Storia della letteratura italiana/Tra due secoli
L'Italia della Seconda Repubblica
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L'ultimo decennio del Novecento è interessato da alcuni grandi cambiamenti politici, sociali ed economici. A livello mondiale, la caduta del muro di Berlino e il crollo dell'Unione Sovietica segnano la fine del bipolarismo USA-URSS, nato alla fine della seconda guerra mondiale. In Italia l'inchiesta Mani Pulite, che porta alla luce un complesso sistema di corruzione a livello nazionale, segna la fine dei partiti che hanno governato il paese fin dai primi anni del dopoguerra. Si chiude così la fase della Prima Repubblica, così chiamata dagli organi di stampa, e si apre la Seconda Repubblica.
Il quadro politico italiano si rinnova: il Partito Comunista si trasforma in Partito Democratico della Sinistra, la Democrazia Cristiana diventa Partito Popolare, mentre il Movimento Sociale Italiano (fondato da un gruppo di ex militanti della Repubblica di Salò) dà vita ad Alleanza Nazionale, un partito di destra post-fascista. Si affacciano anche nuove formazioni, come la Lega Nord e Forza Italia. Quest'ultimo partito è fondato da Silvio Berlusconi, imprenditore e magnate dei media, una delle figure centrali nella politica italiana della Seconda Repubblica. Berlusconi diventa leader della coalizione di centro-destra, che si contrappone a quella di centro-sinistra, e tra il 1994 e il 2011 ricopre più volte l'incarico di capo del governo.[1] Si genera così un bipolarismo, che vede l'alternanza al governo tra un centro-destra e un centro-sinistra. Inoltre, l'Italia compie vari passi verso l'integrazione europea: nel 1992 aderisce al trattato di Maastricht, che getta le basi per la moneta unica europea, e nel 2002 adotta l'euro come moneta.

I primi decenni del terzo millennio sono segnati da varie crisi. Gli attentanti di New York dell'11 settembre 2001 portano l'attenzione sul terrorismo internazionale di matrice islamica, a cui l'amministrazione statunitense, durante la presidenza di George W. Bush, risponde con la cosiddetta "guerra al terrorismo". Ma gli Stati Uniti sono anche epicentro di una grave crisi economica che esplode nel 2007-2008 e che si diffonde in altri paesi. L'Italia è tra gli Stati europei che più risentono gli effetti della crisi: le difficoltà economiche portano, nel 2011, alla fine del quarto governo Berlusconi e all'insediamento dell'esecutivo tecnico di Mario Monti. Le elezioni politiche del 2013 vedono l'avanzata di un nuovo soggetto politico, il Movimento 5 Stelle fondato dal comico Beppe Grillo, che si presenta come un movimento post-ideologico, che non si colloca né a destra né a sinistra, e che negli anni successivi vede crescere i suoi consensi. Nel 2018 il Movimento arriva anche alla guida del paese con i due governi presieduti da Giuseppe Conte.
Intanto, nel 2011 molti paesi del Nord Africa e del Medio Oriente sono investiti dalle cosiddette primavere arabe, vaste manifestazioni popolari di protesta che hanno esiti diversi a seconda del paese. In Siria, per esempio, la rivolta contro il regime di Assad sfocia in una guerra civile, destinata a durare fino al 2024. La difficile situazione internazionale porta, nel 2013-2015, alla crisi europea dei migranti, quando un numero sempre crescente di rifugiati e di migranti si sposta da altri continenti verso l'Unione Europea per richiedere asilo. La diffusione, a livello globale, della pandemia di Covid-19 (2020-2023), il conflitto in Ucraina (scoppiato nel 2022) e la crisi di Gaza (in corso dal 2023) hanno rappresentato ulteriori cause di incertezza per l'Italia e in generale per i membri dell'Unione Europea.
