Osservare il cielo/Percorso 4: Ammassi aperti del cielo boreale

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Passeggiate sotto le stelle

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli ammassi aperti più brillanti e conosciuti visibili nel cielo boreale, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie, come un 8x40 o un 10x50. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna, e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud e nord-ovest. Il percorso è seguibile nei mesi compresi fra settembre e novembre nelle ore serali, fra le ore 20:00 e le 00:00.

Oggetto Ascensione Retta
(J2000.0)
Declinazione Tipo Magnitudine
apparente
Dimensioni
apparenti
Distanza
(anni luce)
Visibile ad
occhio nudo
Strumento Visibilità dall'Italia
1. Attaccapanni 19h 25m : +20° 11′ : asterismo 3,6 60' 400: discretamente binocolo alto nel cielo
2. M 29 20h 23m : +38° 32′ : Amm. aperto 7,1 7' 4000 no binocolo alto nel cielo
3. M 39 21h 32m : +48° 26′ : Amm. aperto 4,6 32' 825 con difficoltà binocolo alto nel cielo
4. M 52 23h 24m : +61° 35′ : Amm. aperto 7,3 13' 15000: no binocolo alto nel cielo
5. M 103 01h 33m : +60° 42′ : Amm. aperto 7,4 6' 8500 no binocolo alto nel cielo
6. Ammasso Doppio di Perseo 02h 20m : +57° 10′ : Amm. aperto 4,3; 4,4 30'; 30' 7200; 7500 discretamente binocolo alto nel cielo
7. Associazione di Alfa Persei 03h 22m : +49° : Amm. aperto 1,2 185 600 perfettamente binocolo alto nel cielo
8. Pleiadi 03h 47m : +24° 07′ : Amm. aperto 1,6 110' 440 perfettamente binocolo alto nel cielo
9. Iadi 04h 27m : +15° 52′ : Amm. aperto 0,5 330' 151 perfettamente binocolo alto nel cielo
10. M 36 05h 36m 17.7s +34° 08′ 27″ Amm. aperto 6,3 12' 4100 no binocolo alto nel cielo
11. M 35 06h 08m 55.9s +24° 21′ 28″ Amm. aperto 5,1 28' 2800 con difficoltà binocolo alto nel cielo
12. Presepe 08h 40m : +19° 41′ : Amm. aperto 3,1 95' 580 discretamente binocolo alto nel cielo

1. L'Attaccapanni[modifica]

Carta dell'Attaccapanni
L'Attaccapanni al binocolo

L'Attaccapanni è un brillante e celebre oggetto celeste posto nella costellazione della Volpetta; classificato originariamente come un ammasso aperto, con la sigla di catalogo Cr 399, si è in seguito scoperto che soltanto alcune delle sue componenti sono in realtà vicine fra loro, mentre la gran parte di esse sono situate a varie distanze e non costituiscono un gruppo di stelle gravitazionalmente legato. Per queste ragioni, oggi si tende a considerarlo come un asterismo.

Questo gruppo di stelle deve il suo nome alla disposizione delle sue stelle, le quali sono ben evidenti anche in un piccolo binocolo: gran parte di esse sono infatti allineate in direzione est-ovest, mentre le più luminose formano una struttura a "gancio" a sud del tratto centrale; il tutto ricorda facilmente un attaccapanni. Ad occhio nudo è invece visibile come una macchia chiara leggermente allungata. Ingrandimenti troppo forti non consentono di apprezzare la struttura dell'asterismo, a causa delle sue grandi dimensioni.

L'Attaccapanni si individua sulla linea che congiunge le stelle Vega e Altair, più spostato in direzione di quest'ultima. Le sue componenti si trovano, come detto, a distanze variabili; in linea di massima, una media delle distanze di queste stelle si può stabilire in 400-450 anni luce.

2. M 29[modifica]

Carta di M 29
M 29 al binocolo

M 29 è un piccolo ammasso aperto situato nel cuore della costellazione del Cigno; nonostante le sue piccole dimensioni e la sua relativamente debole luminosità, è conosciuto presso gli astrofili per la disposizione delle sue componenti più luminose, che lo rendono simile ad una miniatura della costellazione di Pegaso. Si individua con molta facilità poiché rientra, in un binocolo, quasi nello stesso campo visivo in cui si trova la stella Sadr, il cuore del Cigno.

