L'origine della vita/L'origine nel mondo antico

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Come sia iniziata la vita sul nostro pianeta è un mistero che la scienza, al giorno d’oggi non è ancora in grado di spiegare, o per meglio dire, non è ancora in grado di dare una spiegazione galileiana che possa abbandonare la dicitura di teoria. E’ certo però che l’uomo si è posto il problema sin dall’antichità. Fin dall'antichità l'uomo si è posto domande sul mondo che lo circondava e su i fenomeni naturali che osservava cercando di dargli una spiegazione inventando racconti che nel tempo sono diventati miti. Allo stesso modo sono nati i miti sulla creazione dell'universo, la Cosmogonia e i miti sulla creazione dell'uomo.

Miti fenici[modifica]

Nella sua “Storia fenicia”, traduzione del libro greco “τὰ Φοινικικὰ” del sacerdote fenicio Sancuniatóne, Filone Erennio, conosciuto anche come filone di Bilbo, ci racconta del mito fenicio sull’origine del mondo e della vita:

« "E, all’inizio, vi fu solo un caos oscuro e ventoso.
Questi ciechi venti si accavallarono uno sull’altro,
formando una specie di nodo d’amore la cui natura era il desiderio.
Durante un’eternità di tempo,
Desiderio precipitò nel fango acquoso che si chiamava Mot.
Fu Mot che generò gli esseri viventi,
semplici creature senza coscienza di sé stesse.
Ed esse, a loro volta, generarono esseri viventi più complesse... E così via...
Queste creature contemplavano il cielo e videro che Mot era a forma di uovo
e vi videro in alto il sole, la luna, le stelle ed i pianeti." »

Miti egizi[modifica]

Per gli antichi egizi l’origine della vita fu possibile grazie ai pensieri del Creatore:

« "Dopo tanto tempo, il guscio si ruppe e generò il Creatore, padre e madre di tutte le cose, fonte di ogni vita, il dio Sole. Le due metà del guscio separarono le acque del caos ed il Creatore le fece diventare il mondo. Mentre giaceva nell’abisso delle acque, il Creatore si sentiva molto solo e voleva abitare con altri esseri il nuovo mondo. Così i pensieri del Creatore divennero gli dei e tutte le altre cose del mondo e le sue parole diedero vita alla terra." »

Miti degl'indiani d'America[modifica]

Gli Indiani Yakima narrano che il Grande Capo Lassù, generò la vita da una palla di fango:

« "Agli inizi del mondo v'era solo acqua. Whee-me-me-ow-ah, il Grande Capo Lassù, viveva su nel cielo tutto solo. Quando decise di fare il mondo, venne giù in luoghi dove l'acqua era poco profonda e cominciò a tirar su grandi manciate di fango che divennero terraferma. [...]
Con una palla di fango fece un uomo e gli disse di prendere i pesci nell'acqua, i daini e l'altra selvaggina nelle foreste. Quando l'uomo divenne malinconico, il Grande Capo Lassù fece una donna affinché fosse la sua compagna e le insegnò come preparare le pelli, come trovare cortecce e radici, e come fare dei cesti con quelle. Le insegnò quali bacche usare per cibo e come accoglierle e seccarle. Le mostrò come cucinare il salmone e la cacciagione che l'uomo portava." »
« "Prima che cominciasse il nuovo universo, soltanto il Creatore, Colui che racchiude in sé Ogni Cosa, il Padre di tutti i padri, aveva esistenza. Non c’era assolutamente Nulla attraverso i grandi spazi delle Ere. Allora questo Awonawilona concepì dentro di sé, e il pensiero prese forma nello spazio. Nebbie e vapori carichi di potere vitale si svilupparono e apparvero. Così, per la sua conoscenza innata, Colui che racchiude in sé Ogni Cosa divenne il Sole centrale; con l’illuminarsi degli spazi, le immense foschie di nubi sì condensarono trasformandosi nelle grandi acque manifeste dello spazio. Estirpando la propria sostanza, il Padre-sole formò il seme del quadruplice mondo che contiene la Madre-terra e il Padre-cielo che ricopre ogni cosa. Giacendo insieme, i due concepirono tutti gli uomini e le creature della terra. Dopo essersi uniti, la Madre-terra respinse il Padre-cielo, separandosi per far posto alla sua prole, formando feccia e schiuma che il Padre-cielo consolidò con il suo freddo respiro, affinché tutte le loro creature avessero spazio vivente. Completando il proprio compito, il Padre cielo sparse dalla sua mano sette chicchi d’oro di mais su tutte le regioni dell’alba del mondo, dicendo: "Quando il Padre-sole è lontano, e le vostre terrazze sono buie come le tenebre stesse, nelle quali tutto è nascosto, allora i nostri figli saranno guidati da luci simili alle luci di tutte le sei regioni che girano intorno a quella centrale, poiché in quel luogo centrale e intorno ad esso, dove abitano questi nostri figli, si trovano le altre regioni dello spazio!" »

