Osservare il cielo/Percorso 3: I cieli dell'autunno

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Passeggiate sotto le stelle

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli oggetti più caratteristici, più brillanti e conosciuti visibili nel cielo notturno dell'autunno, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie, come un 8x40 o un 10x50. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna, e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud e nord-ovest. Il percorso è seguibile nei mesi compresi fra inizio ottobre e inizio gennaio nelle ore serali, fra le ore 22:00 e le 00:00.

Oggetto Ascensione Retta
(J2000.0)
Declinazione Tipo Magnitudine
apparente
Dimensioni
apparenti
Distanza
(anni luce)
Visibile ad
occhio nudo
Strumento Visibilità dall'Italia
1. M 29 20h 23m : +38° 32′ : Amm. aperto 7,1 7' 4000 no binocolo alto nel cielo
2. NGC 6871 (e dintorni) 20h 06m : +35° 47′ : Amm. aperto 5: 30' 4000 con difficoltà binocolo alto nel cielo
3. M 39 21h 32m : +48° 26′ : Amm. aperto 4,6 32' 825 con difficoltà binocolo alto nel cielo
4. M 52 23h 24m : +61° 35′ : Amm. aperto 7,3 13' 15000: no binocolo alto nel cielo
5. α Capricorni 18h 44m : +39° 38′ : Stella doppia 3,58; 4,30 separaz. 6,5' 109; 686 risolvibile binocolo moderatamente alto
6. Galassia di Andromeda 00h 42m : +41° 16′ : Galassia 3,5 180' 2,36 milioni discretamente binocolo alto nel cielo
7. Galassia del Triangolo 01h 33m : +30° 39′ : Galassia 5,7 73' 2,59 milioni con difficoltà binocolo alto nel cielo
8. Ammasso Doppio di Perseo 02h 20m : +57° 10′ : Amm. aperto 4,3; 4,4 30'; 30' 7200; 7500 discretamente binocolo alto nel cielo
9. Associazione di Alfa Persei 03h 22m : +49° : Amm. aperto 1,2 185 600 perfettamente binocolo alto nel cielo
10. Pleiadi 03h 47m : +24° 07′ : Amm. aperto 1,6 110' 440 perfettamente binocolo alto nel cielo

1. M 29[modifica]

Carta di M 29
M 29 al binocolo

M 29 è un piccolo ammasso aperto situato nel cuore della costellazione del Cigno; nonostante le sue piccole dimensioni e la sua relativamente debole luminosità, è conosciuto presso gli astrofili per la disposizione delle sue componenti più luminose, che lo rendono simile ad una miniatura della costellazione di Pegaso. Si individua con molta facilità poiché rientra, in un binocolo, quasi nello stesso campo visivo in cui si trova la stella Sadr, il cuore del Cigno.

L'osservazione al binocolo può dimostrarsi difficoltosa, non tanto per la sua individuazione, dato che l'ammasso è molto ben evidente, quanto per la sua risoluzione: le sue stelle infatti, di nona magnitudine, appaiono molto vicine fra di loro e l'oggetto ha un aspetto prettamente nebuloso. Un telescopio di piccole dimensioni è invece sufficiente per scindere chiaramente le sue sei componenti principali, più al massimo un'altra decina più deboli, oltre le quali non vi è traccia di ulteriori addensamenti stellari.

La distanza di questo ammasso è incerta. Viene calcolata tra i 4000 anni luce e i 7200 anni luce; l'incertezza è determinata dall'enorme quantità di polvere interstellare frapposta sulla linea di vista, che rende difficile il calcolo. M 29 comprende una cinquantina di stelle, ma si presenta in parte occultato dalla polvere interstellare; la sua posizione in una regione molto affollata di cielo contribuisce inoltre a renderlo ancora meno appariscente.