L'osservazione al binocolo può dimostrarsi difficoltosa, non tanto per la sua individuazione, dato che l'ammasso è molto ben evidente, quanto per la sua risoluzione: le sue stelle infatti, di nona magnitudine, appaiono molto vicine fra di loro e l'oggetto ha un aspetto prettamente nebuloso. Un telescopio di piccole dimensioni è invece sufficiente per scindere chiaramente le sue sei componenti principali, più al massimo un'altra decina più deboli, oltre le quali non vi è traccia di ulteriori addensamenti stellari.

La distanza di questo ammasso è incerta. Viene calcolata tra i 4000 anni luce e i 7200 anni luce; l'incertezza è determinata dall'enorme quantità di polvere interstellare frapposta sulla linea di vista, che rende difficile il calcolo. M 29 comprende una cinquantina di stelle, ma si presenta in parte occultato dalla polvere interstellare; la sua posizione in una regione molto affollata di cielo contribuisce inoltre a renderlo ancora meno appariscente.

3. M 39[modifica]

Carta di M 39
M 39 al binocolo

M 39 è un ammasso aperto piuttosto appariscente situato nella parte nord-orientale della costellazione del Cigno; la sua individuazione, per altro possibile anche ad occhio nudo in buone condizioni meteorologiche, è facilitata in parte della presenza della brillante stella Deneb.

Un binocolo è sufficiente per risolverlo in stelle con facilità: l'ammasso appare dominato da alcune stelle di colore azzurro di settima e ottava magnitudine; altre stelle sono osservabili più a sud-ovest, ma appaiono meno brillanti. Un telescopio permette di identificare diverse decine di stelle.

M 39 si trova ad una distanza di circa 825 anni luce dalla Terra con una età stimata fra i 230 e i 300 milioni di anni; il suo diametro è di circa 7 anni luce. Dallo studio di M 39 si deduce che tutte le stelle membri si trovano nella fase stabile della loro vita, ma che alcune delle stelle più brillanti appaiono trovarsi proprio sul punto di iniziare la loro evoluzione verso lo stadio di giganti.

4. M 52[modifica]

Carta di M 52
M 52 al binocolo

M 52 è un ammasso aperto di piccole dimensioni situato nella parte occidentale della costellazione di Cassiopea, al confine con Cefeo; si individua la sua posizione con facilità, lungo la linea che congiunge la prima stella della "W" di Cassiopea con Alderamin. Non è visibile ad occhio nudo.

Al binocolo si presenta come un oggetto prettamente nebuloso, dato che le sue stelle sono troppo deboli per poter essere osservate; un piccolo telescopio consente di poterlo in parte risolvere: sono osservabili alcune decine di astri molto poco luminosi e piuttosto vicini fra di loro.

La sua distanza non è nota con esattezza, a causa del forte assorbimento di luce causato da grandi masse di nubi oscure di gas e polveri interstellari; questo assorbimento è anche responsabile della bassa luminosità dell'ammasso stesso. La sua età è stimata sui 35 milioni di anni ed è pertanto un oggetto giovane; le sue stelle più brillanti, di undicesima magnitudine sono tutte di colore azzurro.

5. M 103[modifica]

Carta di M 103
M 103 al binocolo

M 103 è un piccolo ammasso aperto visibile nella costellazione di Cassiopea; nonostante sia poco appariscente, è estremamente facile ad individuare, dato che si trova quasi sulla linea che congiunge le stelle Ruchbah e Segin, molto vicino alla prima delle due stelle. Le sue stelle sono a mala pena individuabili con un binocolo, mentre ad occhio nudo non è visibile.

Un binocolo lo mostra come un oggetto dall'aspetto marcatamente nebuloso su cui dominano alcune stelle di ottava magnitudine dai colori biancastro e rossastro; il campo circostante, sebbene sia denso a causa della presenza della Via Lattea, non appare particolarmente ricco per la presenza di grossi banchi di nebulosità oscure. Al telescopio le componenti diventano alcune decine.

L'ammasso dista ben 8500 anni luce; a questa distanza, il suo diametro apparente di 6' corrisponde a un diametro reale di circa 15 anni luce. I membri più brillanti sono due stelle supergiganti azzurre molto giovani e calde, il che denota un'età piuttosto giovane di tutto l'ammasso, età stimata fra i 9 e i 25 milioni di anni.

6. L'Ammasso Doppio di Perseo[modifica]

Carta dell'Ammasso Doppio
L'Ammasso Doppio al binocolo

L'Ammasso Doppio di Perseo è uno degli oggetti più caratteristici del cielo boreale: si tratta di una coppia di ammassi aperti molto vicini fra loro, sia apparentemente che realmente. Possiedono anche dei nomi composti da lettere: quello ad ovest (a destra nell'immagine) è noto come h Persei, mentre l'altro (a sinistra) è χ Persei. Sono noti anche come NGC 869 e NGC 884.

