Utente:Silvia Davanzo/Sandbox

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Gli Artropodi[modifica]

Arthropoda

Gli artropodi sono un gruppo di invertebrati che varia dai gamberi e i granchi ai ragni e gli insetti raggruppando oltre un milione di specie ad ora scoperte, rendendolo il phylum più diversificato in termini di diversità di specie. Il nome fu creato nel 1829 da Latreille, in modo da indicare un tipo di animale che comprendesse insetti, aracnidi e crostacei, i quali, con gli anellidi, facevano parte del tipo degli Articolati di Cuvier. Erano già stati raggruppati da Linneo sotto il nome di Insecta la maggior parte delle forme ad oggi considerate “artropodi”.

Gli habitat degli artropodi sono differenti: molti popolano ancora i mari e gli oceani come alle origini, tuttavia alcuni si sono adattati ad una vita terricola, mentre altri sono rimasti in ambiente acquatico seppure in acque dolci, infine altri hanno colonizzato l'aria. Gli artropodi hanno avuto molto successo nel colonizzare nuovi ambienti, anche i più inospitali, come i deserti. Il successo di questo phylum è dovuto alla segmentazione in metameri, all’esoscheletro rigido e alle appendici articolate. Queste appendici hanno gli adattamenti più vari: percezione sensoriale, difesa, alimentazione, locomozione, nuoto e, in alcune specie, salto.

Caratteristiche morfologiche[modifica]

Il corpo degli artropodi è interamente rivestito da un esoscheletro formato da uno strato di chitina originato da un epitelio epi- o ipodermico, e poi differenziato in uno strato esterno, uno pigmentato, uno fondamentale e uno interno, che lo rende resistente e flessibile. Questo esoscheletro non è continuo ma composto da placche unite da una cuticola non sclerificata detta pleure e viene cambiato periodicamente nel corso della crescita tramite un processo chiamato muta.

Gli artropodi sono animali a simmetria bilaterale provvisti di metameria, la quale interessa anche la muscolatura, segmentata e composta di fibre striate. Hanno un cuore dorsale e una catena ganglionare nervosa ventrale. Solitamente strutturati in tre parti, distinte da un numero vario di metameri: capo, torace e addome. Si possono anche distinguere alcune sottoregioni come il preaddome, il postaddome e il pigidio. In alcuni artropodi testa e torace sono fusi e assieme e formano il cefalotorace. Inoltre hanno un sistema circolatorio aperto al pari dei molluschi. La profonda differenza tra anellidi e artropodi sono gli arti articolati.

Le modificazioni della metameria rispetto agli anellidi danno origine a questioni importanti circa la complessa morfologia comparata degli artropodi, nonostante ciò in alcune specie la metameria rimane omonoma come negli anellidi. Essi possono infatti avere un numero di estrema varietà di metameri, con un massimo di 180 e un minimo di 8, e per molte specie non è nemmeno stabilito quale sia di preciso il numero di metameri e questo deriva dal fatto che i sei segmenti posteriori all’acron, il segmento anteriore, siano sempre fusi assieme e si uniscano alla testa formando un complesso cefalico. il cefalotorace difatti può trattarsi di una fusione tra i metameri che compongono il complesso cefalico con quello del torace.

La riproduzione e la filogenesi[modifica]

Carcinus maenas, zoea larva

Tutti gli artropodi si sviluppano tramite uova anche se alcune specie, per esempio gli scorpioni, sono ovivipari, le uova restano all'interno del corpo materno fino alla schiusa. le larve in alcuni casi assomigliano all'adulto, ma nella maggior parte presentano differenze significative, come i naupli dei crostacei.

Quanto alle mute dell'esoscheletro, non sempre si trattano di semplici accrescimenti del corpo ma anche di trasformazione, come la metamorfosi. per esempio nei crostacei, nei passaggi tra nauplio, zoea e adulto compaiono segmenti e piedi aggiuntivi. negli insetti invece, la metamorfosi comporta a varie trasformazioni, solitamente la comparsa di ali, sempre assenti nelle larve.

A questo phylum sono al momento collegate quattro linee evolutive: i chelicerati, i miriapodi, i crostacei e gli insetti, formanti il gruppo monofiletico degli Euarthropoda. Ma come per altri aggruppamenti sistematici, non si è giunti ad alcun accordo fra gli zoologi, che credono di poter considerare anche pantopodi e xifosuri come parte integrante del phylum.

I chelicerati[modifica]

Dolomedes fimbriatus

I chelicerati (Chelicerata)sono così denominati dalla presenza di un paio di appendici preorali con terminazione a pinza o a uncino detti appunto cheliceri, atti alla nutrizione, ai quali seguono i pedipalpi, con funzioni che spaziano dalla sensoriale alla copulatoria e altre 4 paia di arti principalmente destinati alla locomozione.

