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Trigonometria/Coordinate polari e espressione goniometrica dei numeri complessi

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Indice del libro

Polo, asse polare, raggio vettore e anomalia

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È possibile individuare i punti del piano anche in sistemi di coordinate diverse da quelle cartesiane; tra i diversi sistemi, particolarmente importante è quello delle coordinate polari.

Coordinate polari

Fissiamo nel piano un punto O (polo) e una semiretta OR, detta semiasse polare; ogni punto P del piano è individuato quando sia noto il raggio vettore ρ=OP e l'anomalia, ossia l'angolo ϑ di cui OR deve ruotare in senso antiorario per sovrapporsi a OP'.
Il raggio vettore e l'anomalia possono variare da zero all'infinito (positivo), e a ogni coppia di valori del raggio vettore e dell'anomalia corrisponde uno e un solo punto del piano.
Non è necessariamente vero però l'inverso, visto che l'anomalia può assumere tutti i valori del tipo ϑ+2kπ, dove k è un qualsiasi numero intero non minore di zero; quindi, a ogni punto del piano corrispondono un raggio vettore e infinite anomalie.

Passaggio dalle coordinate cartesiane alle coordinate polari (e viceversa)

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Passaggio da coordinate polari a cartesiane

La figura evidenzia, in base alle relazioni trigonometriche viste, la relazione esistente tra le coordinate cartesiane x, y di un punto P e le sue coordinate polari:


Inversamente, per il teorema di Pitagora si ha:



O, per quanto riguarda la seconda espressione,


Inoltre, è:



Le coordinate polari permettono di esprimere attraverso funzioni algebriche relativamente semplici curve relativamente complicate: due esempi classici sono la spirale di Archimede e la spirale logaritmica.

Spirale di Archimede

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Spirale di Archimede

Un punto P si muove a velocità costante v su una semiretta r mentre la semiretta ruota in verso antiorario attorno a O con velocità angolare costante ω. L'angolo di rotazione all'istante t è allora dato da:


Lo spazio ρ percorso da P lungo la semiretta r sarà invece:


Quindi ad un istante t il punto P si troverà in:


dalla prima equazione, si ricava:


sostituendo nella seconda:


e, ponendo ρ/v=a:


Questa è l'equazione in coordinate polari della spirale di Archimede: al tendere di t all'infinito, anche ρ e θ tenderanno all'infinito; quindi la curva si allontanerà progressivamente dall'origine, senza mai ritornarci, e il raggio vettore incrocerà in infiniti punti P1, P2,... la curva.
Possiamo descrivere la posizione dei due punti sul raggio vettore come:



E quindi:


Spirale logaritmica

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Spirale logaritmica

Se anziché una progressione aritmetica imponiamo che il nostro raggio vettore cresca secondo una progressione geometrica, l'equazione diventa:


L'esponenziale è giustificato dalla sua espressione secondo la formula di Taylor:

dove ogni termine della sommatoria è pari al precedente moltiplicato per

Quindi il raggio vettore incontra la spirale in una successione di punti P1, P2,... di coordinate:


Essendo, in questo caso, la progressione geometrica, per ottenere la ragione dobbiamo calcolare il rapporto tra i due raggi vettori:


Anche questa spirale si allontana verso l'infinito al crescere di θ (molto più velocemente della spirale archimedea), ma al diminuire dell'anomalia si percorrono infinite spire che non raggiungono mai l'origine; per questo, si dice che l'origine è un punto asintotico della spirale logaritmica.

Curve notevoli in coordinate polari

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Altre curve notevoli presentano espressioni interessanti in coordinate polari:

Data l'equazione cartesiana della retta:


attraverso le regole di passaggio dalle coordinate cartesiane alle coordinate polari, si ha:


ossia:


che diventa:


(si ponga attenzione al segno negativo della frazione).

Circonferenza

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Una circonferenza è definita come il luogo dei punti a distanza r da un punto fisso, quindi la sua equazione in coordinate polari è semplicemente:


Sezioni coniche

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Sezione conica

La definizione generale di una sezione conica permette di definire facilmente l'equazione polare:

Dati nel piano un punto fisso (detto fuoco) e una retta non passante per il punto (detta direttrice), il luogo dei punti per cui il rapporto tra la distanza dalla direttrice e la distanza dal fuoco è costante è detto sezione conica.

Ossia, con riferimento alla figura:


dove e è costante ed è detta eccentricità.
Essendo, sempre da figura:



si ha:


ossia, risolvendo in ρ:


che è l'equazione generale delle coniche in coordinate polari.
L'eccentricità permette di definire, in funzione del suo valore, le diverse coniche: infatti, si ha:

e<1: la conica è una ellisse.
e=1: la conica è una parabola.
e>1: la conica è una iperbole.
e=0: la conica è una circonferenza.

Se la concavità o la convessità della conica guardano verso il basso, la funzione seno viene sostituita dalla funzione coseno.

Espressione goniometrica dei numeri complessi

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Il piano di Gauss

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Su un piano cartesiano, ponendo i numeri reali sull'asse delle ascisse e i numeri immaginari sull'asse delle ordinate, si vede che esiste una corrispondenza biunivoca tra i punti del piano e i numeri complessi; quindi, esattamente come è possibile esprimere un numero complesso x+iy come coppia ordinata di coordinate cartesiane (x,y), deve essere possibile esprimerlo come coordinate polari.

L'espressione goniometrica dei numeri complessi

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Considerando il numero complesso a+ib avente per immagine sul piano di Gauss il punto P, vediamo che è esprimibile anche attraverso le coordinate polari ρ e θ che, in questo specifico caso, vengono dette rispettivamente modulo e argomento di P.

Numero complesso in coordinate polari

Sappiamo che è:


e:


quindi possiamo esprimere i numeri complessi in forma goniometrica:


Questa espressione permette di esprimere in forma molto più semplice alcune operazioni tra numeri complessi.

Prodotto e quoziente di numeri complessi

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Il loro prodotto vale:


e quindi, per le formule di addizione (applicate all'inverso):


nello stesso modo, applicando però le formule di sottrazione (sempre all'inverso):


Potenza di un numero complesso (formula di De Moivre)

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Dato il numero complesso α=ρ(cos θ + i sin θ), applicando la prima delle due formule appena ottenute si ha:


ponendo ρ=1, si ottiene la 'formula di DeMoivre, che si dimostra valida per qualsiasi esponente reale n:


Radici n–esime di un numero complesso

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Dato il numero complesso α=ρ(cos θ + i sin θ), si vogliano trovare i numeri complessi β=σ(cos γ + i sin γ) per i quali sia βn.
Per la formula di DeMoivre:


e quindi deve essere:


ossia:


Dove la radice della prima espressione è da intendersi in senso aritmetico.
Quindi, nel campo dei numeri complessi ogni numero ha sempre n radici n–esime.
In generale, le n radici n–esime di un numero complesso α=ρ(cos θ + i sin θ) sono date da:

con k = 0, 1, ..., n–1.