Osservare il cielo/Percorso 8: Il cielo di primavera

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Passeggiate sotto le stelle

Questo percorso si propone di far scoprire alcuni fra gli oggetti più caratteristici, più brillanti e conosciuti visibili nel cielo notturno primaverile, a tutti coloro che possiedono un binocolo di dimensioni medie, come un 8x40 o un 10x50. Perché il percorso sia seguibile con facilità occorre una notte limpida e buia, senza Luna, e possibilmente con l'orizzonte sgombro specialmente in direzione sud-ovest e nord-est. Il percorso è seguibile nei mesi compresi fra fine marzo e fine maggio nelle ore serali, fra le ore 21:00 e le 24:00.

Oggetto Ascensione Retta
(J2000.0)
Declinazione Tipo Magnitudine
apparente
Dimensioni
apparenti
Distanza
(anni luce)
Visibile ad
occhio nudo
Strumento Visibilità dall'Italia
1. Presepe 08h 40m : +19° 41′ : Amm. aperto 3,1 95' 580 discretamente binocolo alto nel cielo
2. ρ1 e ρ2 Cancri 08h 52m : +28° 19′ : Stella doppia 5,96; 5,23 - 41; 574 non risolvibile binocolo alto nel cielo
3. Algieba 10h 19m 58s +19° 50′ 30″ Stella doppia 2,01; 3,80 separaz. 25' 126; - risolvibile binocolo alto nel cielo
4. Ammasso della Chioma 12h 25m : +26° : Amm. aperto 1,8 270' 280 perfettamente binocolo alto nel cielo
5. Mizar e Alcor 13h 23m : +54° 55′ : Stella doppia 2,23; 4,02 separaz. 12' 86 risolvibile con difficoltà binocolo alto nel cielo
6. Pherkad e 11 UMi 15h 20m : +71° 50′ : Stella doppia 3,00; 5,02 separaz. 16' 480; 389 risolvibile binocolo alto nel cielo
7. Galassia di Bode 09h 55m : +69° 04′ : Galassia 6,8 26' 11 milioni no binocolo alto nel cielo
8. μ Bootis 15h 24m 29s +37° 22′ 37″ Stella doppia 4,31; 6,51 separaz. 108" 121 solo come stella singola binocolo alto nel cielo
9. Ammasso Glob. di Ercole 16h 42m : +36° 28′ : Amm. glob. 5,8 23' 25100 con difficoltà binocolo alto nel cielo

1. Il Presepe[modifica]

Carta del Presepe
Il Presepe al binocolo

L'ammasso del Presepe è uno dei più noti e luminosi del cielo; è menzionato da poeti e scrittori dell'età antica come un oggetto nebbioso, spesso indicatore dei cambiamenti delle condizioni meteorologiche, in quanto con l'aumentare dell'umidità la sua visibilità diminuisce. È pertanto ben osservabile ad occhio nudo, al centro della costellazione del Cancro, sebbene non sia visibile alcuna di delle sue componenti stellari. Il nome latino Præsepe significa "greppia", "mangiatoia"; presso i popoli del nord è invece noto come "L'alveare".

La sua natura esclusivamente stellare è evidente anche con un binocolo; quella che ad occhio nudo si mostrava come una vasta macchia nebulosa appare completamente risolta in stelle, disposte in maniera regolare, al punto che può ricordare le cellette degli alveari. Nessuna traccia di nebulosità è evidente. Il Presepe appare incorniciato da un quadrilatero di stelle, visibile anche ad occhio nudo.

Le componenti del Presepe sono principalmente di colore giallastro e arancione, segno evidente di un'età avanzata; in ciò è molto simile all'ammasso delle Iadi, con il quale condivide un'origine comune e contemporanea. La distanza del Presepe è stimata sui 580 anni luce; si tratta perciò di un ammasso relativamente vicino a noi.

2. ρ1 e ρ2 Cancri[modifica]

Carta di Rho Cancri
Rho Cancri al binocolo

La coppia di stelle nota come ρ Cancri è una delle più semplici da osservare: un semplice binocolo infatti è sufficiente per dividere quella che ad occhio nudo sembra una debolissima stellina al limite della visibilità, in due componenti, una gialla e una arancione, di luminosità molto simile.

In realtà queste due stelle non sono legate da attrazione gravitazionale, ma si presentano vicine solo per un effetto di prospettiva: ρ1 Cancri (nota anche come 55 Cancri) è infatti una stella simile al Sole, ossia una nana gialla, distante circa 40 anni luce, mentre ρ2 Cancri (53 Cancri) è una gigante arancione distante 574 anni luce.