2. NGC 6871 e dintorni[modifica]

Carta di NGC 6871
NGC 6871 al binocolo

la parte di cielo a sud-ovest della stella Sadr ospita uno dei tratti della Via Lattea più ricchi e intensi di tutta la volta celeste; vale la pena di provare ad osservare questo tratto di cielo anche con un semplice binocolo, per immergersi completamente in grandiosi campi stellari molto fitti, con stelle di colori a volte contrastanti e dalle diverse luminosità. Talvolta alcuni astri si trovano addensati in piccole concentrazioni, altre volte sono presenti delle macchie di aspetto nebuloso o scintillante; sullo sfondo permane il chiarore diffuso formato da miliardi di stelle invisibili la cui somma forma la scia brillante che si osserva anche ad occhio nudo.

Uno degli addensamenti più cospicui in quest'area di cielo è l'ammasso aperto NGC 6871: formato da alcune stelle di settima magnitudine e alcune altre minori, è uno degli oggetti più brillanti, sebbene i suoi confini non siano identificabili, data la dispersione delle sue componenti.

Altri ammassi compresi in quest'area di cielo riportano diverse sigle di catalogo e non sono distinguibili gli uni dagli altri se non si possiede una carta celeste molto dettagliata dell'area. Immagini ottenute all'infrarosso o con lunghe pose rivelano che tutta quest'area di cielo è completamente avvolta da un vasto complesso nebuloso, che si estende particolarmente a sud e ad ovest della stella Sadr.

3. M 39[modifica]

Carta di M 39
M 39 al binocolo

M 39 è un ammasso aperto piuttosto appariscente situato nella parte nord-orientale della costellazione del Cigno; la sua individuazione, per altro possibile anche ad occhio nudo in buone condizioni meteorologiche, è facilitata in parte della presenza della brillante stella Deneb.

Un binocolo è sufficiente per risolverlo in stelle con facilità: l'ammasso appare dominato da alcune stelle di colore azzurro di settima e ottava magnitudine; altre stelle sono osservabili più a sud-ovest, ma appaiono meno brillanti. Un telescopio permette di identificare diverse decine di stelle.

M 39 si trova ad una distanza di circa 825 anni luce dalla Terra con una età stimata fra i 230 e i 300 milioni di anni; il suo diametro è di circa 7 anni luce. Dallo studio di M 39 si deduce che tutte le stelle membri si trovano nella fase stabile della loro vita, ma che alcune delle stelle più brillanti appaiono trovarsi proprio sul punto di iniziare la loro evoluzione verso lo stadio di giganti.

4. M 52[modifica]

Carta di M 52
M 52 al binocolo

M 52 è un ammasso aperto di piccole dimensioni situato nella parte occidentale della costellazione di Cassiopea, al confine con Cefeo; si individua la sua posizione con facilità, lungo la linea che congiunge la prima stella della "W" di Cassiopea con Alderamin. Non è visibile ad occhio nudo.

Al binocolo si presenta come un oggetto prettamente nebuloso, dato che le sue stelle sono troppo deboli per poter essere osservate; un piccolo telescopio consente di poterlo in parte risolvere: sono osservabili alcune decine di astri molto poco luminosi e piuttosto vicini fra di loro.

La sua distanza non è nota con esattezza, a causa del forte assorbimento di luce causato da grandi masse di nubi oscure di gas e polveri interstellari; questo assorbimento è anche responsabile della bassa luminosità dell'ammasso stesso. La sua età è stimata sui 35 milioni di anni ed è pertanto un oggetto giovane; le sue stelle più brillanti, di undicesima magnitudine sono tutte di colore azzurro.

5. α Capricorni[modifica]

Carta di Alfa Capricorni
Alfa Capricorni al binocolo

α Capricorni è una delle stelle doppie più facili da risolvere ad occhio nudo: le sue componenti sono infatti separate da oltre 6'; la coppia costituisce il vertice nord-occidentale della sequenza rozzamente triangolare di stelle che compone la costellazione del Capricorno.

Al binocolo le due componenti sono nettamente visibili: entrambe appaiono di un colore giallognolo o arancione e sono una di terza e l'altra di quarta magnitudine. La risoluzione ad occhio nudo può invece costituire uno dei vari "test della vista" del cielo. Da entrambi i lati della coppia si trovano, allineate, altre due stelle di colore azzurrino. Poco a sud si può osservare, sempre con un binocolo, un'altra coppia di stelle, β Capricorni le cui componenti, una gialla e l'altra azzurra, hanno colori contrastanti.

