Aritmetica modulare/Congruenze quadratiche

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.

In questo modulo verranno studiate le congruenze quadratiche, ossia di secondo grado, e in particolare verrà dimostrata la legge di reciprocità quadratica.

Indice

[modifica] Introduzione

Partiamo da un'equazione qualsiasi di secondo grado in un'incognita con un modulo primo (maggiore di 2), ovvero ax^2+bx+c\equiv 0\mod p. Possiamo applicare ad essa gli stessi passaggi di un'equazione nei reali:

ax^2+bx+c\equiv 0\mod p\iff 4a^2x^2+4abx+4ac\equiv 0\mod p
4a^2x^2+4abx+b^2\equiv b^2-4ac\mod p\iff (4ax+b)^2\equiv b^2-4ac \mod p

A questo punto abbiamo bisogno di risolvere due congruenze diverse:

y^2\equiv d\mod p
4ax+b\equiv \overline{y}\mod p

dove \overline{y} è una soluzione della prima congruenza. Poiché quest'ultima è sempre risolubile (se a non è divisibile per p), per risolvere la congruenza originaria basta concentrarsi su quelle del tipo y^2\equiv d\mod p.

È evidente che questa non sempre è risolubile, in quanto a^2\equiv (-a)^2\mod p per ogni a; quindi per almeno metà dei d non abbiamo soluzioni. Tuttavia, poiché l'equazione y^2-d\equiv 0 \mod p non può avere più di due soluzioni, e visto che una soluzione a ne "chiama" un'altra -a, esattamente metà dei d hanno delle soluzioni. Chiameremo quelli la cui congruenza è risolubile residui quadratici.

C'è un altro modo, più generale, per vedere le cose. Consideriamo un generatore g modulo p. L'insieme dei numeri

1^2,~2^2,~3^2,\ldots,(p-1)^2

coincide, a parte l'ordine, con quello dei numeri

g^2,~g^4,~g^6,\ldots,g^{2(p-1)}

Riducendo modulo p -1 gli esponenti, questi rimarranno pari (perché anche p -1 è pari); quindi i residui quadratici sono esattamente quegli elementi il cui indice è pari. Questo metodo può essere esteso per individuare i residui n-esimi, cioè gli a per cui ha soluzioni una congruenza del tipo

x^n\equiv a\mod p

Se n divide p -1, allora i residui n -esimi sono esattamente gli elementi i cui indici sono divisibile per n; viceversa, se n e p -1 sono coprimi, tutti i numeri sono residui n -esimi. Nei casi intermedi è facile dimostrare che, se k = MCD(n,p -1), allora i residui n -esimi coincidono con i residui k -esimi.

[modifica] Il simbolo di Legendre e il criterio di Eulero

Per indicare se un numero è residuo quadratico o meno, si può usare il cosiddetto simbolo di Legendre: questo è

\left(\frac{a}{p}\right)=\begin{cases}1 & a \text{ residuo quadratico modulo } p\\ 0 & a \text{ divisibile per } p\\ -1 & a\text{ non residuo quadratico modulo }p\end{cases}

Attraverso l'uso degli indici è facile dimostrare che

\left(\frac{ab}{p}\right)=\left(\frac{a}{p}\right)\left(\frac{b}{p}\right)

cioè il simbolo di Legendre è una funzione completamente moltiplicativa nel suo primo argomento. Questo avviene perché, se a e b sono entrambi residui o non residui, sommando i loro indici si avrà un indice pari, ovvero moltiplicandoli si avrà un residuo quadratico; viceversa, se uno è un residuo e l'altro no, l'indice del loro prodotto sarà dispari, e ab non è un residuo.

Un test generale ma di non molta utilità pratica è il criterio di Eulero. Posto P=\frac{p-1}{2}, questo afferma che

a^P\mod p=\left(\frac{a}{p}\right)

Anche questo è banale se considerato con gli indici: se a è un residuo, allora esiste k tale che k^2\equiv a\mod p; quindi

a^P\equiv k^{2P}\mod p\equiv a^{p-1}\mod p\equiv 1\mod p

Se viceversa a non è un residuo quadratico, allora a\equiv g^n\mod p, dove g è una radice primitiva e n è dispari, e

a^P\equiv g^{nP}\mod p

Poiché n è dispari, nP è congruo a P modulo p -1, ovvero

a^P\equiv g^P\mod p\equiv -1\mod p

perché l'ordine di g è esattamente p -1.

Attraverso questo criterio si determina immediatamente la caratteristica quadratica di -1 modulo un qualsiasi primo p. Se infatti p\equiv 1\mod 4, ovvero p = 4k + 1, allora P = 2k, e

\left(\frac{-1}{p}\right)=(-1)^{2k}=1

Se invece p\equiv 3\mod 4, cioè p = 4k + 3, P = 2k + 1 e

\left(\frac{-1}{p}\right)=(-1)^{2k+1}=-1

L'unico caso rimanente è p =2, per cui -1=1 è (ovviamente) residuo quadratico.

