Storia delle Forze armate tedesche dal 1945/Al culmine della Guerra fredda: differenze tra le versioni

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Nel periodo interguerra i tedeschi appresero bene la lezione della Prima guerra mondiale e gli insegnamenti teorici di Fuller e Liddel Hart. Cooperando con i sovietici a Kazan ottennero nuove idee e tecnologie per i loro carri armati, i successori della cavalleria pesante medioevale e futuri dominatori di ogni scontro in movimento. Nonostante i divieti alleati, i tedeschi si equipaggiarono di carri armati come i Panzer 1 e 2, ma questi erano solo marginalmente utili per compiti di combattimento. Nonostante ciò, essi costituirono per i primi 2 anni il nucleo della forza corazzata della Bundeswher, e nonostante fossero considerati dagli stessi tedeschi macchine d'addestramento e preparazione, essi ottennero strepitosi successi nel 1939-40, grazie alla concezione moderna del loro impiego a massa, sfondando le linee nemiche e lasciando all'aviazione e all'artiglieria l'attacco contro i carri armati nemici, spesso (esempi pratici erano i SUMUA S.35, Char B1 e Matilda) letteralmente invulnerabili ai Panzer. L'uso accorto di piccole quantità dei nuovi Panzer III e IV, e dei carri cecoslovacchi Pz.35 e LT-38 consentì di ottenere talvolta anche la sconfitta di potenti forze corazzate nemiche. Dopo qualche anno, la necessità di riequipaggiare le forze armate tedesche. I nuovi Panzer III e IV si dimostrarono inferiori ai T-34 sovietici, e venne accellerato lo sviluppo del Tiger, oltre che iniziato quello del Panther (originariamente addirittura si pensò di clonare direttamente il T-34, ma il suo motore leggero, di derivazione aeronautica richiedeva prezioso alluminio, destinato all'aviazione primariamente). Nel frattempo si diedero cannoni più potenti ai Panzer III e IV, si costruirono cacciacarri e cannoni d'assalto e si usò in maniera spregiudicata i cannoni da 50, 75 e 88 mm in azioni controcarro, spesso con eccellenti esiti. Il Pak 40 da 75mm, con 154 mm perforabili a 500 m era un cannone eccezionale, pesante appena 1500 kg e capace di essere movimentato rapidamente, come anche di trovare spazio sul modesto scafo del Panzer II che diventà il Marder.
 