Le due componenti in realtà appaiono vicine solo per un effetto di prospettiva: infatti la dominante dista circa 106 anni luce, mentre la secondaria ben 686 anni luce. Un telescopio potente è in grado di mostrare che entrambe le stelle sono però a loro volta delle doppie, con componenti fisicamente in orbita l'una attorno all'altra.

6. La Galassia di Andromeda[modifica]

Carta della Galassia di Andromeda
Galassia di Andromeda al binocolo

La Galassia di Andromeda, nota anche con la sigla M 31, è la galassia gigante più vicina a noi, nonché la più luminosa galassia non satellite della nostra; nel cielo boreale è anche la galassia più brillante in assoluto. Fa parte del Gruppo Locale di galassie in cui si trova anche la nostra Via Lattea e anche la sua morfologia è simile, trattandosi di una galassia a spirale, sebbene sia grande il doppio della nostra. Si tratta di uno degli oggetti più osservati e fotografati del cielo.

La si può individuare anche ad occhio nudo, se il cielo è discreto, come una macchia chiara allungata visibile nella parte settentrionale della costellazione di Andromeda; un semplice binocolo permette di individuare il nucleo, che appare più luminoso, mentre il disco è più tenue ed esteso e si estende in particolare in direzione nordest-sudovest. In un piccolo telescopio si rende ben evidente anche M 32, la più brillante delle sue galassie satelliti.

La Galassia di Andromeda è di fatto l'oggetto più distante visibile da occhio umano senza l'ausilio di strumenti: la sua distanza è pari a 2,36 milioni di anni luce; sembra che questa galassia sia in rotta di collisione con la nostra Via Lattea: nel raggio di qualche miliardo di anni le nostre due galassie si fonderanno e le loro stelle si mescoleranno, formando una grandissima galassia ellittica. Non è prevista alcuna conseguenza per le singole stelle da questa fusione. Fu anche il primo oggetto celeste non stellare ed essere stato fotografato, sul finire dell'Ottocento.

7. La Galassia del Triangolo[modifica]

Carta della Galassia del Triangolo
La Galassia del Triangolo al binocolo

La Galassia del Triangolo, nota anche con la sigla M 33, è la terza galassia più grande del Gruppo Locale, dopo la Galassia di Andromeda e la nostra; è anche la seconda galassia non satellite della nostra più luminosa del cielo. Si tratta di una galassia a spirale un po' più piccola della nostra e non è visibile ad occhio nudo, se non in casi assolutamente eccezionali.

Se il cielo è limpido un buon binocolo è sufficiente per individuarla: si presenta come un oggetto molto sfuggente, meglio apprezzabile con la visione distolta; il suo nucleo è molto piccolo e il resto del disco è sfuggente o quasi invisibile. Un telescopio consente di rivelare diverse irregolarità nella luminosità del disco, dovute alla presenza di grandi nebulose.

La galassia deve il suo nome alla sua presenza entro i confini della costellazione del Triangolo; il suo aspetto è quello di una galassia spirale coi bracci molto sviluppati e il nucleo molto piccolo. Lungo i suoi bracci la materia si addensa in maniera molto disomogenea: tratti poco intensi e luminosi sono seguiti da fortissime condensazioni di materiale interstellare e ammassi di stelle giovani, per poi ritornare rarefatti e così via diverse volte lungo la loro lunghezza. La sua distanza è di 2,59 milioni di anni luce, dunque leggermente più lontana della vicina Galassia di Andromeda, dalla quale dista solo poche centinaia di migliaia di anni luce.

