Osservare il cielo/Percorso 1: I cieli dell'estate

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Passeggiate sotto le stelle

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli oggetti più caratteristici, più brillanti e conosciuti visibili nel cielo notturno dell'estate, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie, come un 8x40 o un 10x50. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna, e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud e nord-ovest. Il percorso è seguibile nei mesi compresi fra inizio giugno e fine agosto nelle ore serali, fra le ore 22:00 e le 00:00.

Oggetto Ascensione Retta
(J2000.0)
Declinazione Tipo Magnitudine
apparente
Dimensioni
apparenti
Distanza
(anni luce)
Visibile ad
occhio nudo
Strumento Visibilità dall'Italia
1. Ammasso Glob. di Ercole 16h 42m : +36° 28′ : Amm. glob. 5,8 23' 25100 con difficoltà binocolo alto nel cielo
2. ε1 e ε2 Lyrae 18h 44m : +39° 38′ : Stella doppia 4,59; 4,67 separaz. 3,7' 160; 162 risolvibile binocolo alto nel cielo
3. M 39 21h 32m : +48° 26′ : Amm. aperto 4,6 32' 825 con difficoltà binocolo alto nel cielo
4. M 29 20h 23m : +38° 32′ : Amm. aperto 7,1 7' 4000 no binocolo alto nel cielo
5. NGC 6871 (e dintorni) 20h 06m : +35° 47′ : Amm. aperto 5: 30' 4000 con difficoltà binocolo alto nel cielo
6. Nebulosa Manubrio 20h 00m : +22° 43′ : Neb. plan. 7,5 8' 1360 no binocolo alto nel cielo
7. Attaccapanni 19h 25m : +20° 11′ : asterismo 3,6 60' 400: discretamente binocolo alto nel cielo
8. α Delphini 20h 39m : +15° 54′ : Stella doppia 3,64; 5,99 separaz. 8' 97; 1299 non risolvibile binocolo alto nel cielo
9. IC 4665 17h 46m : -05° 43′ : Amm. aperto 4,2 70' 1400 discretamente binocolo moderatamente alto
10. Nube del Sagittario 18h 26m : -18° 23′ : Nube stellare 3: 90' 10000 discretamente binocolo moderatamente alto
11. Nebulosa Laguna 18h 03m : -24° 23′ : Neb. diffusa 5,0 90' 4100 si binocolo orizzonte sud libero
12. M 7 17h 40m : -32° 13′ : Amm. aperto 4,2 25' 2000 discretamente binocolo orizzonte sud libero
13. Ammasso Farfalla 17h 53m : -34° 49′ : Amm. aperto 3,3 80' 800 discretamente binocolo orizzonte sud libero
14. ω1 e ω2 Scorpii 16h 07m : -20° 45′ : Stella doppia 3,93; 4,31 separaz. 14' 423; 265 discretamente binocolo orizzonte sud libero
15. μ1 e μ2 Scorpii 16h 52m : -38° 02′ : Stella doppia 3,00; 3,56 separaz. 5,5' 821; 517 discretamente binocolo orizzonte sud molto libero
16. NGC 6231 16h 54m : -41° 49′ : Amm. aperto 2,6 15' 6520 perfettamente binocolo orizzonte sud molto libero

1. L'Ammasso Globulare di Ercole[modifica]

Carta di M13
M13 al binocolo

L'Ammasso Globulare di Ercole è uno degli oggetti più importanti del cielo: si tratta infatti del terzo ammasso globulare del cielo per luminosità e addirittura il primo fra quelli presenti nel cielo boreale. Fu osservato anche dal Messier, il quale lo riportò nel suo celebre catalogo con la sigla M 13, sigla con cui spesso viene ancora identificato quest'oggetto. Si identifica facilmente lungo la linea che congiunge le stelle ζ e η Herculis.

M 13 è visibile anche ad occhio nudo, se il cielo è nitido; il suo aspetto lo rende simile ad una sorta di minuscola stellina sfuocata. Al binocolo il suo aspetto resta simile, ma con un alone molto più esteso; al centro l'oggetto appare molto più luminoso, sebbene mantenga sempre un aspetto nebulare. Le stesse caratteristiche permangono all'osservazione al telescopio.

Quest'ammasso è in realtà formato da centinaia di migliaia di stelle, tutte raggruppate entro un diametro di soli 165 anni luce, una caratteristica tipica degli ammassi globulari; la sua età è stimata sui 12-14 miliardi di anni. La sua distanza dalla Terra è di 25000 anni luce; apparendo così brillante ad una così grande distanza, la sua luminosità reale è elevatissima, oltre 300.000 volte quella del Sole.

