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Una storia dell'ebraismo/Introduzione

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Indice del libro

Introduzione

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Questo wikilibro racconta la storia dell'emergere dell'ebraismo dalle sue radici bibliche, una storia che ha richiesto ben più di mille anni per completarsi. All'inizio del testo non esiste l'"ebraismo" e non esiste un "popolo ebraico". Alla fine, gli ebrei e l'ebraismo sono ovunque nell'Impero Romano e oltre, più o meno adattati all'ascesa del cristianesimo e pronti ad assorbire l'improvvisa comparsa di un'altra nuova religione, l'Islam.

Potrebbe essere utile fornire qualche parola introduttiva sul nome stesso: Ebraismo. Questo libro inizierà con le credenze e le pratiche religiose di un insieme di antiche tribù che alla fine si unirono per formare una nazione chiamata Figli di Israele. Ogni tribù viveva in un territorio che era chiamato con il suo nome tribale: la terra di Beniamino, la terra di Giuda e così via. Secondo la narrazione biblica, queste tribù organizzarono e mantennero un regno unificato per gran parte del X secolo AEV, ma poi la singola tribù di Giuda fu separata dalle altre in un regno a sé stante, chiamato Regno di Giuda (in ebraico yehudah) per distinguerlo dal più ampio Regno di Israele a nord. Quindi il nome Israele era essenzialmente una designazione nazionale o etnica, mentre il nome Giuda significava contemporaneamente un'entità etnica più piccola, inclusa in quella più grande, e la terra in cui quel gruppo dimorò per centinaia di anni. Nell'antichità, la parola singola Israele non veniva mai usata per designare un territorio; a tale scopo è sempre stata utilizzata l’espressione Terra d’Israele (Eretz Yisra’el).

A complicare ulteriormente le cose, esisteva un'altra autodefinizione, Ebrei, usata dagli Israeliti solo quando si rivolgevano a persone esterne o da persone esterne quando si riferivano al popolo d'Israele. Tale termine alla fine diede il nome alla lingua in cui è scritta la maggior parte della Bibbia ebraica, la lingua ancora parlata nel moderno Stato di Israele: l’ebraico (עברית‎‎, ivrit).[1]

L'ultimo re d'Israele fu rovesciato e il regno distrutto nel 722 AEV durante un'invasione assira. La maggior parte della popolazione fu deportata dai conquistatori, ma alcuni riuscirono a fuggire nel sopravvissuto Regno di Giuda, dove furono accolti (con qualche esitazione) come concittadini Israeliti. Nel corso del secolo successivo, con il declino del potere assiro, il Regno di Giuda si espanse e assorbì gran parte dell'ex territorio israelita. Ora, per la prima volta, era possibile usare Giuda e Israele come sinonimi.

A partire da questo periodo (tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo AEV), varie parole che in seguito significarono "ebreo" o "ebraico" iniziano ad apparire nelle nostre fonti bibliche. In una narrazione dell'epoca di re Ezechia[2] la lingua del Regno di Giuda, che i moderni chiamerebbero ebraico, è chiamata yehudit, o judaita, in contrapposizione all’aramit o arameo (in seguito aramaico), una lingua più diffusa parlata in gran parte del Vicino Oriente.[3] Inoltre, il popolo di Giuda viene sempre più spesso chiamato yehudim:[4] nell'inglese moderno questo termine è spesso tradotto come "Jews" e in italiano "giudei" – ma piu comunemente "ebrei" – e questo è il suo significato anche nell'ebraico moderno. Ma all'interno della Bibbia il termine non ha mai perso il suo legame specifico con la tribù, il regno o il territorio di Giuda.

Nel 586 AEV, il regno meridionale di Giuda fu a sua volta distrutto, questa volta dai Babilonesi sotto il re Nabucodonosor, e la guida del regno fu portata in esilio a Babilonia. Nel 539 AEV, Babilonia fu a sua volta conquistata dal crescente Impero Persiano, e agli esuli di Giuda fu permesso di tornare in patria. (Molti rifiutarono l'offerta e rimasero volontariamente in esilio.) Sotto i Persiani, il territorio fu chiamato Yehud, e poi, con una conquista dopo l'altra, Ioudaia in greco e Iudaea in latino. Negli scritti rabbinici del II e III secolo EV, il termine yehuda designa ancora il territorio specifico dell'antica Judaea. Nel linguaggio rabbinico, la più ampia patria ebraica, che comprendeva la Galilea a nord e anche altri territori, fu sempre chiamata Terra d'Israele, Eretz Yisra’el (אֶרֶץ יִשְׂרָאֵלʾEreṣ Yīsrāʾēl).

Mentre gli yehudim (greco ioudaioi, latino iudaei) si diffondevano nel mondo mediterraneo, preservarono la loro identità ancestrale e quindi mantennero un forte legame con la loro patria. In ebraico si chiamavano yisra’el, ma in greco o latino erano "popolo della Judaea". In greco o latino la lingua della Bibbia era chiamata ebraico e, per estensione, i giudei stessi venivano talvolta chiamati ebrei. Non è chiaro se ioudaioi ed hebraioi suggerissero connotazioni diverse in greco o fossero usati in modo intercambiabile.

Maghen David
Maghen David


Gli ebrei antichi, il popolo che questo mio libro si propone di analizzare, raramente usavano il termine Giudaismo, o il suo equivalente in qualsiasi lingua antica, per identificare il loro stile di vita; fu solo in epoca moderna che gli ebrei adottarono quel termine. In greco, la parola Ioudaismos significa approssimativamente "il modo in cui vivono gli ebrei" ed era normalmente usata da stranieri quando si parlava di usanze ebraiche.[5] Più in particolare, i primi scrittori cristiani iniziarono a usare il termine per designare lo stile di vita contro cui la loro nuova religione faticava a definirsi.[6] "L'emergere del Giudaismo (Ebraismo)" significa quindi lo sviluppo storico di uno stile di vita che finì per essere associato a un popolo chiamato Giudei o Ebrei.