Tendenze di fine secolo: gli anni novanta
[modifica | modifica sorgente]Gli anni Novanta sono un decennio di trasformazione politica, un passaggio che però è accompagnato da una fase di stagnazione economica, che farà sentire il suo peso anche sull'editoria. Nonostante alcuni tentativi di rilancio, i fatturati calano precipitosamente e proseguono le acquisizioni di vecchie e nuove sigle da parte di gruppi editoriali sempre più grandi.[2]

Allo stesso tempo, nonostante la crisi dell'editoria, continua a essere alto il numero dei nuovi libri pubblicati. In particolare, gli storici della letteratura segnalano la tendenza di molti scrittori a trattare tematiche, abitudini e linguaggi tipici delle nuove generazioni. In questo gruppo molto eterogeneo vengono citati Aldo Busi, Andrea De Carlo, Daniele Del Giudice, Pier Vittorio Tondelli, Alessandro Baricco, Enrico Brizzi. Un discorso a parte merita invece il fenomeno dei cosiddetti «cannibali», dal titolo della raccolta collettiva Gioventù cannibale del 1996. Sono autori di storie trash, cioè che puntano su un horror truculento, citando però elementi della cultura pop come film, fumetti e cartoni animati, videoclip; questo citazionismo, d'altra parte, può essere considerato come un elemento riconducibile al postmoderno. Tra gli scrittori di maggior fortuna riconducibili a questo gruppo si ricordano Niccolò Ammaniti, Aldo Nove e Tiziano Scarpa.[3]

Nella seconda metà degli anni novanta hanno avuto grande fortuna commerciale romanzi dall'impianto più tradizionale, come nel caso di Va' dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro, vero e proprio caso letterario del 1994. È poi continuato il successo dei gialli: se negli anni settanta aveva ottenuto buoni riscontri il poliziesco La donna della domenica (1972) di Carlo Fruttero e Franco Lucentini, in anni più vicini a noi si è registrato il successo di autori come Andrea Camilleri (ricordato per i romanzi che hanno per protagonista il commissario Montalbano), Loriano Macchiavelli, Carlo Lucarelli. Infine, si segnala l'uscita di romanzi comico-caricaturali particolarmente brillati, di cui i più importanti sono quelli della saga di Fantozzi scritti da Paolo Villaggio negli anni settanta. Più di recente, la letteratura umoristica ha dato risultati apprezzabili nelle opere di Stefano Benni.[4]
Le trasformazioni del nuovo millennio
[modifica | modifica sorgente]È difficile ricostruire le linee di sviluppo dei primi due decenni del XXI secolo, per il semplice fatto che si tratta di fenomeni attualmente in corso. Certamente, gli attentati dell'11 settembre 2001 rappresentano un punto di svolta per la civiltà occidentale e per gli equilibri mondiali, e anche la letteratura ha risentito di questa fase di rottura. L'editoria italiana ha poi dovuto fare i conti con la difficile congiuntura economica dovuta alla crisi esplosa nel 2008. In seguito a una serie di acquisizioni iniziate già nei decenni precedenti, si sono creati pochi gruppi editoriali di notevoli dimensioni che controllano diversi marchi. Accanto a questi sono nate centinaia di piccole case editrici, molte delle quali però hanno avuto un'esistenza effimera. In generale si è osservata una divaricazione della proposta editoriale: da un lato le pubblicazioni di best seller e opere di consumo, con alte tirature, dall'altro libri che si rivolgono a un pubblico di nicchia. Una novità è rappresentata dal fatto che, rispetto al passato, i best seller raggiungono oggi altissimi picchi di vendite in tempi estremamente rapidi, grazie anche ai mass media e a oculate strategie di marketing.[5]
Altra novità è la sempre maggiore presenza di prodotti crossmediali, che intrecciano cioè media diversi, come il libro cartaceo, la televisione e internet. E proprio sul web si è spostata una parte del dibattito letterario, grazie a blog come Nazione Indiana e Il primo amore e a webzine come Carmilla on line. A questo si è aggiunto, a partire dal 2010, l'arrivo anche sul mercato italiano degli e-book, i libri digitali. Questi avevano già fatto la loro comparsa alcuni anni prima nelle librerie online statunitensi, e hanno conosciuto una rapida crescita commerciale grazie alla diffusione di smartphone e tablet. Il loro avvento è stato definito come l'inizio della "quarta rivoluzione": dopo il passaggio dall'oralità alla scrittura, quello dal rotolo al codice e quello dal codice alla stampa, ora si assiste al graduale passaggio dalla carta al digitale.[6]
Una nuova epica italiana?
