Differenze tra le versioni di "Guida alle costellazioni - Regioni celesti scelte/Gruppi di galassie nel Centauro"

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Le galassie più brillanti visibili in direzione del Centauro sono anche le più vicine; molte di queste fanno in effetti parte di un unico gruppo di galassie situato a una distanza media fra 10 e 15 milioni di anni luce e noto come '''Gruppo di CentaurusA/M83'''. Come il nome stesso suggerisce, questo gruppo è sostanzialmente divisibile in due sottogruppi: il più settentrionale è il '''Gruppo di M83''' ed è situato a una distanza media di 12 milioni di anni luce, centrato attorno alla galassia M83; il più meridionale è il più cospicuo ed è il '''Gruppo di Centaurus A''', centrato attorno all’omonima galassia alla distanza di circa 14 milioni di anni luce. Le galassie che gravitano intorno a Centaurus A e a M83 sono fisicamente vicine le une alle altre e non sembrano avere un movimento relativo tra loro, apparendo quindi in equilibrio. Il Gruppo Centaurus A/M83 si trova abbastanza vicino al nostro Gruppo Locale e fa parte del Superammasso della Vergine.
 
Nel sottogruppo settentrionale spicca la famosa '''M83''', nota anche col nome di '''''Galassia Girandola del Sud''''', in contrapposizione con l’altrettanto famosa galassia M101 nell’Orsa Maggiore, per via dei suoi bracci molto ben marcati. M83 si trova nella costellazione dell’Idra ed è una fra le galassie più luminose del cielo; la si può individuare circa 18° a sud della brillante stella Spica, poco a nord delle stelle che rappresentano la testa del Centauro ed è visibile anche con un binocolo di dimensioni medio-basse sotto cieli discreti. Un telescopio da 150mm150 mm di apertura la mostra come una macchia nebulosa senza una forma ben definita, in cui il nucleo occupa una posizione di rilievo e domina con la sua luminosità l'alone; con strumenti più grandi, come un 250mm250 mm, quest'ultimo appare tormentato e attraversato da una banda scura a sud. M83 appare vista quasi perfettamente di faccia, pertanto è ben studiata e le sue strutture dei bracci sono ben conosciute; la sua distanza è stimata sui 15 milioni di anni luce appena, diventando così una delle galassie più vicine a noi e rendendo ancora più semplice il suo studio. Il suo moto nello spazio tuttavia la fa allontanare da noi alla velocità di 337 km/s. Gran parte delle stelle di M83 sono giovani e sono disposte sulle spirali, rendendole così molto luminose e dal caratteristico colore azzurro; le stelle centrali sono invece più vecchie e appaiono di colore giallo o rossastro. M83 è ben nota anche per il gran numero di supernovae osservate, ben sei: la SN 1923A, la SN 1945B, la SN 1950B, la SN 1957D, la SN 1968L e la SN 1983N. Nel giugno 2008 il progetto Galaxy Evolution Explorer della NASA scopre un gran numero di stelle neonate fra le spirali di M83; la stranezza risiede nel fatto che sono state scoperte in una regione dove si credeva che non vi fosse materiale a sufficienza per avviare i fenomeni di formazione stellare. M83 si trova, come visto, al centro di uno dei due sottogruppi in cui è suddiviso il Gruppo Centaurus A/M83. Questi due gruppi sono talvolta identificati come un sistema unico e altre volte come due gruppi distinti; tuttavia, le galassie attorno a Centaurus A e quelle attorno a M83 sono fisicamente molto vicine fra di loro.
 
Fra M83 e la stella 1 Centauri si trova '''NGC 5253''', situata a una distanza di 11 milioni di anni luce e dunque legata al sottogruppo di M83. Si individua circa 2 gradi a nordovest della stella i Centauri e può essere notata anche con strumenti da 120-150 mm di diametro. Ha una morfologia irregolare e un aspetto allungato, di dimensioni reali molto contenute, essendo una galassia nana, ma che sta sperimentando un fenomeno di starburst; si tratta in effetti di una galassia blu compatta, ossia una galassia nana dominata da stelle molto giovani e calde. Al suo interno è presente una nube compatta di polveri denominata Nube D, che ospita fino a un milione di giovani stelle, fra le quali non meno di 7000 stelle di classe O e un numero elevatissimo di stelle di Wolf-Rayet, fatto inconsueto a causa della vita breve di questo tipo di stelle.
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