55 Cancri è una delle stelle più studiate e monitorate in assoluto dagli astronomi; questo grande interesse è dovuto al fatto che questa stella simile al Sole possiede un complesso sistema planetario, il più grande finora noto all'esterno del nostro: sono stati infatti scoperti ben cinque pianeti orbitanti attorno a questa stella, tutti giganti gassosi simili o anche più grandi di Giove.

3. Algieba[modifica]

Carta di Algieba
Algieba al binocolo

Algieba, nota anche come γ Leonis, è una stella di seconda magnitudine appartenente alla costellazione del Leone, dove costituisce la base del collo dell'animale. Si mostra ad occhio nudo come una stella di colore giallastro o arancione; nelle nottate più limpide le viste migliori sono in grado di scorgere, poco a sud, una minuscola stellina appena percepibile.

Col binocolo le due componenti diventano evidentissime e ben distanziate: la primaria, di seconda magnitudine, possiede un marcato colore arancione, mentre la stella minore, di quarta magnitudine, ha un colore tendente al biancastro. Se si osserva con un telescopio semiprofessionale si può notare che la componente primaria è a sua volta formata da due stelle di colore giallo-arancione.

Algieba, la stella primaria, è una gigante arancione, ossia una stella che ha già superato la fase stabile della sua vita, aumentando di dimensioni con l'esaurimento dell'idrogeno contenuto nel suo nucleo; la sua distanza è stimata sui 126 anni luce. Per la compagna bianca, che probabilmente non è realmente legata fisicamente alla prima, si forniscono dati di distanza contrastanti.

4. L'Ammasso della Chioma[modifica]

Carta di Mel 111
Mel 111 al binocolo

L'Ammasso della Chioma è un grande ammasso aperto che domina i cieli della primavera boreale; si identifica con la costellazione stessa alla quale appartiene ed è alla base del suo stesso nome. La disposizione delle sue stelle, molte delle quali sono visibili anche ad occhio nudo, dà infatti molto facilmente l'idea di una chioma di capelli; anticamente era considerata come la chioma della coda del vicino Leone, mentre in seguito fu identificata con la chioma offerta come dono sacrificale da Berenice, membro della famiglia reale egiziana, affinché il marito rientrasse vivo da una battaglia.

Un binocolo regala una vista eccezionale dell'ammasso, sebbene questo sia talmente esteso che non è possibile farlo rientrare tutto nell'oculare; sono evidenti decine di stelle, per lo più di colore giallo e biancastro, disposte lungo due assi principali e convergenti nel punto in cui si trova la stella γ Comae Berenices, apparentemente la più luminosa dell'ammasso, sebbene si tratti di una stella in primo piano.

Questo grande ammasso possiede anche una sigla di catalogo, Mel 111; non fu catalogato dal Messier in quanto le sue dimensioni sono tali che fino all'inizio del Novecento non venne neppure riconosciuto come un ammasso a tutti gli effetti. La sua distanza è stimata sui 280 anni luce, ed è pertanto uno degli ammassi aperti più vicini; la sua età è stimata sui 450 milioni di anni: ciò spiega l'evidente dispersione delle sue componenti.

5. Mizar e Alcor[modifica]

Carta di Mizar e Alcor
Mizar e Alcor al binocolo

La coppia di stella composta da Mizar e Alcor è una delle più note e osservate del cielo boreale: costituiscono un celebre "test della vista", poiché un individuo con una buona vista è in grado di identificare le due stelle anche ad occhio nudo. Mizar è la stella centrale del "timone" del Grande Carro; appare come un astro di colore bianco di seconda magnitudine ed è pertanto visibile anche dalla città.

Alcor è invece di quarta magnitudine e per poterla osservare occorre un cielo meno inquinato; tuttavia, per poterla individuare ad occhio nudo, le condizioni meteorologiche devono essere molto buone: infatti la luminosità di Mizar tende a oscurare il minore chiarore di Alcor. Il più piccolo dei binocoli è oltremodo sufficiente per poter distinguere molto chiaramente le due componenti, che appaiono separate da una certa distanza l'una dall'altra. Alcor si presenta con un colore un po' più giallastro della compagna maggiore. Entrambe le stelle distano da noi circa 86 anni luce; costituiscono, secondo recenti studi, una coppia fisica a tutti gli effetti, sebbene molto larga: le du stelle distano infatti fra loro oltre un quarto di anno luce.

Un telescopio di media potenza è in grado di risolvere ulteriormente la stella Mizar in due componenti biancastre uguali di seconda magnitudine.

