Differenze tra le versioni di "Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/Marocco"

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Anzitutto l'organizzazione dei profughi: suddivisi in 4 Wilaya ovvero Province, chiamate El Ayoun, Smara, Aouserd, Dakhla che sono le maggiori città del Sahara Occidentale. Ciascuna è stata poi suddivisa in daira, ovvero distretti, ciascuno con tanto di sindaco e servizi d'istruzione e ospedalieri. Così, con un raro esempio di come una nazione si può formare persino nei campi profughi in maniera efficiente, moderna e democratica, i Sarawi hanno dato vita alla loro riscossa. L'alfabetizzazione e l'istruzione da sole erano destinatarie del 28% del 'PIL' della RASD. L'altra faccia della medaglia era ovviamente quello militare, che assorbiva il 35-40%. Lo sviluppo di questo modello sociale ha visto davvero principi collettivistici applicati e con successo: niente denaro, niente mercato, risorse comuni distribuite a tutti perché tutti partecipavano allo sforzo. Almeno come situazione 'transitoria', poi certo se i Sarawi avessero ottenuto le loro terre questo piccolo prodigio del deserto si sarebbe perduto: ma nondimeno questo è stato il cemento dell'identità Sarawi che nel '91 aveva come primo ministro Ali Berba.
 
Detto questo, come si sviluppò la guerra nel deserto? V'erano da affrontare ben due invasori, uno da Nord e uno da Sud. Ma era quest'ultimo, i Mauritani, ad essere il meno forte militarmente. I Sarawi combatterono duro: attaccarono le punte avanzate e le costrinsero a trincerarsi stoppando la loro avanzata. Centri come Bou Crara (città mineraria per i fosfati) e Zouerate (per il Ferro), Tan-Tan, Assa (Marocco meridionale), e persino la capitale Mauretana Nouakchott, dove venne ucciso El Wali. In sostanza, il Polisario praticò il rischio calcolato di tenere a bada i Marocchini, e di concentrarsi sopratuttosoprattutto contro i Mauritani.
 
I Mauretani non ce la facevano: erano una nazione povera, con pochi uomini e mezzi, e sia nel '77 che nel '78 i Jaguar francesi intervennero su richiesta Mauritana contro i nuclei motorizzati del Polisario. Nondimeno, i Mauritani persero l'iniziativa, le risorse e la volontà: alla fine, il 10 luglio 1978 vi fu un golpe in cui l'esercitò rovesciò l'allora presidente Ould Daddah e di lì a pochi giorni le operazione del Polisario cessarono nel settore sud, lasciando a quel punto mano libera alla trattativa politica : il 5 agosto 1979 venne firmato ad Algeri un accordo in cui la MAuretania si ritirò dal settore Sud del Sahara Occidentale, anche se questo significò che il Marocco, per continuare le operazioni, dovette occupare anche quello, il cosiddetto Rio de Oro (sarebbe stato davvero 'troppo bello' se i Sarawi a quel punto avessero avuto almeno un pezzo della loro Patria tutta per loro...).
Al motto di 'O Patria o Martirio' i Sarawi del Polisario non si persero d'animo: il nemico rimasto era molto più potente, ma era anche molto stressato dal dover occupare tutto quel deserto da solo.
 
Allora, l'ELPS si ritrovò questo avversario ben più equipaggiato, ma le sue tattiche 'colpisci e scappa' erano tutt'altro che inclini a dare valore alla superiorità teorica avversaria, a conferma che nel deserto la mobilità è davvero fondamentale. Il Polisario, concentratosi a Nord, supportato da Libia e Algeria (pochi carri e cannoni sono trascurabili per un esercito convenzionale, non così per una forza di guerriglia..), e con l'offensiva 'Houari Boumedienne', gennaio '79, penetrò nel Marocco meridionale, contro Tan-Tan, e nel marzo 1980, sul massiccio dell'Ourkziz le FAR marocchine subirono una grave sconfitta. Insomma, i rovesci patiti dai libici anni dopo nell'ancora non iniziata campagna chadiana, erano già stati 'sperimentati' dai marocchini a danno delle micidiali incursioni di motorizzati della guerriglia. Eredi del SAS-LRDG inglesi, ma sopratuttosoprattutto dei predoni del deserto, solo con cavalli-vapore anziché cammelli. I Marocchini si organizzarono con le blindo AML-60 e 90 per le unità mobili presto diventate famose, le 'Ohoud' a 'Zallaka'. Ma più che inseguire i loro avversari nel deserto, i marocchini iniziarono a costruire muri (il 'Vallo Adriano' o la Muraglia cinese del Deserto..), anzitutto per proteggere il porto di El Ayoun, la capitale religiosa dei Sarawi Smara, e la zona mineraria di Bou Craa. Questo non impedì nel frattempo l'attaco alla guarnigione di Guelta Zemmour che aveva per la prima volta missili SA-7 e blindati, tutto materiale ex-libico. Era l'ottobre '79, e due mesi dopo arrivarono anche i carri T-54 e 55 ex-algerini, colpendo M'Sied, e altre piazzaforti marocchine. Così, per parare questi attacchi devastanti venne deciso definitivamente di passare ai 'muri', impresa improba da fare nel mezzo del deserto, ma l'unica considerata fattibile per evitare i danni altrimenti inflitti dal Fronte del Polisario.
 