2. ε1 e ε2 Lyrae[modifica]

Carta di Epsilon Lyrae
Epsilon Lyrae al binocolo

ε Lyrae è una delle stelle doppie più celebri della volta celeste: la quasi perfetta uguaglianza delle due componenti, sia in magnitudine che in colore, e la sua facilissima risoluzione ne ha fatto uno degli oggetti più osservati del cielo. Le due stelle sono visibili ad occhio nudo come un'unica stella, dato che la risoluzione senza l'ausilio di strumenti è piuttosto difficoltosa.

Un piccolo binocolo è più che sufficiente per scindere le sue componenti principali, che appaiono entrambe di colore azzurro; nello stesso campo visivo appare pure la stella Vega, la quinta stella più luminosa del cielo, che domina le notti estive dell'emisfero boreale e che facilita notevolmente l'individuazione della coppia.

Un telescopio di media potenza consente di rivelare che entrambe le componenti sono in realtà a loro volta delle doppie, anche qui simili fra loro sia in brillantezza che in colore: questa particolare caratteristica ha valso alla coppia il celebre soprannome di Doppia doppia. La distanza delle due componenti più luminose è di circa 160 anni luce da noi.

3. M 39[modifica]

Carta di M 39
M 39 al binocolo

M 39 è un ammasso aperto piuttosto appariscente situato nella parte nord-orientale della costellazione del Cigno; la sua individuazione, per altro possibile anche ad occhio nudo in buone condizioni meteorologiche, è facilitata in parte della presenza della brillante stella Deneb.

Un binocolo è sufficiente per risolverlo in stelle con facilità: l'ammasso appare dominato da alcune stelle di colore azzurro di settima e ottava magnitudine; altre stelle sono osservabili più a sud-ovest, ma appaiono meno brillanti. Un telescopio permette di identificare diverse decine di stelle.

M 39 si trova ad una distanza di circa 825 anni luce dalla Terra con una età stimata fra i 230 e i 300 milioni di anni; il suo diametro è di circa 7 anni luce. Dallo studio di M 39 si deduce che tutte le stelle membri si trovano nella fase stabile della loro vita, ma che alcune delle stelle più brillanti appaiono trovarsi proprio sul punto di iniziare la loro evoluzione verso lo stadio di giganti.

4. M 29[modifica]

Carta di M 29
M 29 al binocolo

M 29 è un piccolo ammasso aperto situato nel cuore della costellazione del Cigno; nonostante le sue piccole dimensioni e la sua relativamente debole luminosità, è conosciuto presso gli astrofili per la disposizione delle sue componenti più luminose, che lo rendono simile ad una miniatura della costellazione di Pegaso. Si individua con molta facilità poiché rientra, in un binocolo, quasi nello stesso campo visivo in cui si trova la stella Sadr, il cuore del Cigno.

L'osservazione al binocolo può dimostrarsi difficoltosa, non tanto per la sua individuazione, dato che l'ammasso è molto ben evidente, quanto per la sua risoluzione: le sue stelle infatti, di nona magnitudine, appaiono molto vicine fra di loro e l'oggetto ha un aspetto prettamente nebuloso. Un telescopio di piccole dimensioni è invece sufficiente per scindere chiaramente le sue sei componenti principali, più al massimo un'altra decina più deboli, oltre le quali non vi è traccia di ulteriori addensamenti stellari.

La distanza di questo ammasso è incerta. Viene calcolata tra i 4000 anni luce e i 7200 anni luce; l'incertezza è determinata dall'enorme quantità di polvere interstellare frapposta sulla linea di vista, che rende difficile il calcolo. M 29 comprende una cinquantina di stelle, ma si presenta in parte occultato dalla polvere interstellare; la sua posizione in una regione molto affollata di cielo contribuisce inoltre a renderlo ancora meno appariscente.

5. NGC 6871 e dintorni[modifica]

Carta di NGC 6871
NGC 6871 al binocolo

la parte di cielo a sud-ovest della stella Sadr ospita uno dei tratti della Via Lattea più ricchi e intensi di tutta la volta celeste; vale la pena di provare ad osservare questo tratto di cielo anche con un semplice binocolo, per immergersi completamente in grandiosi campi stellari molto fitti, con stelle di colori a volte contrastanti e dalle diverse luminosità. Talvolta alcuni astri si trovano addensati in piccole concentrazioni, altre volte sono presenti delle macchie di aspetto nebuloso o scintillante; sullo sfondo permane il chiarore diffuso formato da miliardi di stelle invisibili la cui somma forma la scia brillante che si osserva anche ad occhio nudo.

