nondimeno, i programmi sono stati parecchi, almeno 4, equamente suddivisi. Il GRX-3 era un siluro leggero ASW avanzato, ma con uno sviluppo che lo portò ad eccedere i pesi e i costi stabiliti. Il successivo GRX-4 ne è stato il successore, previsto come equivalente all' Mk 50, vale a dire uno dei ,se non il siluro leggero più avanzato del mondo. Il Type 80 ha rimpiazzato i precedenti siluri americani Mk 37NT, mentre il Type 89 ha prestazioni analoghe a quelle dell'Mk 48 mod. 4 (28 km a 55 nodi), ma pare che abbia superato anche i 60 nodi in prova. Si tratta indubbiamente di un'arma potente e versatile, ma di cui vi sono poche informazioni.
 
===Aggiornamento al 2008 <ref>Annati, Massimo: ''La Marina Giapponese'', RID ottobre 2008</ref>===
Che la crescita della Marina giapponese sia stata innegabile in termini assoluti è un fatto chiaro; che lo fosse anche relativamente alle altre F.A. mondiali, può certo sorprendere. Eppure, sebbene ancora mancante di tre capacità fondamentali, la JMSDF è senz'altro una potenza militare di tutto rispetto, sia pure ancora come forza 'regionale'. Come unità navali dispone attualmente di circa 50 unità di superficie, appoggiate da circa 80 aerei da pattugliamento marittimo. Per considerare le differenze con gli 'altri', basti dire che la RN ha subito un dimezzamento delle sue navi d'altura da circa 50 a 25 (quando ancora agli inizi degli anni '90 era scandaloso che scendesse a sole 35-40); ha messo praticamente in riserva o in vendita tutte le navi a parte un pugno di Type 42, Type 22 Batch 3 e le Type 23 (e non tutte), oltre alle portaerei, navi anfibie e sottomarini. I Francesi non stanno meglio, gli Italiani ultimamente sono riusciti a riportarsi 'in quota' con la Cavour, i due DDG Doria ecc, ma fino alle fregate FREMM non ci sarà modo di rinnovare totalmente la componente d'altura, attualmente attaccata ai due DDG 'De la Penne' e alle ultime 'Maestrale', visto che 'Lupo', 'Audace', Veneto e varie altre navi sono oramai radiate o in riserva (a parte le 4 'Artigliere', presenza non propriamente trascurabile). Ma i Giapponesi con la loro Marina erano già riusciti a superare in dislocamento complessivo (circa 300.000 t) i Francesi circa 10 anni fa. Le loro tre manchevolezze, a tutt'oggi, sono nondimeno di una certa importanza. Non hanno una vera portaerei, non hanno sottomarini nucleari e tantomeno armi atomiche. Questo riduce le loro capacità di proiezione di potenza e di deterrenza militare, anche se per il resto hanno una potente flotta da combattimento. Le loro qualità sono per converso, la presenza di navi AEGIS, una flotta di sottomarini convenzionali che è la più potente, se non anche la più moderna, al mondo e una flotta basata a terra di pattugliatori marittimi a lungo raggio Orion di tutto rispetto, seconda solo a quella dell'USN. Questo, beninteso, nonostante sia uan flotta definita d'autodifesa. Eppure, solo i missili Harpoon lanciabili dai suoi P-3C (in teoria, fino a 6 per aereo) sarebbero sufficienti per cancellare una squadra d'alto mare prima ancora che si avvicini a meno di 3.000 km dalle coste giapponesi.
 
Ai 4 DDH 'Haruna' (1973-74) e 'Shirane' (1980-81) si devono trovare dei sostituti, identificati con le unità portaelicotteri da 197x33 m, 13.500-18.000 t, di cui la HYUGA è stava varata nell'estate del 2007, per poi entrare in servizio, crisi economica permettendo, nella primavera del 2009. La seconda unità seguirà nel 2011. Naturalmente sono unità moderne, con armi americane (2 CIWS Phalanx, a dire il vero non proprio l'ultimo grido del settore, e un VLS Mk 41 a 16 celle per gli ESSM e i VL ASROC), radar MELCO FCS-3, sistema radar di controllo del tiro. Un caccia portaelicotteri che in realtà somiglia molto ad una specie di Principe de Asturias o di Garibaldi. Ufficialmente avrà solo 3 elicotteri SH-60K e un MCH-101 dragamine, ma ha spazio per 11 elicotteri in hangar sotto il ponte di volo. Il problema, ovviamente, è che il Giappone potrebbe, secondo alcuni, scivolare nella tentazione di costruire una flotta d'alto mare per azioni 'aggressive', e così vi sono state vibrate proteste.
 
Certo che il Giappone è una nazione potente ed economicamente molto forte (ma anche con problemi non indifferenti), ha interessi oltremare, e una capacità di proiezione di potenza autonoma non gli nuocerebbe. E'È effettivamente ancora vittima delle restrizioni del dopoguerra, che sono stati tali da modificare pesantemente il contenuto della Costituzione. Ma il senso reale, in un mondo così globalizzato, di un Giappone privo di unità portaeromobili, è difficile da cogliere. Sopratutto, se si considera che molti altri Paesi hanno oramai unità portavelivoli. L'Italia, che pure era parte dell'Asse, ora ne ha addirittura due, la vecchia Garibaldi e il nuovo Cavour. Ai due primi 'DDH' di questo tipo, il Giappone presumibilmente farà seguire altre due unità, magari decisamente di tipo portaerei. Il fatto è che i 4 vecchi DDH necessitano, dopo una lunga ed eminente carriera, di un sostituto.
 
I caccia con capacità antimissile possono sembrare piuttosto importanti per la Marina giapponese, per via della minaccia teorica posta dalla Cina e dalla Corea del Nord, ma non va dimenticato che il suo territorio è anche difeso dai Patriot. Nel 1999, nondimeno, la Marina giapponese ha iniziato con gli USA lo sviluppo dei nuovi missili SM-3 Block II e IIA, con portata e quota superiori anche rispetto ai Block IA e IB. Nel giugno del 2006 vi è stato un primo test antibalistico, anche se la nave giapponese si è limitata a fornire a quella americana coinvolta la traccia radar del missile. Nel frattempo sono giunti gli ordini per aggiornare i Kongo allo standard BMD 2004, con i primi 16 missili SM-3 Block IA, da installare entro il 2009. Non solo, ma ai 4 'Kongo' sono seguiti i 'Kongo migliorati', nella solita logica evolutiva delle numerose classi di navi giapponesi, realizzate spesso a piccoli lotti. La seconda nave è stata completata lo scorso marzo. Queste due nuove navi (classe 'Atago') saranno forse seguiti da altrettante per sostituire i due 'Hatakaze' del 1986-88. Nel frattempo le batterie Patriot sono state aggiornate allo standard PAC-3. Verranno accompagnati tali miglioramenti, anche da 4 caccia da 5.000 t, con cannone da 127/62 mm Mk 45 Mod 4, VLS a 32 celle MK 41, e il radar a scansione 'attivo' FCS-3, che iniziò le sperimentazioni già dal '97. Non mancheranno 8 missili antinave SSM-1B, 2 Phalanx, 6 tls, 1 elicottero SH-60J/K, tecnologie stealth avanzate.
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