Architettura gotica/Europa meridionale

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Indice del libro

Anche nell'Europa meridionale il gotico si sviluppò con un certo ritardo rispetto alla Francia e all'Inghilterra. In Italia ebbe però vita breve, soppiantato già nel Quattrocento dal classicismo imposto dall'Umanesimo. Più importante, anche se meno conosciuta, è l'architettura gotica spagnola, che risente fortemente dei modelli francesi. In Portogallo, invece, il gotico può essere associato allo stile manuelino, diffusosi tra XV e XVI secolo, sotto il regno di Emanuele I.

Il gotico italiano[modifica]

Basilica superiore di Assisi, interno (1228-1239)

Il gotico giunse tardi in Italia e non ebbe modo di radicarsi, a causa della tradizione classica fortemente presente sulla penisola.[1] Tra i primi esempi di architettura religiosa gotica c'è la basilica di San Francesco ad Assisi (1228-1239). È un edificio molto originale, tanto che non è possibile riconoscere un modello a cui i costruttori fecero riferimento.[2] La chiesa ha una struttura semplice, con una pianta a croce latina priva delle navate laterali e della verticalità tipica delle grandi cattedrali francesi. Presenta inoltre delle mura massicce, secondo un modello ripreso dall'architettura romana e romanica. Le pesanti pareti furono affrescate da Cimabue e Giotto, opere che a loro volta influenzarono la successiva pittura italiana. Elementi romanici sono presenti anche nella facciata della chiesa di San Francesco a Bologna, un altro dei primi edifici di culto costruiti secondo lo stile gotico. L'interno mostra però una maggiore comprensione del gotico, con le sue navatelle e il deambulatorio dotato di cappelle radiali.

La basilica di San Francesco diventerà un modello per il gotico italiano, con ampi muri che si prestano a ospitare importanti cicli di affreschi. È questa una differenza importante rispetto alle grandi cattedrali del resto d'Europa, nelle quali, come si è visto, il muro tende ad assottigliarsi e a essere sostituito da vetrate artistiche.[3]

Gotica è anche la chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, retta dai domenicani, che ha una struttura più leggera e ariosa. Fondata nel 1279, è il miglior esempio di gotico italiano della seconda metà del XIII secolo, nonché uno dei più originali, poiché scarsamente influenzata dal gotico francese. All'interno le navate laterali comunicano direttamente con la navata centrale attraverso ampie arcate, creando uno spazio unitario. La finestra, di forma circolare, si innalza sopra muri piatti e spogli, mentre la volta è molto rialzata, un espediente che consente di evitare l'impiego di contrafforti e archi rampanti.[4] Uno stile simile si ritrova anche in Santa Croce a Firenze, la chiesa francescana progettata da Arnolfo da Cambio. In generale, una certa reticenza nei confronti del gotico si può notare anche in altre cattedrali che tra il XIII e il XIV secolo sorgono lungo la penisola, come a Siena e Orvieto, dove elementi romanici sopravvivono accanto a caratteri più tipici del nuovo stile.[5]

Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze, facciata (iniziata nel 1296)

La cattedrale di Santa Maria del Fiore, il duomo di Firenze, fu progettata nel 1296 da Arnolfo da Cambio. Al suo interno la navata centrale e le navatelle laterali creano un unico invaso. Il progetto originale di Arnolfo fu poi parzialmente modificato da Francesco Talenti, che gli succedette nei lavori attorno al 1350. In particolare, si generò un vivace dibattito a cui parteciparono diverse maestranze, tra scultori, pittori e orefici. Il progetto iniziale prevedeva inoltre una imponente cupola che però nessuno fu in grado di realizzare fino al XV secolo, quando i vari problemi tecnici furono brillantemente risolti da Filippo Brunelleschi. Con questi lavori tuttavia siamo ormai in piena epoca rinascimentale. La torre campanaria della cattedrale, realizzata inizialmente su progetto da Giotto ma continuata da Andrea Pisano e poi terminata da Talenti, riprende una tradizione tipica del romanico fiorentino ma lontana dal gotico. Presenta un'elegante base quadrata, ed è ornata da decorazioni marmoree a scomparti rettilinei.[6]

