Biografie cristologiche/L'uomo Gesù: differenze tra le versioni

Jump to navigation Jump to search
nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
Nessun oggetto della modifica
 
Per tale conoscenza di Gesù, dipendiamo ancora dal materiale neotestamentario, specialmente dai Vangeli. I due secoli di studio dei Vangeli possono essere riassunti come segue: Strauss iniziò negando virtualmente tutto il contenuto dei Vangeli, ma senza studiare la mutua relazione dei Vangeli tra di loro. Renan differiva da Strauss in quanto era arbitrario nel rifiutare alcuni materiali reputandoli leggendari e accettandone altri come storici. La riprova della teoria della priorità di Marco, indagando le relazioni dei Vangeli tra di loro cercando di scoprire un modo oggettivo di avvicinarsi alla questione di storia affidabile, fu un primo passo a correggere il totale diniego di Strauss e l'arbitrarietà di Renan. La "scoperta" della Fonte Q sembrava fornire di per se stessa e in Marco due fonti che, in virtù delle loro precocità temporali indicavano una più grande affidabilità che non in Matteo e Luca. A sua volta, tuttavia, l'opera di Werde indeboliva la teoria che la prima fonte fosse più storica, poiché le conclusione di Wrede rendevano Marco tanto astorico quanto Matteo e Luca. Dato che né l'ipotesi delle "due fonti" né quella della "quattro fonti" risolveva il problema di affidabilità storica, si fece ricorso alla critica delle forme onde poter recuperare i materiali che erano andati a costituire le prime fonti, setacciando tale materiale per poter isolare la forma storica da quella astorica. Sebbene la critica delle forme offrisse una strada per recuperare materiali storici, le sue conclusioni parvero essere abbondantemente negative ed il suo metodo non convincente, anche per coloro che erano disposti ad accettare risultati negativi, sulla base delle loro opinioni che la critica delle forme fosse guastata da una soggettività estrema.<ref name="DibelBult"/><ref name="Storico"/>
 
Nel complesso l'opinione degli studiosi era stata che i Vangeli riflettevano più adeguatamente la compassione della chiesa piuttosyo che riflettere Gesù stesso. Da questa opinione generale in anni recenti sorse la cosiddetta "nuova ricerca" del Gesù storico. Tali ricercatori affermano che sia possibile, attrraverso uno studio continuativo, riscontrare negli insegnamenti e nella dottrina dell prima chiesa una serie di riflessioni di Gesù che siano affidabili, con la premessa che il suo impatto sui primi predicatori ed insegnanti fosse stata abbastanza vivida da creare specificità inconfondibili. A tutt'oggi questo tipo di investigazione è stato proposto come metodo, ma non messo in pratica al punto di arrivare a conclusioni.<ref name="Storico"/>
 
Non esiste quindi un accordo certo sul Gesù storico, discernibile dalle opere e ricerche di esperti neotestamentari. Quello che Schwitzer disse più di sessant'anni fa è tuttora valido, e cioè che il Gesù storico è irrecuperabile, e che il Gesù degli studiosi neotestamentari del XIX secolo, e del XX secolo, non è mai esistito, poiché tale Gesù emerge più dall'intuizione e dall'anacronismo degli studiosi che dalle pagine dei Vangeli.<ref name="Storico"/>
 
==Il significato==
[[File:Die Jünger von Emmaus (ausschnitt).jpg|right|300px|Gesù a Emmaus (di Fritz von Uhde, 1885)]]
Molte sono quindi le opzioni disponibili a definire Gesù. Insieme a Graetz, si potrebbe definire Gesù un esseno; con Geiger lo si potrebbe chiamare fariseo; con Montefiore dichiararlo un profeta, e con tanti altri chiamarlo rabbino (sebbene il rabbino, ''come titolo'', apparisse più tardi dell'epoca di Gesù). Ma tali affermazioni sono bloccate proprio dalla natura dei problemi creati dalle varie interpretazioni dei cristiani. Uno dei problemi è che i Vangeli, fonti primarie, sono scritti di un'epoca almeno quattro decadi e più dal tempo di Gesù, e che i Vangeli intrecciano materiale autentico su Gesù con pie meditazioni della chiesa, cosicché diventa estremamente difficile separarne i fili e arrivare ad un materiale sicuro ed adeguato quantitativamente.<ref name="Storico"/>
 
Oltre a ciò, i Vangeli non sembrano fornire quella persona che gli studiosi cercano, bensì il percorso umano di un essere divino. Cercare l'uomo nei Vangeli implica una distorsione di ciò che i Vangeli contengono. La ricerca neotestamentaria non è riuscita ad isolare l'uomo Gesù, Gesù l'ebreo. Tuttavia non è bene evidenziare soltanto la ricerca ed i problemi di affidabilità storica. Abbiamo i Vangeli, che ci parlano di Gesù: dovrebbe essere possibile formulare un'opinione di lui che sia l'essenza dei vangeli ma libera dalle questioni insignificanti che cercano di comprovare come storico questo o quel dettaglio. Non sembra violare documenti o ricerca il fatto di pensare a Gesù come una persona che aveva il dono di ammaestrare e guidare. Si può distinguere in lui una fedeltà ebraica in contrasto con le interpretazioni di parte di cristiani ed ebrei che, sebbene con motivazioni opposte che si cancellano a vicenda, lo separano dall'Ebraismo. Certamente Gesù credeva che la fine del mondo fosse vicina, credendosi inoltre Messia, e nella visione di molti quegli studiosi che lo negano sono in errore.<ref name="Storico"/><ref name="Geza"/>
 
{{...}}
 
 
12 332

contributi

Menu di navigazione