Generalmente si compongono di due regioni, un prosoma anteriore, anche detto cefalotorace,e un opistosoma. Sono sprovvisti di antenne e pochi sono marini a respirazione branchiale, sono perlopiù dei predatori terrestri e respirano tramite sacchi aerei o trachee. A questo subphylum artropode sono ricollegabili aracnidi, merostomi e picnogonidi. Le aracnidi sono il gruppo più ampio e più conosciuto, in quanto comprendente numerosissime e differenziate specie quali i ragni (Araeneae), gli scorpioni (Scorpiones) e gli acari (Acarina), di cui fanno parte anche le zecche (Ixodidae).

i picnogonidi sono a loro volta suddivisi in quattro ulteriori gruppi:

  • i Clossendeomorpha, privi di cheliceri
  • i Nymphomorpha, dai cheliceri ben rappresentati, ovigeri quasi sempre atrofici e mancanti nelle femmine
  • gli Ascorhyncomorpha, dagli ovigeri presenti in entrambi i sessi
  • i Pycnogonomorpha, senza palpi o cheliceri e sprovvisti di ovigeri negli esemplari femminili

I miriapodi[modifica]

Anadenobolus monilicornis 03

I miriapodi (Myriapoda) sono una classe di artropodi tracheati caratterizzati da un corpo non distinto in regioni come negli insetti, ma costituito da numerosi segmenti simili a eccezione del capo risultato da una fusione di alcuni di essi. Il paio di antenne che possiedono è pluriarticolato e oltre a esso sono provvisti anche di due o tre paia di appendici orali e plurime paia di piedi, da cui deriva il nome miriapodi.

Includono i diplopodi, o millepiedi e i chilopodi, o centopiedi, muniti di uncini velenosi (il cui veleno proviene da una ghiandola detta scolopendra). Ci sono varie differenze tra le due tipologie di miriapodi:

  • negli ARTI, i diplopodi sono provvisti di due paia di zampe per ogni segmento del corpo mentre i chilopodi ne hanno solo uno.
  • nella LOCOMOZIONE, nei millepiedi è lenta e adatta a scavare nelle fessure, nei centopiedi, a eccezione di quelli scavatori, è più adatta alla corsa.
  • nell'ALIMENTAZIONE, i primi principalmente detritivori, alcuni erbivori e in piccolissima parte predatori e nessuno di loro velenoso, mentre i secondi sono principalmente predatori e tutti velenosi
  • nelle APERTURE RIPRODUTTIVE, in uno collocato sempre nel terzo segmento, nel secondo sempre nell'ultimo

I crostacei[modifica]

Nephrops norvegicus with roe

I crostacei (Crustacea) sono composti da 50.000 diverse specie, quasi interamente specie marine, quali gamberi, astici e granchi. Questo subphylum costituisce un gruppo molto eterogeneo i cui membri sono accomunati a livello di morfologia soprattutto da due caratteri basali:la presenza di due paia di appendici preorali nel cephalon, altrimenti identico per numero e disposizione dei segmenti e delle appendici a quello di Miriapodi ed Esapodi; e la presenza di alcune 'appendici biramose.

Appena nati sono chiamati naupli, in quanto usciti dall’uovo hanno solo tre paia di zampe per nuotare e un occhio anteriore, l’occhio naupliare. crescendo aumenterà pian piano il numero di segmenti del corpo e delle zampe. Le prime due paia diventeranno antenne, la terza un paio di mandibole, infine continuerà la sua trasformazione fino alla fase adulta. alcune eccezioni che non presentano il nauplio sono i porcellini di terra (si trovano solitamente sotto le pietre o sotto i vasi e si appallottolano quando scoperti) che invece presentano un vero e proprio marsupio in cui crescere le larve, e i granchi e gamberi di fiume, poiché siccome il nauplio verrebbe trascinato inesorabilmente dalla corrente hanno dovuto adattarsi alla condizione dei fiumi e delle acque correnti.

Bibliografia[modifica]

http://www.treccani.it/enciclopedia/artropodi_%28Enciclopedia-Italiana%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Arthropoda

http://www.treccani.it/enciclopedia/chelicerati/

https://it.wikipedia.org/wiki/Cheliceratahttps://it.wikipedia.org/wiki/Pycnogonidahttps://it.wikipedia.org/wiki/Arachnida

http://www.treccani.it/enciclopedia/miriapodi_%28Enciclopedia-Italiana%29/

https://it.wikipedia.org/wiki/Diplopoda

http://www.treccani.it/enciclopedia/crostacei_%28Enciclopedia-dei-ragazzi%29/

Biologia_per_il_liceo/Invertebrati#Artropodi