Nella Toscana del Trecento si diffuse poi un gotico lontano dallo stile radiante ed estremamente originale, che sviluppò una ricca tecnica di decorazione, osservabile sia in edifici civili sia nell'architettura religiosa. Il capolavoro di questo stile è la facciata della cattedrale di Orvieto, che fu ricostruita dopo il 1290 partendo da un ambizioso progetto, che però risentiva ancora dello stile romanico. La decorazione policroma scolpita nella facciata si deve al senese Lorenzo Maitani, che si occupò dei lavori a partire dal 1310.[7]

Duomo di Milano, esterno (dopo il 1387)

In Italia, l'unico tentativo di costruire una cattedrale che fosse pienamente coerente con i canoni del gotico francese fu portato avanti nel duomo di Milano. Un primo progetto fu approntato nel 1387, a cui seguì un dibattito tra costruttori che raggiunse dimensioni internazionali. I milanesi infatti, tra il 1387 e il 1401, chiesero l'assistenza a maestri campionesi, bolognesi, parigini e tedeschi. I lavori sarebbero proseguiti per secoli, e la cattedrale fu terminata solo nel 1858. Tutta la struttura trasmette un senso di imponenza e solennità, a cominciare dai marmi rosa che rivestono sia l'esterno sia l'interno. Le navate sono segnate da pilastri sormontati da capitelli a forma di edicole che contengono statue.[8]

Tra XII e XV secolo in molte città italiane sorsero inoltre molti edifici civili ispirati allo stile gotico, ma che non condividono l'aspirazione alla verticalità che caratterizza invece il gotico in Francia e negli altri paesi. Questa fioritura architettonica fu una conseguenza della prosperità della penisola, all'epoca importante centro finanziario europeo. A questo si associò la forte identità civica che si affermava in ogni città, dove spesso si consumavano veri e propri scontri tra diverse fazioni per il controllo del potere.

Uno dei primi esempi fu la piazza del Campo a Siena, costruita a partire dal 1298. La piazza, dalla forma a ventaglio, è sovrastata dal palazzo pubblico (1298-1348), sede del governo cittadino, la cui pianta è composta da una fitta rete di stanze e uffici, molti affrescati da celebri artisti. Sul palazzo si eleva la torre del Mangia. Il Palazzo Vecchio di Firenze (1299-1314), sede del governo fiorentino, conserva invece le caratteristiche della fortezza che era un tempo. Accanto si trova la Loggia della Signoria, costruita attorno al 1370, ma che presenta elementi già rinascimentali.

Particolarmente raffinati sono i palazzi costruiti in Italia meridionale. Tra questi spicca il castello voluto da Federico II a Castel del Monte (terminato dopo il 1250), dalla pianta ottagonale, in cui gli elementi del gotico francese si fondono con alcuni aspetti di ascendenza romana. In Italia settentrionale, invece, proseguì la costruzione di edifici militari: ne sono esempi i castelli di Sirmione, sul lago di Garda, e quello di Fénis in Val d'Aosta. I palazzi più raffinati dell'architettura medievale italiana si trovano però a Venezia, che nel XV secolo era la più prospera città commerciale del Mediterraneo. Il Palazzo Ducale, costruito a partire dalla metà del XIV secolo, assunse l'aspetto attuale negli anni venti del Quattrocento. Presenta un colonnato a due ordini, sormontato da un livello superiore ricoperto da marmi bianchi e rosa.[9]

Regno di Castiglia[modifica]

Cattedrale di Zamora, volta a ogiva (1139-1174)

Nella penisola iberica, elementi del gotico francese furono introdotti dai cistercensi nella seconda metà del XII secolo. I primi esempi furono i monasteri di Veruela, Poblet e Santas Creus. Molto presto furono impiegate le volte ogivali all'interno di edifici ancora pienamente romanici, come nel Portico della Gloria a Santiago di Compostela o nella cattedrale di Zamora. Tra i primi edifici a impiegare in modo coerente gli elementi dello stile gotico ci sono la chiesa di San Vincenzo e la cattedrale di Avila. Nel XIII secolo avvennero però delle mutazioni storico-politiche, destinate ad avere ripercussioni anche sull'architettura spagnola. Gli arabi persero infatti il controllo sulla penisola iberica: dopo la presa di Siviglia nel 1248, solo il regno di Granada era ancora in mano loro. I regni di Castiglia, di Aragona e più tardi di Maiorca si affermarono, insieme al regno di Portogallo, come nuove potenze della penisola. E sempre nel XIII secolo iniziò a svilupparsi uno stile gotico propriamente spagnolo.[10]