Tutti i tentativi tedeschi di vincere la guerra si infransero tuttavia a Stalingrado, El-Alamein, e sopratutto a [[w:Kursk|Kursk]]. Alla fine la Germania era un paese distrutto, ma la sua tecnologia e i suoi progettisti rimasero. Nel dopoguerra la Germania sfruttò le competenze rimaste per realizzare quello che venne definito la famiglia dei 'felini', dei quali il più famoso e prodotto è il Leopard, definito come il miglior carro dell'epoca, per l'equilibrio in mobilità, potenza di fuoco, protezione. Quest'ultima era sacrificata alla mobilità, nell'assunzione che i nuovi missili controcarro erano troppo difficili da contrastare data la loro penetrazione, e così era meglio muoversi rapidamente e esporsi per tempi minimi al fuoco. La competizione tra AMX-30 e Leopard ebbe luogo con la supervisione dell'Esercito italiano, anch'esso operatore dei carri Patton e interessato alla loro sostituzione. La vittoria non fu univoca, e i francesi adottarono il loro carro, mentre i tedeschi si ritennero soddisfatti del Leopard e ordinarono 1500 cannoni L7 in Gran Bretagna. Era questo il cannone NATO più promettente, e venne adottato da tutti i progetti dell'epoca eccetto l'[[w:AMX-30|AMX-30]]. Negli USA sostituì il pezzo da 90 mm della genealogia Patton e venne prodotto come M68. Il Leopard doveva molto alla progettazione dei carri tedeschi del periodo bellico come concezione generale, mentre tecnologicamente era simile all'M47-M48, specie in merito all'impostazione del sistema di tiro.
[[Immagine:West_German_Leopard_1_tanks_and_Gepard_ADA_moving.jpg|300px|right|thumb|Due elementi delle trutte corazzate tedesche insieme: una colonna di Leopard 1 e di Gepard]]
Dotato di eccellente mobilità grazie al diesel MTU 833 da 840hp, il '''[[w:Leopard 1|Leopard 1]]''' era simile in massa e persino in aspetto -cingolatura a parte- al Panther. Ma mentre questo era afflitto da un sistema motore sottopotenziato e inaffidabile da 700hp, a benzina, il Leopard era eccellentemente progettato, aveva un'alta velocità, capacità di percorrere oltre 600 km su strada e persino di guadare corsi d'acqua di oltre 5 metri con preparazione, tanto che venne provata la sua capacità di attraversare il Reno. I sistemi ottici erano di prim'ordine con un periscopio capace di 20 ingrandimenti per il capocarro e un telemetro ottico con 1,7m di base e 16 ingrandimenti. Restava però la corazza inadeguata, essendo spessa solo 35 mm sui fianchi, 70 mm sul frontale scafo, e infatti il carro era richiesto come 'resistente al 20 mm' soltanto. I Leopard entrarono in servizio a cominciare dal 1965 e la produzione totalizzò 2437 carri al 1979, quando arrivò il Leopard 2. Nel frattempo il veicolo diventò il carro NATO per eccellenza, surclassando i mezzi inglesi e americani che ebbero davvero poca fortuna in Europa (solo l'Italia adottò l'M60, per esempio). Il rivale AMX-30 ebbe invece un ruolo minore, afflitto dal suo principale problema: l'inaffidabilità del propulsore, tanto che in Spagna l'AMX-30E è stato considerato meno soddisfacente dell'M48 e in seguito aggiornato con lo stesso motore del Leopard 1.
[[Immagine:Leopard1_Bundeswehr_1983.jpg|300px|right|thumb|Un Leopard 1A3 in azione vicino ad un caratteristico piccolo centro abitato tedesco]]
I limiti del Leopard vennero via via curati con nuovi aggiornamenti. I leopard aggiornati allo standard A1A1 ebbero corazze aggiuntive spaziate sulla torretta, i 213 Leopard A3 ebbero una nuova torretta saldata con 1,2 m3 di volume in più, mentre i Leopard A2 ebbero un sistema di stabilizzazione per consentire il tiro in movimento, almeno limitatamente. La vera innovazione arrivò con i Leopard 1A4, gli ultimi 250 esemplari prodotti con il sistema COBELDA con computer e telemetro laser per il tiro, antisignano dell'EMES 15 del successivo Leopard 2. Questo sistema divenne standard per i Leopard 1A5, ovvero 1300 vecchi A1 aggiornati al nuovo standard, ma questo non si verificò prima del 1987 e così la partecipazione di tali nuovi mezzi alla Guerra fredda fu marginale. Non si può completare la breve disamina sul Leopard senza citare le versioni speciali, che nell'Esercito tedesco trovavano ampio impiego: uno ogni tre scafi Leopard non era un carro armato e si trattava precisamente di ben 544 carri soccorso, 36 pionieri, 105 gittaponte (capaci di stendere ponti lunghi fino a 22 metri, una delle maggiori distanze copribili da un carro gettaponte), 420 Gepard (vedi sotto), 60 carri scuola guida, privi di cannone ma con una torretta simile a quella di una gru civile, da dove all'allievo viene fatto pilotare il veicolo.
La divisione corazzata era la principale unità da combattimento dell'Heer, e veniva potenziata di continuo con nuovi materiali. Il più pesante e impressionante di tutti era il Leopard 2. Questo nuovo veicolo naque come successore al previsto carro tedesco-americano MBT-70, che naufragò a seguito di ogni sorta di difficoltà tecnica (esempio, il cannone lanciamissili, il guidatore sistemato in torretta, il cannone da 20mm retrattile per la difesa antiaerea etc.). Gli americani andarono per la loro strada e produssero l'M1 Abrams, caratterizzato da costi elevati, una piccola e assetata turbina a gas capace di 1,500 hp e ancora il vecchio cannone M68, seppure migliorato con munizioni e sistema di tiro differente. L'unica cosa che i due carri ancora condividevano era la corazza di tipo stratificato-composito, che era comunque arrangiata in maniera differente. E' altamente verosimile che il carro americano fosse meglio protetto, almeno giudicando da alcuni fatti: esso aveva un armamento più leggero, come anche più leggero era il motore, mentre la massa totale era simile (circa 55 t) ma lo scafo del mezzo statunitense era più piccolo e basso. Peraltro la torretta era più grande, ospitando quasi tutta la dotazione munizioni nella controcarena.
 
