Differenze tra le versioni di "Torah per sempre/Opzioni"

Jump to navigation Jump to search
Sia la Torah Scritta sia quella Orale, secondo la narrazione rabbinica, furono rivelate al Sinai all'intero popolo di Israele, nati e non nati. La narrazione vincola gli ebrei, mediante la Torah, alla comunità, passata e presente e futura, stabilendo un potente collegamento (un'"alleanza") tra Dio e il popolo; incoraggia la coesione sociale entro la comunità e conferisce valore trascendente a tale coesione. Una narrazione di origine e destino condivisi, specialmente vincolati a Dio, aumenta il senso di appartenenza comune. Quest'idea viene espressa potentemente in ''Midrash Rabbah'' di Esodo {{passo biblico|Es|20,1}}, introducendo i Dieci Comandamenti:
{{q|«Allora Dio pronunciò tutte queste parole, dicendo». Rabbi Isaac disse, Tutto ciò che i profeti dovevano profetizzare nelle generazioni a venire, lo ricevettero al Monte Sinai. Poiché Mosè disse a Israele, «Chi oggi è qui con noi e con chi non è oggi qui con noi» (Deut. {{passo biblico|Deut|29,14}})—Egli non disse, Chi ''sta eretto'' qui con noi, ma [semplicemente] Chi è ''con'' noi oggi, [significando] quelle anime ancora da esser create, che non esistevano ancora, di cui non si poteva dire ''esse stavano erette''. Anche se non esistevano in quel tempo, ciascuna ricevette il suo dovuto... E non solo tutti i profeti ricevettero la loro profezia al Sinai, ma anche i Saggi che dovevano giungere in ogni generazione, ciascuno ricevette la propria [saggezza] al Sinai. Parimenti si dice, «Queste parole Dio pronunciò, parlando a tutta la vostra assemblea, con voce poderosa che non cessò» (Deut. {{passo biblico|Deut|5,22}}): Rabbi Yohanan disse, La voce unica si divise in sette e [queste a loro volta] si separarono in settanta lingue;<ref>Si presume che ci siano settanta lingue nel mondo, corrispondenti ai settanta antenati che costruirono la Torre di Babele (Gen. {{passo biblico|Gen|10;11,1-9}}); l'idea è che tutta la saggezza del mondo derivi dal Sinai. Sebbene il midrash non includa proseliti tra coloro che si trovarono al Sinai, il Talmud (''Shab.'' 146''a'') insiste che il loro ''mazal'' (che significa? angelo custode?) fu presente.</ref> Resh Lakish disse, Questa fu la fonte da cui profetizzarono tutti i profeti.}}
I capi della comunità sono generalmente dell'opinione che unità e coesione della loro comunità siano un bene prezioso, che vale la pena conservare. Evidentemente ci sono vantaggi potenziali dal punto di vista della comunità ''religiosa'' e i benefici si trasmettono all'individuo che si vuole identificare con tale comunità. Che una leadership laica possa vedere le cose nello stesso modo è meno certo; potrebbero preferire un altro punto d'unione, come Israele o l'Olocausto, su cui si concentra l'identità ebraica, sebbene nessuno dei due sia senza i rispettivi problemi.
 
Naturalmente ciò che beneficia la comunità collettivamente potrebbe non essere percepito come benefico per l'individuo, cosicché sotto un governo che garantisce la libertà di religione l'individuo potrebbe decidere che sia di suo interesse, o in accordo con la propria coscienza, uscire dalla comunità o rimanere ai suoi margini.
 
Inoltre, ciò che beneficia una particolare comunità – in questo caso la comunità ebraica – potrebbe non beneficiare la società nel suo complesso e poiché il bene della società nel suo complesso incide sul benessere delle sue parti, ciò dovrebbe essere preso in considerazione nel determinare quello che alla fine è benefico per una particolare comunità.
 
C'è un ulteriore costo. Come abbiamo dimostrato in [[Torah per sempre/Divisi da una Scrittura comune|PARTE IV.5]], le denominazioni confessionali differiscono nella rispettiva interpretazione di ''Torah min hashamayim''; questo introduce la possibilità di conflitto interdenominazionale, che non può essere benaccetto ai capi delle comunità. Né benaccetta a tali capi sarebbe la possibilità che l'estremismo religioso possa causare conflitto con altre comunità di fedeli.
 
Infine, c'è da considerare che l'utilità sociale da sola non sia adeguata a giustificare la fede religiosa. A meno che la fede possa essere giustificata in termini delle sue affermazioni sulla verità, come anche sulle qualità morali che sostiene, i leader che la promuovono stanno ingannando il pubblico, raccontando quelle che al meglio sono "nobili bugie" onde poter controllare le masse ignoranti. E le masse non sono sempre ignoranti, né se lo fossero sarebbe giusto per i leader approfittare di tale ignoranza.
 
==L'Individuo: Costi e Benefici della Fede==
8 553

contributi

Menu di navigazione