Osservare il cielo/Percorso 11: Gioielli del cielo australe

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Passeggiate sotto le stelle

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli oggetti più nascosti ma importanti visibili nel cielo notturno australe, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie e un piccolo telescopio, come un classico riflettore da 114mm. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna, e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud. Il percorso è seguibile durante tutto l'anno nelle regioni australi temperate, mentre nella fascia tropicale, anche poco a nord dell'equatore, il periodo adatto è compreso fra gennaio e luglio nelle ore serali, fra le ore 20:00 e le 23:00.

Oggetto Ascensione Retta
(J2000.0)
Declinazione Tipo Magnitudine
apparente
Dimensioni
apparenti
Distanza
(anni luce)
Visibile ad
occhio nudo
Strumento Visibilità dall'Italia
1. β Tucanae 00h 31m 59s -62° 54′ 30″ Stella doppia 4,36; 4,53 separaz. 27" 139; 161 non risolvibile telescopio no
2. Nebulosa Tarantola 05h 38m 38s +69° 05′ 40″ Neb. diffusa 8,0 40' 179.000 no binocolo no
3. NGC 2547 08h 10m : -49° 16′ : Amm. aperto 4,7 50' 1400 con difficoltà binocolo solo sud Italia
4. NGC 3201 10h 18m : -46° 25′ : Amm. glob. 6,8 18 15000 no telescopio solo sud Italia
5. NGC 3293 10h 35m : -58° 14′ : Amm. aperto 4,7 6' 8400 con difficoltà binocolo no
6. Nebulosa della Carena 10h 45m : -58° 52′ : Neb. diffusa 3: 120 9000 perfettamente binocolo no
7. NGC 3766 11h 36m : -61° 37′ : Amm. aperto 5,3 12' 5500 con difficoltà binocolo no
8. α Centauri 14h 39m 36s -60° 50′ 02″ Stella doppia -0,01; 1,34 separaz. 2"/22" 4,36 non risolvibile telescopio no
9. NGC 6025 16h 03m : -60° 30′ : Amm. aperto 5,1 12' 2700 con difficoltà binocolo no
10. NGC 6397 17h 40m : -53° 40′ : Amm. glob. 5,3 26' 7200 no binocolo no

1. β Tucanae[modifica]

Carta di Beta Tucanae
Beta Tucanae al telescopio 114mm

β Tucanae è una stella facente parte della costellazione del Tucano; la sua individuazione è facilitata dalla presenza della brillante stella azzurra Achernar. ad occhio nudo appare come una stella singola, mentre coloro che sono dotati di ottima vista riescono a distinguere in direzione sud-est un secondo astro molto piccolo a breve distanza.

Un binocolo è sufficiente per distinguere queste due componenti; tuttavia, con un binocolo potente o, meglio, un piccolo telescopio, si scopre che la stella principale è a sua volta divisa in due stelline molto vicine fra loro di magnitudine simile, mentre i colori delle due sono contrastanti, in quanto appaiono una azzurrina e l'altra giallastra. Le due stelle non sono realmente legate fisicamente, in quanto quella azzurra dista 139 anni luce, mentre quella gialla 161.

Un telescopio semiprofessionale ad elevati ingrandimenti è in grado di rivelare che la componente gialla è a sua volta formata da una coppia di stelle di simile magnitudine e colore; queste due stelle sono realmente una coppia fisica ed orbitano attorno ad un centro di massa comune.

2. La Nebulosa Tarantola[modifica]

Carta della Nebulosa tarantola
La Nebulosa Tarantola al telescopio 114mm

La Nebulosa Tarantola (nota anche come NGC 2070) è la più grande regione H II conosciuta all'interno delle galassie del Gruppo Locale: le sue dimensioni reali infatti supreano i 500 anni luce di diametro e la sua luminosità è talmente alta che, nonostante la distanza di bel 170.000 anni luce, si può ben osservare anche con un semplice binocolo. La Nebulosa Tarantola si trova nella Grande Nube di Magellano, la più estesa delle galassie satelliti della Via Lattea.

Un binocolo la rivela come un oggetto di natura nebulare e dalla forma rozzamente sferica; un telescopio di piccole dimensioni può essere in grado di mostrare alcune delle strutture allungate che dal centro della nebulosa si diramano in più direzioni, caratteristica questa che ha conferito il nome proprio a quest'oggetto celeste.

La Nebulosa Tarantola è una delle regioni conosciute all'interno del Gruppo Locale in cui la formazione stellare è più attiva: l'intera nebulosa infatti è circondata da un gran numero di giovani stelle calde e blu, molte delle quali sono raggruppate a formare degli ammassi aperti molto luminosi. In questa nebulosa nel 1987 si è osservata l'esplosione di una supernova, che fu la prima visibile ad occhio nudo (raggiunse la quarta magnitudine) da oltre 400 anni.

3. NGC 2547[modifica]

Carta di NGC 2547
NGC 2547 al telescopio 114mm

NGC 2547 è un ammasso aperto di piccole dimensioni ma osservabile con facilità anche ad occhio nudo, grazie alla sua luminosità e alla vicina presenza della brillante stella blu γ Velorum, che ne facilita l'individuazione. Può essere scorto anche dalle terre che si affacciano nel Mediterraneo centrale e meridionale.

