Differenze tra le versioni di "Riflessioni su Yeshua l'Ebreo/Gesù a casa"

Jump to navigation Jump to search
testo
(testo)
(testo)
Inoltre, non è facile determinare cosa componga la cultura materiale "ebraica" in opposizione alla cultura materiale degli ebrei. Pertanto, la vita materiale degli ebrei nella Palestina ellenistico-romana non era molto diversa da quella dei loro vicini non ebrei, sia in termini di vita urbana che rurale. Ciò che era diverso riguardava gli aspetti "ebraici" della vita quotidiana o ''[[w:Halakhah|halakhah]]'', e includeva indicatori materiali etnici e religiosi come i ''[[w:mikveh|mikvaot]]'', o i vasi di pietra, entrambi relativi alla purezza, l'uso di [[w:Talled|frange (''zizzit'' – ebr. ציצית) su un indumento a quattro punte]] o l'uso di elementi religiosi accessori come le "lampade dello [[w:Shabbat|Shabbat]]". Potrebbero esserci state anche alcune piccole differenze nelle procedure agricole e forse negli strumenti e negli attrezzi agricoli. Alcuni tipi di sepoltura, come la sepoltura secondaria, potrebbero essere un indicatore di ebraicità, i profili ossei di animali privi di rappresentazioni di suini e decorazioni aniconiche, senza figure umane o animali, potrebbero anche essere indicatori materiali ebraici (negativi).<ref>Schwartz, "Material Realities" 453-56 e bibliografia.Cfr. anche Jonathan L. Reed, ''Archaeology and the Galilean Jesus: A Re-examination of the Evidence'' (Harrisburg: Trinity Press International, 2000).</ref> Dobbiamo quindi cercare Gesù e il movimento di Gesù nella frequentazione di ''mikvaot'' o nell'uso di strumenti di pietra? Indossavano le frange sui loro indumenti? Riusciremmo a distinguerli da qualsiasi altro ebreo palestinese dell'epoca in termini di cultura materiale e vita quotidiana? Per i nostri scopi, ciò che cerchiamo è la cultura materiale degli ebrei e qua e là un po' di cultura materiale "ebraica". Entrambe probabilmente servirebbero anche come struttura materiale per inquadrare Gesù e i suoi seguaci.
 
[[File:First century Iudaea province.gif|left|220px|thumb|<small>Provincia romana della [[w:Giudea|Giudea]], I secolo e.v.</small>]]
[[File:Lower Galilee map.svg|right|220px|thumb|<small>Mappa della [[w:Galilea|Galilea]]</small>]]
Sebbene anche il "Gesù storico" possa aver vissuto a volte in un mondo apocalittico,<ref>Christopher Rowland e Christopher R.A. Morray-Jones, ''The Mystery of God: Early Jewish Mysticism and the New Testament, Compendia Rerum ad Novum Testamentum 12'' (Leiden: Brill, 2009).</ref> le sue immagini e il suo pensiero usavano un linguaggio di vita quotidiana nella Palestina romana. I suoi insegnamenti e le sue parabole menzionano vasi di pietra, lampade e fiaschi, pentole, utensili, vigne e torri, monete e spade, tra le altre cose. Comprendere i realia del suo mondo, ebraico o meno, è della massima priorità nel ricreare il suo mondo sociale e questo a sua volta può aiutarci a capire il suo mondo spirituale. Quello che non posso fare, tuttavia, in questo capitolo è trattare il ''corpus'' delle immagini spaziali nei Vangeli, o anche in ''[[w:Fonte Q|Q]]'' — occuperei troppo spazio, distraendomi dalla materia principale di questo tema. La spiegazione di singoli versetti o motivi viene studiata altrove nel presente wikilibro. Il mio lavoro al momento serve semplicemente come sfondo.<ref>Si veda, per esempio, "Q’s Spatial Imagery in a Galilean Context" in Reed, ''Archaeology'', 189-95. Metafore agricole pervadono la Fonte ''Q''. Non si può discutere qui se questo dimostri o meno una provenienza galileiana per ''Q''.</ref>
 
Il mondo materiale di Gesù non era limitato solo ai manufatti e alla terra. Gesù era peripatetico e si dice che abbia visitato alcuni siti in Palestina come Nazaret, Cana, Betsaida, Cafarnao, Gerico e Gerusalemme. Cosa avrebbe trovato in questi siti in termini di vita quotidiana e come tutto ciò avrebbe avuto un impatto su "Gesù l'Ebreo"? In che modo la sua vita religiosa si sarebbe intersecata con la cultura materiale dei luoghi che visitò? In che modo il suo ambiente fisico, ebraico o meno, lo avrebbe influenzato?
 
