Differenze tra le versioni di "Il buddhismo cinese/Le biografie/Fǎrù"

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(Nuova pagina: '''Fǎrù''' (法如, Wade-Giles: Fa-ju. In giapponese: Hōnyo; Shang-tang, 638 – 689) è stato un monaco buddhista cinese VI patriarca della scuola Chán secondo una tradizione d...)
 
Nato a Shang-tang (oggi nello Shanxi) nel 638, divenne monaco all'età di diciannove anni. Dopo diversi soggiorni in differenti templi decise di fermarsi presso il monastero di Dòngshān (東山, Picco o Monte orientale)<ref>Il nome di questo Monte lo si deve alla montagna Shuāngfēng (雙峰, Vette gemelle, situata nella parte orientale della provincia di Hubei) di cui rappresenta il Picco orientale.</ref>, dove insegnava il patriarca Chán, Hóngrěn. Divenne presto famoso per la sua saggezza e le cronache narrano che durante un viaggio fluviale rischiò l'annegamento ma quando venne salvato mostrò di non essere per niente turbato dall'accaduto. Nel 683, in occasione delle commemorazioni per il defunto imperatore Gāozōng (高宗, conosciuto anche come Lǐzhì, 李治, regno: 649-83), la comunità buddhista lo voleva insignire di una onorificenza ma Fǎrù si ritirò nel tempio di Shàolín (少林寺), collocato sul versante settentrionale del monte Sōngshān (嵩山) dove visse nell'anonimato per diversi anni. Scoperta e diffusa la sua vera identità, centinaia monaci raggiunsero il tempio di Shàolín per poter apprendere i suoi insegnamenti. Giunto sul punto di morte raccomandò ai suoi allievi di studiare sotto la guida di Shénxiù, allievo come lui del V patriarca Hóngrěn.
 
Nella successiva tradizione della scuola Chán del Nord (Beizōng 北宗禪), Shénxiù risulterà tuttavia essere il diretto successore di Hóngrěn e quindi VI patriarca <ref>Così nel ''Lèngqié shīzī jì'' (Memorie dei maestri e dei discepoli di Lanka, 楞伽師資記, giapp. ''Ryōga shiji ki'', T.D. 2837.85.1283-1291) opera anch'essa rinvenuta nelle Grotte di Mogao e attribuita a Jìngjué (淨覺, 683-750?) allievo di Xuánzé (玄則, ?-?) a sua volta allievo di Shénxiù (神秀, 606?-706) omette Fǎrù sostituendolo come sesto patriarca con Shénxiù e aggiungendo Pǔjí (普寂, 651-739) come settimo patriarca Chán.</ref>
Le cronache narrano anche che Fǎrù morì nella classica posizione dello ''zuòchán'' (坐禅, giapp. ''zazen''). Di Fǎrù non conserviamo alcuna opera.
 
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