In ogni caso, alla sua apparizione -attorno al 1979- il '''[[w:Leopard 2|Leopard 2]]'''era considerato il miglior carro a livello mondiale e stabilì standard di qualità mondiali. Esso aveva corazza composita, motore turbodiesel da 1500 hp e cannone da 120mm. Quest'ultimo era un progetto Rheinmetall, e sebbene più pesante (2000 kg contro 1250 per la massa oscillante) del 105 mm esso aveva una potenza e una compattezza straordinarie. Differentemente dalla scuola inglese e similmente a quanto fatto dai sovietici fin con il T-62, si trattava di un cannone a canna liscia. Questo consentiva pressioni di esercizio molto elevate senza eccessiva usura, ma imponeva proiettili con alette di stabilizzazione e impediva l'uso di alcuni tipi come le granate HESH e al fosforo. Di fatto, il Leopard 2 utilizzava solo munizioni APFSDS e HEAT/MP ovvero perforanti decalibrate stabilizzate ad alette e anticarro-multiruolo. Le granate originarie come la DM-12 HEAT e la DM-23 perforante erano sufficienti contro i carri sovietici, che risultavano assai difficili da distruggere con i cannoni da 105 mm (specialmente con le munizioni allora disponibili). Il 120 mm, capace di perforare oltre 500 mm d'acciaio a 2 km era oltretutto suscettibile di future migliorie. La compattezza era estrema, con una lunghezza di soli 44 calibri, praticamente non diversa dal 105/51 mm precedente.
 
Il Leopard 2 aveva una mobilità eccellente per un simile mostro corazzato, riuscendo ad erogare 27hp/ton contro i 20-21 del Leopard 1. Aveva una corazza multistrato che lo rendeva frontalmente pressochè invulnerabile a quasi ogni arma nemica, e un sistema di tiro comprendente un apparato termico di mira montato nella parte anteriore destra della torretta (peraltro causando un punto debole nella zona), un sistema computerizzato di tiro, un telemetro laser e un sistema di stabilizzazione con ottica master, asservito cioè alla linea di mira. In altre parole, questo mezzo era capace di ottenere una decisiva superiorità sul campo di battaglia, specialmente in occasione di impiego su ampi campi di tiro e-o di notte. L'unico limite era dato dalle munizioni, solo 42 di cui la metà nello scafo, a costituire ancora un certo pericolo potenziale in caso di perforazione, per esempio dai fianchi.
[[Immagine:Leopard_2A4_Main_Battle_Tank_%28Finland%29.JPG|300px|right|thumb|Un Leopard 2A4, ultimo dei modelli anni '80,attualmente servente in Finlandia]]
In sostanza, il Leopard 2 assumeva il ruolo del [[w:Tiger I 1|Tiger 1]], ma con in più una notevole mobilità e in meno una dotazione proiettili esattamente dimezzata. La sua corazza speciale gli dava un aspetto squadrato, ricordante quello del Tiger, di cui aveva anche quasi esattamente la stessa massa: attorno alle 55 tonnellate. Lo scafo era però più lungo e la torretta più bassa.
 