Un binocolo è sufficiente per risolverlo in parte, mentre con un piccolo telescopio le sue componenti, tutte azzurre o biancastre, sono completamente visibili. Una stella di magnitudine 6,46 domina quest'ammasso, mentre le restanti stelle sono di ottava e nona magnitudine.

La sua distanza non sembra essere nota con certezza, ma molte stime la indicano distante 1400 anni luce; se questa stima è corretta, le sue stelle componenti sono racchiuse in un diametro di appena 10 anni luce. In questa zona di cielo, per altro illuminata dalla scia brillante della Via Lattea, si estendono i grossi filamenti della Nebulosa di Gum, un antico resto di supernova che avvolge le costellazioni delle Vele e della Poppa.

4. NGC 3201[modifica]

Carta di NGC 3201
NGC 3201 al telescopio 114mm

NGC 3201 è un ammasso globulare visibile nella costellazione delle Vele; la sua posizione consente di poterlo osservare anche dalle regioni meridionali italiane, a patto di avere l'orizzonte sud completamente libero e una notte molto serena; si individua circa cinque gradi a nord-ovest della stella μ Velorum.

L'ammasso è invisibile ad occhio nudo, ed anche un binocolo di media potenza può non essere sufficiente; per poterlo scorgere occorre un telescopio, anche di piccole dimensioni. Il sua aspetto è nebuloso e con una luminosità poco intensa.

NGC 3201 è uno degli ammassi globulari meno concentrati: è infatti classificato come di concentrazione X, su una scala espressa in numeri romani che parte da I (più concentrato) a XII (meno concentrato); gli astronomi concentrano gli studi su quest'oggetto a causa della presenza di un gran numero di stelle variabili. La sua distanza è stimata in circa 15000 anni luce da noi.

5. NGC 3293[modifica]

Carta di NGC 3293
NGC 3293 al telescopio 114mm

NGC 3293 è un ammasso aperto molto brillante; si trova nella parte orientale della costellazione della Carena, in un tratto particolarmente ricco e intenso della Via Lattea australe. Si può rintracciare anche ad occhio nudo, se la notte è discreta: si presenta come una macchia chiara sfuocata o di aspetto granulare; la sua individuazione è facilitata dalla presenza della brillante Nebulosa della Carena.

Un binocolo è un ottimo strumento per osservare quest'ammasso: in esso molte delle sue componenti sono ben risolte, sebbene restino molto vicine fra di loro e lo sfondo può restare nebuloso; un telescopio di piccole dimensioni lo risolve completamente, ma le componenti restano molto concentrate. Una stella rossa sul bordo meridionale contrasta fortemente coi colori dominanti nell'ammasso.

NGC 3292 si trova, sia apparentemente che fisicamente, sul bordo del grande complesso nebuloso formato dalla Nebulosa della Carena: la sua distanza è stimata infatti sugli 8400 anni luce, dunque a poche centinaia di anni luce da questa nebulosa; le sue propaggini sembrano quasi raggiungere quest'ammasso, che nelle foto ad infrarosso appare sovrapposto ad una regione ricca di gas e di polveri debolmente luminose.

6. La Nebulosa della Carena[modifica]

Carta della Nebulosa della Carena
La Nebulosa della Carena al telescopio 114mm

La Nebulosa della Carena (nota anche con la sigla NGC 3372) è la nebulosa più brillante del cielo, nonché una delle più grandi ed evolute regione H II conosciute all'interno della Via Lattea: le sue dimensioni raggiungono i 260 anni luce e circonda un gran numero di ammassi aperti, nonché una delle stelle più massicce conosciute, la variabile η Carinae. Giace in uno dei tratti di Via Lattea più brillanti e intensi del cielo, in cui si osserva un notevole numero di addensamenti stellari.

La Nebulosa della Carena è visibile perfettamente anche ad occhio nudo: appare infatti come una macchia allungata in senso nord-sud, chiaramente di aspetto nebuloso; un semplice binocolo consente già di rilevare alcune strutture importanti, come la fascia oscura disposta in senso est-ovest che la divide apparentemente in due parti asimmetriche. Tutto il campo circostante è un brulicare di piccoli astri. Un telescopio di piccole dimensioni consente si osservare molti altri dettagli, nonché le parti della nebulosa meno brillanti, portando le dimensioni della stessa a coprire quasi tutto il campo visivo.

All'interno della nebulosa, la presenza di numerosi getti molecolari e nubi molecolari compatte indica che il fenomeno della formazione stellare è intenso e vigoroso, in particolare nelle regioni settentrionali e sudorientali; questo fenomeno è anche confermato dalla presenza di un gran numero di giovani stelle calde e blu, molte delle quali raggruppate in giovanissimi ammassi. Nella regione più centrale si trova la stella η Carinae, un astro di sesta magnitudine di colore blu; la sua luminosità nel corso dei secoli è variata notevolmente, e a metà dell'Ottocento, a seguito di un improvviso aumento di luminosità, aveva superato persino la magnitudine di Canopo, diventando per alcuni anni la seconda stella più brillante del cielo. Si prevede che η Carinae possa esplodere come supernova nell'arco di pochi secoli.

