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Utente:AbramoRocca/Sandbox

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Marta Lempart durante il "Być Kobietą On Tour" nel 2021.

Marta Lempart

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Marta Mirosława Lempart (1979 - vivente) è un'attivista polacca. Si dedica in particolare alla lotta per i diritti delle donne e della comunità LGBT in Polonia. È una delle co-fondatrici del movimento Ogólnopolski Strajk Kobiet ("Donne di tutta la Polonia in sciopero").

Marta Lampart, nella sua carriera di attivista, si concentra a sostenere il femminismo, ovvero il movimento che rivendica l’uguaglianza politica, economica e sociale dei sessi, ed il secolarismo, cioè il processo di distacco tra i poteri dello stato e quelli della Chiesa.

Nel 2016, Lempart co-fonda Ogólnopolski Strajk Kobiet [1], un movimento sociale a supporto dei diritti delle donne durante le cosiddette "proteste delle donne in nero" contro la rimozione del diritto di aborto. Il suo obiettivo e quello del gruppo è ottenere migliore disponibilità all'aborto, migliore assistenza sanitaria, separazione tra stato e Chiesa e diritti più saldi per le donne e per la comunità LGBT.

Il 25 settembre 2016, durante una manifestazione a Wrocław, Lempart propone l'idea di uno sciopero nazionale e fissa come data il 3 ottobre di quell’anno. Questa proposta s'ispira direttamente allo Sciopero delle donne islandesi del 1975 che, grazie alla partecipazione di circa il 90% delle donne in Islanda, ebbe giganti conseguenze nel paese. La manifestazione viene organizzata in solamente una settimana attraverso l’utilizzo dei social network, in particolare di Facebook, e ottiene oltre 100.000 adesioni. In Polonia viene chiamato il lunedì nero perché le donne scelsero quel colore per essere tutte uguali e riconoscibili. Ci furono manifestazioni in circa 147 centri abitati e si calcola che sfilarono oltre 30.000 persone quel giorno a Varsavia.

Nel 2018, La donna si candida a Breslavia per una carica amministrativa locale ma non ottiene alcun seggio. L’anno dopo, si candida anche per il Parlamento europeo ma senza successo.

Tuttavia, continua a guidare il movimento Ogólnopolski Strajk Kobiet, che, nel 2020-2021,  è una delle principali forze alla base delle proteste in Polonia di quegli anni. La più celebre è  una protesta antigovernativa conosciuta anche come strajk kobiet (ovvero "sciopero delle donne" in polacco) in risposta all'aggravamento delle leggi sull'aborto [2]. Lempart incoraggia anche i cattolici a prendere posizione contro la loro chiesa durante le proteste, questi però, in maniera ovvia, suscitano una notevole opposizione a tale proposta.

Durante i suoi anni di attivismo, Marta Lempart viene accusata di decine di reati e  viene persino arrestata varie volte. Nel febbraio 2021, il governo polacco accusa la donna di pressione politica sul suo movimento per il suo ruolo nelle proteste delle donne e per le critiche alla Chiesa cattolica. Infine, Lempart riceve anche minacce di morte da parte dei suoi oppositori, che la costringono ad abitare in una località segreta e lontano dalla sua stessa casa.[3]

  1. Marta Lempart, Marta Lempart: abortion rights protests, su Financial Times, 2 dicembre 2020
  2. Women's rights activist charged for role in Polish protests, su Associated Press, 11 febbraio 2021
  3. Florian Bayer, “We are at war”: an interview with the leader of Poland’s abortion protests, su notesfrompoland.com, Notes from Poland, 14 novembre 2020.