La potenza del Leopard 2 venne apprezzata rapidamente con ordini giunti dall'Olanda, dalla Svizzera e successivamente da varie altre nazioni. Al 1983 erano stati ordinati 1800 veicoli e circa 700 già prodotti, al ritmo di circa 150 l'anno. In tutto si sarebbe arrivati a non meno di 1950 veicoli, altre fonti parlano di oltre 2100, solo per la Bundeswher. Nel frattempo gli '''[[w:M1 Abrams|M1 Abrams]]'''M1 Abrams erano stati a loro volta aggiornati, e l'elemento più debole del sistema d'arma, il cannone, venne sostituito con l'M256, ovvero il Rheinmetall del Leopard 2. L'M1A1 entrò in produzione nel 1985 e almeno per un anno condivise la linea con il precedente M1 IP, con cui condivideva la protezione sensibilimente superiore rispetto ai 2300 M1 base prodotti fino al 1984. Un certo numero di carri M48, circa 650, vennero aggiornati allo standard M48G, con un cannone da 105 mm e altri aggiornamenti, che li rendevano simili ai Leopard, meno veloci ma più protetti dei mezzi tedeschi. Essi vennero distribuiti alle forze territoriali, aggiornati a partire dagli anni '70.
 
 
Al riguardo dell'artiglieria vi era infine la presenza di un numero, in aumento, di Marder versione antiaerea, ovvero con missili Roland. Avevano un radar di scoperta, uno di tiro, apparti optronici, 2 rampe missili Roland e caratteristica unica, due caricatori da quattro missili per ricaricare le rampe. Essi erano stati ordinati in non meno di 144 esemplari. I Roland 2 avevano una velocità di mach 1,5, gittata di circa 6 km e quota massima di 0,02-5,5 km. I successivi Roland 3, entrati in servizio in pochi esemplari dal 1988, arrivavano a 1,8 mach, 7 km di gittata e 6 di tangenza, oltre ad avere una testata piu potente. Sembra che la testata dei Roland fosse HEAT-frammentazione, molto inusuale per un SAM, forse per dargli anche capacità controcarro tramite il sistema di mira ottico.
[[Immagine:Panzerhaubitze_M109_A3.jpg|300px|right|thumb|Un M109G/A3 tedesco]]
Le armi d'artiglieria erano in buona parte americane: i battaglioni delle brigate corazzate e meccanizzate avevano tre batterie con 18 M109G '''[[w:M109|M109]]''', versione modificata capace di raggiungere i 18 km di gittata, diventando così comaprabile con il sovietico 2S3 (17 km) e meglio rispetto ai 14,5 km dell'M109 originale. Ogni divisione aveva così non meno di 54 M109, i principali e meglio riusciti tra i semoventi d'artiglieria NATO.
 
Gli M110 e i LARS [[w:LARS|LARS]] erano sistemati per l'artiglieria divisionale, con i primi atti a sparare granate varie, tra cui quelle nucleari, i secondi erano armi di concezione tedesca, giunti alla versione LARS 2 con un nuovo autocarro MAN 6x6, non corazzato ma molto più mobile del precedente chassis. Essi avevano 36 razzi da 110mm con gittata di 14 km ognuno, e una o forse due batterie da 8 sistemi l'una erano presenti per ogni divisione. Tra le varie testate, quelle esplosive e quelle con mine controcarro AT-2 per stoppare rapidamente eventuali puntate di mezzi corazzati. Per il resto il LARS, successivamente sostituito dall'MLRS a partire dai primi anni '90 (programmato originariamente in ben 202 sistemi, contro i 22 italiani e olandesi) non era nulla di speciale. Il 'dirimpettaio' schierato dal Patto di Varsavia, il BM-21, aveva 40 razzi da 122 mm con raggio di 20,5 km. Nondimeno, i 209 LARS II dell'Heer erano la principale forza MLR NATO fino all'arrivo di ingenti quantità di MLRS, che però avvenne solo dopo 15 anni di servizio, essendo i LARS 1 entrati in linea dal 1969.
 
Infine vi era l'artiglieria trainata, oramai basata su 212 cannoni obici FH-70, potenti e moderne armi da 155/39 mm con 24 km di gittata massima e un APU (Auxiliary Power Unit) per i movimenti autonomi su breve distanza. Da questo programma trinazionale (l'Italia ordinò 162 pezzi, la Gran Bretagna 71) doveva derivare anche il semovente SP-70, ma il programma, trascinatosi dietro incertezze e difficoltà varie, venne abbandonato dalla Germania nel 1987, decretandone la fine. L'artiglieria da montagna, infine, aveva il pezzo più piccolo, ovvero il Modello 56 da 105 mm, obice di successo della Oto-Melara, in quanto someggiabile e di leggera costruzione, anche se di ridotta gittata massima.
 
