Differenze tra le versioni di "Ceramica a Pisa/Contatti con ceramiche di importazione"

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La chiesa di San Francesco presenta decorazioni con “bacini” solo sul corpo del campanile.
==== Storia della chiesa ====
[[File:Campanile di San Francesco (Pisa).jpg|thumb|Campanile di San Francesco (Pisa).]]
 
Le prime notizie sulla comunità francescana pisana risalgono al 1211, ma il loro definitivo insediamento in città si ebbe nel 1228, quando all’ordine venne concessa la chiesa della SS.Trinità, già esistente nel 1173. Nel 1233 fu edificato, nei pressi della stessa, un piccolo oratorio dedicato a San Francesco, che cominciò ad essere ampliato nel 1241. Grazie al racconto di un miracolo avvenuto in città nel 1253 sappiamo indirettamente che la nuova chiesa era in fase di edificazione già in questo anno<ref>Berti - Renzi Rizzo 1997, p. 46; Ronzani 1985, pp. 20-21.</ref>. L’edificio è ad un’unica grande navata con il transetto nella parte terminale della stessa. Quest’ultimo è arricchito da sette cappelle, riprendendo l’iconografia tipica dell’Ordine francescano. Le fasi conclusive della costruzione si collocano intorno al 1318, quando erano da completare ancora il tetto e la facciata, abbellita poi con un rivestimento di marmo bianco. Gli interventi susseguitisi nel tempo hanno interessato lavori minori di rifinitura e piccole costruzioni.
 
==== Il campanile ====
Il campanile pensile, completato contemporaneamente alla chiesa, si erge sul braccio sinistro del transetto<ref>Berti - Renzi Rizzo 1997, p. 46; Testi Cristiani 1987, pp. 111-115 (per avere informazioni tecniche sulla costruzione del campanile).</ref>. I “bacini” furono collocati sul campanile in due momenti. Il primo interessa recipienti di importazione simili a quelli che abbelliscono la chiesa di Santa Cecilia, posati alla base intorno agli anni ‘50-‘60 del XIII secolo. Il secondo momento di erezione delle murature e di contemporanea posa delle ceramiche concerne i tre piani sovrastanti la base del campanile. Questi sono scanditi da archetti trilobati, decorati sulla parte superiore da esemplari tutti in maiolica arcaica di produzione locale<ref>Berti - Renzi Rizzo 1997, p. 47; Berti - Gabrielli - Parenti 1993.</ref>.
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