Forze armate mondiali dal secondo dopoguerra al XXI secolo/USA-13: differenze tra le versioni

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Corretto: "aereonavali"
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(Corretto: "aereonavali")
*Totale prodotti: circa 5.000, di cui 2.500 C.
 
L'impiego bellico ha visto soprattutto l'Iran come utilizzatore (non meno di 270 degli oltre 900 ordigni richiesti vennero forniti, assieme a 79 degli ottanta F-14 ordinati), ottenendo decine di successi a scapito degli irakeni nel corso di battaglie a volte epiche contro i MiG-25, e poi contro i Mirage F.1 con missili Super R.530. Gli americani, pur utilizzando il missile dei tipi più moderni AIM-54C+ non ottennero successi invece contro i Foxbat irakeni. Nell'insieme il fatto più importante dei Phoeinx è che hanno dato una capacità di intercettazione effettiva formidabile alle formazioni aereonavaliaeronavali, ciascuna in genere con un centinaio di missili al seguito (come d'altro canto facile da considerare, con i missili ripartiti tra 15 stormi imbarcati, 13 dei quali in effetti dotati di F-14, e con i missili AIM-54A -alcuni dei quali forse forniti agli iraniani- sostituiti piuttosto che integrati dai C), contro gli altrettanto formidabili bombardieri supersonici sovietici armati con i missili supersonici antinave come l'AS-4. Sommando questi missili con il radar degli F-14, gli AEW E-2C e le navi AEGIS il tutto era davvero un formidabile deterrente antiaereo-antimissile. il fatto che con missili di questo tipo, nei tests, sono stati colpiti bersagli anche da oltre 150 km di distanza (il sistema d'arma normalmente si attiva a 166 km di distanza, ma vi sono tiri di prova anche da oltre 200 km, head-on) è stato poi confermato in combattimento (ma dagli iraniani), mentre gli americani sono rimasti a bocca asciutta con i loro F-14. Pare, stando alle notizie diffuse da Tom Cooper (leader dell'Acig.org) che poi gli iraniniani siano riusciti anche a clonare i missili americani, prodotti in pochi esemplari.
 
Sull'affidabilità dei missili Phoenix in guerra vi sono valutazioni contrastanti, così come per il costo unitario. Stando a Cooper, i missili Phoenix funzionavano quasi sempre con esiti disastrosi per la vittima, alle volte abbattendo più di un aereo se in volo in formazione stretta, magari carichi di bombe. Tuttavia, secondo RiD 12/85 le cose non erano così rosee, e contro obiettivi a bassa quota il Pk del Phoenix era stimato del 10% contro aerei, e del 5% contro missili, e questo nonostante vi fossero armi in servizio più moderne dei tipi iraniani. Nel 1988 l'USN riteneva che solo il 40% delle armi avrebbero funzionato correttamente e si vociferava che fosse in essere una richiesta di risarcimento per una parte della colossale somma spesa nel programma Phoenix (stando a Take-Off, 'in volo sul Tacchino'). I Phoenix hanno avuto ad ogni modo parecchie migliorie, ma l'affidabilità dell'elettronica originale, pur sempre anni '60, non poteva essere certo all'altezza di quella dei tipi moderni. La prima generazione vide l'AIM-54A, l'ATM-54A per lanci ma senza testata; il DATM-54A con sistema telemetrico per lanci sperimentali.
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