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Siamo quindi di fronte a uno scenario complesso e in trasformazione. Tuttavia non sono mancati i tentativi di individuare delle linee di sviluppo nella letteratura italiana odierna. Nell'aprile 2008 Wu Ming 1 ha pubblicato in rete New Italian Epic. Memorandum 1993-2008: narrativa, sguardo obliquo, ritorno al futuro, dando il via a un vivace dibattito tra scrittori, lettori e critici letterari. Il saggio è stato poi ampliato e infine pubblicato da Einaudi nel 2009 in un volume cartaceo.[7]

Guardando alla narrativa italiana tra il 1993 e il 2008, cioè dalla fine della prima repubblica in Italia e del bipolarismo USA-URSS, Wu Ming 1 riconosce dei caratteri comuni in alcuni romanzi pubblicati in quegli anni, per i quali propone l'espressione comune di New Italian Epic (sigla NIE). Si tratta di una «nebulosa» di scrittori diversi, per lo più autori di romanzi,[8] tra i quali figurano Giancarlo De Cataldo, Carlo Lucarelli, Massimo Carlotto, Valerio Evangelisti, Giuseppe Genna, Antonio Scurati, Tommaso Pincio, Alessandro Bertante, Walter Siti, Helena Janeczek, Roberto Saviano e molti altri. Molti inoltre hanno iniziato con il thriller o il romanzo storico, per poi giungere a risultati nuovi. Più precisamente, queste narrazioni vengono definite «epiche»
Caratteri di questa nuova epica italiana sono il rifiuto del «tono distaccato e gelidamente ironico» tipico del romanzo postmoderno, l'adozione di uno «sguardo obliquo» (cioè punti di vista inattesi, come quelli di animali o oggetti), la ricerca di un connubio tra complessità narrativa e letteratura popolare, il ricorso a ucronie (realtà storiche alternative), l'uso non evidente di sperimentazioni stilistiche e letterarie.[10] Molti di questi libri sfuggono inoltre a una classificazione di genere, e per questo vengono definiti «oggetti narrativi non-identificati». Sono opere che mescolano fiction e non-fiction, attingendo a generi letterari tra loro diversi, dal diario al saggio al romanzo. Come principali esempi di questi oggetti narrativi vengono citate alcune opere di Helena Janeczek e Gomorra di Roberto Saviano, che si colloca tra la narrativa, la saggistica e l'inchiesta giornalistica.[11] Infine, ultima ma non meno importante caratteristica, le opere del NIE sono transmediali, cioè si prestano a essere al centro di opere derivate, spesso realizzate dagli ammiratori, come fanfiction, fumetti, disegni, siti web e giochi.[12]
Prospettive e nuove tendenze
[modifica | modifica sorgente]Come già ricordato, alla pubblicazione del memorandum è seguito un vivace dibattito, sia dentro che fuori da internet, coinvolgendo non solo gli autori citati nel saggio, ma anche critici letterari e semplici lettori. Lo storico della letteratura Vittorio Spinazzola, per esempio, ha osservato come dietro le istanze che muovono il New Italian Epic vi sia il ritorno alla tradizione realistica urbano-borghese, rilanciata proprio da Gomorra di Saviano, ma che è possibile riscontrare anche in romanzi quali Come Dio comanda di Ammaniti e Il paese delle spose infelici di Mario Desiati. Scrive sempre Spinazzola:[13]
Giulio Ferroni ha invece indicato alcuni dei più importanti risultati della letteratura italiana contemporanea nelle forme del racconto e dell'autofiction.[14] Quest'ultimo in particolare è un genere nato in Francia negli anni Settanta e poi diffusosi anche in Italia, in cui l'autore si presenta come protagonista delle vicende fittizie narrate, mescolando quindi autobiografia e invenzione.[15] Un genere che attualmente conosce esempi rilevanti sia nella narrativa internazionale (Bret Easton Ellis, Paul Auster, Michel Houellebecq) sia in quella italiana (Michele Mari, Moresco, Scurati, Fabrizia Ramondino, Siti, Alessandro Piperno).
Note
[modifica | modifica sorgente]- ↑ Atlante storico, collana Le Garzantine, Milano, Garzanti, 2011, pp. 709-711.
- ↑ Alberto Cadioli e Giuliano Vigini, Storia dell'editoria italiana dall'unità ad oggi, Milano, Editrice Bibliografica, 2012, p. 125-127.
- ↑ Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti e Giuseppe Zaccaria, La narrativa del Novecento, in Moduli di letteratura, Torino, Paravia, 2002, pp. 102-103.
- ↑ Guido Baldi, Silvia Giusso, Mario Razetti e Giuseppe Zaccaria, La narrativa del Novecento, in Moduli di letteratura, Torino, Paravia, 2002, p. 103.
- ↑ Alberto Cadioli e Giuliano Vigini, Storia dell'editoria italiana dall'unità ad oggi, Milano, Editrice Bibliografica, 2012, pp. 138-139.
- ↑ Alberto Cadioli e Giuliano Vigini, Storia dell'editoria italiana dall'unità ad oggi, Milano, Editrice Bibliografica, 2012, pp. 144-145.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009, p. 11.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009, p. 14.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009, pp. 22-41.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009, pp. 41-44.
- ↑ Wu Ming, New Italian Epic. Letteratura, sguardo obliquo, ritorno al futuro, Torino, Einaudi, 2009, p. 45.
- ↑ Vittorio Spinazzola, La riscoperta dell'Italia, in Tirature 2010. Il New Italian Realism, Milano, Il Saggiatore, 2010.
- ↑ Giulio Ferroni, Scritture a perdere. La letteratura negli anni zero, Roma-Bari, Laterza, 2010.
- ↑ Autofiction, in Enciclopedia Italiana - IX Appendice, 2015. URL consultato il 30 dicembre 2018.