Utente:Anna Bottega/Sandbox
Le precipitazioni
[modifica | modifica sorgente]Le precipitazioni meteoriche sono tutti quei fenomeni che permettono all'acqua di arrivare al suolo sia allo stato liquido che quello solido
Esse si suddividono in tre tipi:
- La pioggia: è la caduta di gocce d'acqua che si sono formate dall'aggregazione delle goccioline presenti nelle nuvole; esse cadono perché hanno raggiunto delle masse tali da non poter essere più sostenute dalle correnti ascensionali
- La neve: i fiocchi di neve sono formati da cristalli esagonali di ghiaccio che cadono quando la temperatura del suolo è uguale o inferiore agli 0°C. La neve cade sopratutto in corrispondenza di elevate latitudini e elevate altitudini (circa 3000 m.s.l.); occasionalmente, in inverno, si può osservare il fenomeno anche a quote meno elevate
- La grandine: è un tipo di precipitazione costituita da chicchi sferoidali formati da vari strati di ghiaccio. Si origina nei cumulonembi, nubi temporalesche ad alto sviluppo verticale. La grandine si forma quando le goccioline d'acqua vengono trascinate dai moti convettivi nella parte più alta della nuvola dove si ghiacciano, in seguito vengono riportate nella parte inferiore dove si ricoprono di un'altro strato d'acqua per poi risalire nuovamente, congelarsi e riscendere. Questo circolo continua fino a quando la massa dei chicchi diventa troppo pesante e cade al suolo. La grandine può essere pericolosa perché quando le masse dei chicchi raggiungono dimensioni considerevoli possono causare danni alle attività umane.
Vengono considerate precipitazioni meteoriche anche anche la rugiada e la brina: esse si formano di notte quando il vapore acqueo viene a contatto con una superficie fresca e si condensa sotto forma di goccioline (la rugiada) oppure, quando la temperatura è più rigida il vapore acqueo passa direttamente allo stato solido (brinamento) sotto forma di granelli di ghiaccio (la brina).
Le precipitazioni, per lo più le piogge, vengono misurate con due strumenti:
- Il pluviometro: formato de un piccolo recipiente di forma cilindrica e di dimensioni convenzionali, serve a misurare la quantità di pioggia che cade in un certo intervallo di tempo, generalmente un giorno. In questo modo si riesce a misurare la quantità media di precipitazioni in un giorno.
- Il pluviografo: anch'esso formato da un recipiente cilindrico, misura la quantità di precipitazioni in un intervallo di tempo inferiore; la caratteristica che lo differenzia del pluviometro è che è munito di un registratore grafico che riporta le misurazioni in una tabella. In questo modo è possibile determinare la quantità di precipitazioni media in un'ora.
Per quanto riguarda la distribuzione, le precipitazioni non sono distribuite in modo omogeneo su tutta la superficie terrestre, ma si può notare un graduale aumento dai poli all'equatore, dove si hanno le massime precipitazioni comprese in una fascia di circa 10° di latitudine. La loro distribuzione, oltre ad essere influenzata dalla latitudine, dipende anche dalla temperatura dell'aria, il terreno e la diversa distanza dalle correnti marine.
Anche se pur sempre inferiore a quello equatoriale, tra i 45° e i 55° gradi vi è un secondo massimo, caratterizzato da una massima attività ciclonica.
Per esprimere distribuzione geografica vengono utilizzate le isoiete, ovvero delle linee ideali che uniscono tutti i luoghi interessati dalla stessa quantità di precipitazioni.
Mediante quest'ultime, si possono distinguere i seguenti regimi, chiamati anche regimi pluviometrici:
- Regime delle basse latitudini;
- Regime mediterraneo, con estati asciutte e scarse di precipitazioni, e inverni caratterizzati da venti umidi occidentali e persistenti precipitazioni;
- Regime delle alte latitudini, costituito da stagioni più o meno piovose variamente distribuite, mentre non vi è una stagione secca vera e propria;
- Regime polare, tipico delle zone situate oltre i 60° di latitudine, con precipitazioni molto scarse se non assenti in alcuni territori;
- Regime desertico, caratteristico delle zone tropicali ad alta pressione. Precipitazioni inferiori a 250 mm/anno.
- Regime monsonico, con venti estivi marini apportatori di pioggia, e venti invernali continentali apportatori di siccità
A loro volta due di questi regimi sono suddivisi più specificatamente in alcune tipologie.
Il regime delle basse latitudini si possono includere i seguenti tipi:
- Equatoriale: senza stagione secca e caratterizzato da due massimi di precipitazione;
- Subequatoriale: diviso in due stagioni secche e due piovose;
- Subtropicale: distinto in un solo periodo di piogge violente, di durata di 3 o 4 mesi, e un periodo più lungo secco;
Regime delle alte latitudini, invece, si divide in:
- Continentale: con un massimo di piovosità nella stagione estiva;
- Oceanico: caratterizzato da piogge sparse in tutto l'anno, causate dall'influenza dell'oceano, con un massimo in autunno;
- Di transizione: con piogge in primavera e autunno