Armi avanzate della Seconda Guerra Mondiale/Italia 3: differenze tra le versioni

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Le F.F.F. vennero usate, in serie progressivamente migliorate, anzitutto dagli S.M.82, che attaccarono Gibilterra già il 5 giugno 1941 con 6 F.F.F. l'uno, poi ancora un'altra incursione avvenne l'11 e 3 motobombe, appese ai paracadute, finirono sugli abitati spagnoli vicini: una esplose facendo vittime, le altre vennero recuperate dagli Spagnoli. Altre missioni il 13 luglio, sempre di notte, con l'affondamento di una nave inglese. Il 14 giugno c'era stata un'azione contro Alessandria d'Egitto. Ma fu la battaglia di Mezz'agosto 1942 che le vide in azione contro bersagli in mare,con 8 S.M.84 che lanciarono davanti alle navi inglesi, che tuttavia videro quello che stava succedendo e manovrarono per evitarle, mentre due SM.84 vennero abbattuti.
 
I Tedeschi usarono in massa le loro FFF, cominciando con 72 ordigni contro Tripoli, il 19-20 marzo 1943, altre 32 il 26-27, poi 70 il 13-14 aprile, 33 su Bona il 15-16 aprile. I risultati furono positivi contro navi che erano raggruppate in massa nelle rade, senza reti parasiluri. Furono usate anche in altre circostanze, forse anche in Normandia, ma sopratuttosoprattutto contro Bari il 2 dicembre 1943, quando 105 aerei Ju-88 usarono le F.F.F. (e altre bombe, presumibilmente), per distruggere le 30 navi all'ormeggio e ne affondarono ben 17, inclusa una che aveva a bordo bombe con la mortale Yprite.
 
 
Altre bombe furono le '''torpedini oscillanti Freri''', che oscillava tra i tre e i sette metri dopo lo sgancio da aerei. Non ebbe successo.
 
La '''bomba 500 OR''' era un ordigno da 500 kg con un detonatore regolato da un orologio, fino a 72 ore dopo lo sgancio. Praticamente era una mina, sopratuttosoprattutto pensata per rendere inagibili i porti. Se cadeva a terra, i suoi 4 detonatori ad impatto la facevano subito esplodere. Era un ordigno efficace, ma costava e solo raramente venne usato contro Malta e Alessandria.
 
Altri ordigni erano la bomba a collisione, del gen. Gaetano Crocco, già autore di un ordigno alato del 1917, che veniva sganciato da dirigibili per poi picchiare dopo un tempo prestabilito sull'obiettivo. La nuova bomba era simile e pensata per i bombardieri a tuffo, ma dei dodici esemplari solo 2 vennero testati da Ba.65. Il progetto venne elaborato nel 1938.
Ma nonostante che già nel novembre del '42 venissero mandati gli S.79 con i siluri in Sardegna, non vi fu utilizzo di queste armi, malgrado l'abbondanza di bersagli Alleati. In seguito all'armistizio, a questi siluri rimasero interessati i Tedeschi, l'ANR e gli Alleati. I primi richiesero 10 siluri A/170. Al di là dell'efficacia teorica, bisogna dire che comunque questi siluri non erano nondimeno ideali per un impiego pratico. C'erano vari punti deboli. Uno era quello del comando radio: era sempre possibile disturbarlo, se il nemico fosse allertato sulla minaccia (e così sarà dal '44 contro i missili tedeschi quali gli Hs.293). Poi c'era il problema di controllare il siluro, che non era autoguidato come molti progetti oramai approntati: questo significava restare nel raggio di qualche km per diversi minuti tra lancio e guida, il tutto entro il raggio dei cannoni da 102 e 127 mm, se non delle mitragliere da 40 mm Bofors, armi oramai sempre più spesso a controllo radar. Una fiancata di cannoni da 102 mm tipica era costuita da 4 armi capaci di tirare 60 c.min complessivi (900 kg) entro un raggio di almeno 7-8 km, e questo senza considerare l'intervento dell'eventuale caccia. Se si considera che anche le bombe Hs.293 e Fritz-X avevano lo stesso inconveniente (di esporre il velivolo lanciatore alla reazione contraerea) pur consentendo di attaccare in molto meno tempo, da distanze e quote maggiori, ci si può fare l'idea di come una flotta con capacità di reazione contraerea, e magari con copertura di intercettori, avrebbe costituito un problema non indifferente per usare efficacemente questi ordigni: molto meglio allora le bombe F.F.F. che si 'autoguidavano' e lasciavano indipendente il velivolo dopo lo sgancio. Ad oggi, per esempio, le armi antinave 'fire and forget' (missili antinave o antiradar) sono praticamente le uniche su cui si fa affidamento per superare difese navali.
 
