Differenze tra le versioni di "Guida maimonidea/Critica del linguaggio"

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I Patriarchi e Mosè ottennero una trasformazione assoluta della consapevolezza. All'inizio del processo spirituale, il mondo interiore dell'uomo è dominato dalle necessità della vita quotidiana, e la loro presenza oscura la sua consapevolezza anche quando è impegnato nell'apprendimento di ciò che sta al di là del suo mondo ristretto. Alla fine del processo, invece, le attività terrene vanno avanti automaticamente, e la sua consapevolezza interiore è presa da ciò che è elevato. Esternamente, l'uomo mantiene i contatti col suo ambiente, ma la sua consapevolezza quale amante è occupata costantemente da Dio, al Quale è legato tramite la conoscenza. Partecipa al mondo come se fosse nella modalità di pilota automatico. I comandamenti pratici giocano un ruolo in questa trasformazione interiore, concentrando l'attenzione dell'uomo e permettendogli quindi di trovare la propria libertà interiore.<ref name="Filosofo"/>
 
L'adorazione ed il desiderio del filosofo raggiungono il loro apice quando si trova di fronte alla morte. L'istinto di sopravvivenza è il cordone ombelicale ultimo che collega la persona al mondo. L'affinità dell'uomo per la sua preziosa vita individuale, ed il suo terrore per la prospettiva di una fine, lo vincolano fermamente alla realtà. Ma il devoto che è legato a Dio e si delizia del proprio raggiungimento, è in grado di tagliare tale cordone.<ref name="Filosofo"/> Si può liberare dalla paura di morire perché non la vede più come una tragedia:
{{q|Tuttavia nella misura in cui le facoltà del corpo si indeboliscono ed il fuoco dei desideri si smorza, l'intelletto è rafforzato, e le sue luci raggiungono un'estensione più ampia, la sua comprensione si purifica, e gioisce di ciò che apprende. Il risultato è che, quando un uomo perfetto è oberato dagli anni e si avvicina alla morte, questa comprensione aumenta molto potentemente, la gioia di questa comprensione ed un grande amore per l'oggetto della comprensione diventano più forti, finché l'anima si separa dal corpo in quel momento in tale stato di piacere.|III:51, p. 627}}
 
Questa grande prova di consapevolezza religiosa è quindi il confronto con la morte. Il momento stesso della morte, che riempie l'uomo di un'ansietà tremenda ed un senso di perdita, è il pinnacolo della formazione spirituale interiore del filosofo, poiché completa la separazione dell'intelletto dal corpo. Quando il momento della morte appare nello stato di consapevolezza in cui il proprio mondo interiore si separa da preoccupazioni mondane, il terrore si trasforma in piacere.<ref name="Filosofo"/> La morte del filosofo viene definita "morte daper un bacio" ed è, in effetti, una liberazione dalla morte — o, più precisamente, una liberazione mediante la morte: "... questo tipo di morte, che in verità è salvezza dalla morte... Dopo aver raggiunto questa condizione di permanenza duratura, quell'intelletto rimane in un solo ed immutato stato, essendo stato rimosso l'ostacolo che a volte lo schermava. E rimarrààrimarrà permanentemente in quello stato di piacere intenso, che non appartiene al genere dei piaceri corporali" (III:51, p. 628).
 
Con l'esposizione delle ragioni dei comandamenti da parte di Maimonide, l'integrazione di Torah e filosofia raggiunge la sua completezza poiché la prospettiva filosofica rappresenta l'aspetto più importante dell'Ebraismo, la vita della Torah ed il suo significato. Come tutte le strutture politiche, alcuni comandamenti mirano a stabilire una societàà giusta e ben ordinata, necessaria per la prosperità umana. A tale scopo la Torah, tramite una varietà di pratiche rituali inculca le credenze necessarie, come la ricompensa e punizione, il pentimento e perdono, che sono cruciali per consolidare l'obbedienza alla Torah ed ai suoi comandamenti. Altri comandamenti mirano oltre,più al diin là del semplice ordine sociale, puntando alla formazione delle virtù morali che è fondamentale per il bene della città e cruciale per l'ottenimento di forme più elevate di vita utile, significativa, che dipenda dall'autocontrollo e dadalla disciplina delle passioni. Come legge divina orientata oltre la perfezione del corpo e la società bene ordinata, la Torah dirige gli esseri umani verso la perfezione ultima mediante il complesso tentativo di sradicare l'idolatria e stabilire la verità dell'unità e trascendenza di Dio. Oltre al ruolo avuto dai comandamenti di stabilire una società sana, di perfezionare il carattere, e di instillare le credenze necessarie e le verità opportune, essi operano anche come elemento centrale del percorso spirituale dell'uomo. Tale percorso inizia con l'ascendenza della facoltà immaginativa, che riempie la sua consapevolezza di ansie ed aspirazioni relative alla vita mondana, ma si conclude con l'unione agli intellegibili ed una beata liberazione dalla paura della morte.<ref name="Filosofo"/>
 
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