Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Malaysia: differenze tra le versioni

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Altri accordi con la Gran Bretagna erano relativi all'aggiornamento di un radar dei 3 bidimensionali a lungo raggio Marconi S600 e la fornitura di due nuovi MARTELLO tridimensionali. Ma non v'erano solo gli inglesi ad interessarsi della difesa aerea malese, e il sistema '''MADGE''', Malaysian Air Defence Ground Environment è stato infatti assegnato alla Hughes, per cui la Marconi era sotto schiaffo, costretta ad integrare i propri radar col sistema americano, cosa che non solo non era pacifica, ma che rischiava di suddividere la difesa aerea malese con due sistemi 'paralleli', cosa certo non ideale. Nel MoU firmato con la Gran Bretagna v'erano anche le nuove corvette missilistiche, ma con programma decurtato da 250 a 166 milioni di sterline, sufficiente per una sola delle 2-3 corvette previste. Del resto la RMN era ben disposta a farsi costruire le corvette dai cantieri Yarrow, ma solo se poteva scegliere liberamente i tipi di armi e sistemi a bordo.
 
[[Immagine:Malaysian_Navy_ships_1016119215.jpg|320pxupright=1.4|left|thumb|La RMN praticamente al completo]]
In seguito sarebbero stati fatti due passi concreti: la scelta delle nuove corvette classe '''Leiku''' armate col 57 mm Mk 3 Bofors svedese, missili Exocet e Sea Wolf VL. Come utile aggiunta, sono arrivate navi 'usate ma come nuove', ovvero le famose corvette irakene mai consegnate. Si tratta di due unità '''Laksamana''' con cannoni da 76 mm, missili OTOMAT, Aspide, siluri leggeri e altre armi e sensori, il tutto in circa 700 t a pieno carico e con soli 47 membri d'equipaggio. Il costo sarebbe stato di 120 milioni di dollari, assai di meno di 2 navi analoghe nuove, e comprensivo di aggiornamenti, per esempio il cannone da 76 mm Compatto sostituito da un Super Rapido, che così si è ritrovato nella stessa Marina a far compagnia con il rivale Bofors. Infine sono arrivati i sottomarini '''Scorpene''', di nuova generazione e tra i più avanzati del mondo, ma questi sono di progettazione francese.
 
[[Immagine:LaksamanaTunAmin.jpg|270px|left|thumb|La RMN LaksamanaTunAmin]]
Tornando all'aviazione, la scelta degli Hawk, data la possibilità della BAe di offirli facilmente come rimpiazzo al posto dei Tornado IDS, è stata agevole mentre gli AMX nel contempo sono stati 'cestinati' anche dalla Thailandia, che li aveva scelti inizialmente, per poi essere travolta dalla crisi economica delle 'Tigri Asiatiche'. Se c'era la possibilità di scegliere aerei sufficienti solo per uno o due squadroni allora erano necessari aerei multiruolo (in un certo senso, questa situazione asiatica ricorda molto il Sud America, che negli anni '60-70 visto praticamente tutte le nazioni 'che contavano' comprarsi almeno uno squadrone di Mirage III, per non restare indietro rispetto alle altre, dopo che questo apparecchio apparve nella regione). Ma certo, quando nel '93 venne annunciata la scelta malaysiana per nuovi caccia, vi fu un grande e motivato stupore.
 
Fu battuto ancora il [[w:Mirage 2000|Mirage 2000]], ma stavolta anche la GD con l'F-16: in sostanza, tra i due litiganti, il terzo e.. il quarto hanno goduto perché sono stati scelti, sia pure in piccolo numero, ben due caccia. Per giunta entrambi medi, gli unici disponibili all'epoca: sono gli F-18 e i MiG-29, che appena 2 anni prima si erano scontrati nel Golfo. Sono aerei molto simili per dimensioni, pesi, potenza motore, per molti aspetti anche avionica e armamento: nondimeno ricoprono ruoli differenti, dovuti alle differenti capacità multiruolo dell'avionica e alle prestazioni velocistiche.
[[Immagine:LaksamanaTunAmin.jpg|270pxupright=1.4|left|thumb|La RMN LaksamanaTunAmin]]
 
Gli '''[[w:F-18|F/A-18]]''' anzitutto: Il 1 luglio 1993 il Ministero della Difesa malese annunciò che la Tentara Udara Diraja Malaysia (TUDM/Royal Malaysian Air Force) aveva scelto sia il MiG-29 e l'F-18. La 'lettera di offerta e accettazione' venne firmata il dicembre successivo. Come annunciato, si trattava solo di F-18D: ovvero dei tipi biposto di seconda generazione. È stato molto speculato sul motivo di questa scelta: si pensava per esempio che si trattasse di un ordine pilota per altre 30-35 macchine monoposto. Ma non erano questi gli intendimenti.
 
