La dimensione artistica e cosmologica della Mishneh Torah/A immagine di Dio: differenze tra le versioni

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Corretto: "un aroma"
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{{q|L'uomo necessita di subordinare tutti i poteri della sua anima al pensiero, nel modo spiegato nel precedente capitolo, e di puntare verso un unico fine: la percezione di Dio (che Egli possa essere glorificato e magnificato), intendo la conoscenza di Lui, per quanto possa essere permesso alla forza dell'uomo. Deve dirigere tutta le sue azioni, sia quando in movimento sia a riposo, e tutta la sua conversazione verso questo scopo cosicché nessuna delle sue azioni sia in nessun modo frivala, intendo un'azione che non conduca a tale scopo. Per esempio, deve avere come motivazione solo la salute del suo corpo quando mangia, beve, dorme, ha rapporti sessuali, è sveglio ed è in movimento o a riposo. Lo scopo della salute del corpo è che l'anima trovi i propri strumenti sani e funzionanti affinché possa dirigersi verso le scienze e verso l'acquisizione di virtù morali e razionali, in modo che possa arrivare a tale fine.<ref>''Ethical Writings'', curr. Weiss & Butterworth, 75.</ref>}}
Ciò rappresenta un rapporto strumentale tra virtù morale e virtù intellettuale. Subordinare funzioni fisiche all'intelletto significa non lasciare impazzare appetiti/desideri/voglie a detrimento della propria salute, poiché solo un corpo sano permetterà alla mente di seguire le proprie funzioni. Né virtù morale e né virtù intellettuale possono iniziare finché gli appetiti non sono sotto controllo. Un po' dopo nello stesso capitolo, tuttavia, emerge che l'esercizio del controllo dell'intelletto sugli appetiti è utile intrinsecamente:<ref>Sulla base dell'analisi da parte di Eliezer Hadad delle azioni intenzionali, e a fini buoni, essendo un riflesso delle azioni di Dio in natura, anche l'intenzionalità espressa nel primo brano può essere vista come preziosa intrinsecamente. (Cfr. Hadad, "Nature and Torah in Maimonides" {{he}}, p. 19 segg.)</ref>
{{q|In base a questo ragionamento, all'arte della medicina vien dato un ruolo molto ampio rispetto alle virtù, la conoscenza di Dio e il raggiungimento della felicità. Studiarla diligentemente è tra i più grandi atti di venerazione. Non è pertanto come tessere o falegnameria, poiché ci permette di eseguire le nostre azioni in modo che diventino azioni umane, che portano alle virtù e alle verità. Dato che se un uomo si mette a mangiare cibo appetitoso che è gradevole al palato e che ha un' aroma amabile, ma fa male e potrebbe essere causa di grave malessere o infine portare alla morte, allora quest'uomo e le bestie sono uguali. Non è quata l'azione di un uomo in quanto uomo. In verità è l'azione di un uomo in quanto animale: ''Egli è simile alle bestie che periscono'' [Salmi 49:13 e 21]. Un'azione umana [richiede] di prendere solo ciò che è più utile: uno a volte lascia da parte il maggior piacere e mangia ciò che è più ripugnante, al fine di cercare ciò che è più utile. Questa è un'azione basata sul pensiero e distingue l'uomo nelle sue azioni da quello che è a lui dissimile.<ref>''Ethical Writings'', curr. Weiss & Butterworth, 75-6.</ref>}}
Rispetto all'intelletto, dobbiamo ricordarci ancora una volta che l'uomo ha forma di uomo ed è creato nell'immagine di Dio. Vediamo in questo passo che in ogni esercizio dell'intelletto a governare gli appetiti, l'essere umano realizza la sua forma e adempie il significato di uomo creato nell'immagine di Dio e che tale disciplina non è soltanto preparatoria.
 

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