Secondo gli Zuni l'uomo vennero creati dapprima come espressione del pensiero di Awonawilona, il dio creatore, come nei miti egizi, ma a differenza di quest'ultimi solo successivamente, dopo un viaggio attraverso i quattro mondi sotterranei, rivestiti di materia. Nella più profonda delle quattro caverne del mondo sotterraneo, gli uomini potenziali e le creature potenziali, devono progettare la loro salvezza verso una dimora più alta. Lì tutto è avvolto nell’oscurità. Si fa avanti il migliore e il più saggio degli uomini, il “guerriero dell’Arcobaleno,” Poshaiyanka, che conquista il mondo più elevato e ottiene una via di scampo da quel luogo. Ė un luogo buio e angusto e non tutti possono seguirlo, Poshaiyanka implora il padre-sole di liberare l’umanità e tutte le creature da quel mondo sotterraneo. Allora il Padre-sole invia gli amati Gemelli nelle profondità della terra per istruire gli uomini e tutte le creature. I Gemelli conducono quelli che possono seguirli alla terza grande caverna del mondo sotterraneo, più luminosa, chiamata la Dimora della Generazione Sessuale o Gestazione. Insieme agli dèi e alle creature inferiori, sei schiere dei padri dei sei tipi di uomini raggiungono questo terzo mondo. Le generazioni delle loro nazioni furono allora portate nel mondo successivo, il quarto, l’Ultima caverna scopribile del mondo, la caverna del Parto. Lì, la luce era simile a quella dell’alba. Gli uomini cominciarono a percepire e ad apprendere, così i Gemelli insegnarono loro a cercare innanzitutto il Padre-sole, che li avrebbe dotati di saggezza e conoscenza di vita. Quando l'uomo raggiungerà la piena saggezza i Gemelli Divini condurranno l'umanità nel quinto grande mondo superiore, pienamente illuminato, chiamato il Mondo della Luce Diffusa e della Conoscenza o Visione.

Mito babilonese[modifica]

« "Quando Marduk ascolta le parole degli dei,
il suo cuore porta (lui) alle opere di moda artificiose.
Aprendo la bocca si rivolge Ea
Per impartire il piano si rivolge Ea
Per impartire il piano che aveva concepito nel suo cuore:
"Il sangue farò di massa e causare ossatura di essere.
Io stabilirò un selvaggio, 'uomo' è il suo nome.
verità, l'uomo selvaggio creerò." »

L'Enûma Eliš è il poema della creazione babilonese, il cui nucleo principale era costituito da una cosmogonia, una teogonia, dalla glorificazione del dio Marduk, con l'enumerazione dei suoi 50 nomi e relativi attributi. Prima della creazione del cielo e della terra, le acque primordiali erano mischiate fra loro. Da questa fonte creatrice nascono tre generazioni di divinità, fino ad Ea e Anu. I giovani dei sono irrequieti e disturbano la pace di Apsû, il loro antenato, il quale decide di punirli distruggendoli. Ma Ea attraverso un incantesimo induce Apsû in un sonno profondo e si impossessa delle profondità delle acque, trasformandole in un regno dove vivrà con la moglie Damkina. Damkina dà alla luce Marduk, il cui vigore insidia Tiāmat, la sposa di Apsû. Tiamat, spinta da altre divinità, vuole combattere contro Marduk e, perciò, chiama a sé una schiera di mostri e serpenti comandati dal figlio Kingu. Quando i poteri magici di Ea non riescono a prevalere, questi chiede l'aiuto di Marduk che, in cambio, chiede il comando supremo sugli dei. La richiesta viene accettata e Marduk ottiene armi potentissime, tra cui i sette venti. Il dio scatena allora una tempesta nella quale imprigiona Tiamat, immobilizzandola nella sua rete per mezzo dei venti. Infine, circonda l'esercito nemico e cattura Kingu a cui sottrae le Tavole del Destino. Marduk taglia quindi a metà il corpo di Tiamat: la parte superiore diventa la volte celeste con stelle e pianeti, e quella inferiore diviene la Terra, e il Tigri e l'Eufrate fluiscono dalle sue orbite. Inoltre la coda annodata della dea serve a evitare che le acque dell'Apsû inondino la Terra e colonne possenti sono innalzate per dividere la Terra e il Cielo. Le Tavole del Destino vengono date ad Anu da Marduk in persona affinché le tenga al sicuro. Marduk è eletto capo supremo dagli dei in consesso. Kingu viene accusato della rivolta e per questo viene giustiziato. Ea mischia il sangue di Kingu all'argilla, creando così l'uomo, il quale dovrà lavorare per gli dei supremi, sostituendo il compito precedentemente posto sulle spalle degli dei minori. Viene consacrato un santuario a Marduk, che egli chiama Babilonia, poi tutti gli dei si riuniscono per festeggiare. Il testo continua con l'esaltazione di Marduk.

Mito cinese[modifica]

Secondo il mito cinese la divinità femminile Nuwa, si aggirava per il mondo. Ella era triste, perchè fossero state create le montagne e i fiumi, le piante e gli animali, credeva che la creazione non fosse ancora perfetta perchè mancava l'uomo. Scivolando lungo il Fiume Giallo, abbassando il capo, vide la propria bella immagine riflessa nell’acqua. Molto felice, decise allora di modellare figurine con l’argilla del letto del fiume a secondo il proprio aspetto. Nuwa portò ben presto a termine la modellazione di molte figurine quasi simili a lei, sostituendo tuttavia due gambe alla coda di drago. Quindi soffiò su di loro, infondendovi la vita. Nuwa li chiamò “uomini”, poi infuse nel corpo di alcuni l’energia Yang, l’elemento maschile attivo, per cui questi diventarono maschi, e nel corpo di altri l’energia Yin, l’elemento femminile dolce, rendendoli femmine. Ella desiderava riempire la terra di uomini, ma era stanca e lavorava troppo lentamente. A questo punto le venne in mente una scorciatoia, per cui inserì una corda di paglia nel fango del fiume e la fece girare, finchè la parte inferiore non fu avvolta nell’argilla, quindi la estrasse, agitandola per terra. Dove caddero grumi di fango, nacquerono dei piccoli uomini. Nuwa creò in tal modo gli uomini e le donne che riempirono la terra.