[[Immagine:MBB_Bo-105_HB-ZHS.jpg|300px|right|thumb|L'MBB BO 105, il piccolo biturbina tedesco di grande successo anche all'estero]]
Infine, l'aviazione dell'Esercito era anch'essa un elemento importante della struttura. Esso aveva all'epoca una dotazione imponente di macchine: 107 elicotteri CH-53G, numerosi UH-1D, Aluette III, e i nuovi '''[[w:MBB BO-105|BO-105]]'''. I CH-53, usati al posto dei soliti CH-47, erano la componente da trasporto pesante, un elicottero insolito perchè normalmente usato solo dai Marines e Israele. Essi erano capaci di trasportare ingentissime quantità di equipaggiamento e soldati. Non è chiaro se fossero migliori dei CH-47, di certo la loro struttura convenzionale (con trave di coda) li rendeva meno compatti, dimensionalmente parlando. I BO-105 erano presenti con la versione M per compiti vari, raramente armata con mitragliere, mentre era in corso un ordine per i ben più temibili BO-105P PAH-1. Questi elicotteri, molto piccoli e agili, dotati -per la prima volta per macchine di tali dimensioni- di due motori, nonchè di un rotore rigido, erano riccamente equipaggiati con dispositivi adatti per combattere in prima linea. Il loro armamento comprendeva 6 missili HOT, capaci di colpire con precisione e potenza (sono gli equivalenti europei dei TOW) bersagli posti fino a 4,25 km perforando, con la testata da 6 kg e 165 mm di calibro, non meno di 800 mm di acciaio. Pare che l'ordine fosse stato posto per circa 212 elicotteri PAH-1, non noti i tempi di consegna del lotto, ma certamente una volta consegnati avrebbero rappresentato il principale potenziale controcarro eliportato della NATO in Europa durante la Guerra Fredda, ben più numerosi dei 120 Gazelle 342M (4 HOT) e degli 80 Lynx inglesi (TOW) disponibili. I BO 105 vennero adottati in oltre 70 esemplari-28 con missili HOT- anche dalla Spagna mentre quelli olandesi non erano armati. Attualmente i BO 105 PAH-1, oramai piuttosto superati, aspettano ancora la sostituizione cone i Tigre PAH-2, che all'esatto contrario, sono stati un programma caratterizzato da inefficienze e ritardi con pochi eguali nella storia aereospaziale.
 
====La Marina tedesca====
[[Immagine:F207_Bremen_%2C_Clyde_26_2_06.jpg|300px|right|thumb|Una 'Bremen']]
*Sommergibili: 6 Type 205, 18 Type 206, previsti 12 Type 211 a far tempo dal 1991-97
*Navi d'altura: 3 Type 'Hamburg', 3 Type 'Lutjens', 3 Fregate 'Koln', 6 'Bremen' e altre 2 in programma
*Corvette: 5 Type 420 'Thetis', sostituzione con 3 Type 423 dal 1991
*Motocannoniere missilistiche: 10 Type 143, 10 Tye 143A, 20 Type 148.
 
Unità:
*JBG 31, '''[[w:Panavia Tornado|Tornado]]''', Norvenich
*JBG 32, Tornado, Lechfeld
*3.JBG 31 HFB 320ECM, Lechfeld
*JBG 33, Tornado, Buchel
*JBG 34, F-104G, Memmingen
*JBG 35, '''[[w:F-4|F-4F]]''', Pferdsfeld
*JBG 36, F-4F, Hopsten
*JBG 38, Tornado, Jever
*JBG 41, '''[[w:Alpha Jet|Alpha Jet]]'''A, Hosum
*JBG 43, Alpha Jet A, Oldenburg
*JBG 44, Alpha Jet A, Furstenbruck
*FGK 1, Pershing 1A, Landsberg
*FGK 2, Pershing 1A, Geilenwerk
*FRR 1, [[w:MIM-23 HAWK|MIM-23 HAWK]], Freising
*FRR 2, [[w:MIM-14 Nike Hercules|Nike Hercules]], Lich
*FRR 3, HAWK, Heide
*FRR 4, HAWK, Bremesworde
 