Questa storia dei Muri, le più lunghe fortificazioni moderne, venne iniziata nel 1980, ad Agosto per iniziativa del generale Dlimi, comandante del fronte Sud (in tal senso, il Marocco è suddiviso in 3 zone militari). Della struttura si dice dopo, ma in termini concettuali e pratici si trattava di una iniziativa a doppio senso: da un lato era un modo per contenere l'avanzata dei Sarawi dentro il territorio controllato dai Marocchini, dall'altro si trattava di 'schiacciali' progressivamente vicino ai confini algerini, e questo avrebbe dovuto mostrare maggiormente all'attenzione internazionale il coinvolgimento di questa nazione: d'altra parte poca sorpresa, in genere i movimenti di guerriglia hanno una nazione 'santuario' che li protegge da un nemico superiore: per questo i campi profughi Sarawi non sono stati attaccati.
Un primo muro venne ultimato nel marzo 1981: era già una grossa impresa, con una lunghezza di ben 600 km, ma poi venne costruito un altro muro di 300 km a protezione di J'Diria, Haouza (ex- capitale della RASD), e un altro di 320 km per proteggere anche Amgala, il che ha tagliato praticamente il territorio del Sahara Occidentale in due settori, per via del confine con la Mauritania. Del resto, anche entrare in Mauritania è possibile ai Sarawi, che nel '76 per raggiungere la capitale percorsero migliaia di km come nulla fosse. Tutto questo primo livello di lavori venne ultimato prima che l'ELPS sferrasse, a metà del 1984, una offensiva con 2.500 uomini, arri T-54/55, blindati BTR-50/60 e BMP-1, che venne ridotta in efficacia. La costruzione di un altro muro da 400 km venne finita nel novembre dello stesso anno, partendo da Zag fino verso il confine algerino. Insomma, gli anni peggiori furono circa 3-5, e presto i marocchini passarono a costose difese statiche di grandi dimensioni, di valore questionabile ma di costo altissimo, tuttavia un deterrente adeguato contro i Sarawi. Un altro muro venne costruito dal maggio '85 nella zona centrale per proteggere Guelta Zemmour e Bir Anzaran e infine un altro muro, il sesto ha bloccato l'accesso all'Atlantico. Tutto questo sforzo, appoggiato da un gran numero di soldati di guardia e di pronto intervento, campi minati etc. ha reso molto difficile ai Sarawi di entrare nel territorio che loro rivendicano ma a costo di una logistica e una forza d'impiego troppo grande e difficile da gestire con 2.400 km di estenzione.
 
E l'ELPS, come si presentava nel '90? Dipinti come guerrieri-mercenari, criminali etc. dai marocchini, in realtà erano un'eccellente forza di combattimento, davvero molto grande per la piccola popolazione. Era suddivisa in 8 zone militari con 18-20 uomini in tutto ufficiali, ma in pratica non erano più di 5-6 mila. Persino troppi se si considera gli equipaggiamenti. In ogni caso erano suddivisi in failak, ovvero battaglioni, da 400-600 effettivi, Katiba ovvero compagnie di 180-200 effettivi, ma sopratuttosoprattutto 3 unità corazzate con carri T-54/55, ZSU-23-2, BMP-1. Una di queste unità era in riserva, poi da rilevare 6 unità di fanti di cui una in riserva. Certo che dopo gli accordi dell'84 tra Gheddafi e re Hassan II, e dopo la normalizzazione dei rapporti algerini-marocchini dell'88, la fornitura di armi era diventata un problema.
 