Uno degli addensamenti più cospicui in quest'area di cielo è l'ammasso aperto NGC 6871: formato da alcune stelle di settima magnitudine e alcune altre minori, è uno degli oggetti più brillanti, sebbene i suoi confini non siano identificabili, data la dispersione delle sue componenti.

Altri ammassi compresi in quest'area di cielo riportano diverse sigle di catalogo e non sono distinguibili gli uni dagli altri se non si possiede una carta celeste molto dettagliata dell'area. Immagini ottenute all'infrarosso o con lunghe pose rivelano che tutta quest'area di cielo è completamente avvolta da un vasto complesso nebuloso, che si estende particolarmente a sud e ad ovest della stella Sadr.

6. La Nebulosa Manubrio[modifica]

Carta della Nebulosa Manubrio
La Nebulosa Manubrio al binocolo

La Nebulosa Manubrio è di fatto la nebulosa planetaria più brillante del cielo: l'unica osservabile con facilità anche con un binocolo, si trova nella costellazione della Volpetta, a sud della "Croce del Nord" tracciata dalla figura del Cigno. È nota anche con la sua sigla di catalogo, M 27.

Al binocolo si presenta come una macchia chiara dalla forma vagamente somigliante ad un numero "8" molto compresso nei lati superiori; il campo stellare in cui si trova non è eccessivamente ricca da disturbare la sua osservazione. La sua stellina centrale è di magnitudine 13,6 e può essere utilizzata come un test della luminosità per un telescopio da 200mm di apertura sotto un cielo molto nitido e buio.

M 27 è un esempio del tipo di nebulosa che il nostro Sole produrrà quando il cuo ciclo vitale volgerà al termine, fra oltre 5 miliardi di anni: gli strati più esterni vengono rilasciati nello spazio a formare la nebulosa, mentre il nucleo collassa andando a formare una stella nana bianca. La distanza di M 27 è stimata sui 1000 anni luce.

7. L'Attaccapanni[modifica]

Carta dell'Attaccapanni
L'Attaccapanni al binocolo

L'Attaccapanni è un brillante e celebre oggetto celeste posto nella costellazione della Volpetta; classificato originariamente come un ammasso aperto, con la sigla di catalogo Cr 399, si è in seguito scoperto che soltanto alcune delle sue componenti sono in realtà vicine fra loro, mentre la gran parte di esse sono situate a varie distanze e non costituiscono un gruppo di stelle gravitazionalmente legato. Per queste ragioni, oggi si tende a considerarlo come un asterismo.

Questo gruppo di stelle deve il suo nome alla disposizione delle sue stelle, le quali sono ben evidenti anche in un piccolo binocolo: gran parte di esse sono infatti allineate in direzione est-ovest, mentre le più luminose formano una struttura a "gancio" a sud del tratto centrale; il tutto ricorda facilmente un attaccapanni. Ad occhio nudo è invece visibile come una macchia chiara leggermente allungata. Ingrandimenti troppo forti non consentono di apprezzare la struttura dell'asterismo, a causa delle sue grandi dimensioni.

L'Attaccapanni si individua sulla linea che congiunge le stelle Vega e Altair, più spostato in direzione di quest'ultima. Le sue componenti si trovano, come detto, a distanze variabili; in linea di massima, una media delle distanze di queste stelle si può stabilire in 400-450 anni luce.

8. α Delphini[modifica]

Carta di Alfa Delphini
Alf Delphini al binocolo

α Delphini è una coppia di stelle non legata fisicamente; è composta da due stelle azzurre di magnitudine 3,6 e 6,0. Ad occhio nudo è visibile solo la componente primaria, che costituisce la stella più luminosa della piccola ma appariscente costellazione del Delfino.

La coppia si rivela al binocolo: entrambe le stelle mostrano lo stesso colore e appaiono separate da alcuni primi d'arco. In realtà la componente primaria dista 97 anni luce, mentre la secondaria è una gigante blu posta a circa 1300 anni luce di distanza.

Una coppia reale osservabile però solo con un telescopio di media potenza è formata dalle componenti della stella γ Delphini: si tratta di due stelle una arancione e l'altra giallastra in orbita attorno ad un centro di massa comune; la distanza di questa coppia è stimata sui 101 anni luce da noi.

9. IC 4665[modifica]

Carta di IC 4665
IC 4665 al binocolo

IC 4665 è un brillante ammasso aperto situato nella parte settentrionale della costellazione dell'Ofiuco; si può individuare, seppur con qualche difficoltà legate alle condizioni meteorologiche, anche ad occhio nudo. La sua posizione è invece reperibile con facilità, grazie alla presenza della stella β Ophiuchi.

