Scienze della Terra per le superiori/Il modellamento dovuto a fenomeni atmosferici: differenze tra le versioni

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== Erosione causata da organismi viventi ==
Il '''bioclastismo''' è la disgregazione fisica delle rocce prodotta da organismi viventi. Il complesso di dei processi ''in situ'' di alterazione fisico-chimica già visti creano un suolo regolitico che può ulteriormente essere elaborato da ''processi biogenici''. Le radici delle piante che penetrano nel substrato roccioso possono frantumare ulteriormente la roccia, e l'accumulo di materiale vegetale sotto forma di '''humus''' causa cambiamenti nel chimismo delle acque sotterranee generando ''acidi umici'' (che, come già visto favoriscono processi di corrosione delle rocce come l'''idrolisi''). Gli animali scavatori, terrestri o marini, contribuiscono al fenomeno, sia con la loro attività di scavo, sia alterando chimicamente la roccia e la regolite con sostanze acide e alcaline prodotte dalla decomposizione dei corpi dopo la morte. Il profilo del suolo aumenta progressivamente di spessore nel tempo, con la frantumazione del bedrocksubstrato roccioso e l'accumulo di materia organica.
Anche l'attività di pascolo e razzolamento del bestiame selvatico e domestico (specie se in gruppi numerosi o mandrie) contribuisce all'erosione del terreno, provocandone il denudamento dal manto vegetativo e favorendo l'erosione da parte degli elementi (pioggia, vento) e degli agenti dell'alterazione (termo- e crioclastismo).
 
 
Gli organismi viventi dotati di parti mineralizzate (calcaree, silicee, etc.) una volta morti danno origine ad ''accumuli bioclastici'' che possono rimanere in posto o essere trasportati e rimaneggiati dagli agenti dell'erosione dando luogo a ''depositi bioclastici'' di varia natura. Questo aspetto però verrà approfondito in seguito, soprattutto nel capitolo riguardante il modellamento in ambiente marino.
 
== Vegetazione e denudamento ==
Il tipo e la densità della copertura vegetativa dipende in larga misura dal ''regime climatico'', che a sua volta dipenda sostanzialmente dalla latitudine e dall'altitudine. La copertura vegetale è molto efficace nel proteggere il substrato roccioso e la regolite soprastante dall'erosione da parte delle precipitazioni e delle acque correnti. Anche l'azione del vento viene ridotta se vi è vegetazione a trattenere le particelle fini di terreno nel suolo. La vegetazione ha un ruolo primario nella ''stabilizzazione dei versanti'', anche ripidi, nelle regioni montuose. Nelle regioni aride, una copertura vegetale rada espone il bedrock e la regolite all'azione degli elementi (acque e vento): anche se gli episodi di pioggia sono rari, la degradazione è comunque attiva e lascia molto detrito che può essere rimobilizzato da alluvioni in seguito a piogge improvvise e violente(''flash flood'') tipiche di questi climi.
 
La natura della vegetazione che colonizza questo pianeta è variata in misura notevole nel tempo geologico. Si possono riconoscere quattro stadi nello sviluppo delle piante terrestri:
 
* Pre-Siluriano. Non c'era ancora vegetazione a quel tempo sulle aree continentali: quindi si può ragionevolmente assumere che il denudamento fosse molto più elevato che non nell'attuale. Non era possibile l'impostazione di suoli evoluti, e la regolite era asportata rapidamente degli elementi.
* Siluriano - Cretaceo medio. I principali gruppi di piante erano ''felci'', ''licopodi'' e ''conifere'', con un apparato radicale piuttosto semplice, relativamente poco efficace nello stabilizzare il suolo e la regolite.
* Cretaceo medio - Cenozoico medio (Oligocene). Si ha lo sviluppo delle ''angiosperme'' ("piante da fiore"), con apparati radicali complessi e sviluppati, più efficaci nel trattenere il suolo.
* Miocene - Attuale. L'evoluzione delle ''graminacee'' (l'''erba'') ricopre gran parte delle aree continentali con piante aventi apparati radicali densi, fibrosi e intrecciati estremamente efficaci nello stabilizzare il suolo.
 
L'azione dell'uomo (''attività antropogenica''), con il ''disboscamento'' di vaste aree della Terra, ha aggravato in misura estrema il '''denudamento''' (l'asportazione di suolo) da parte dei fattori dell'erosione. Questo avviene in particolar modo nelle regioni tropicali, in cui per il regime climatico (elevata umidità e ampia disponibilità d'acqua, alta temperatura e attività elevata dei processi chimici e biologici) il terreno è fortemente alterato in profondità sotto le radici degli alberi, e quindi una volta tolta la copertura vegetale l'effetto del denudamento è catastrofico, in termini di inondazioni, frane, colate di fango, asportazione di suolo fertile e impoverimento della biodiversità.
 
 
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