8. L'Ammasso Doppio di Perseo[modifica]

Carta dell'Ammasso Doppio
L'Ammasso Doppio al binocolo

L'Ammasso Doppio di Perseo è uno degli oggetti più caratteristici del cielo boreale: si tratta di una coppia di ammassi aperti molto vicini fra loro, sia apparentemente che realmente. Possiedono anche dei nomi composti da lettere: quello ad ovest (a destra nell'immagine) è noto come h Persei, mentre l'altro (a sinistra) è χ Persei. Sono noti anche come NGC 869 e NGC 884.

La loro individuazione è facilitata in quanto si trovano a metà strada fra la "W" di Cassiopea e Mirach (α Persei). Al binocolo appaiono come due concentrazioni molto fitte di stelline simili fra loro, osservabili nello stesso campo visivo; lo sfondo appare nebuloso, poiché il binocolo non consente di poter osservare anche le componenti meno luminose dei due ammassi.

Entrambi sono ammassi giovani, dell'età compresa fra 3 e 6 milioni di anni, e distano fra loro appena 300 anni luce; il fatto che siano visibili così chiaramente anche da grande distanza è indice di una grande luminosità reale, come pure le loro dimensioni, stimate intorno ai 70 anni luce di diametro per entrambi gli oggetti.

9. L'Associazione di Alfa Persei[modifica]

Carta dell'Associazione di Alfa Persei
L'Associazione di Alfa Persei al binocolo

L'Associazione di Alfa Persei è un gruppo numeroso di stelle disposte attorno alla brillante stella Mirfak (α Persei); si tratta di un'associazione stellare, ossia di un raggruppamento di stelle legate da un'origine e da un'età comune. Le componenti, tutte azzurre eccetto Mirfak, mostrano anche un comune movimento nello spazio.

Si individua con facilità, grazie proprio alla presenza della stessa stella Mirfak, un astro di seconda magnitudine che domina la costellazione di Perseo; dieci delle sue componenti sono visibili ad occhio nudo, numero che si moltiplica per dieci con un semplice binocolo 10x50. Come il precedente oggetto, anche questo si presenta circumpolare dalle latitudine italiane, restando visibile per tutto l'anno.

La sigla di catalogo per quest'oggetto è Melotte 20 (Mel 20); la distanza è stimata sui 600 anni luce da noi, ed è quindi una delle associazioni stellari più vicine.

10. Le Pleiadi[modifica]

Carta delle Pleiadi
Le Pleiadi al binocolo
I nomi delle stelle delle Pleiadi

L'ammasso delle Pleiadi è senza dubbio uno dei più noti oggetti del cielo: conosciuto fin dalle epoche più remote, è l'ammasso aperto più brillante e appariscente della volta celeste. È costituito da una decina di stelle azzurre, di cui 6 o 7 ben visibili ad occhio nudo (da cui il nome alternativo Sette Sorelle), più diverse decine di stelle più deboli, molte delle quali osservabili anche con piccoli strumenti.

Le stelle principali dell'ammasso hanno tutte dei nomi propri: Alcyone , Atlas , Elettra , Maia , Merope , Taigete , Pleione , Celeno e Asterope ; si tratta dei nomi mitici delle Pleiadi, le figlie di Atlante e Pleione secondo la mitologia greca.

Il binocolo è lo strumento più adatto per la sua osservazione, dato che consente di racchiudere interamente l'ammasso nell'obiettivo; strumenti più potenti infatti non consentono di avere una visuale d'insieme dell'ammasso, che risulta troppo esteso per gli oculari dei telescopi. Un classico binocolo 10x50 consente di scorgere con facilità in una notte scura fino a 50-60 componenti.

Nelle foto digitali o a lunga esposizione si mostra un sistema di nebulose che pervade l'intero ammasso: si tratta della parte illuminata di un vasto complesso di polveri interstellari, che le Pleiadi sta attualmente attraversando. La luce delle stelle dell'ammasso illumina queste polveri, che brillano per riflessione della luce.

La distanza dell'ammasso è stimata sui 440 anni luce, ed è uno degli ammassi aperti più vicini a noi; ciò spiega anche la sua grande luminosità: le sue stelle principali sono infatti osservabili anche dalle città, nonostante l'inquinamento luminoso.