È possibile osservare uno stile protogotico nelle cattedrali di Ciudad Rodrigo e di Lérida, edificate a partire dai primi anni del Duecento. Le cattedrali di Cuenca e Sigüenza, e il monastero cistercense di Las Huelgas a Burgos, presentano in alcune loro parti un tentativo di adattarsi ai modelli del gotico francese, pur conservando ancora alcune caratteristiche romaniche. Nessuna di queste, tuttavia, rivela ancora i caratteri che saranno tipici del gotico spagnolo; questi ultimi si possono osservare nelle cattedrali di Toledo, Burgos e León, nei territori del regno di Castiglia.[11]

Cattedrale di Toledo, interno (XV secolo)

La cattedrale di Toledo, iniziata forse nel 1224 e terminata alla fine del XV secolo, riprende alcune delle caratteristiche della cattedrale di Bourges: ha un doppio deambulatorio e doppie navate laterali ad altezza discendente. Si differenzia però dal suo modello perché si estende in orizzontale, per le elaborate decorazioni e per il transetto che interrompe la continuità delle navate. Vengono inoltre impiegati alcuni elementi mudéjar, tipici cioè dell'architettura islamica ispano-moresca. Ne è un esempio il deambulatorio, dove si trovano degli archi a tre o cinque lobi, sovrastati da un arco maggiore più grande; di origine islamica sono anche le decorazioni dei rosoni, che si trovano sempre nel deambulatorio.[12]

Cattedrale di Burgos, triforio (1260)

La cattedrale di Burgos è contemporanea di quella di Toledo: iniziata attorno al 1225, fu rapidamente terminata e consacrata nel 1260. Ha una struttura più omogenea rispetto a Toledo, e nel corso dei secoli ha subito molte modifiche. È inoltre possibile riconoscervi l'influenza delle cattedrali francesi: gli spazi sono ampi, abbondantemente illuminati, e sono vicini alle forme già viste a Reims e a Parigi. Particolarmente originale è il triforio, che come a Toledo riprende le tipiche decorazioni ispano-moresche.[13]

Cattedrale di León, interno (iniziata attorno al 1255)

La cattedrale di León è stata iniziata probabilmente attorno al 1255. La sua pianta richiama quella della cattedrale di Chartres, mentre da Reims vengono ripresi il deambulatorio a cinque cappelle radiali e il transetto con navate laterali. Il triforio a giorno è invece vicino al gotico radiante, mentre sono assenti le decorazioni ispano-moresche osservate a Toledo e Burgos. La cattedrale di León ha una forma slanciata, secondo il modello del gotico radiante, con colonnette che seguono i pilastri e arrivano sino alle volte.[14]

Catalogna e Baleari[modifica]

In Catalogna e nelle Baleari, all'epoca controllate dalla corona d'Aragona, tra il 1262 e il 1393 si svilupparono caratteri originali,[15] ripresi in parte dalle chiese degli ordini mendicanti, quindi con un'unica navata e delle cappelle laterali. Tra queste, la più importante è la chiesa di Santa Maria del Pino a Barcellona (iniziata nel 1322), in cui il volume unitario interno viene scandito dalle cappelle ai lati. Una simile concezione dello spazio si ritrova anche in strutture a più navate, come nella cattedrale di Barcellona, iniziata nel 1298 ma terminata solo molti secoli dopo, nel XIX secolo. Le cappelle sono incorporate come parte della struttura portante, e i muri di separazione assumono la funzione di contrafforti interni. Presenta inoltre delle altissime arcate, tali che le finestre sovrastanti sono ridotte a un oculo. La navata centrale è coperta da quattro volte quadrate, che sono sostenute dalle cappelle, dalle tribune e dai contrafforti.[16]