6. Pherkad e 11 Ursae Minoris[modifica]

Carta di Pherkad
Pherkad al binocolo

Pherkad è una delle stelle più luminose che compongono la costellazione dell'Orsa Minore; come la precedente, possiede una stella compagna nelle vicinanze, la quale è priva di nome proprio ed è nota con la sigla 11 UMi. Come Mizar e Alcor, anche questa può costituire un buon test della vista, sebbene sia un po' più semplice, dato che la separazione è leggermente maggiore; tuttavia, la coppia è di una magnitudine meno luminosa.

Entrambe le stelle sono perfettamente visibili con un piccolo binocolo, in cui si nota pure il contrasto di colori fra le due componenti: Pherkad è infatti una stella gigante bianco-azzurra molto luminosa, mentre 11 UMi è una stella di colore marcatamente arancione.

A differenza della coppia precedente, non vi è alcun legame fisico fra le due stelle, che si trovano allineate solo per un effetto prospettico; Pherkad infatti è una stella molto luminosa distante 480 anni luce, mentre la più piccola 11 UMi si trova più vicino, a 389 anni luce. Benché sia una gigante arancione, appare meno brillante della più lontana Pherkad.

7. La Galassia di Bode[modifica]

Carta di M81
M81 al binocolo

La Galassia di Bode, nota anche come M 81 secondo la designazione del Catalogo di Messier, è una delle galassie più vicine alla nostra Via Lattea, nonché una delle più appariscenti del cielo; appartiene ad un gruppo di galassie adiacente al nostro Gruppo Locale, nel quale è la galassia dominante.

La sua luminosità è tale che è possibile scorgerla anche con un binocolo, in condizioni atmosferiche ottimali; si individua a nord-ovest del Grande Carro e si presenta come una macchia di forma allungata in senso nordovest-sudest. Un telescopio fornisce ulteriori dettagli, come la chiara distinzione del nucleo.

M 81 è una galassia a spirale, come tante ce ne sono nell'Universo; in questo può sembrare simile alla Via Lattea, sebbene la nostra Galassia possegga una modesta barra centrale lungo il nucleo. Le sue dimensioni sono leggermente più contenute di quelle della nostra galassia: si calcola che sia formata da circa 150 miliardi di stelle. Nelle vicinanze si trova anche un'altra galassia, meno luminosa e visibile solo con un telescopio: M 82.

8. μ Bootis[modifica]

Carta di Mu Bootis
Mu Bootis al binocolo

μ Bootis è una stella apparentemente anonima visibile nel nord della costellazione del Boote; essendo di quarta magnitudine è visibile solo fuori dalle aree urbane. Ad occhio nudo appare come una stellina giallastra senza particolari attrattive. Talvolta viene riportato sulle carte pure un nome proprio, Alkalurops.

Un binocolo 10x50 in una notte ottimale è in grado di rivelare due componenti molto vicine fra loro, entrambe biancastre, una delle quali predomina leggermente come luminosità; questa coppia è al limite della risolvibilità con un binocolo e può costituire un altro test della vista.

μ Bootis è una coppia fisica: le sue componenti sono infatti in orbita fra loro con un periodo stimato attorno ai 260 anni. Un telescopio di 300mm di apertura è in grado di rivelare che la componente secondaria è a sua volta una stella doppia, con componenti di settima magnitudine.

9. L'Ammasso Globulare di Ercole[modifica]

Carta di M13
M13 al binocolo

L'Ammasso Globulare di Ercole è uno degli oggetti più importanti del cielo: si tratta infatti del terzo ammasso globulare del cielo per luminosità e addirittura il primo fra quelli presenti nel cielo boreale. Fu osservato anche dal Messier, il quale lo riportò nel suo celebre catalogo con la sigla M 13, sigla con cui spesso viene ancora identificato quest'oggetto. Si identifica facilmente lungo la linea che congiunge le stelle ζ e η Herculis.

M 13 è visibile anche ad occhio nudo, se il cielo è nitido; il suo aspetto lo rende simile ad una sorta di minuscola stellina sfuocata. Al binocolo il suo aspetto resta simile, ma con un alone molto più esteso; al centro l'oggetto appare molto più luminoso, sebbene mantenga sempre un aspetto nebulare. Le stesse caratteristiche permangono all'osservazione al telescopio.

Quest'ammasso è in realtà formato da centinaia di migliaia di stelle, tutte raggruppate entro un diametro di soli 165 anni luce, una caratteristica tipica degli ammassi globulari; la sua età è stimata sui 12-14 miliardi di anni. La sua distanza dalla Terra è di 25000 anni luce; apparendo così brillante ad una così grande distanza, la sua luminosità reale è elevatissima, oltre 300.000 volte quella del Sole.