[[Immagine:Dornier.alpha.zj648.arp.jpg|300px|right|thumb|Un Alpha Jet tedesco, con compiti molto meno pacifici dei suoi fratelli della Patroulle de France]]
Nella sua terza fase, l'Aviazione tedesca introdusse in servizio, durante i tardi anni '70, gli [[w:Alpha Jet|Alpha Jet ]]A, riccamente equipaggiati con sistemi avionici notevoli per la navigazione e attacco. Sostituirono i G.91R e tre stormi ne vennero equipaggiati con una squadriglia addestrativa basata a Beja, Portogallo. Gli Alpha Jet, bisognosi di un minimo di infrastrutture, nati come programma franco-tedesco, erano capaci di operare con un sistema ECM interno ALQ-73 sistemato al posto del secondo abitacolo, lancia-chaff, HUD con funzione CCIP, navigazione di precisione con sistema doppler e un programmatore-registratore di missione simile a quello del Tornado. Avevano un cannone da 27 mm BK 27 (uguale a quello del Tornado) con 120 colpi, e potevano trasportare fino a 2,5 tonnellate di carico. Con 1500 kg di bombe potevano decollare da piste di 500 metri e operare per 35 minuti a 200 km di distanza, oppure colpire a 380 km. Con profilo prevalentemente ad alta quota potevano arrivare a 550 km, mentre era possibile sostituire le bombe dei piloni interni con serbatoi per aumentare l'autonomia di volo, che come massimo, giunge ad oltre 2900 km grazie ai due piccoli ed economici turbofan. L'Alpha Jet ha anche eccellenti qualità di manovra e può volare a quasi 1000 kmh di velocità massima, competendo con molti dei cacciabombardieri 'veri' in termini di autonomia, agilità e carico bellico (per esempio, un MiG-21 ha un raggio di appena 370 km con 1000 kg di carico bellico). I limiti erano la mancanza di armi di precisione e di capacità ognitempo. Tra i compiti vi erano anche la ricognizione tattica e la lotta antielicottero, da compiere con l'eccellente cannone di bordo (oltre 1000 ms di velocità iniziale, 1700 colpi/min per proiettili da 265 grammi).
[[Immagine:Panavia_Tornado_1.jpg|300px|right|thumb|Il Tornado ha segnato una svolta netta in capacità d'attacco per la LW e MF. Totalmente ne entrarono in servizio 328 dal 1982]]
I Tornado entrarono in servizio con la Luftwaffe dall'agosto 1983 con non meno di 4 stormi completi, a cui venne dedicato il grosso dei 324 apparecchi ordinati. Essi divennero la macchina portante delle capacità operative tedesche, con possibilità mai prima d'allora raggiunte nell'attacco a bassa quota e ognitempo. Esse erano simili al Su-24 o all'F-111, ma molto più compatte, tanto da dover portare sempre sotto le ali le ECM e serbatoi ausiliari. Tra i carichi vi erano le spezzoniere MW-1, ordinate in oltre 300 esemplari. Essi erano enormi contenitori con 112 tubi l'uno, pesanti oltre 4,5 tonnellate e capaci di portare submunizioni di vario genere. Con le bomblets KB-44 arrivavano a oltre 4700 ordigni controcarri da disseminare su aree fino a 400x4800 metri, regolabili dall'operatore dei sistemi d'arma. Altre munizioni alternative erano 672 MIFF, mine anticarro. Il gruppo 2 di armamenti era contro gli aeroporti, non disponibile fino alla fine degli anni '80. Comprendeva bombe antipista STABO, mine antipista MUSA e MUSPA e bombe anti-shelter ASW. Fino a 224 bombe antipista o varie combinazioni di bombe e mine potevano essere selezionate. L'AMI italiana richiese un centinaio di MW-1 con munizionamento STABO. Non si sa molto dell'efficienza reale dell'MW-1, molto pesante e impossibile da portare per altri aerei eccetto il Tornado. Di fatto non è stato mai impiegato in combattimento, nemmeno dall'AMI in Desert Storm. Apparentemente, l'uso di più semplici e leggere bombe a grappolo, con submunizioni ottimizzate per i vari ruoli è stato preferito a questa tipologia di armamento, e attualmente i Tornado volano con BL-755, Mk 20 Rockeye o altri tipi simili. Usare le MW-1 sopra un campo di battaglia, sottoposti al fuoco dei reparti corazzati sovietici non dev'essere stato considerato una opzione molto sensata, anche perché il costoso Tornado non nasceva certo come macchina d'appoggio ravvicinato, alla mercè anche di un semplice lanciamissili Strela portatile.
[[Immagine:F-4F_Phantom_flies_a_refueling_mission.jpg|300px|right|thumb|Un F-4 con la mimetizzazione originaria, verde scuro]]
I [[w:F-4|Phantom II]] vennero scelti con la versione F, un modello semplificato e allegerito dell'E, senza missili AIM-7 Sparrow. Ordinati in 175 esemplari, entrati in servizio nel 1972-75, erano in servizio negli stormi JG-71,72,73,74. Due degli stormi erano da caccia, gli altri cacciabombardieri. Al 1984 vi erano state alcune modifiche significative, come la compatibilità con missili AIM-9L recentemente aggiunta, e la possibilità di lanciare un paio di missili AGM-65 B Maverick. Per il resto i Phantom avevano bombe da 227 kg e razziere. Il programma ICE, lungo e tribolato (iniziò non dopo il 1983), non portò prima del 1992 qualche Phantom modificato ai reparti, iniziando con il JG-71. Questo programma verteva sull'aggiornamento avionico, specialmente con l'APG-65, e missili AMRAAM, che però vennero ordinati in pochi esemplari e forniti solo nei tardi anni '90. Prima ancora degli F-4F vennero ordinati gli RF-4E, ben 88 macchine ordinate attorno al 1969. Normalmente gli RF-4E sono stati ordinati in una dozzina d'esemplari, sufficienti per uno squadrone, come accaduto per il Giappone e altre nazioni. Nel caso della Germania Occidentale ne sono stati ordinati a sufficienza per due stormi (tutti gli RF-4E sono stati realizzati in 160 esemplari), ed essendo tanto numerosi e capaci, a partire dai primi anni '80 sono stati modificati per un doppio ruolo, quello di cacciabombardieri-ricognitori con un massimo di 2270 kg di bombe. Verso la fine degli anni '80 persero questa capacità ritornando solo ricognitori.
 