La cattedrale di Gerona, iniziata nel 1312, ha caratteristiche simili alla cattedrale di Toledo; ne differisce per l'alzato del coro, con ampie finestre e un triforio a giorno sopra le sue grandi alzate. Nel XV secolo la struttura fu modificata: l'architetto Guillaume Boffy eresse l'imponente navata unica con possenti contrafforti a sostegno della volta, di fronte alle tre navate del santuario iniziale. Il raccordo tra le due parti è ottenuto con un muro traforato a tre rosoni.[17]

Particolarmente ambiziosa è la cattedrale di Palma di Maiorca, con un'immensa navata laterale, sostenuta da una selva di contrafforti e archi rampanti. La struttura fu iniziata nei primi anni del Trecento e fu completata, per quanto riguarda la parte orientale, nel 1327. Attorno alla metà del secolo il cantiere fu riaperto e i lavori proseguirono fino al XVII secolo. Il coro non ha deambulatorio ed è più basso rispetto alla navata, che è priva di triforio ma presenta delle aperture molto slanciate. Le altissime volte sono sostenute da sottili pilastri ottagonali, mentre all'esterno si possono osservare svariati elementi di sostegno, come contrafforti e archi rampanti.[18]

Lo stile isabellino in Spagna[modifica]

Cattedrale di Siviglia, interno (1401)

L'intensa attività architettonica spagnola proseguì fino alla fine del Medioevo. Tra le cattedrali costruite all'inizio del XV secolo, la più maestosa è la cattedrale di Siviglia (1401), con una pianta a cinque navate e delle cappelle laterali nei contrafforti esterni. Le volte si innalzano fino al matroneo, in stile flamboyant, sul quale si trova la sezione dei claristori.[19]

Nel 1469 il paese raggiunse l'unità in seguito al matrimonio tra Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia; nel 1492 fu poi annesso il regno di Granada, fino ad allora dominio musulmano, e nel 1512 fu conquistato anche il regno di Navarra. Nel XVI secolo la Spagna diventerò la nuova potenza egemone in Europa, grazie all'incoronazione a imperatore di Carlo V, già re di Spagna.[20] Alla fine del Quattrocento si diffuse un nuovo stile, chiamato isabellino, in cui si mescolano caratteri del gotico flamboyant con elementi mudéjar e influenze rinascimentali.[21]

Il gotico spagnolo di questo periodo è frutto della collaborazione tra architetti e artigiani spagnoli, tedeschi, fiamminghi e francesi. Tra i massimi artisti del periodo c'è Juan Guas, a cui si deve il monastero di San Juan de los Reyes a Toledo. Si tratta di un convento francescano dotato però di un'insolita opulenza architettonica, con molti ornamenti scultorei. La chiesa infatti, commissionata da Ferdinando e Isabella, accolse le sepolture reali fino alla conquista di Granada (1492).[22]

A Simon de Colónia si deve invece la Capilla del Condestable (1482-1494), all'interno della cattedrale di Burgos. Costruita dal conestabile ereditario di Castiglia, Pedro Fernández de Velasco, presenta una pianta a forma ottagonale, con intricate cuspidi e trafori flamboyant. Lo stesso architetto lavorò poi alla chiesa di San Pablo a Valladolid (1495-1505).

Anche la Spagna, inoltre, ha un ricco patrimonio di città medievali, sebbene conservi meno edifici civili gotici rispetto all'Italia o alle Fiandre. In ottimo stato sono i castelli, risalenti per lo più al XV secolo. Non mancano però capolavori risalenti al secolo precedente, come il castello di Bellver nei pressi di Palma di Maiorca, costruito per il re Giacomo d'Aragona. Ha una pianta perfettamente circolare, e gli appartamenti si sviluppano attorno al cortile centrale, in cui si può ammirare un elegante porticato a due ordini di archi. Il castello è poi collegato al mastio, anch'esso di pianta circolare.[23]

Lo stile manuelino in Portogallo[modifica]

Monastero di Santa Maria de Vitória a Batalha, facciata (1387)

