Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Critica del linguaggio"

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[[File:Avicenna-miniatur.jpg|thumb|150px|left|Ibn Sīnā (Avicenna)]]
[[File:AverroesColor.jpg|thumb|right|150px|Averroè, dipinto part. di Andrea di Bonaiuto (XIV sec.)]]
La coscienza umana è dominata da ansietà e desideri, conseguenza della nostra esistenza stessa come esseri fisici. Anche quando non siamo impegnati attivamente a guadagnarci da vivere, far crescere la prole, o andare dal medico, siamo costantemente inseguiti da una consapevolezza di dover preservare la nostra vita, e tale consapevolezza controlla il mondo interiore della persona. Anche chi è arrivato a conoscere Dio ed il mondo, prova tale stato di consapevolezza. Una persona di questo tipo ha affinato la propria immagine di Dio, ripulendola di tutti gli antropomorfismi, e ha anche letto gli scritti di [[w:Avicenna]]|Avicenna]] e imparato da questi che l'esistenza di Dio è necessaria, in contrapposizione alla natura meramente contingente dell'esistenza del mondo. Può dimostrare conclusivamente, seguendo [[w:Averroè|Averroè]], che Dio è il motore immobile, la causa prima nella catena di causalità che controlla l'intero unverso. Tutta questa conoscenza, comunque, non produce necessariamente un cambiamento interno della sua consapevolezza. Le aspirazioni e le difficoltà della vita quotidiana possono continuare a dominare il suo conscio come quello di qualsiasi altra persona e a preoccuparlo anche quando si concentra su materie elevate. Il ruolo dei comandamenti nella vita del filosofo è quello di muovere la sua vita interiore da uno stato di conoscenza ad uno stato di attaccamento appassionato.<ref name="Filosofo"/>
 
Amore e desiderio riflettono uno stato di impegno costante con l'oggetto della conoscenza. Uno che ama e desidera qualcosa differisce da uno che semplicemente la conosce in quanto la sua consapevolezza è colmata e preoccupata dall'oggetto della conoscenza. L'amore intenso sradica una persona dal mondo, concentrando la sua consapevolezza sul solo oggetto esclusivo della propria bramosia. L'elemento erotico, familiare a chiunque abbia provato l'amore, non sorge immediatamente rispetto ad una conoscenza astratta ed elevata come la conoscenza di Dio. Lo spostamento della conoscenza da conoscenza a desiderio richiede una formazione interiore ed un esercizio spirituale. La prima fase di questa formazione richiede esercizi per sgombrare il proprio conscio da questioni mondane, cioè, un lento processo di liberazione dalla soggiogazione del proprio mondo interiore a preoccupazioni per la conservazione della vita.<ref name="Filosofo"/> L'osservanza dei comandamenti gioca un ruolo centrale in questo esercizio interiore:
{{q|Sappi che tutte le pratiche cultuali, come la lettura della ''Torah'', la preghiera, e la pratica degli altri ''comandamenti'', hanno solo lo scopo di istruirti a concentrarti sui Suoi comandamenti piuttosto che sugli affari di questo mondo... Da qui in poi inizierò a guidarti in merito alla forma di questa istruzione cosicché tu possa raggiungere questa grande meta. La prima cosa che la tua anima deve mantenere salda, mentre ''reciti'' le preghiere dello ''shema'', è che devi svuotare la mente da tutto e pregare così. Non ti devi accontentare di ''essere concentrato'' mentre ''reciti il primo versetto dello shema'' e dici ''la prima benedizione''. Quando hai effettuato ciò correttamente e l'hai praticato continuamente per anni, fai in modo che la tua anima, ogni volta che leggi o ascolti la ''Torah'', sia costantemente diretta — con tutto te stesso e tutto il tuo pensiero — verso la riflessione su ciò che stai ascoltando o leggendo.|III:51, p. 622}}
 
Nell'esercizio spirituale della persona istruita c'è una meta meditativa interiore verso la preghiera, la lettura della Torah, e l'adempimento dei comandamenti — quella di liberare il proprio conscio dai bisogni mondani e dai desideri. Il processo inizia a piccoli passi con la recitazione dello ''[[w:Shemà|shema]]'' e con la preghiera ''[[w:amidah|amidah]]''. Man mano che continua, l'allievo libera il proprio conscio per periodi più lunghi, includendo letture della Torah, preghiere in generale, le benedizioni e l'osservanza dei comandamenti. A quel punto il devoto non dirige ancora la sua consapevolezza verso Dio, il grande oggetto del proprio desiderio; piuttosto, mediante la concentrazione sulle azioni stesse, svuota il conscio dagli affari mondani. Impara ad inibire il controllo esercitato dalle ansietà e aspirazioni terrene e a ridurre la sua attenzione a queste cose a tempi sempre più limitati. Quando è solo di notte, libero dalle agitazioni ed esigenze della vita, si impegna sulle materie della sua conoscenza e dirige la sua consapevolezza verso la divinità. In tal modo, sgombera gradualmente molte aree del suo mondo interiore da coinvolgimenti terreni e infine ottiene l'apice di una consapevolezza trasformata. All'apice della consapevolezza religiosa, l'amante di Dio può condurre le attività relative al vivere la vita anche mentre il proprio conscio è suffuso nella sua interezza dall'amore di Dio.<ref name="Filosofo"/> Tale livello di esistenza è un'impresa rara, una che solo pochi riescono a svolgere:
{{q|E potrebbe esserci un individuo umano che, mediante la sua comprensione delle vere realtà e la sua gioia per ciò che ha appreso, raggiunge uno stato in cui parla con persone ed è occupato dai propri bisogni corporali mentre il suo intelletto è totalmente preso da Lui, che Egli sia glorificato, cosicché nel cuore è sempre in Sua presenza, mentre esteriormente è con la gente, nel modo descritto dalle parabole poetiche che sono state inventate per queste nozioni: ''Io dormo, ma il mio cuore veglia. È la voce del mio diletto che bussa, ecc.'' (Cantico dei Cantici 5:2). Non dico che questo rango sia quello di tutti i profeti; ma invece dico che questo è il rango di ''Mosè nostro Maestro''... Questo fu anche il rango dei Patriarchi, che essendo vicini a Lui, che Egli sia lodato, fecero sí che il Suo nome venisse conosciuto nel mondo tramite loro... Grazie all'unione dei loro intelletti attraverso la Sua comprensione, successe che Egli fece un ''patto'' duraturo con ciascuno di loro.|III:51, pp. 623-624}}
 