Rispondere a tutte queste domande sarebbe probabilmente lo sforzo di una vita. Quello che posso tentare di fare qui è descrivere brevemente la realtà materiale con cui Gesù potrebbe essere entrato in contatto, consentendo una migliore comprensione del mondo in cui operò e insegnò. Poiché la maggior parte di ciò avvenne in Galilea, cercherò di relazionarmi il più possibile con quella regione, ma non mi limiterò alla Galilea come non si limitò Gesù. Poiché non vi è nessuna testimonianza che Gesù sia entrato nelle città galileiane di [[w:Zippori|Zippori (gr. Σέπφωρις, ''Sépphōris'')]] o [[w:Tiberiade|Tiberiade (ebr. טבריה, ''Tverya'')]], e siccome l'unica vera città in cui trascorse del tempo fu Gerusalemme, limiterò la mia discussione alla sfera rurale.<ref>Si veda Sean Freyne, ''Galilee and Gospel: Collected Essays'' (Boston: Brill, 2000), 71. Gesù non era necessariamente anti-città e pro-villaggio, sebbene fosse critico nei confronti di alcune idee relative alla città. Non può essere una coincidenza che i Vangeli non abbiano Gesù né a Tiberiade né a Zippori, città non così lontane dal suo territorio galileiano. Dovrebbe anche essere chiaro che non mi riferisco a Cafarnao e insediamenti simili come città. La vivace discussione accademica sul livello di urbanizzazione della Galilea esula dall'ambito di questa mia indagine.</ref> Tuttavia, come detto sopra, il mio lavoro qui è una goccia nel mare e al massimo può dare solo un assaggio, sia in termini di contenuto che di bibliografia.<ref>Un'eccellente rassegna sia dell'archeologia che della cultura materiale in Galilea si trova in Zeev Weiss, "Jewish Galilee in the First Century CE: An Archaeological Perspective", in Daniel R. Schwartz, ''Flavius Josephus, Vita: Introduction, Hebrew Translation, and Commentary'' (Gerusalem: Yad Ben-Zvi, 2007), 15-60 {{he}}.</ref>
 
== Un quadro per lo studio: limiti e realtà ==
Quali sono i parametri di studio per descrivere il mondo materiale di Gesù? In un mondo ideale, la struttura di studio della cultura materiale del I secolo e.v. comprenderebbe la vita quotidiana (e la morte). La società palestinese di quel tempo era sia rurale che urbana, ma la società ebraica era principalmente rurale. Una discussione sulla società rurale riguarderebbe gli insediamenti e le loro componenti, ad esempio, case, cortili, utensili e gli aspetti della vita quotidiana a cui erano associati, agricoltura (raccolti, attrezzi e manodopera), lavoro e manodopera in generale, strade e persino porti. Uno studio sulla società urbana – e dopotutto gli ebrei si trovavano anche nelle città della Palestina – includerebbe gran parte di ciò che è stato appena menzionato ma da una prospettiva urbana, nonché fenomeni solitamente urbani, ma non sempre, come bagni, mercati e fiere, e sinagoghe. Entrambi i settori non erano monolitici in termini di popolazione. C'erano classi superiori e classi inferiori, ricchi e poveri, e varie permutazioni economiche e sociali di questi con le loro variazioni nella vita materiale. Né c'era una cortina di ferro tra il rurale e l'urbano; le distanze erano relativamente brevi e gli eventi e gli sviluppi in una sfera potevano avere un impatto sull'altra. L'archeologia della sfera rurale e di quella urbana potevano essere alquanto diverse, ma a quanto pare la cultura materiale e la vita etnica e religiosa quotidiana erano simili e tale era il caso non solo della Galilea, ma anche della Giudea.<ref>Weiss, "Jewish Galilee", 43.</ref>
 
 
 
 
9 883

contributi

Menu di navigazione