I primi a introdurre il gotico in Portogallo furono nel XII secolo i cistercensi, che adottarono uno stile particolarmente severo per la loro abbazia ad Alcobaça (1178-1223).[24] Nel Trecento l'edilizia procedette lentamente e conobbe nuovi impulsi sotto il regno di Giovanni I (1385-1433): questo periodo fu quindi caratterizzato da quello che viene chiamato stile juanino.[25] Il più importante edificio gotico di questa prima fase è il convento domenicano di Santa Maria de Vitória a Batalha (1387), costruito sul luogo della battaglia di Aljubarrota, nella quale il re Giovanni I sconfisse Giovanni I di Castiglia sancendo l'indipendenza del Portogallo. La chiesa è una struttura di grande ricchezza, edificata con uno stile eclettico, e all'inizio del XV secolo fu trasformata con l'adozione di elementi flamboyant e di una facciata prevalentemente orizzontale, ispirata al Perpendicular Style inglese.

Monastero di Batalha, Capellas imparfaitas (XV secolo)

Nella chiesa di Batalha furono sepolti tutti i sovrani portoghesi, a cominciare da Giovanni I, la cui cappella funeraria fu completata nel 1434. Il suo successore, Edoardo I, avviò la costruzione di una rotonda funeraria, destinata però a rimanere incompiuta (e perciò conosciuta come Capellas imparfaitas).[24] Emanuele I, re del Portogallo dal 1495 al 1521, fece eseguire nuovi lavori nella rotonda, in cui furono inserite sette cappelle radiali e un portale progettato da Mateus Fernandes. Durante il regno di Emanuele I si diffuse così nel paese il cosiddetto stile manuelino, uno stile eclettico ispirato principalmente allo stile flamboyant. Il suo regno fu inoltre caratterizzato da grandi esplorazioni, soprattutto verso le Americhe e le Indie. L'arrivo di grandi ricchezze determinò la diffusione di questo stile architettonico, ispirato ai gusti del sovrano e di fatto estintosi dopo la sua morte.

Per tutto il Quattrocento, l'architettura portoghese aveva seguito una propria variante di gotico, basata su sistemi ad archi a sesto acuto. Alla fine del secolo, però, l'espansione coloniale del regno diede inizio a una nuova fase, caratterizzata da suggestioni provenienti dalla natura o dal mondo marinaresco. Il manuelino è stato quindi interpretato come una fase di passaggio verso l'architettura rinascimentale, per la sua contaminazione con le istanze provenienti proprio dal Rinascimento e per la ricerca, attraverso la libera fantasia, di nuovi significati simbolici.

Massima espressione del gotico manuelino è la finestra della cripta sotto il coro del convento dell'Ordine di Cristo a Tomar (1510-1514), opera di Diogo de Arruda. Progettata come un monumento al navigatore Vasco da Gama, presenta una cornice ricoperta di decorazioni vegetali ed elementi che richiamano il mare e la navigazione (conchiglie, catene, astrolabi). Altre importanti realizzazioni di questo stile sono il monastero dos Jerónimos di Belèm e la vicina torre portuale, il convento de Jesus a Setúbal e la porta della sagrestia di Alcobaça.[26]

Note[modifica]

  1. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 180.
  2. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 152.
  3. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 153.
  4. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 154.
  5. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 181-182.
  6. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 183-184.
  7. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 161.
  8. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 185.
  9. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 185-187.
  10. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 176.
  11. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, pp. 176-178.
  12. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 178.
  13. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 180.
  14. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, pp. 180-181.
  15. Francesca Prina, Storia dell'architettura gotica, Milano, Electa, 2009, p. 130.
  16. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, pp. 183-185.
  17. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 186.
  18. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, pp. 186-187.
  19. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 190.
  20. Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, pp. 188.
  21. Francesca Prina, Storia dell'architettura gotica, Milano, Electa, 2009, p. 134.
  22. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 191.
  23. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 191-193.
  24. 24,0 24,1 Louis Grodecki, Architettura gotica, con contributi di Anne Prache e Roland Recht, traduzione italiana di Anna Bacigalupo, Milano, Electa, 1978, p. 195.
  25. Francesca Prina, Storia dell'architettura gotica, Milano, Electa, 2009, p. 138.
  26. David Watkin, Storia dell'architettura occidentale, Bologna, Zanichelli, 2007, p. 194.