Torah per sempre/Ricostruzioni non-ortodosse: differenze tra le versioni

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==Martin Buber (1878-1965): Tutta la Vita è un Incontro==
[[File:Martin Buber portrait.jpg|190px|left|Martin Mordechai Buber]] Il ''Wesen des Christentums'' di von Harnack non fu il primo tentativo di definire l'"essenza" del cristianesimo. Nel 1841 [[w:Ludwig Feuerbach|Ludwig Feuerbach]] (1804-1872) aveva pubblicato un trattato altamente anti-teologico con lo stesso titolo, in cui rovesciava il linguaggio dell'Incarnazione per asserire che il concetto cristiano di Dio derivasse dal concetto di uomo. L'essere dell'uomo esiste "solo in comunità, si trova solo nell'unità di uomo con uomo — un'unità che è sostenuta soltanto dalla realtà della differenza tra Io e Tu". "Uomo con uomo — l'unità di Io e Tu è Dio."<ref>Queste due citazioni si trovano nel saggio introduttivo di [[w:Karl Barth|Karl Barth]] su Feuerbach, ''Essence of Christianity'', p. xiii. Sono estratte da Feuerbach, ''Die Philophie der Zukunft'', 41.</ref> Le persone possono realizzarsi come esseri umani in rapporto ad altri esseri: "The ''Ego'' allora ottiene coscienza del mondo attraverso la coscienza del ''Tu''.<ref>Feuerbach, ''Essence of Cristianity'', 83.</ref> Teologia diventa quindi antropologia; non c'è "scienza di Dio", solo una scienza dell'uomo. Feuerbach influenzò fortemente [[w:David Friedrich Strauß|D. F. Strauss]] e anche il giovane [[w:Karl Marx|Karl Marx]],<ref>L'attacco di Marx contro la versione di materialismo di Feuerbach nel suo ''Thesen über Feuerbach'' del 1845 può essere considerato un complimento.</ref> ma venne denigrato nei circoli teologici; purtuttavia, il suo approccio antropologico alla teologia venne a dominare il pensiero religioso, specialmente nel ventesimo secolo.
 
Come Feuerbach aveva reagito contro la metafisica del suo maestro, Hegel, così [[w:Martin Buber|Martin Buber]] si ribellò contro l'idealismo filosofico del suo maestro, Hermann Cohen. Buber fu influenzato non solo da Feuerbach, ma dall'enfasi posta da Wilhelm Dilthey, con cui studiò all'Università di Berlino, sulla distinzione tra le scienze naturali "obiettive" (''Naturwissenschaften'') e le umanistiche "soggettive" (''Geistewissenschaften''); legge, religione, arte e storia, secondo Dilthey, si dovevano concentrare su una "realtà "socio-storico-umana". Un'altra importante influenza su Buber fu il filosofo religioso danese e critico del razionalismo hegeliano, [[w:Søren Kierkegaard|Søren Kierkegaard]] (1813-1855), la cui opera precedntemente trascurata stava avendo un impatto sulla Germania agli inizi del ventesimo secolo e diede origine al movimento esistenzialista.

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