7. NGC 3766[modifica]

Carta di NGC 3766
NGC 3766 al telescopio 114mm

NGC 3766 è un ammasso aperto visibile a oriente della Nebulosa della Carena e a occidente della Croce del Sud: si trova in un tratto di cielo appartenente alla costellazione del Centauro, nel cuore della scia luminosa della Via Lattea e circondato da ricchissimi campi stellari, le cui stelle più luminose sono visibili anche ad occhio nudo.

Le componenti dell'ammasso invece non sono visibili senza l'ausilio di strumenti, e l'ammasso stesso è difficilmente osservabile ad occhio nudo. Un binocolo consente di individuarlo con chiarezza e di iniziarne la risoluzione in stelle, ostacolata però dalla grande concentrazione delle stesse e dal fatto che non sono molto luminose; un telescopio anche di piccola potenza fornisce un quadro risolutivo indubbiamente migliore.

Alcune delle componenti sono di colore azzurro, mentre altre appaiono rossastre, contrastando col colore delle prime; la distanza è stimata sui 5500 anni luce. Con un binocolo o un piccolo telescopio vale la pena di esplorare i dintorni di quest'ammasso: spesso si possono individuare associazioni e gruppi stellari dalla forma curiosa e dai colori contrastanti.

8. α Centauri[modifica]

Carta di Alfa Centauri
Alfa Centauri altelescopio 140mm

α Centauri, nota anche come Rigil Kentaurus o Toliman, è il sistema stellare più vicino a noi, nonché, ad occhio nudo, la terza stella del cielo in ordine di luminosità; se si considerano le magnitudini delle singole componenti, si può invece affermare che α Centauri sia composta dalla somma della quarta (magnitudine -0,01) e dalla diciassettesima (0,34) stella più luminosa del cielo. Appare ad occhio nudo come una brillante stella di colore giallastro e rappresenta il piede anteriore della costellazione alla quale appartiene, il Centauro.

Al telescopio si possono scindere le due componenti, una giallastra e l'altra più tendente all'arancione; la loro separazione varia fra 2" e 22" e in questi decenni è in diminuzione. La distanza di questa coppia è di 4,36 anni luce. Al sistema apparterrebbe anche una terza stella, una nana rossa individuabile con difficoltà anche con un buon telescopio a causa del ricco campo stellare in cui si trova: questa stellina è nota col nome di Proxima Centauri, ed è attualmente la componente di α Centauri più vicina a noi, con una distanza di 4,23 anni luce.

Proxima Centauri, si trova circa 2,2° a sud-ovest di α Centauri; questa separazione apparente equivale a circa quattro volte il diametro apparente della Luna Piena e a circa la metà della distanza angolare fra α Centauri e Hadar. Si tratta inoltre di una stella variabile, che può variare fino a raggiungere la magnitudine 11 senza un periodo regolare.

9. NGC 6025[modifica]

Carta di NGC 6025
NGC 6025 al telescopio 114mm

NGC 6025 è un ammasso aperto situato a cavallo fra le costellazioni del Triangolo Australe e della Squadra; se la notte è propizia si può individuare anche ad occhio nudo, anche se con difficoltà, dovute anche alla presenza della luminosità di fondo della Via Lattea; la sua posizione è facilitata dalla presenza della stella β Trianguli Australis.

Con un binocolo si può già risolvere in stelle senza lasciar traccia di nebulosità apparente, anche se le sue componenti sono poco luminose; un telescopio rivela solo poche altre stelle in più.

Quest'ammasso non possiede un gran numero di stelle: le due stelle dominanti sono di settima magnitudine; seguono poi una quindicina di nona e altrettante di decima e undicesima. La disposizione delle componenti è prevalentemente in senso nordovest-sudest, caratteristica che conferisce all'ammasso un aspetto allungato. La distanza è stimata sui 2700 anni luce.

10. NGC 6397[modifica]

Carta di NGC 6397
NGC 6397 al telescopio 114mm

NGC 6397 è uno degli ammassi globulari più luminosi del cielo; si individua con facilità nella parte nord-occidentale della costellazione dell'Altare, a sud della coda dello Scorpione, e in condizioni ottimali è pure visibile ad occhio nudo, seppure con qualche difficoltà.

Un binocolo lo mostra come una sorta di stella biancastra molto sfuocata o come una specie di nebulosa; i contorni sono sfumati e la regione centrale poco netta e poco luminosa. Un telescopio di piccola potenza lo rende più evidente e dai bordi più estesi, ma la sua natura resta nebulosa.

NGC 6397 è uno degli ammassi globulari più vicini a noi: la sua distanza è infatti data per certa sui 7200 anni luce; non risulta essere anche il più luminoso a causa della sua debole concentrazione: possiede infatti circa 400.000 stelle, a fronte di alcuni milioni degli ammassi globulari più concentrati.