La loro individuazione è facilitata in quanto si trovano a metà strada fra la "W" di Cassiopea e Mirach (α Persei). Al binocolo appaiono come due concentrazioni molto fitte di stelline simili fra loro, osservabili nello stesso campo visivo; lo sfondo appare nebuloso, poiché il binocolo non consente di poter osservare anche le componenti meno luminose dei due ammassi.

Entrambi sono ammassi giovani, dell'età compresa fra 3 e 6 milioni di anni, e distano fra loro appena 300 anni luce; il fatto che siano visibili così chiaramente anche da grande distanza è indice di una grande luminosità reale, come pure le loro dimensioni, stimate intorno ai 70 anni luce di diametro per entrambi gli oggetti.

7. L'Associazione di Alfa Persei[modifica]

Carta dell'Associazione di Alfa Persei
L'Associazione di Alfa Persei al binocolo

L'Associazione di Alfa Persei è un gruppo numeroso di stelle disposte attorno alla brillante stella Mirach (α Persei); si tratta di un'associazione stellare, ossia di un raggruppamento di stelle legate da un'origine e da un'età comune. Le componenti, tutte azzurre eccetto Mirach, mostrano anche un comune movimento nello spazio.

Si individua con facilità, grazie proprio alla presenza della stessa stella Mirach, un astro di seconda magnitudine che domina la costellazione di Perseo; dieci delle sue componenti sono visibili ad occhio nudo, numero che si moltiplica per dieci con un semplice binocolo 10x50. Come il precedente oggetto, anche questo si presenta circumpolare dalle latitudine italiane, restando visibile per tutto l'anno.

La sigla di catalogo per quest'oggetto è Melotte 20 (Mel 20); la distanza è stimata sui 600 anni luce da noi, ed è quindi una delle associazioni stellari più vicine.

8. Le Pleiadi[modifica]

Carta delle Pleiadi
Le Pleiadi al binocolo
I nomi delle stelle delle Pleiadi

L'ammasso delle Pleiadi è senza dubbio uno dei più noti oggetti del cielo: conosciuto fin dalle epoche più remote, è l'ammasso aperto più brillante e appariscente della volta celeste. È costituito da una decina di stelle azzurre, di cui 6 o 7 ben visibili ad occhio nudo (da cui il nome alternativo Sette Sorelle), più diverse decine di stelle più deboli, molte delle quali osservabili anche con piccoli strumenti.

Le stelle principali dell'ammasso hanno tutte dei nomi propri: Alcyone , Atlas , Elettra , Maia , Merope , Taigete , Pleione , Celeno e Asterope ; si tratta dei nomi mitici delle Pleiadi, le figlie di Atlante e Pleione secondo la mitologia greca.

Il binocolo è lo strumento più adatto per la sua osservazione, dato che consente di racchiudere interamente l'ammasso nell'obiettivo; strumenti più potenti infatti non consentono di avere una visuale d'insieme dell'ammasso, che risulta troppo esteso per gli oculari dei telescopi. Un classico binocolo 10x50 consente di scorgere con facilità in una notte scura fino a 50-60 componenti.

Nelle foto digitali o a lunga esposizione si mostra un sistema di nebulose che pervade l'intero ammasso: si tratta della parte illuminata di un vasto complesso di polveri interstellari, che le Pleiadi sta attualmente attraversando. La luce delle stelle dell'ammasso illumina queste polveri, che brillano per riflessione della luce.

La distanza dell'ammasso è stimata sui 440 anni luce, ed è uno degli ammassi aperti più vicini a noi; ciò spiega anche la sua grande luminosità: le sue stelle principali sono infatti osservabili anche dalle città, nonostante l'inquinamento luminoso.

9. Le Iadi[modifica]

Carta delle Iadi
Le Iadi al binocolo

Quello delle Ìadi è l'ammasso aperto più vicino a noi in assoluto: dista appena 151 anni luce, è molto brillante ed è composto da un gran numero di stelle sparse, molte delle quali sono visibili anche ad occhio nudo. Come le Pleiadi, anche le Iadi sono conosciute fin dall'antichità, in quanto rappresentano la testa del toro rappresentato dall'omonima costellazione.