Gli Italiani non hanno brillato per armamenti di lancio da parte della loro modesta forza di bombardieri. Probabilmente le armi più pesanti che hanno costruito erano da 1.000 kg. All'inizio della II GM, per dirne una, le bombe erano oltre 4 milioni, vale a dire statisticamente che ce n'era una ogni 10 italiani. Però si trattava per circa la metà di spezzoni da 1 o 2 kg nominali; le armi da 50 e 100 kg erano le più importanti, a maggior ragione se si considera che il peso era, realmente di circa 70 e 130 kg; v'erano anche altre armi da 15, 20, e più kg, fino ad arrivare alle bombe da 250 kg, il cui uso fu sempre discontinuo, a un ridotto numero di armi da 500 kg, e a poco più di 300 bombe da 800 kg, che nonostante gli oltre 300 kg di esplosivo, erano appena più efficaci di quelle da 500 kg causa l'innesco difettoso. Di fatto i bombardieri italiani attaccarono sopratuttosoprattutto, nelle guerre coloniali, con gli spezzoni, grazie anche a spezzoniere capaci di portare anche 700 ordigni. Un'arma in tal senso avanzata e disponibile grossomodo dall'inizio della guerra era la 'lanciaspezzoni', una vera e propria CBU pesante circa 100 kg che liberava alcune decine di bombette. Una delle ultime missioni di un S.82 -su di un campo d'aviazione alleato in Sicilia'- fu con 20 di queste bombe, dagli effetti presumibilmente considerevoli.
 
Un'altra bomba particolare era la 'bomba thermos' chiamata così per l'aspetto. Era in realtà una mina da 4 kg che esplodeva per deformazione; fu molto utile a rallentare l'avanzata dei mezzi inglesi nelle campagne del deserto, era abbastanza potente per danneggiarli o distruggerli se gli finiva sotto i cingoli e abbastanza piccola per portarne molte.
La '''Fiat''' costruiva al momento dell'Armistizio 15 BR.20bis di cui 10 consegnati alla Regia Aeronautica, mentre 3 vennero distrutti dalle bombe nell'aprile del '44, forse ancora in costruzione (MM.24381-94); dei 29 G.12 da trasporto commissionati prima dell'armistizio, 28 erano stati consegnati (6 per l'Ungheria), dopo l'armistizio ne arrivarono altri 13, c'era in ballo un ordine per 122 CR.42LW per i Tedeschi (che li usarono come aerei incursori notturni), continuarono a produrre circa un quarto dei 600 G.55 commissionati dalla Regia, che nel luglio del '43 ordinò anche 2 prototipi G.56, che poi volarono dal 28 marzo e dal luglio dell'anno dopo.
 
La '''SIAI-Marchetti''' a Vergiate produsse i prototipi di SM.92 e dell'SM.93, mentre l'SM.91 volato (MM.530) il 10 marzo 1943, venne requisito dai Tedeschi e mandato il 12 ottobre a Rechlin, dove sparì per sempre. Altre fonti dicono che invece andò distrutto assieme al prototipo MM.531 dell'SM.92 (in volo dal 12 novembre 1943), poi seguì l'SM.93 (che volerà solo il 31 maggio 1944 e venne abolito dai Tedeschi il 29 marzo), e sopratuttosoprattutto l'SM.82 di cui sarebbero stati costruiti 289 apparecchi su circa 750 totali; di questi 6 non vennero ritirati, 48 andarono all'ANR e il resto alla LW, che già ne aveva ricevuti alcuni e razziati altri. Vennero anche ordinati 22 vecchi S.81T di cui 3 completati e ritirati dalla LW. ALtri 32 vennero ordinati alla S.Giorgio e 13 consegnati per l'8 settembre. Vennero anche costruiti 14 S.75.
 
La '''Caproni''' era un'altra ditta importante, ma senza progetti validi: i Ca.314C erano in commessa a Milano-Taliedo per 62 velivoli complessivi, di cui 45 ricevuti (era la serie IV) dalla Regia, gli altri prodotti per i Tedeschi, senza sapere se davvero vennero presi in carico (anche perché questi avevano i Ca.314G), infatti per ragioni 'occupazionali' era anche ammessa la costruzione di aerei che poi finivano demoliti essendo giudicati inutili, per quanto possa sembrare bizzarro. Idem per i 22 Ca.314C Serie V di cui 17 consegnati alla Regia e il resto ai Tedeschi. C'erano poi 22 Ca.309bis serie VII di cui 12 consegnati prima dell'Armistizio, 25 Ca.133P di cui 21 consegnati al 31 agosto, infine 50 Ca.148P su cui non si sa nulla. Altre commesse erano per 60 Re.2002LW Ariete II, 33 dei quali presi dalla LW e gli altri demoliti, il tutto uscì dagli stabilimenti di Predappio-Forlì.
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