Altre armi erano fucili AK-47 e AKM, RPG-7, LRAC, missili TOW, MILAN, Dragon, mitragliatrici RPK da 7.62 mm, mitragliatrici pesanti da 12.7, 14.5, 23 mm, obici da 105 mm HM-2, D-30 da 122mm, addirittura M-46 da 130 mm da 27 km. lanciarazzi BM-21 per un totale di quasi 180 armi, più i cannoni SR da 106 mm, mortai leggeri, medi e pesanti; 60-90 carri T-44-55, cacciacarri SK-105 (meno di 12), APC BTR-50,60 e BMP-1 (meno di 60), VAB, AML-60 e AML-90, forse Cascavel con cannone F-1 ex- libiche.
Tornando alla situazione politica, dopo la tregua del settembre '91, vide l'accordo di principio per la pace tra Marocco e Polisario, dopo il piano elaborato nell'agosto '88 e dal segretario ONU e approvato nel '90, e il dispiegamento dei peacekeepers, si era cercato un referendum basato sul censimento spagnolo del '74. Ma ovviamente il Marocco era interessato a considerare più ampia la base elettorale, il che ha dato problemi che hanno causato lo slittamento del referendum originariamente pensato per il 1992, fino a che l'ONU ha preso atto nel '96 (in maggio) che non v'erano le condizioni per il sospirato referendum. James Baker, come inviato speciale dell'ONU aveva intavolato dal 1997 un accordo per presentare nuove liste elettorali, ma il Marocco ha ancora posto ostacoli, rimandando sine die il referendum, cosa riconosciuta dal febbraio 2000 in ambito ONU. I colloqui ancora tentati da Baker con le conferenze di Londra e Ginevra non hanno avuto successo. Dal settembre del '99 ha iniziato a delinearsi il classico fenomeno delle popolazioni oppresse da un regime militare troppo forte per essere sia convinto che sconfitto: dietro le terre occupate dai Marocchini sono iniziate manifestazioni di protesta, che hanno dato origine all'Intifada Saharawi. Nel marzo del 2000 manifestazioni di protesta sono state tenute nelle due città principali del Sahara Occidentale, Smara e El Aiun, ma sono state disperse dalla polizia con arresti e feriti, e l'imposizione del coprifuoco. Al solito, come in tante altre realtà simili (il Marocco, dopo tutto, ha preceduto Israele coi Muri di sicurezza..) la forza tecnologica dello Stato occupante viene dispiegata per reprimere il dissenso e in barba ai diritti umani e alle decisioni dell'ONU, o anche semplicemente i tentativi di mediazione.
 
A parte questo, in termini di tattica militare da segnalare che prima della tregua il Polisario era solito in tattiche tipo mordi e fuggi, con azioni portate di mezzi fuoristrada con mitragliatrici KPV o ZU, o ancora cannoni SR B-10 o 11 da ben 107 mm di calibro. Gli assalti avvenivano così: di notte, a velocità ridotta per confondersi con il terreno, cercando di sfuggire ai radar di sorveglianza terrestre come i RASIT dei marocchini. Attaccando un'aera di sutura tra due PA (che avevano una profondità di circa 1.5 km), la zona veniva bonificata dagli artificieri contro le mine antiuomo o anticarro (v'erano per esempio modelli italiani in uso), poi i veicoli venivano immessi in azione, e non era una cosa piacevole: lo scopo era quello di eliminare o anche catturare il maggior numero di soldati marocchini, cercando di logorare la forza e il morale delle truppe. La guerra che causò circa 20.000 morti negli anni in cui venne combattuta, era combattuta sulla lunghezza dei muri, con i guerriglieri attenti sopratuttosoprattutto al loro principale nemico, i gruppi d'intervento o GTI che erano schierati dietro le prime linee marocchine. In genere era impiegato un solo plotone o Katiba, alle volte una failak, ma alle volte ancora erano usate forti truppe che sferravano incursioni nelle retrovie come nel 1984, con l'offensiva 'Grande Maghreb', che impiegò circa 1.500 uomini e carri armati T-55 e BMP-1, ovviamente concentrandosi in un unico punto col massimo della potenza di fuoco. Ma alle volte anche le FAR andavano all'offensiva, anche se stando attente a non sconfinare nel paese 'santuario' del Polisario, l'Algeria. I carri T-55 sparavano da postazioni difensive, mentre i BMP-1 si portavano in postazioni ben mimetizzate per sparare i missili AT-3, poi ritirarsi e attaccare da altre posizioni, oppure spostarsi per mandare truppe di rinforzo alle zone con la maggiore minaccia delle FAR. Le forze del Polisario erano schierate vicino ai 'muri' marocchini, spesso su zone rocciose o sotterranee, difficili da scoprire anche passandoci a poca distanza. E la minaccia aerea? Gli F-5 e i Mirage erano certo un problema nominale, ma a quanto pare il timore d'essere abbattuti dalla guerriglia non era limitato ai soli apparecchi comunisti in Angola: anche i Marocchini erano intimoriti dalla contraerea nemica e gli attacchi venivano spesso portati da oltre 3 km di quota, troppi per un uso contro obiettivi puntiformi di qualcosa che non fosse un missile Maverick. L'ultimo aereo dei tanti abbattuti era stato un F-5E distrutto il 28 agosto 1991, e un mese prima era toccato ad un più potente Mirage F.1 in azione sopra Tifariti. I sistemi antierei del Polisario, anche se vecchiotti, erano decisamente completi e temibili per un'aviazione priva di sistemi ECM efficaci, di aerei notturni e di missili ARM.
 