[modifica] Il lemma di Gauss

Avanzando nello studio dei residui quadratici, il prossimo passo è il lemma di Gauss. Sia p un primo e a un numero compreso tra 0 e p (esclusi). Consideriamo i numeri 1a,~2a,\ldots,Pa e sottraiamo p finché non rimane un numero compreso tra -\frac{1}{2}p e \frac{1}{2}p (o, detto in un'altra maniera, prendiamo il valore assoluto modulo p di questi numeri). Sia k il numero di elementi negativi in questo insieme. Il lemma di Gauss afferma che

\left(\frac{a}{p}\right)=(-1)^k

La dimostrazione di questo lemma è simile, per certi versi, alla dimostrazione del piccolo teorema di Fermat. È infatti ovvio che, se

ia\equiv ja\mod p

allora i\equiv j\mod p, e quindi i vari numeri considerati non sono tra loro congrui modulo p. Allo stesso modo, se

ia\equiv -ja\mod p

allora i\equiv -j\mod p e quindi i e j non possono essere entrambi minori o uguali di P. Da questo segue che i numeri 1a,~2a,\ldots,Pa sono congrui, in qualche ordine, all'insieme

\pm 1,~\pm 2,\ldots,\pm P

dove si prende o il più o il meno. Sia k il numero di segni meno. Allora, moltiplicandoli tutti insieme abbiamo

(1a)(2a)\cdots(Pa)\equiv (-1)^k 1\cdot 2\cdots P\mod p

e semplificando

a^P\equiv (-1)^k\mod p

come volevasi dimostrare.

Come conseguenza di questo lemma si può dimostrare un importante teorema: se p e q sono primi tali che p\equiv q\mod 4a oppure p\equiv -q\mod 4a, allora

\left(\frac{a}{p}\right)=\left(\frac{a}{q}\right)

Per il lemma di Gauss, infatti, il primo dei due simboli di Legendre dipende dal numero di interi dell'insieme a,~2a,~3a,\ldots,Pa che sono negli intervalli

\left(\frac{1}{2}p,p\right),~\left(\frac{3}{2}p,2p\right),~\left(\frac{5}{2}p,3p\right),\ldots,\left(\left(b-\frac{1}{2}p\right),bp\right)

dove b=\frac{1}{2}(a-1) o b=\frac{1}{2}a, a seconda di quale dei due sia un intero. (Pa=\frac{1}{2}a(p-1)=\frac{1}{2}ap-\frac{1}{2}a\leq\frac{1}{2}ap)

Questo può essere interpretato come il numero di multipli di a nei vari intervalli; ovvero, dividendo tutto per a, il numero di interi negli intervalli

\left(\frac{1}{2}\frac{p}{a},\frac{p}{a}\right),~\left(\frac{3}{2}\frac{p}{a},2\frac{p}{a}\right),\ldots,\left(\left(b-\frac{1}{2}\frac{p}{a}\right),b\frac{p}{a}\right)

e ponendo p=4ak+r,

\left(\frac{1}{2}\frac{4ak+r}{a},\frac{4ak+r}{a}\right),~\left(\frac{3}{2}\frac{4ak+r}{a},2\frac{4ak+r}{a}\right),\ldots,\left(\left(b-\frac{1}{2}\frac{4ak+r}{a}\right),b\frac{4ak+r}{a}\right)

cioè

\left(2k+\frac{1}{2}\frac{r}{a},4k+\frac{r}{a}\right),~\left(6k+\frac{3}{2}\frac{r}{a},8k+2\frac{r}{a}\right),\ldots,\left(\left(2kb+\frac{(2b-1)r}{a}\right),4kb+\frac{br}{a}\right)

Poiché a noi interessa solamente la parità del numero degli interi, e nessuno degli estremi degli intervalli è un intero, possiamo eliminare i vari multipli di k; quindi \left(\frac{a}{p}\right) dipende soltanto da r. Ma questo vuol dire che per ogni q congruo a r (cioè a p) modulo 4a la caratteristica quadratica è la stessa. Questo dimostra la prima parte del teorema. Se invece q\equiv -p\equiv 4a-r\mod 4a, allora, sostituendo r con 4a-r negli intervalli, si ha

\left(2k+\frac{1}{2}\frac{4a-r}{a},4k+\frac{4a-r}{a}\right),~\left(6k+\frac{3}{2}\frac{4a-r}{a},8k+2\frac{4a-r}{a}\right),\ldots,\left(\left(2kb+\frac{(2b-1)(4a-r)}{a}\right),4kb+\frac{b(4a-r)}{a}\right)
\left(2k+2-\frac{1}{2}\frac{r}{a},4k+4-\frac{r}{a}\right),~\left(6k+6-\frac{3}{2}\frac{r}{a},8k+8-\frac{2r}{a}\right),\ldots,\left(\left(2kb+4(2b-1)-\frac{(2b-1)r}{a}\right),4kb+4b-\frac{b(4a-r)}{a}\right)

che, come numero di interi, coincide col numero precedente.

