Chitarra/Accordatura
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Un requisito fondamentale per iniziare a suonare la chitarra è imparare ad accordarla. Un altro è acquisire una perfetta sincronizzazione tra le due mani. Come un pianista, il quale con la sinistra fa una cosa e con la destra ne fa un'altra, anche il chitarrista deve avere una indipendenza assoluta fra le due mani ma perfettamente sincronizzate fra loro. Compito della destra è quello di pizzicare le corde, compito della sinistra quello di premere le corde in corrispondenza dei vari tasti. Tra le prime cose da imparare, dunque, il sincronismo tra le due mani è essenziale. Ma vediamo per prima cosa come si accorda la chitarra.
[modifica] Come accordare la chitarra
La chitarra ha sei corde intonate nel seguente modo (dalla più sottile alla più grossa):
- 1-MI (cantino)
- 2-SI
- 3-SOL
- 4-RE
- 5-LA
- 6-MI (basso)
Per accordare lo strumento dobbiamo avere una nota di riferimento che nel nostro caso è il LA a 440 Hz. Oggi esistono sofisticati accordatori elettronici che facilitano il compito, ma qualsiasi strumento in grado di dare un La può essere usato: il diapason, per esempio, o un pianoforte eccetera. Ma esiste anche un semplice sistema casalingo per chi proprio non ha altre alternative: il telefono. Solleviamo la cornetta ed ascoltiamo il segnale di libero (tu-tuu): quel suono è un LA e noi possiamo usarlo come accordatore. La prima cosa da fare, dunque, è fare in modo che la quinta corda pizzicata a vuoto dia un La intonato con il La dell'accordatore che stiamo usando. Per ottenere ciò bisogna ovviamente agire sulla relativa chiavetta posta sulla paletta della chitarra tirando o rilasciando la corda fino a che i due suoni corrispondono. Ora possiamo usare la quinta corda come riferimento per accordare le altre. È vero che gli accordatori per chitarra danno tutte le note che servono, ma è meglio imparare ad intonare col sistema tradizionale, soprattutto perché è un ottimo modo per affinare il proprio orecchio e anche perché non sempre si ha a disposizione un accordatore.
Suoniamo la quinta corda premuta al quinto tasto per ottenere la nota RE e pizzichiamo la quarta corda a vuoto tirandola o rilasciandola fino a che i due suoni corrispondono. Suoniamo la quarta corda premuta al quinto tasto per ottenere la nota SOL e pizzichiamo la terza corda a vuoto tirandola o rilasciandola fino a che i due suoni corrispondono. Suoniamo la terza corda premuta al quarto tasto per ottenere la nota SI e pizzichiamo la seconda corda a vuoto tirandola o rilasciandola fino a che i due suoni corrispondono. Suoniamo la seconda corda premuta al quinto tasto per ottenere la nota MI e pizzichiamo la prima corda a vuoto tirandola o rilasciandola fino a che i due suoni corrispondono. Ora ci resta da accordare la sesta corda (il MI basso); per fare ciò possiamo prendere come corda di riferimento il Mi cantino (1° corda) tenendo presente che il Mi della sesta corda e di due ottave più basso (suono più grave), oppure possiamo suonare la quinta corda al settimo tasto e pizzicando la sesta corda, i due suoni devono corrispondere, tenendo presente che il Mi della sesta corda è un'ottava più basso di quello della quinta al settimo tasto.
[modifica] Accordare una chitarra con blocca-corde al manico
La maggior parte delle chitarre provviste di ponte mobile (tipo Floyd Rose) sono provviste di una parte meccanica, situata sopra il capotasto, che blocca le corde impedendo una immediata perdita di accordatura dovuta all'uso della leva.
La prima accordatura deve essere eseguita normalmente, agendo sulle meccaniche della paletta, tenendo il blocca-corde aperto. Dopodiché avvitare il blocca-corde e la chitarra è quasi pronta all'uso, se non fosse che quando stringiamo i dadi del bloccacorde, questi ultimi si rigirano di qualche decimo di millimetro sul proprio asse, alterando l'accordatura, solitamente verso l'alto. Ad orecchio non si nota la differenza, ma l'accordatore si. Sarà opportuno a questo punto utilizzare i fine-tuners: avvitandoli (senso orario) aumentiamo la tensione delle corde, aumentando così il loro pitch (la nota prodotta è più alta), invece girandoli in senso antiorario il pitch diminuirà. Le differenze di acordatura prodotte con i Fine-tuners non sono quasi apprezzabili ad orecchio, come il nome suggerisce. Sarà opportuno utilizzarli con il suporto di un accordatore possibilmente elettronico.
Nelle accordature successive sarà possibile utilizzare solo le piccole viti chiamate Fine-tuners che sono poste sulla sommità del ponte, senza dover toccare ne blocca-corde ne meccaniche fino al prossimo cambio di muta (a patto che l'accordatura iniziale sulle meccaniche sia stata effettuata con precisione, onde evitare il più possibile l'uso dei fine-tuners, che sono quasi degli accordatori di emergenza).