Differenze tra le versioni di "Riflessioni su Yeshua l'Ebreo/Gesù a casa"

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Il mondo materiale di Gesù non era limitato solo ai manufatti e alla terra. Gesù era peripatetico e si dice che abbia visitato alcuni siti in Palestina come Nazaret, Cana, Betsaida, Cafarnao, Gerico e Gerusalemme. Cosa avrebbe trovato in questi siti in termini di vita quotidiana e come tutto ciò avrebbe avuto un impatto su "Gesù l'Ebreo"? In che modo la sua vita religiosa si sarebbe intersecata con la cultura materiale dei luoghi che visitò? In che modo il suo ambiente fisico, ebraico o meno, lo avrebbe influenzato?
 
Rispondere a tutte queste domande sarebbe probabilmente lo sforzo di una vita. Quello che posso tentare di fare qui è descrivere brevemente la realtà materiale con cui Gesù potrebbe essere entrato in contatto, consentendo una migliore comprensione del mondo in cui operò e insegnò. Poiché la maggior parte di ciò avvenne in Galilea, cercherò di relazionarmi il più possibile con quella regione, ma non mi limiterò alla Galilea come non si limitò Gesù. Poiché non vi è nessuna testimonianza che Gesù sia entrato nelle città galileiane di [[w:Zippori|Zippori (gr. Σέπφωρις, ''Sépphōris'')]] o [[w:Tiberiade|Tiberiade (ebr. טבריה, ''Tverya'')]], e siccome l'unica vera città in cui trascorse del tempo fu [[w:Gerusalemme|Gerusalemme (ebr. יְרוּשָׁלַיִם‎, ''Yerushaláyim'')]], limiterò la mia discussione alla sfera rurale.<ref>Si veda Sean Freyne, ''Galilee and Gospel: Collected Essays'' (Boston: Brill, 2000), 71. Gesù non era necessariamente anti-città e pro-villaggio, sebbene fosse critico nei confronti di alcune idee relative alla città. Non può essere una coincidenza che i Vangeli non abbiano Gesù né a Tiberiade né a Zippori, città non così lontane dal suo territorio galileiano. Dovrebbe anche essere chiaro che non mi riferisco a Cafarnao e insediamenti simili come città. La vivace discussione accademica sul livello di urbanizzazione della Galilea esula dall'ambito di questa mia indagine.</ref> Tuttavia, come detto sopra, il mio lavoro qui è una goccia nel mare e al massimo può dare solo un assaggio, sia in termini di contenuto che di bibliografia.<ref>Un'eccellente rassegna sia dell'archeologia che della cultura materiale in Galilea si trova in Zeev Weiss, "Jewish Galilee in the First Century CE: An Archaeological Perspective", in Daniel R. Schwartz, ''Flavius Josephus, Vita: Introduction, Hebrew Translation, and Commentary'' (Gerusalem: Yad Ben-Zvi, 2007), 15-60 {{he}}.</ref>
 
== Un quadro per lo studio: limiti e realtà ==
Quali sono i parametri di studio per descrivere il mondo materiale di Gesù? In un mondo ideale, la struttura di studio della cultura materiale del I secolo e.v. comprenderebbe la vita quotidiana (e la morte). La società palestinese di quel tempo era sia rurale che urbana, ma la società ebraica era principalmente rurale. Una discussione sulla società rurale riguarderebbe gli insediamenti e le loro componenti, ad esempio, case, cortili, utensili e gli aspetti della vita quotidiana a cui erano associati, agricoltura (raccolti, attrezzi e manodopera), lavoro e manodopera in generale, strade e persino porti. Uno studio sulla società urbana – e dopotutto gli ebrei si trovavano anche nelle città della Palestina – includerebbe gran parte di ciò che è stato appena menzionato ma da una prospettiva urbana, nonché fenomeni solitamente urbani, ma non sempre, come bagni, mercati e fiere, e sinagoghe. Entrambi i settori non erano monolitici in termini di popolazione. C'erano classi superiori e classi inferiori, ricchi e poveri, e varie permutazioni economiche e sociali di questi con le loro variazioni nella vita materiale. Né c'era una cortina di ferro tra il rurale e l'urbano; le distanze erano relativamente brevi e gli eventi e gli sviluppi in una sfera potevano avere un impatto sull'altra. L'archeologia della sfera rurale e di quella urbana potevano essere alquanto diverse, ma a quanto pare la cultura materiale e la vita etnica e religiosa quotidiana erano simili e tale era il caso non solo della Galilea, ma anche della Giudea.<ref>Weiss, "Jewish Galilee", 43.</ref>
 
Mentre le raffigurazioni di Gesù nei Vangeli sono per lo più nella sfera rurale, alcuni dei suoi seguaci avevano origini urbane di sorta e, in ogni caso, le distanze relativamente brevi tra rurale e urbano consentivano una diffusione della cultura materiale da una sfera all'altra e, se non in senso fisico, almeno certamente in senso virtuale, in termini di conoscenza. In una cornice di studio ideale sarebbe anche necessario concentrarsi sulle manifestazioni locali della cultura materiale, cioè della Giudea, della Samaria, della Peraea e della Galilea. Inoltre, a causa delle migrazioni interregionali, "locale" poteva essere inteso anche come interregionale (o meno). Come accennato in precedenza, qui mi accontento di fornire informazioni basilari per comprendere alcuni aspetti del mondo materiale di Gesù.
 
Infine, anche la questione del lasso di tempo è fondamentale. Sarebbe certamente l'ideale se ci fossero abbastanza fonti su tutte le questioni che potrebbero rappresentare chiaramente la cultura materiale dei tempi di Gesù. Tuttavia, tale non è il caso. Può una tradizione risalente al II secolo e.v. su questo o quell'utensile raffigurare la realtà materiale di un secolo prima? Il fatto è che i cambiamenti nella cultura materiale in generale nel mondo antico progrediscono a un ritmo molto lento. La ''longue durée'' regna nel mondo materiale antico. Pertanto, alcuni dei nostri commenti possono dipendere dalla realtà descritta nella letteratura rabbinica, che sebbene sia successiva ai tempi di Gesù, è ancora probabilmente affidabile in generale per quanto riguarda la cultura materiale.<ref>Schwartz, "Material Realities", 432-33.</ref>
 
 
 
== Vita rurale ==
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