Confessione di fede di Westminster/15
Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
| Questo modulo necessita di essere "wikificato", ovvero formattato secondo gli standard di Wikibooks.
Collabora anche tu a rendere questo modulo conforme alle linee guida e poi rimuovi questo avviso.
|
[modifica] 15. IL RAVVEDIMENTO CHE PORTA ALLA VITA
1. Il ravvedimento che porta alla vita è una grazia dell'Evangelo (287), la cui dottrina relativa deve essere predicata da ogni ministro dell'Evangelo, allo stesso modo di quella riguardo alla fede in Cristo (288).
- (287) Za. 12:10; At. 11:18.
- (288) Lu. 24:47; Mr. 1:15; At. 20:21.
2. Per esso il peccatore ‑considerando e toccando con mano i suoi peccati non solo per la loro pericolosità, ma pure in quanto sono immondi e odiosi, contrari alla santa natura di Dio ed alla sua giusta legge, e attingendone la misericordia in Cristo per tutti coloro che si pentono ‑ così odia e si rammarica dei suoi peccati, tanto da volgersi da essi verso Dio (289), proponendosi e sforzandosi di camminare con Lui in tutto ciò che i suoi comandamenti affermano (290).
- (289) Ez. 18:30,31; 36:31; Is. 30:22; Sl. 51:4; Gr. 31:18,19; Gl. 2:12,13; Am. 5:15; Sl. 119:128; 2 Co. 7:11.
- (290) Sl. 119:6,59,106; Lu. 1:6; 2 Re 23:25.
3. Sebbene il ravvedimento in sé non possa essere considerato in alcun modo atto tale da soddisfare la giustizia di Dio dopo il peccato, né tantomeno su di esso si possa fondare alcuna pretesa di perdono (291), il quale è solo libero atto della grazia di Dio in Cristo (292), esso permane per ciascun peccatore una necessità così importante che senza di esso nessuno può sperare di essere perdonato (293).
- (291) Ez. 36:31,32; 16:61‑63.
- (292) Os. 14:2,4; Ro. 3:24; Ef. 1:7.
- (729) Lu. 13:3,5; At. 17:30,31.
4. Se da una parte non c'è peccato tanto piccolo da non meritare dannazione (294), così non c'è peccato tanto grande che possa dannare coloro che veramente se ne ravvedano (295).
- (294) Ro. 6:23; 5:12; Mt. 12:36.
- (295) Is. 55:7; Ro. 8:1; Is. 1:16,18.
5. Gli uomini non dovrebbero accontentarsi di un generico ravvedimento, ma è dovere di ciascuno adoprarsi nel ravvedersi di ogni peccato particolare che si commetta (296).
- (296) Sl. 19:13; Lu. 19:8; 1 Ti. 1:13,15.
6. Se da un canto ogni persona è tenuta a confessare privatamente i suoi peccati a Dio, pregando per il loro perdono (297) ‑di fatto chi confessa le proprie trasgressioni e le abbandona otterrà misericordia (298)‑ dall'altro, colui che scandalizza suo fratello, o la chiesa di Cristo, deve essere pronto, per mezzo di una confessione privata o pubblica, dove esprimerà dispiacimento per il suo peccato, dichiarare il suo pentimento davanti a coloro che ha offeso (299), i quali su questa base dovranno riconciliarsi con Lui e riaccoglierlo con amore (300).
- (297) Sl. 51:4,5,7,9,14; 32:5,6.
- (298) Pr. 28:13; 1 Gv. 1:9.
- (299) Gm. 5:16; Lu. 17:3,4; Gs. 7:19.
- (300) 2 Co. 2:8.