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Utente:Tisha2405/Sandbox

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2.4 Corpo, sessualità, autodeterminazione

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Il femminismo degli anni Settanta ha segnato una svolta fondamentale nella percezione della figura femminile, trasformando il corpo da semplice dato biologico o destino anatomico in un vero e proprio costrutto sociale, culturale e istituzionale.[1] Questa riflessione teorica e militante ha messo in luce come la fisicità delle donne sia stata storicamente plasmata e sottomessa dalle strutture del potere patriarcale. In questo scenario, la biopolitica dello Stato e la scienza medica ufficiale sono state identificate come strumenti di un'ideologia sessista finalizzata a privare le donne della conoscenza di sé, mantenendole in una condizione di subalternità attraverso la sistematica patologizzazione di fenomeni naturali come il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa.[2][3][4]

Il corpo è emerso dunque come il nucleo fondativo dell'identità e il principale terreno di scontro politico. Attraverso il celebre principio secondo cui "il personale è politico", l'esperienza vissuta nel privato ha smesso di essere un fatto isolato per diventare il punto di partenza di una trasformazione collettiva. Questa nuova consapevolezza ha permesso di scardinare il monopolio del sapere medico sulle funzioni riproduttive e sessuali, traducendo la teoria in azioni concrete di riappropriazione della propria autonomia.[5][6]

Uno dei pilastri di questa critica riguarda la maternità, che è stata analizzata non più come un istinto naturale irrinunciabile, ma come una funzione imposta e un presunto dovere verso la nazione. Le femministe hanno rigettato l'idea che l'identità di una donna debba coincidere necessariamente con la capacità riproduttiva a favore della famiglia o dello Stato, richiamandosi anche al superamento delle vecchie logiche demografiche di epoca fascista. Parallelamente, è stata contestata la delega storica della fecondità femminile alle istituzioni religiose e statali, rivendicando per ogni donna il diritto esclusivo di decidere del proprio destino riproduttivo.

La scienza ufficiale è stata duramente contestata per il suo carattere gerarchico e per la tendenza a espropriare le donne della competenza sul proprio corpo. Il movimento ha evidenziato come la medicina abbia spesso agito per mantenere le donne in uno stato di dipendenza, trasformando processi fisiologici ordinari in problemi clinici da monitorare e gestire esternamente. A questa autorità medica, le donne hanno contrapposto la ricerca di un sapere autonomo, volto a recuperare una padronanza diretta e consapevole delle proprie funzioni vitali.

Infine, il dibattito degli anni Settanta ha affrontato il tema della sessualità, smontando il modello eterosessuale dominante basato sulla doppia morale. La critica si è concentrata sulla forzata sovrapposizione tra piacere e procreazione, un meccanismo imposto culturalmente che per secoli ha reso invisibile il desiderio femminile, subordinandolo alle esigenze e ai ritmi del desiderio maschile.[7] Attraverso questa analisi, il corpo femminile è stato finalmente liberato dai vincoli della funzione puramente biologica per essere riconosciuto come luogo di piacere, scelta e autodeterminazione politica.

Il femminismo di quegli anni ha dunque trasformato radicalmente il rapporto delle donne con la propria fisicità, rendendola lo strumento principale per la conquista di una nuova soggettività sociale e politica. [8]

  1. E. Petricola p. 9
  2. Elisa Bellè
  3. E. Petricola p.157 - 158
  4. E. Petricola p. 194
  5. E. Petricola p. 28
  6. E. Petricola p. 42
  7. Fiamma Lussana p. 24-27
  8. Il movimento femminista negli anni settanta p. 24-27

Bibliografia

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  • Elisa Bellè, L'altra rivoluzione. Dal Sessantotto al femminismo, Torino, Rosenberg & Sellier, 2021, ISBN 9788878859234.
  • Teresa Bertilotti e Anna Scattigno (a cura di), Il femminismo degli anni Settanta, Roma, Viella, 2005, ISBN 978-88-8334-172-4.
  • (EN) Paola Bono, Sandra Kemp (a cura di), Italian Feminist Thought. A Reader, Oxford, Basil Blackwell, 1991, ISBN 0-631-17115-0.
  • Maud Anne Bracke, La nuova politica delle donne: il femminismo in Italia :1968-1989, traduzione di Enrica Capussotti, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2019, ISBN 978-88-93592-02-4.
  • Anna Rita Calabrò, Laura Grasso, Dal movimento femminista al femminismo diffuso: storie e percorsi a Milano dagli anni '60 agli anni '80, Milano, Franco Angeli, 1985.
  • Fiamma Lussana, Il movimento femminista in Italia. Esperienze, storie, memorie (1965–1980), Roma, Carocci, 2012, ISBN 978-88-430-6512-7.
  • Il movimento femminista negli anni settanta, in Memoria, n. 19-20, 1987.
  • Aida Ribero e Ferdinanda Vigliani (a cura di), 100 titoli: guida ragionata al femminismo degli anni Settanta, Ferrara, Tufani, 1998, ISBN 978-88-86780-20-9.
  • Rosalba Spagnoletti (a cura di), I Movimenti femministi in Italia, Roma, Savelli, 1977.
  • Paola Stelliferi e Stefania Voli (a cura di), Anni di rivolta: nuovi sguardi sui femminismi degli anni Settanta e Ottanta, Roma, Viella, 2023, ISBN 9791254692349.
  • E. Petricola, Dal discorso sulle donne al discorso delle donne. Birth control, contraccezione e depenalizzazione dell’aborto tra ambienti laici e movimenti delle donne, in «Quaderni di storia contemporanea», 2010.