Un piccolo binocolo, come un 6x30, già basta per individuare quasi tutte le componenti dell'ammasso, componenti che diventano del tutto visibili con un 10x50; un telescopio amatoriale non consente di apprezzare appieno la struttura delle Iadi, poiché si tratta di un oggetto molto esteso: con difficoltà si riesce a osservarlo interamente nell'oculare di un binocolo di media potenza. L'ammasso appare con una forma a "V" ben evidente anche senza l'ausilio di strumenti.

Le Iadi appaiono dominate da Aldebaran, una stella di colore marcatamente arancione molto brillante, essendo fra le più luminose del cielo; tuttavia, questa stella non è legata fisicamente all'ammasso, essendo quest'ultima molto più vicina. L'età dell'ammasso delle Iadi è avanzata, stimata sui 600 milioni di anni, il che lo rende simile ad un altro ammasso, quello del Presepe, col quale sembra condividere un'origine comune.

10. M 36[modifica]

Carta di M36
M36 al binocolo

M 36 è un ammasso aperto piuttosto appariscente, situato nel cuore della costellazione dell'Auriga; non è visibile ad occhio nudo e le sue dimensioni apparenti sono molto ridotte; si trova in una zona molto ricca di altri ammassi e addensamenti stellari, alcuni fra i quali è possibile scorgerli anche con un binocolo.

Si mostra in un binocolo 10x50 come una macchia chiara e nebulosa; con la visione distolta si possono individuare alcune delle sue componenti più luminose, sebbene l'ammasso resti di aspetto nebulare. Per risolverlo completamente in stelle occorrono strumenti più potenti. A breve distanza, verso nord-ovest, si può osservare un altro ammasso aperto, M 38, meno luminoso ma comunque reperibile con un binocolo; sempre nella stessa area si possono scorgere diverse concatenazioni di stelle, spesso dai colori contrastanti.

La distanza dell'ammasso è stimata sui 4100 anni luce; ad una simile distanza, il suo diametro equivale a circa 14 anni luce. La sua età è data sui 25 milioni di anni, ed è pertanto un ammasso giovane.

11. M 35[modifica]

Carta di M36
M36 al binocolo

M 35 è un brillante ammasso aperto, visibile nella parte più occidentale della costellazione dei Gemelli; è rintracciabile con estrema facilità, trovandosi poco ad est delle stelle che rappresentano le due corna del Toro. È sufficientemente luminoso affinché sia individuabile pure ad occhio nudo, se la notte è propizia; appare come una macchiolina chiara e nebulosa.

L'effetto di nebulosità permane anche nell'osservazione al binocolo: sebbene molte delle componenti siano ben evidenti, molte altre stelle restano al di sotto della soglia di risoluzione di un binocolo, e così si mostrano come una macchia chiara dall'aspetto indefinito.

M35 è un ammasso poco concentrato ma molto ricco di stelle: il numero di componenti è di oltre 200; la sua distanza è stimata sui 1800 anni luce e il suo diametro è di circa 24 anni luce. Sono presenti alcune stelle giganti rosse e gialle, il che denota un'età relativamente avanzata, attorno ai 100 milioni di anni.

12. Il Presepe[modifica]

Carta del Presepe
Il Presepe al binocolo

L'ammasso del Presepe è uno dei più noti e luminosi del cielo; è menzionato da poeti e scrittori dell'età antica come un oggetto nebbioso, spesso indicatore dei cambiamenti delle condizioni meteorologiche, in quanto con l'aumentare dell'umidità la sua visibilità diminuisce. È pertanto ben osservabile ad occhio nudo, al centro della costellazione del Cancro, sebbene non sia visibile alcuna di delle sue componenti stellari. Il nome latino Præsepe significa "greppia", "mangiatoia"; presso i popoli del nord è invece noto come "L'alveare".

La sua natura esclusivamente stellare è evidente anche con un binocolo; quella che ad occhio nudo si mostrava come una vasta macchia nebulosa appare completamente risolta in stelle, disposte in maniera regolare, al punto che può ricordare le cellette degli alveari. Nessuna traccia di nebulosità è evidente. Il Presepe appare incorniciato da un quadrilatero di stelle, visibile anche ad occhio nudo.

Le componenti del Presepe sono principalmente di colore giallastro e arancione, segno evidente di un'età avanzata; in ciò è molto simile all'ammasso delle Iadi, con il quale condivide un'origine comune e contemporanea. La distanza del Presepe è stimata sui 580 anni luce; si tratta perciò di un ammasso relativamente vicino a noi.