Questo studio ripercorrerà quell'emergere, a partire dalle credenze e dalle pratiche di un insieme di tribù del Vicino Oriente che vivevano nella loro terra natia. Conquistati da successivi eserciti stranieri, i superstiti di quelle tribù dovettero adattare le loro leggi e i loro costumi ancestrali ai desideri degli imperi stranieri. Sempre più dispersi nel mondo mediterraneo e oltre, dovettero adattare uno stile di vita che era nato come cultura nativa delle persone che vivevano nella loro terra alle pressioni della vita in altri paesi. Con la perdita della libertà politica della loro nazione, la dimensione religiosa del loro patrimonio comune crebbe di importanza, fino a quando la maggior parte degli osservatori li vide come una comunità religiosa ampiamente dispersa che un tempo aveva goduto di importanza politica, ma ora non più. Definiti dai loro costumi religiosi (alcuni dei quali apparirebbero agli osservatori moderni come modelli culturali e per nulla strettamente religiosi), gli ebrei conservarono la speranza di una restaurazione nazionale, ma non poterono fare nulla per tradurla in realtà. Il loro Dio avrebbe dovuto farlo per loro nella pienezza dei tempi.

Il focus di questo libro, tuttavia, rimarrà sui fenomeni religiosi: testi, usanze, credenze, modalità di leadership. L'ebraismo è una religione etnica, un patrimonio religioso legato a una specifica identità etnica o nazionale, quindi sarà impossibile tracciare la storia della religione senza tenere traccia anche della storia della nazione. Tuttavia, l'ascesa e la caduta di regni e imperi, i nomi e le date delle battaglie e dei re, riceveranno solo l'attenzione necessaria a presentare le circostanze in cui si verificarono gli sviluppi religiosi. Una trattazione di questi altri argomenti sarà necessaria, ma non dovrebbe mai distrarre il lettore da una questione più centrale, quella degli ebrei stessi e del loro stile di vita.[7]

Maghen David
Maghen David


Questo wikilibro è stato concepito per due pubblici distinti: studenti universitari e lettori non-accademici. Gli specialisti accademici potrebbero trovarlo utile per la loro didattica, ma lo studio non è rivolto principalmente a loro. Per tale motivo, la presentazione delle testimonianze è suggestiva piuttosto che esaustiva, sebbene i lettori possano consultare la Bibliografia per ulteriori letture alla fine del volume in modo da approfondire le questioni chiave: tale Bibliografia indica infatti sia fonti primarie – dove si possono reperire le prove antiche – sia fonti secondarie – luoghi in cui gli studiosi moderni hanno preso in considerazione tali prove e hanno elaborato modi per interpretarle.

La religione ebraica ha visto molte contese nella sua lunga storia. Gli ebrei hanno litigato tra loro e lo fanno ancora. Altri hanno litigato con gli ebrei e lo fanno ancora. Alcune delle antiche controversie si sono placate; altre rimangono accese e appassionate. Alcune delle controversie moderne sono la continuazione di antiche battaglie; altre ruotano attorno a nuove preoccupazioni. Alcune delle controversie che coinvolgono gli ebrei sono diventate violente o addirittura omicide; altre sono rimaste "guerre di parole". Questo libro cercherà di rimanere neutrale nel trattare tutte queste controversie, sebbene, naturalmente, le opinioni e le preferenze dell'autore saranno inevitabilmente visibili di tanto in tanto.

I lettori di questo volume noteranno che alcuni testi fondamentali e considerazioni su determinate questioni e temi chiave sono stati rimossi dal testo principale e riportati separatamente in riquadri. Ciò consente al testo principale di scorrere più agevolmente e fornisce materiali isolati per discussioni mirate in classe, compiti scritti e simili. Si spera che i docenti lo trovino utile e che i lettori privati ​​non vengano disturbati nel loro godimento della narrazione.

Per approfondire, vedi Serie delle interpretazioni, Serie misticismo ebraico, Serie maimonidea, Serie dei sentimenti e Serie letteratura moderna.
  1. La lingua ebraica si suddivide poi in diverse ramificazioni antiche: samaritana, mishnaica, tiberiense, medievale, masoretica, ecc.
  2. 2 Re 18, fine dell'VIII secolo AEV.
  3. Anche nella Bibbia, parti dei libri di Daniele ed Esdra sono scritte in aramaico, come anche un versetto del libro di Geremia (10:11) e due parole in Genesi 31:47.
  4. La parola appare per la prima volta in un contesto leggermente precedente, durante il regno del padre di Ezechia, in 2 Re 16:6.
  5. Un'importante eccezione iniziale è l'autore del Secondo Libro dei Maccabei negli Apocrifi (cfr. "Gli Apocrifi" nel Capitolo 4), che ripetutamente (2:21; 8:1; 14:38) usa il termine per designare il tradizionale stile di vita ebraico, ora minacciato da uno stile di vita rivale chiamato Hellenismos, "il modo in cui vivono i Greci". Questa è la prima apparizione documentata di Ioudaismos, e il termine potrebbe essere stato inventato da questo autore.
  6. Così viene usata la parola nel Nuovo Testamento dall'apostolo Paolo: cfr. Galati 1:14.
  7. Verso la fine del volume viene fornita una breve Cronologia delle date importanti.