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Utente:Eleonorapanunzi/Sandbox1

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NOTA: Traduzione nella sandbox della voce Anna Karima da Wikipedia in inglese.

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Fu cofondatrice dell'Unione delle donne bulgare e ne fu presidente dal 1901 al 1906.[1][2]

Anna Karima nacque nel 1871 a Berdyansk, in Ucraina, figlia del commerciante di grano e rivoluzionario Todor Velkov[3][2] e di Stepanida Moužičenko, che trasmise a sua figlia una forte consapevolezza delle disuguaglianze di genere. La coppia ebbe sei figli: tre femmine e tre maschi.[4]

Dopo l'istituzione dello stato autonomo bulgaro nel 1878, la famiglia si trasferì a Šumen, dove il padre fu nominato prefetto del distretto. Qui Anna frequentò le scuole medie e poi completò gli studi secondari a Sofia[2]. In quegli anni, entrò in contatto con l'intellettuale e futura attivista Ekaterina Karavelova, che influenzò profondamente la sua formazione.[4]

Nel 1888 sposò il politico socialista Yanko Sakazov, dal quale si separò in seguito. Dal matrimonio nacquero tre figli.[3][2]

Karima morì il 6 marzo 1949 nella sua città natale.[1]

Debuttò e divenne nota come scrittrice nel 1891. Fin da giovane, Karima si dedicò alla scrittura e alla drammaturgia. Scrisse racconti brevi, narrazioni e romanzi. Il suo primo racconto, intitolato Obiknovenna istoria (in bulgaro: Обикновена история, Storia ordinaria), fu pubblicato nel 1891 sulla rivista Den.[2] Tra il 1892 e il 1895 fu anche caporedattrice della rivista bulgara Pochivka.[1]

Le sue opere teatrali, tra cui Podhlyznase (in bulgaro: Подхлъзна се, È scivolata), Zaguben zhivot (in bulgaro: Загубен живот, Una vita perduta) e Nad zida (in bulgaro: Над зида, Al di sopra del muro), furono rappresentate sul palcoscenico del Teatro Nazionale di Sofia, la principale istituzione teatrale della Bulgaria. Un'altra sua opera teatrale, intitolata V Balkanak (in russo: В Балканах, Nei Balcani), fu scritta in russo e messa in scena a San Pietroburgo.[1]

Nel 1894 la famiglia si trasferì a Sofia, dove Anna Karima divenne attiva nel campo della riforma sociale. Si impegnò nell'attivismo pubblico, sostenendo l'uguaglianza delle donne nella società. Nel 1897 fondò l'associazione Suznanie (Coscienza) e iniziò a condurre campagne a favore dell'istruzione femminile, tra cui una per l'ammissione delle donne all'Università di Sofia.[1][4][5]

In questo periodo la sua produzione letteraria conobbe uno slancio significativo, con la pubblicazione di numerosi racconti brevi accolti positivamente dalla critica e dal pubblico. I testi erano spesso incentrati sulle relazioni di genere e su tematiche sociali. Nel 1898, a seguito di difficoltà familiari, lasciò temporaneamente Sofia con due dei suoi figli e lavorò come insegnante a Edirne (oggi in Turchia).[4]

Tornò a Sofia nel 1899, periodo in cui curò, insieme a Julia Malinova, il giornale Zhenski glas (Voce femminile) e con la quale, nel 1901, co-fondò l'Unione delle donne bulgare, di cui Karima fu la prima presidente. L'organizzazione fungeva da struttura ombrello per le 27 associazioni femminili locali che erano state fondate in Bulgaria a partire dal 1878. Fu istituita in risposta alle limitazioni imposte all'istruzione femminile e all'accesso delle donne agli studi universitari negli anni 1890, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo intellettuale e la partecipazione delle donne, organizzare congressi nazionali e utilizzare Zhenski glas come pubblicazione ufficiale.[1][4]

Nel 1906, dopo l'abbandono dell'Unione delle donne bulgare.[5], fondò l'organizzazione femminile rivale Ravnopravie (Pari diritti, 1908–1921) e girò il paese, tenendo conferenze sulla riforma dei diritti delle donne.[2][4] Nel 1913 fu inviata in Francia come delegata del movimento femminile bulgaro, dove organizzò una manifestazione a sostegno della causa nazionale.[4]

Nel 1916 aprì a Sofia la prima scuola commerciale per ragazze in Bulgaria.[1][4] Durante le guerre balcaniche (1912–1918), si dedicò ad attività di beneficenza. Ebbe un ruolo centrale nella creazione di un collegio per orfani e di un'associazione per persone con disabilità.[2][3][4]

Nel 1917, Karima divenne direttrice del giornale Bulgarka (in bulgaro: Българка), una testata della stampa femminile.[1]

Dopo la morte della figlia Nadezhda nel 1918, aprì il primo asilo nido per figli di madri lavoratrici in Bulgaria.[4]

Dal 1921 al 1928 fu esiliata per motivi politici. Dopo l'attentato alla chiesa di Sveta Nedelya nel 1925, Karima emigrò inizialmente in Francia.[1][2] Il 15 agosto 1926 scrisse un Appello per la pace – Per la Bulgaria e lo inviò a tutti i membri della Società delle Nazioni a Ginevra. Mantenne i contatti con il comunista francese Henri Barbusse, al quale fornì documenti per la stesura del suo libro antifascista Les Bourreaux (I carnefici), che in seguito tradusse e curò.[1][4] Estratti dei suoi discorsi e scritti furono pubblicati su Bandiera Comunista (in bulgaro: Комунистическо знаме), organo di stampa del Partito Comunista Bulgaro (BKP) all'estero. A causa del suo impegno politico, Karima venne perseguita in base alla Legge per la Protezione dello Stato (Zakon za zashtita na darzhavata, in bulgaro: Закон за защита на държавата),[1] , introdotta dal governo del professor Aleksandar Tsankov.[4] Questa legge controversa era stata ideata per reprimere gli oppositori politici e i movimenti percepiti come una minaccia per lo Stato. Alla fine del 1926, Karima partì per l'Unione Sovietica. Al suo ritorno in Bulgaria, nel 1928, pubblicò il libro Nella Russia di oggi (in bulgaro: В днешна Русия, V dneshna Rousiya), in cui raccontava le sue impressioni sulla vita nell'Unione Sovietica.[1][4]

Tra il 1928 e il 1935, si dedicò anche alla traduzione di romanzi russi, francesi e tedeschi e collaborò con varie riviste femminili e culturali.[4]

Nel 1930 Karima divenne direttrice del giornale Povik (in bulgaro: Повик, L’Appello). Nel 1935 subì una grave perdita familiare con la morte del figlio Ivan J. Sakuzov, brillante studioso.[4]

  1. 1,00 1,01 1,02 1,03 1,04 1,05 1,06 1,07 1,08 1,09 1,10 1,11 Emilia Alexieva, Anna Karima, su dictionarylit-bg.eu. URL consultato il 16 maggio 2025.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 Maria Alexieva, Anna Karima - lo spirito ribelle, su hera.bg. URL consultato il 17 maggio 2025.
  3. 3,0 3,1 3,2 Anna Karima, su bghelsinki.org. URL consultato il 17 maggio 2025.
  4. 4,00 4,01 4,02 4,03 4,04 4,05 4,06 4,07 4,08 4,09 4,10 4,11 4,12 4,13 4,14 de Haan, p. ?
  5. 5,0 5,1 Ruiz & Rubio-Marín, p. ?

Bibliografia

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