I Patriarchi e Mosè ottennero una trasformazione assoluta della consapevolezza. All'inizio del processo spirituale, il mondo interiore dell'uomo è dominato dalle necessità della vita quotidiana, e la loro presenza oscura la sua consapevolezza anche quando è impegnato nell'apprendimento di ciò che sta al di là del suo mondo ristretto. Alla fine del processo, invece, le attività terrene vanno avanti automaticamente, e la sua consapevolezza interiore è presa da ciò che è elevato. Esternamente, l'uomo mantiene i contatti col suo ambiente, ma la sua consapevolezza quale amante è occupata costantemente da Dio, al Quale è legato tramite la conoscenza. Partecipa al mondo come se fosse nella modalità di pilota automatico. I comandamenti pratici giocano un ruolo in questa trasformazione interiore, concentrando l'attenzione dell'uomo e permettendogli quindi di trovare la propria libertà interiore.<ref name="Filosofo"/>
 
L'adorazione ed il desiderio del filosofo raggiungono il loro apice quando si trova di fronte alla morte. L'istinto di sopravvivenza è il cordone ombelicale ultimo che collega la persona al mondo. L'affinità dell'uomo per la sua preziosa vita individuale, ed il suo terrore per la prospettiva di una fine, lo vincolano fermamente alla realtà. Ma il devoto che è legato a Dio e si delizia del proprio raggiungimento, è in grado di tagliare tale cordone. Si può liberare dalla paura di morire perché non la vede più come una tragedia:
{{q|Tuttavia nella misura in cui le facoltà del corpo si indeboliscono ed il fuoco dei desideri si smorza, l'intelletto è rafforzato, e le sue luci raggiungono un'estensione più ampia, la sua comprensione si purifica, e gioisce di ciò che apprende. Il risultato è che, quando un uomo perfetto è oberato dagli anni e si avvicina alla morte, questa comprensione aumenta molto potentemente, la gioia di questa comprensione ed un grande amore per l'oggetto della comprensione diventano più forti, finché l'anima si separa dal corpo in quel momento in tale stato di piacere.|III:51, p. 627}}
 
Questa grande prova di consapevolezza religiosa è quindi il confronto con la morte. Il momento stesso della morte, che riempie l'uomo di un'ansietà tremenda ed un senso di perdita, è il pinnacolo della formazione spirituale interiore del filosofo, poiché completa la separazione dell'intelletto dal corpo. Quando il momento della morte appare nello stato di consapevolezza in cui il proprio mondo interiore si separa da preoccupazioni mondane, il terrore si trasforma in piacere. La morte del filosofo viene definita "morte da bacio" ed è, in effetti, una liberazione dalla morte — o, più precisamente, una liberazione mediante la morte: "... questo tipo di morte, che in verità è salvezza dalla morte... Dopo aver raggiunto questa condizione di permanenza duratura,quell'intelletto rimane in un solo ed immutato stato, essendo stato rimosso l'ostacolo che a volte lo schermava. E rimarràà permanentemente in quello stato di piacere intenso, che non appartiene al genere dei piaceri corporali" (III:51, p. 628).
 
Con l'esposizione delle ragioni dei comandamenti da parte di Maimonide, l'integrazione di Torah e filosofia raggiunge la sua completezza poiché la prospettiva filosofica rappresenta l'aspetto più importante dell'Ebraismo, la vita della Torah ed il suo significato. Come tutte le strutture politiche, alcuni comandamenti mirano a stabilire una societàà giusta e ben ordinata, necessaria per la prosperità umana. A tale scopo la Torah, tramite una varietà di pratiche rituali inculca le credenze necessarie, come la ricompensa e punizione, il pentimento e perdono, che sono cruciali per consolidare l'obbedienza alla Torah ed ai suoi comandamenti. Altri comandamenti mirano oltre, al di là del semplice ordine sociale, puntando alla formazione delle virtù morali che è fondamentale per il bene della città e cruciale per l'ottenimento di forme più elevate di vita utile, significativa, che dipenda dall'autocontrollo e da disciplina delle passioni. Come legge divina orientata oltre la perfezione del corpo e la società bene ordinata, la Torah dirige gli esseri umani verso la perfezione ultima mediante il complesso tentativo di sradicare l'idolatria e stabilire la verità dell'unità e trascendenza di Dio.
 
==Note==
<references/>
 
{{Avanzamento|75100%|7 dicembre 2014}}
[[Categoria:Guida maimonidea|Critica del linguaggio]]
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