Al binocolo appare completamente risolto in stelle: le sue componenti, in massima parte di colore azzurro, sono di settima e ottava grandezza, tutte separate da diversi primi d'arco, il che ne facilita la risoluzione; in aggiunta a ciò, IC 4665 non è un ammasso molto concentrato e le sue componenti sono solo poche decine. Strumenti più potenti consentono di risolvere alcune doppie apparenti presenti nell'ammasso, ma a discapito della visione di insieme, che si perde.

IC 4665 è un ammasso composto da stelle che attraversano la fase stabile della loro vita, detta sequenza principale; la sua distanza è stimata sui 1400 anni luce da noi. I dintorni sono poveri di campi stellari a causa della presenza di grandi banchi di polveri oscuranti.

10. La Nube Stellare del Sagittario[modifica]

Carta di M 24
M 24 al binocolo

La Nube Stellare del Sagittario (nota anche come M 24) è una grande concentrazione di stelle molto vicine fra loro; si individua con grande facilità ad occhio nudo sia grazie alla sua luminosità che alle sue dimensioni, che coprono quasi due gradi quadrati di volta celeste. Il suo aspetto ad occhio nudo è simile ad una nube un po' allungata, da cui il suo nome proprio, che emerge dal chiarore diffuso della Via Lattea.

Un binocolo è un ottimo strumento per la sua osservazione: si possono individuare fino a diverse centinaia di stelle molto vicine e deboli tutte racchiuse in uno spazio più piccolo dell'area di cielo racchiusa nell'oculare; M 24 è di fatto la concentrazione più densa di stelle osservabili con questo strumento.

M 24 dista da noi 10000 anni luce, e si trova pertanto in un braccio molto più interno rispetto al nostro; è una delle regioni più dense di stelle della nostra Galassia e il suo diametro reale si aggira sui 600 anni luce. In questo spazio sono contenute milioni di stelle di vari colori dalle calde stelle blu alle vecchie giganti rosse.

11. La Nebulosa Laguna[modifica]

Carta della Nebulosa Laguna
La Nebulosa Laguna al binocolo

La Nebulosa Laguna (nota anche come M 8) è una grande regione H II situata nella costellazione del Sagittario, nel pieno della scia della Via Lattea, particolarmente brillante in questo tratto a causa della vicina presenza del centro galattico. Si tratta di una delle nebulosa più luminose del cielo ed è ben visibile anche con un piccolo binocolo come una macchia chiara leggermente allungata in senso est-ovest.

Sempre con un binocolo si possono osservare le concentrazioni di stelle azzurre presenti vicino al suo centro, disposte a formare dei piccoli ammassi e concentrazioni. Un telescopio rivela una sottile linea scura e leggermente arcuata, che divide la nebulosa in due parti: questa caratteristica è alla base del suo nome proprio, poiché questa linea ricurva viene paragonata ad un litorale che divide una laguna dal mare aperto. Poco a nord è visibile anche con un semplice binocolo la Nebulosa Trifida (M 20), un'altra nebulosa un po' più piccola e più lontana.

All'interno della nebulosa è attiva la formazione stellare: ne è una prova la presenza di piccole macchie scure note come globuli di bok, ossia delle nubi molto intense al cui interno si forma una stella o un sistema stellare; la sua distanza è stimata sui 4100 anni luce, distanza alla quale le sue dimensioni apparenti corrispondono a delle dimensioni reali di 110x50 anni luce.

12. M 7[modifica]

Carta di M 7
M 7 al binocolo

M 7 è uno degli ammassi aperti più appariscenti del cielo; è talvolta noto anche con l'appellativo di Ammasso di Tolomeo, poiché fu citato dallo studioso Claudio Tolomeo in epoca antica nel suo Almagesto. Si può osservare senza alcuna difficoltà anche ad occhio nudo, sebbene occorra avere l'orizzonte meridionale libero da ostacoli; appare di natura nebulosa o granulare e la sua individuazione è facilitata dalle vicine stelle che formano la "coda" dello Scorpione.

Un binocolo di picole dimensioni è sufficiente per risolvero quasi completamente in una miriade di stelle; le regioni centrali mostrano la più elevata concentrazione e la risoluzione appare difficoltosa. Le aree periferiche sono dominate da stelle azzurre e biancastre. Un telescopio anche di piccole dimensioni offre una veduta splendida dell'ammasso, con le zone centrali completamente risolte in decine di componenti; ingrandimenti eccessivi fanno perdere la veduta d'insieme.

M 7 è un ammasso aperto la cui età si aggira sui 200 milioni di anni; molte delle sue stelle non si sono evolute e permangono nella situazuine di stabilità tipica della sequenza principale. La distanza è stimata sugli 800 anni luce, ed è pertanto molto più vicino rispetto agli oggetti osservabili in questa parte di cielo.