Da notare che, come al solito in questi casi, il Polisario aveva anche cellule clandestine di sabotatori dietro le linee marocchine. Ma in generale la soluzione non poteva che essere politica, anche per il rischio di coinvolgere, nel tentativo di ottenere una vittoria decisiva, l'Algeria.
Queste F.A. hanno avuto la seguente nascita: Esercito, 1956, RMAF idem, Gendarmeri e Guardia Reale idem; la loro forza complessiva è di 175.000 per l'Esercito, 13.500 per l'aviazione, 11.500 per la Marina, 23.000 per la Gendarmeria e 3.000 per la Guardia Reale. Totale con questi due ultimi corpi che ascende così a 226.000 effettivi.
 
Tra le sue attività, le guerre arabo-israeliane, quantomeno quella del '73 dove l'esercito combatté nel '73 sul Golan; la guerra del '77 di Shaba, e il salvataggio del regime Zairese, ma sopratuttosoprattutto la guerra infinita contro i nomadi del Polisario che vogliono l'indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco. Vennero anche usati i soldati marocchini nella Guerra del Golfo del '91, e per quella del 2003 si offrirono addirittura di fornire scimmie addestrate per il disinnesco di ordigni. Attualmente i soldati Marocchini, che il 14 luglio 1999, in occasione del bicentenario della Rivoluzione francese, vennero fatti sfilare sui Campi Elisi (un onore eccezionale per una forza non fracese), partecipano a varie entità sovranazionali per compiti di peacekeepings come MONUC, ONUCI, EUFOR, KFOR and MINUSTAH<ref>[[:w:en:Military of Morocco|da wiki.en]]</ref>.
 
 
===Esercito===
Le FAR (Forces Armes Royals) marocchine hanno senz'altro, in termini numerici, questo come il loro principale elemento operativo.
Nato nel periodo di protettorato francese (1912-56) con l'esperienza dei reggimenti dell'esercito francese in Africa (Spahi e Tirailleurs) di cui oltre 300.000 vennero mobilitati durante la guerra mondiale e poi quella in Indocina, dove molti di loro combatterono, per esempio a Dien Bien Phu. Erano sopratuttosoprattutto Berberi, mentre gli Spagnoli, nella loro parte di Marocco, usarono i locali per le guerre del Rift nel Protettorato spagnolo, nel 1921-26 e poi nella guerra civile del 1936-39, dove l'armata marocchina di Franco fu un elemento di svolta nel primo anno di guerra. Finalmente terminata la guerra per conto d'altri, il Marocco divenne indipendente nel 1956 con la fine del Protettorato congiunto, e a quel punto 14.000 ex-francesi e 10.000 ex- spagnoli diedero origine alle FAR, più altri 5.000 ex guerriglieri dell'armata di Liberazione, e persino 2.000 francesi per un certo tempo, rimasero come istruttori a contratto. Fino a che nuovi ufficiali marocchini, da St-Cyr, Toledo e Dar al Bayda non vennero rapidamente addestrati allo scopo. Nondimeno, dal '56 iniziarono anche i movimenti di guerriglia, sponsorizzati dal re marocchino, per liberare anche il Sahara spagnolo, così che i Sarawhi divennero presto l'Esercito di liberazione del Sahara. Tuttavia nel '58 un'iniziativa congiunta tra Spagnoli e Francesi riuscì a ridurre la rivolta. Il Re del Marocco tuttavia si accordò con gli spagnoli per prendere il controllo sulle zone meridionali del confine, mentre parte dei guerriglieri venne assorbita nelle FAR. Attualmente, però, il Polisario è tutt'altro che convinto di far parte delle tradizioni militari marocchine e ha una sua Repubblica araba democratica che vi si contrappone.
 
Attualmente l'esercito ha varie fonti di approvigionamento e tra queste sono tornate quelle russe, come i carri armati T-72BV in uso nella 'Brigata russa', con tanto di missili AT-11 Sniper/Svir, nota ufficialmente come 6eme BRB.
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