Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Svizzera"

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Tutto iniziò dal 1978 con un nuovo requisito per un succesore del mod.57, con una pallottola di media potenza, e concezione modulare per ricavarne fin da subito carabine e armi pesanti, ma la precisione di tiro, almeno fino a 300 m, doveva restare analoga a quella del predecessore, cosa non facile con le pallottole da 5,56 mm. Vennero presentati due progetti, il WF C42 da 6,45x48 mm o la 5,6x45 mm, e l'SG 541 dalla SIG, con quest'ultima cartuccia, che è in pratica l'analogo del tipo NATO. Lasciata perdere la 6,45 nel 1981, venne confermata nel febbraio 1983 la scelta del SIG 541, la cui pallottola da 4,1 gr aveva un nocciolo di piombo incamiciato in acciaio (FMJ). Dal 1986 in poi è stato prodotto un ammontare di circa mezzo milione di fucili e la produzione continua.
L'arma è a tiro selettivo con funzionamento a sottrazione di gas tramite un cilindro di sfogo. I modi di funzionamento della sicura sono 4, perché c'éè anche il nuovo comando per le raffiche a tre colpi. L'alimentazione, curiosamente, è fatta con soli caricatori da 20 colpi in polimero trasparente. Ma se si vuole, si possono attaccare a lato l'uno dell'altro, fino a formare un caricatore di 120 colpi, anche se i colpi restano separati tra di loro e quindi ogni volta i caricatori sono da muovere dalla bocca d'alimentazione del fucile, per farla combaciare con quelli ancora pieni. Comunque è ancora un sistema molto valido rispetto ai normali caricatori 'sciolti', che danno senz'altro più problemi per cambiarli rapidamente. La canna è lunga, pesante e provvista sia di un soppressore di lampi che di un attacco per baionetta e per granate. I congegni di mira metallici sono capaci di far stimare le distanze fino a 400 m, e sono utilizzabili anche per tiri notturni con dei piccoli dispositivi illuminati al Trizio. Non mancano i telescopi Kern 4x24 mm, un aggeggio molto complesso pesante 730 gr ma con reticolo interno illuminato e con altri sistemi di aiuto per il tiratore. È il sistema già usato per il mod. 57. L'accuratezza del tiro a lungo raggio è considerata importante e le armi sono testate su di un poligono con distanze di tiro di 300 m, e ci si aspetta una dispersione di 11 cm a tale distanza, ma la media dei tiri non deve eccedere i 7 cm (cioè ancora sufficienti per colpire alla testa un bersaglio umano). Non ci sono altri fucili moderni così pensati per i tiri a lungo raggio, come del resto lo sono i tiratori che devono usarli. Il lanciagranate è il GL 5040 da 40 mm, a tiro singolo, ma capace di sparare con precisione fino a 200 m e pesa in tutto, quando scarico, 1,7 kg (struttura in alluminio). Le granate sono calibro 40x46 mm.
 
Mentre il fucile standard è un'arma pesante e a lungo raggio, la versione SG 551 carabina è il tipo accorciato e non consente l'uso di baionette e di lanciagranate (almeno non dalla canna del fucile), a parte una versione di ultima produzione. Ha ancora una portata pratica di almeno 300 m con il mirino 6x42 mm ed è usato sopratutto dalla polizia in tale configurazione. Il SG 552 Commando è per le forze speciali, del 1998, con canna di appena 226 mm, con soluzioni per la molla di rinculo analoghe a quelle dell'AK-47. Anche qui vi sono versioni capaci di tirare granate e di accettare mirini telescopici. La versione più recente è la SG 553, che ritorna alla molla di rinculo sistemata attorno al pistone del gas, come sul fucile base, per una migliore affidabilità.
I corazzati svizzeri hanno il loro baricentro nel complesso di caserme di Thun, che è a sud di Berna. Là vi sono la Scuola Carri 22/222 e la Scuola Granatieri corazzati 21/221.
 
Come al solito nell'ordinamento svizzero, l'esercito era basato su un piccolo numero di professionisti e un gran numero di riservisti, secondo la filosofia del cittadino-soldato. Questi, per l'obbligo della leva, a 20 anni erano mandati alla Scuola Reclute. C'erano anche donne, ma volontarie: nel 2001 in tutto 26.000 ragazzi e 223 ragazze sono passate in queste strutture di base per un corso di 15 settimane, ovviamente molto intenso, con due uscite libere a settimana e i fine settimana disponibili. Questo è il corso di base, ma per i compiti specializzati servono anche altri uno o due corsi di specializzazione. Per quelli che fanno questi corsi, chiamati Corsi di Ripetizione (nemmeno fossero studenti rimandati a settembre..), è prevista una permanenza nella Milizia fino a 42 anni, con un corso ogni due anni di 19 giorni di aggiornamento, per un totale di 10. Le truppe dell'SM o dell'aviazione effettuano un richiamo di 12 giorni all'anno, per per i piloti c'éè una frequenza anche maggiore. Gli ufficiali avevano ovviamente bisogno di ulteriori corsi d'aggiornamento e i piloti dell'aviazione richiamianche più frequenti. Tutto questo era il programma Armee 95, ma era allo studio il nuovo e rivoluzionario Armee XXI, allo studio entro il 2002, con cambiamenti da implementare entro il 2004, chiaramente orientati verso riduzioni, specie delle componenti pesanti dell'Esercito.
 
Quanto riguarda la scuola carri all'epoca era a livello di reggimento, e insegnava le necessarie competenze ai carristi di Leopard 2 e dei Panzer 68/88, i quali ultimi solo in carico alla Milizia. Comandata da un colonnello, avrebbe terminato nel 2003 i corsi per i Panzer 68/88, avviati al ritiro dal servizio. Aveva due corsi annuali per il personale di leva, ognuno numerato 22/(anno del corso), per 220 reclute, suddivise in 100 per una cp carri e 120 per una logistica. Il corso era di dieci settimane per la prima parte per l'addestramento individuale e d'arma. Poi arriva la seconda parte, con la guida del carro e l'uso del simulatore Rheinmetall per il pezzo da 120 mm, che consiste in un cannone da 27 mm dentro la canna del carro armato stesso, con il che è possibile sparare in maniera realistica fino a 1 km. Nelle settimane 11-14 veniva usata l'area di Bure, nello Jura, da 1.050 ettari e lungo fino a 10 km, anche se largo solo due. Qui era possibile addestrare carri fino a livello di compagnia, unità di dimensioni pratiche rispetto alle difficoltà orografiche della Svizzera. Anche i corsi di ripetizione e quelli con i blindati da fanteria erano tenuti qui. Esisteva al suo interno anche un villaggio finto per addestrarsi nel combattimento in aree urbane, sebbene di una trentina di edifici soltanto. Prima addestrati a livello di carro singolo, poi di plotone, i carristi qui imparavano tutto il necessario. Alla fine era tenuta un'esercitazione finale a livello di compagnia. Il poligono di tiro era usato per 4 giorni, a Hinterrhein, per la distanza massima di circa 1.500 m, che peraltro era ancora ben sotto quella utile del carro armato tedesco. e la presenza di una decina di carri Panzer 87 eliminava la necessità di spostare i corazzati dei singoli equipaggi: arrivavano gli uomini e si addestravano con quello che c'era sul posto, un bel risparmio logistico. Anche a Bure e a Thun c'erano un numero simile di carri armati, sempre per risparmiare spostamenti di carri armati durante le fasi addestrative. L'ultima settimana veniva trascorsa a Thun, per riorganizzarsi e riconsegnare i materiali allo Stato.
 
 
== Note ==
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