13. L'Ammasso Farfalla[modifica]

Carta di IC 4665
L'Ammasso Farfalla al binocolo

L'Ammasso Farfalla (noto anche come M 6) è un ammasso aperto visibile nella costellazione della Scorpione, a breve distanza dal precedente; si trova proprio a sud delle stelle più occidentali del Sagittario e a nord-ovest della "coda" dello Scorpione. Deve il suo nome alla disposizione delle sue stelle, che sembrano formare due "ali" di farfalla attorno ad un asse centrale di stelle più luminose.

L'ammasso nonè visibile ad occhio nudo, ma si individua con facilità in un piccolo binocolo; le sue componenti sono in parte risolte, ma permane una zona di aspetto nebuloso al suo centro. In un telescopio di piccole dimensioni M 6 si risolve completamente, senza lasciare traccia di nebulosità.

I dintorni dell'Ammasso Farfalla sono ricchi di addensamenti stellari, alcuni dei quali sono in realtà veri e propri ammassi aperti; lo sfondo è ricco di stelle deboli, ma alcune aree sono meno popolate a causa della presenza di dense nubi oscure di polveri che nascondono la luce delle stelle retrostanti. La distanza di M 6 è stimata sui 2000 anni luce.

14. ω1 e ω2 Scorpii[modifica]

Carta di Omega Scorpii
Omega Scorpii al binocolo

ω Scorpii è una bella coppia di stelle dai colori contrastanti visibile nella parte più settentrionale della costellazione dello Scorpione; la separazione delle due stelle è tale che è possibile risolverle anche ad occhio nudo sotto discrete condzioni atmosferiche. Le due componenti sono entrambe di quarta magnitudine.

Un binocolo le rivela come molto distanziate fra loro e dai colori diversi: quella più settentrionale è infatti di colore azzurro, mentre quella più a sud ha un colore marcatamente arancione. La separazione è di ben 14 minuti d'arco.

ω Scorpii non è una coppia di stelle fisicamente legate: la stella più lontana delle due, quella settentrionale, dista circa 423 anni luce, mentre quella meridionale 265 anni luce.

15. μ1 e μ2 Scorpii[modifica]

Carta di Mu Scorpii
Mu Scorpii al binocolo

μ Scorpii è una coppia di stelle azzurre molto brillanti facenti parte della costellazione dello Scorpione; è composta da due stelle azzurre di magnitudine simile distinguibili anche ad occhio nudo senza eccessive difficoltà. Può anche costituire una sorta di test della vista: a seconda delle condizioni meteorologiche può apparire o come una stella singola, o come un oggetto di forma allungata, o una coppia di stelle.

Un binocolo consente di risolvere nettamente le due stelle; il loro colore è identico, mentre la magnitudine è leggermente diversa, essendo una di magnitudine 3,00 e l'altra di 3,56. Per poter osservare questa coppia occorre disporre di un orizzonte meridionale sgombro da ostacoli.

Le due stelle non sono una coppia reale, ma appaiono vicine solo per un effetto prospettico: infatti una dista 821 anni luce, mentre l'altra sui 517 anni luce.

16. NGC 6231[modifica]

Carta di NGC 6231
NGC 6231 al binocolo

NGC 6231 fa parte di un vasto complesso di ammassi aperti osservabile nella parte meridionale dello Scorpione; è visibile anche ad occhio nudo come una macchia chiara di forma allungata, con a sud una coppia di stelle di quinta magnitudine. Si individua poco a sud della coppia di stelle di μ Scorpii e per poter essere osservato dall'Italia occorre un cielo con l'orizzonte meridionale completamente libero.

Un binocolo rivela per intero la sua struttura: è composto da un fitto addensamento di stelle, risolvibile con difficoltà, a cui si aggiunge un altro gruppo di stelle sparse rivolto in direzione nord-est; poco a sud si trova invece la coppia di stelle arancioni di ζ Scorpii. Un telescopio risolve completamente l'ammasso, che si mostra composto da decine di stelline molto ravvicinate.

La struttura circostante è notevolmente complessa: a nord di quest'ammasso si osservano diversi addensamenti stellari, collegati da varie catene di stelle, a formare una struttura luminosa leggermente arcuata verso oriente; questo gruppo di stelle e ammassi, fra i quali spicca NGC 6242, è ben osservabile anche con un binocolo e fa parte di una struttura a spirale fra le più interne della nostra Galassia. La distanza di questo complesso è stimata sugli oltre 6500 anni luce.