I Transall C-160D simili in capacità ai C-130 (16 tonnellate su distanze di 2500 km) vennero ordinati in 110 esemplari, ma al 1984 20 erano stati girati alla Turchia. L'addestramento dei piloti tedeschi si svolgeva prevalentemente negli USA a Sheppard presso il TWF 80 con i T-37 e T-38 pagati dalla Germania e usati con insegne americane. Alla base aerea di George vi erano anche 10 F-4E per l'addestramento avanzato, mai inviati in Europa.
Altre forze erano date dagli elicotteri UH-1D, comprati in 135 esemplari ed in servizio in 110 unità attorno al 1984.
 
La componente nucleare e di difesa aerea missilistica erano due delle più importanti della Luftwaffe. Questa disponeva, al 1984, di sei reggimenti di missili con 15 battaglioni di [[w:Nike Hercules|Nike Hercules]] e di HAWK (39 batterie solo considerando quest'ultimo). Altri missili che stavano entrando in servizio all'epoca erano i Roland 2 su autocarro pesante MAN, ordinati in 96 esemplari e simili, piattaforma a parte, alla versione su scafo Marder. Cannoni antiaerei Rh-202 erano presenti per la difesa delle basi contro incursori a bassa quota, ma non erano capaci di essere utilizzati in maniera ognitempo.
 
I missili nucleari Pershing, in procinto di essere sostituiti con i Pershing 1B erano in servizio con 2 stormi, e le testate nucleari erano sotto il diretto controllo americano. Si trattava di armi molto precise, ma relegate a pozzi di lancio fissi, da cui potevano essere sparate su obiettivi distanti fino a circa 750 km.
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