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Utente:Progettualita~itwikibooks/Meccanicaceleste

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Problema dei due corpi

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Un corpo fermo (moto in un potenziale kepleriano fissato)

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Consideriamo un corpo di massa m in moto nel seguente potenziale (espresso in coordinate cartesiane tridimensionali):
V=−GM(x2+y2+z2)
M si può interpretare come la massa di un corpo posto all'origine delle coordinate, che genera il potenziale attrattivo. G è la costante di gravitazione universale.

Se passiamo a coordinate sferiche possiamo scrivere
V=−GMr
La simmetria per rotazioni del potenziale, ora resa evidente, ci porta a concludere che il momento angolare L→ della massa m rispetto all'origine è conservato nel tempo.

Quindi, poichè per definizione vale
L→=r→×p→
ed essendo L→ conservato come vettore (quindi anche in direzione e verso, oltre che in modulo), r→ e p→ devono necessariamente giacere nel medesimo piano, nel corso di tutta la loro evoluzione temporale. Tale piano è fissato dai valori iniziali di r→ e p→, che stabiliscono una volta per tutte la direzione ed il verso del momento angolare.