Utente:R5b43/Sandbox
Definizione
[modifica | modifica sorgente]L'aterosclerosi è una malattia cronica dell'arteria caratterizzata dalla formazione di ateromi nella tonaca intima delle arterie. È alla base patologica delle seguenti malattie
- cardiopatia ischemica
- accidente vascolare cerebrale (ictus)
- malattia aterosclerotica dell'aorta
Fattori di rischio
[modifica | modifica sorgente]Fattori non modificabili
[modifica | modifica sorgente]- Mutazioni del recettore delle LDL
- Familiarità positiva
- Altre mutazioni
- Sesso maschile, la donna prima della menopausa è protetta dagli estrogeni dal rischio di infarto, ictus e complicanze ateroscleroitoche, eccetto nin caso di grave ipertensione, diabete e marcata iperlipidemia
Fattori modificabili
[modifica | modifica sorgente]- Ipercolesterolemia
È il fattore più importante. Alte LDL portano ad accumulo di lipidi nella parete arteriosa, le HDL hanno il compito invece di trasportare i lipidi dai tessuti perifierici al fegato. Le statine, bloccando l'HMG-CoA-reduttasi, migliorano il profilo lipidico e hanno anche un effetto antiinfiammatorio. I grassi protettivi presenti nella dieta sono gli omega-3, presente nei pesci, mentre i grassi trans, tipici di amrgarina e prodotti da forno peggiorno il profilo lipidico
- Ipertensione
L'ipertensione aumenta lo stress di parete e provoca ipertrofia ventrciolare sinistra, associata a maggior rischio cardiovascolare.
- Diabete
Causa ipercolesterolemia e disfunzione endoteliale
- Fumo
Provoca danno endoteliale, stato trombogenico e stress infiammatorio.
Fattori aggiuntivi
[modifica | modifica sorgente]- Stato pro-infiammatorio
Il marker principale dello stato proinfiammatorio è la proteina C reattiva (PCR), prodotta dal fegato. Un suo aumento è correlato a un maggior rischio di ischemia cardiaca e di ictus. I suoi livelli sono abbassati da statine, cessazione del fumo e diminuzione del peso corporeo
- Iperomocistneinuria
Alti livelli di omocisteina sono correlati a un maggior rischio di aterosclerodi coronarica, ictus, trombosi vemosa e arteriopatia periferic. Una rara condizone congenita, l'omocisteinuria, porta a una grave malattia vascolare precoce
- Lipoproteina(a)
Alti livelli di lipoproteina(a) sono correlati a maggior rischio, indipendentemente dai livelli di colesterolo
- Stato trombogenetico
Riscontrabile in aumento di PAI-1 (inibitore dell'attivatore del plasminogeno) e alterazioni fibrinolitiche
- Sindrome metabolica
Asscoiata ad aumento delle LDL, diminuzione delle HDL, ipercolesterolemia, stato ipertrombotico, ipertensione e stato proinfiammatorio
- Sedentarietà, obesità
Patogenesi
[modifica | modifica sorgente]- Il danno endoteliale aumenta la permeabilità, l'ipertrombogenicità della parete e induce l'adesione leucocitaria. Il danno è più probabile a livello degli ostii delle arterie, delle biforcazioni e dell'arteria addominale infrarenale, per via del flusso più turboento. Per qusto motivo sono queste le regioni più frequentemente affette dall'aterosclerosi;
- Il danno dell'endotelio porta a un accumulo di LDL, specie LDL ossidate;
- Vengono richiamati i monociti-macrofagi, che inglobano le LDL trasformandosi nelle cosiddette foam cell ("cellule schiumose"). Le LDL vengono ossidate dai ROS prodotti da queste cellule. I macrofagi inoltre producono fattori di crescita
- Aderisono le piastrine, che prducono fattori di crescita
- Le cellule muscolari lisce, sia da precursori nel sangue che dalla tonbaca media, migrano nella tonaca intima, producendo matrice extracellulare, che contribuisce alla stabilità della placca;
- Le LDL si accumulano sia all'interno delle cellule (macrofagi, cellule moscolari lisce) che nella matrice; sono tossiche per le cellule e inoltre autoalimentano l'infiammazione, in quanto inducono la produzione di citochine e chemochine
- I linfociti T producono IFN-γ che stimola endotelio, macrofagi, cellule muscolari lisce
- La calcificaione appare solo nelle fasi più avanzate, e riguarda la matrice e il centro necrotico
Morfologia
[modifica | modifica sorgente]La lesione precursore dell'ateroma sono le strie lipidiche (fatty streak), macchie gialle formate da accumuli di LDL e foam cell. Esse già compaiono nell'infanzia. Non sono rilevate e coinvolgono solo parzialmente la circonferenza della parete. Da esse, ma non da tutte, origineranno le placche ateromasiche vere e propie. L'ateroma ha un colore giallo-bruno, o rosso-bruno qualora sia ulcerato. È rilevato e, alla sezione trasversale del vaso, coinvolge solo una parte della cironferenza della parete, a causa del differente stress emodinamico. Esso è formato da:
- un cappuccio fibroso: formato dalle cellule muscolari lisce e da fibre collagene, che rendono la placca stabile
- una spalla, ai margini della placca e sotto il cappuccio, ricca in cellule quali macrofagi, cellule muscolari lisce e linfociti T, molto infiammatoriamente attiva
- un core necrotico, costituito da detriti cellulari, LDL, trombo organizzato, fibrina e altre proteine sieriche. A seguito della preparazione, i lipidi si sciolgono lasciando uno spazio
- lateralmente alla placca sono presenti dei 'neovasi, che possono andare incontro a sanguinamento, contribuendo alla crescita della placca
Alla crescita della placca contribuicno i neovasi, la morte cellulare, l'organizzazione del trombo e la calcificazione.
Esistono anche placche fibrose, composte soprattutto da calcificazione e con quantità inferiori di lipidi.
Conseguenze
[modifica | modifica sorgente]- Rottura o fissurazione
Espone le componenti altamente trombogeniche della placca al sangue, formando alla portazione di un trombo ocludente
- Erosione/ulcerazione
Come prima, ma in questo caso raramente il trombo occlude completamente il vaso
- Sanguinamento intraplacca
La placca può accumulare sangue, aumentando il riscio di rottura
- Ateroembolia
Un trombo può staccarsi dalla placca, andando a ostruire vasi distali
- Aneurismi
La placca porta all'atrofia della tonaca media, con conseguente indebolimento della parete; ciò aumenta il rischio della formazione di un aneurisma, che può rompersi.
- Circoli collaterali
L'ostruzione del vaso porta alla dilatazione dei vasi collaterali o alla formazione di nuovi vasi (angiogenesi) per compensare l'apporto di ossigeno.