 
In sostanza, quello che venne pensato per i Tornado ed che uscì dalla porta, è rientrato dalla finestra: al posto di 8 Tornado sono stati comprati altrettanti F-18 tutti in versione biposto; il che più che aiutare per l'addestramento, è sopratutto per missioni a lungo raggio e attacco, come anche d'intercettazione. L'Hornet ha finito quindi per ricoprire ruoli simili a quelli del Tornado IDS, anche se con velocità, carico e raggio minori, oltre che minore stabilità (ma ancora sufficiente) nel volo a bassa quota. In cambio è un aereo di concezione più recente e semplice (p.es. ala fissa), capace di operare come caccia da superiorità aerea e intercettazione. Se aiutato da aerocisterne (comunque necessarie anche per i Tornado, come visto in Desert Storm) è quindi un apparecchio del tutto valido per ogni compito. Oltre al radar APG-73 erano forniti motori del tipo potenziato, gli F404-GE-402 EPE. Il primo (serial number M45-01) è stato consegnato il 19 marzo 1997 e per settembre tutto era compiuto. L'introduzione di un aereo tanto costoso e sofisticato in così pochi esemplari creava comunque esigenze con economie tutt'altro che favorevoli in termini di manutenzione, supporto e addestramento. Altri 12 aerei erano in effetti previsti ma per il momento l'ordine venne cancellato. Gli Hornet servivano e servono col '''N.18 Sqn''' di Butterworth, la base ex-RAAF.
[[Immagine:F14_and_Royal_Malaysian_Air_Force_Mig29.jpg|300pxupright=1.4|left|thumb|Un MiG-29N in compagnia di un F-14 americano]]
L'altra 'metà del cielo' è frutto della Guerra fredda, o meglio della sua fine. La Malaysia si mise in contatto con la MAPO russa e ordinò 18 '''[[w:MiG-29|MiG-29N]]''' di cui 2 erano biposto -NUB. La scelta è stata fatta direttamente grazie al Primo Ministro Dato Seri Mahathir Mohamad. La competizione con gli aerei americani è stata importante: per ricacciare indietro la minaccia russa gli americani si mobilitarono massivamente, con tanto di Dipartimento di Stato in supporto della già potente MDD: questo tra l'altro consentì di ridurre il costo unitario ad 'appena' 30 milioni di dollari per ciascun Hornet, e ad offrirli con i motori e radar più moderni (indisponibili anche per le macchine USA): ma ancora questo non fu sufficiente per accaparrarsi tutta la 'torta', perché i russi erano in grado di offrire i loro MiG-29 ad appena 20 milioni l'uno. Non soltanto questo, ma parte del pagamento (tale era la necessità di esportare dei Russi) era accettata sotto forma di olio di palma, e infine mentre gli F-18 erano nuovi, ma disponibili non prima di 3 anni, i MiG esistevano già e potevano essere consegnati in appena 12 mesi.
 
Questi MiG erano in una posizione delicata: con armamenti e logistica del tutto incompatibili con i sistemi occidentali (non avendo i missili [[w:AA-2 Atoll|AA-2 Atoll]], ne consegue che i MiG-29 sono, differentemente dai precedenti -17,19,21 e 23, incapaci di montare i Sidewinder). Ma i russi avevano ora la loro chance: dovevano sfruttarla per la fama e la competitività dei loro prodotti in un mercato aperto a tutti, che dopo la fine della Guerra fredda per diversi anni andò in una vertiginosa picchiata, dato l'eccesso di materiali approntati rispetto alle necessità 'postbelliche'.
Bonsignore in merito osservava che: ''gli uomini della MAPO farebbero bene a dare un taglio ai festeggiamenti e a mettersi al lavoro di buzzo buono per avviare il programma dei MiG-29 della RMAF su solidi binari, e far sì che ci resti. Molti occhi guarderanno l'eventuale riuscita del programma malese, e non tutti saranno animati da intenzioni amichevoli''.
[[Immagine: SU-30MKI-g4sp.jpg|280pxupright=1.4|leftthumb|SU-30]]
 
[[Immagine: SU-30MKI-g4sp.jpg|280px|left|]]
Come sappiamo, dopo alcuni anni, nonostante tutto questo, il '''Su-27''' non molto più costoso ma con migliori capacità e potenzialità rispetto al MiG, ha finito per soppiantarlo e diventare un incredibile best-seller tra i caccia pesanti moderni, giusto come assai clamoroso fu il successo dei vecchi e poderosi MiG-25 (e anche dei meno impegnativi ma pur sempre complessi MiG-23). E così è stato anche qui. Ancora una volta, nelle piccole aviazioni che desiderano diversificare i fornitori, si è assistito ad un ulteriore diversificarsi delle linee operative. Stavolta, per l'appunto, a pro del Flanker. Forse perché, dopo l'F-16, è proprio il Su-27/30 che si sta dimostrando il caccia 'standard' dell'aerea. È stato ordinato da Cina, Vietnam, India, e persino, sia pure in pochi esemplari, dall'Indonesia, antica nemica della federazione malese. Ordunque, dopo trattative che hanno visto anche in lizza l'F-18E Super Hornet, il 5 agosto 2003 è stato sottoscritto un contratto per 18 apparecchi, del costo unitario di 50 mln di dollari 'tutto compreso' (10 meno meno degli F-16 Block 60, che pure son macchine pesanti la metà). Quindi al ragionevole prezzo di 900 mln, uno squadrone di caccia pesanti Su-30 da consegnare proprio entro quest'anno (2008) dopo che hanno cominciato a giungere dal 2007: infatti, dopo un'aspettativa di 4 anni (forse dovuta alla 'coda' di clienti per i nuovi Flanker), a Irkutsk, il 24 maggio 2007 vennero presi in consegna i primi due '''Su-30MKM''' (la versione malese), appena usciti e collaudati dalla fabbrica russa. Hanno ugelli vettorabili e parte dell'avionica è stata sostituita da sistemi francesi. Senza dubbio tra i Flanker più potenti (comparabili agli MKI indiani), sono andati al No.17 Sqn, basato a Gong Kedak<ref>Questo da: Nico Sgarlato, ''Flanker Internazionali'', Aerei Nov-dic 2007</ref>.
 
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