[modifica] Il caso a=2

Consideriamo in particolare il caso a=2. Questo può essere trattato con lo stesso metodo visto precedentemente: sia p=8k+r un primo; i numeri 2, 4, 6, ... , 2P sono tutti minori di p, e quindi per il lemma di Gauss la caratteristica quadratica di 2 corrisponde a (-1)n, dove n è la parità del numero di quegli elementi maggiori di p/2. Sia x un numero minore di P.

\frac{1}{2}p<2x<p

equivale a

2k+\frac{1}{4}r<x<4k+\frac{1}{2}r

e ignorando 2k e 4k, che non variano la parità, si ottengono, come soluzioni di x in interi:

  • 0 soluzioni se r=1;
  • 1 soluzione se r=3 o r=5;
  • 2 soluzioni se r=7

e quindi 2 è residuo quadratico se p=8k\pm 1 e non lo è altrimenti.

Naturalmente si poteva anche applicare il teorema generale dimostrato precedentemente, trovando un primo congruo a 1 modulo 8 e uno congruo a 3, e dedurne il comportamento per ogni p.

[modifica] La legge di reciprocità

La legge di reciprocità quadratica, infine, afferma che

\left(\frac{p}{q}\right)\left(\frac{q}{p}\right)=(-1)^{\frac{p-1}{2}\frac{q-1}{2}}

o, detto a parole, che pa caratteristica quadratica di p modulo q e di q modulo p è la stessa a meno che non siano entrambi congrui a 3 modulo 4.

Supponiamo innanzitutto che p\equiv q\mod 4, ovvero che pq = 4a (possiamo supporre p>q) per un qualche intero a. Allora

\left(\frac{p}{q}\right)=\left(\frac{4a+q}{q}\right)=\left(\frac{4a}{q}\right)=\left(\frac{a}{q}\right)

e similmente

\left(\frac{q}{p}\right)=\left(\frac{p-4a}{p}\right)=\left(\frac{-4a}{p}\right)\left(\frac{-1}{p}\right)\left(\frac{a}{p}\right)

e quindi

\left(\frac{p}{q}\right)\left(\frac{q}{p}\right)=\left(\frac{a}{q}\right)\left(\frac{a}{p}\right)\left(\frac{-1}{p}\right)

Ora p e q hanno lo stesso resto nella divisione per 4a (p=4a+q) e quindi due dei coefficienti di Legendre sono uguali, e quindi il loro prodotto è 1. Cioè

\left(\frac{p}{q}\right)\left(\frac{q}{p}\right)=\left(\frac{-1}{p}\right)

che, per quanto abbiamo detto prima, è 1 se p è congruo a 1 modulo 4 e -1 altrimenti.

Se invece p\equiv -q\mod 4 si ha p+q=4a, e

\left(\frac{p}{q}\right)=\left(\frac{4a-q}{q}\right)=\left(\frac{4a}{q}\right)=\left(\frac{a}{q}\right)

così come

\left(\frac{q}{p}\right)=\left(\frac{4a-p}{p}\right)=\left(\frac{4a}{p}\right)=\left(\frac{a}{p}\right)

Questi due risultati sono di nuovo uguali per il teorema precedente, in quanto p e q hanno resti opposti nella divisione per 4a, e quindi sono uguali, e il loro prodotto è 1.

[modifica] Esempi

Per mostrare la potenza di questo teorema, calcoliamo ad esempio

\left(\frac{637}{719}\right)

Fattorizzando 520, abbiamo

\left(\frac{637}{719}\right)=\left(\frac{7}{719}\right)\left(\frac{91}{719}\right)

719 è congruo a 3 modulo 4, così come 7 e 91; quindi

\left(\frac{7}{719}\right)=-\left(\frac{719}{7}\right)=-\left(\frac{5}{7}\right)=(-1)(-1)=1
\left(\frac{91}{719}\right)=-\left(\frac{719}{91}\right)=-\left(\frac{82}{91}\right)=-\left(\frac{2}{91}\right)\left(\frac{41}{91}\right)=(-1)\left(\frac{2}{3}\right)\left(\frac{91}{41}\right)=(-1)(-1)\left(\frac{9}{41}\right)=1

(considerando che 91\equiv 3\mod 8), e infine

\left(\frac{637}{719}\right)=1\cdot 1=1

e 637 è un residuo quadratico modulo 719.

Strumenti personali