Analisi matematica I/I numeri complessi
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Indice |
[modifica] L'insieme
dei numeri complessi
L'espressione
non ha senso all'interno dei reali; non esiste un numero reale che elevato al quadrato dia un numero negativo. Come operammo nel passaggio da
a
, estendiamo l'insieme per comprendere numeri come
. Introduciamo allora un'unità immaginaria
.
UN numero complesso
si può esprimere come coppia ordinata di numeri reali
oppure nella forma
. Singolarmente
e
sono numeri reali e rappresentano rispettivamente la parte reale e la parte immaginaria di un numero complesso.
[modifica] Operazioni tra complessi
La somma algebrica nei complessi si può portare a termine come nei reali se si tratta separatamente la parte reale e la parte immaginaria. Così, se
e
, abbiamo che
.
Stesso discorso per il prodotto, ricordando però che
, e quindi

Con le definizioni di cui disponiamo ora non possiamo affrontare il quoziente, del quale parleremo fra qualche paragrafo.
[modifica] Modulo, argomento e forma polare di un numero complesso
L'espressione di
come coppia ordinata di numeri reali può essere sfruttata per rappresentare graficamente un numero complesso in un piano. Costruiamo quindi un piano complesso intersecando perpendicolarmente due assi, l'asse reale dove nel piano cartesiano avremmo le ascisse, l'asse immaginario al posto delle ordinate.
Definiamo quindi il modulo di
come la sua distanza dall'origine, ovvero
.
L'argomento di
è invece definito come l'angolo orientato
compreso tra l'asse reale e il segmento congiungente il punto
con l'origine.
Dalla trigonometria estrapoliamo poi che
e
.
Ora possiamo scrivere z nella sua forma polare:
.
[modifica] Coniugato di un numero complesso
Il numero
è chiamato coniugato del solito
. Le seguenti proprietà del coniugato risultano molto utili:
e
.
Inoltre, il prodotto di
con il suo coniugato
dà il quadrato del modulo di
, cioè
.
[modifica] Ancora sulle operazioni, quoziente tra complessi
Mediante semplici considerazioni algebriche, si può dedurre che se abbiamo due numeri complessi
e
il modulo del loro prodotto sarà il prodotto dei due moduli, e l'argomento la somma degli argomenti. Cioè:
e
.
Quindi,
.
Detto questo, torniamo alla divisione.
Sappiamo che
.
Possiamo moltiplicare numeratore e denominatore per
, ottenendo
.
Il modulo di quest'ultima espressione è
, mentre l'argomento è
.
Coseguentemente possiamo interpretare
come
, oppure, con moduli e argomenti,
e
.
[modifica] Teorema di De Moivre e potenze
Un numero complesso elevato all'n-esima, con
, è uguale al numero stesso moltiplicato n volte per sè, come al solito. Sia dunque
. Con ρ = 1 otteniamo il Teorema di De Moivre:
.
Più in generale,
.
[modifica] Radici complesse
Nel caso dei numeri reali, avevamo che
. Ma allora perché
? La risposta è che con
si intende la radice quadrata principale di 4, ovvero precisamente il numero reale positivo che ha per quadrato il radicando. Questa nozione di radice quadrata positiva ci torna utile nel caso di radice complessa.
Sfruttando lo stesso principio di cui ci siamo serviti nel caso della divisione, intendiamo l'operazione di estrazione di radice come un elevamento a potenza all'inverso. Cioè
.
Applicando quindi la formula per le potenze otteniamo la suddetta radice principale di
,
.
Un numero complesso ha però n radici n-esime. Una è la radice principale; le altre (n-1) possiamo ottenerle moltiplicando la radice principale per le radici n-esime dell'unità:
con
.
La rappresentazione di queste radici sul piano complesso è assai intrigante: si tratta, al crescere di
, dei vertici di un poligono con n lati inscritto nella circonferenza di raggio
presi in senso antiorario, e naturalmente a distanza angolare
dal proprio successivo.
[modifica] Teorema fondamentale dell'algebra, equazioni complesse
Il teorema fondamentale dell'algebra prevede che un polinomio di grado n a coefficienti reali abbia precisamente n radici (da non confondere con le radici di un numero) nell'insieme dei complessi, considerando le loro molteplicità.
Ad esempio, prendiamo l'espressione che abbiamo scelto all'inizio,
. Nel campo dei reali questa non ha nessuna soluzione. Nel campo dei complessi, espressioni di secondo grado di questo tipo hanno sempre due soluzioni (o al più una, ma doppia). In questo caso la soluzione è particolarmente semplice:
.
[modifica] Soluzione di equazioni di grado superiore al secondo
Un esempio di esercizio è quello, dato un polinomio a0 + a1z + a2z2 + a3z3... (di norma, non oltre il quinto grado) a coefficienti reali e una radice
del polinomio, di trovare tutte le altre radici.
Si opera scomponendo il polinomio in un prodotto di fattori irriducibili, in particolare in un prodotto di
fattori della forma
, dove
è un numero complesso (o reale) e
è il grado del polinomio iniziale.
Sviluppiamo l'esempio con un polinomio di quinto grado e una certa radice complessa data. E' dimostrato che se un polinomio ha una radice complessa anche il coniugato della radice è radice, per cui possiamo dividere il polinomio per
fino ad ottenere un polinomio di terzo grado. Ora, il polinomio ha grado dispari. Ha quindi una (o tre) radici reali semplici, di cui quasi sempre una è facilmente individuabile per tentativi sensati. Se troviamo un numero
che soddisfi l'annullamento del polinomio di terzo grado, possiamo dividere quest'ultimo per
così da ottenere un polinomio di secondo grado.
Finalmente sappiamo trovare le ultime due radici con la formula risolutiva di sempre, non dimenticando che le radici della formula sono complesse. Questo metodo risolutivo, dove risolutivo, è il più rapido, poiché far ricorso alla formula di Cardano-Tartaglia per le equazioni di terzo (o quarto) grado risulta piuttosto scomodo.