Buchi neri e Universo

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.
Jump to navigation Jump to search


La somiglianza dell’Universo osservabile con un buco nero, data dal comune possesso di un orizzonte degli eventi, può essere utilizzata per calcolare alcuni suoi parametri caratteristici (entropia, temperatura, densità) e per ipotizzare l’esistenza di un fondo cosmico di gravitoni. Inoltre la differenza tra il valore dell’energia del vuoto previsto dalle teorie di grande unificazione e quello risultante dalle osservazioni può essere spiegata come effetto di una variazione nel tempo della densità cosmica.


Bibliografia[modifica]

1. James M. Bardeen; Brandon Carter; Stephen W. Hawking, The four laws of black hole mechanics, «Communications on mathematical Physics», 1973, 31, 161–170

2. Jackob D. Bekenstein, Black Holes and Entropy, «Physics Review», 1973, D, 7, 2333–2346

3. Stephen W. Hawking, Particle creation by black holes, «Communications on mathematical Physics», 1975, 43, 199–215

4. Stephen W. Hawking; Roger Penrose, La Natura dello Spazio e del Tempo. Tr. di L. Sosio. Firenze, Sansoni, 1996

5. Y. Jack Ng, From Computation to Black Holes and Space-Time Foam, «Physics Review Letters», 2001, 86, 2946–2949

6. Seth Lloyd, Computational Capacity of the Universe, «Physics Review Letters», 2002, 88, 237901

7. Seth Lloyd; Y. Jack Ng, Black Hole Computers, «Scientific American», 2004, 53–61

8. Norman Margolus; Lev B. Levitin, The maximum speed of dynamical evolution, «Physica», 1998, D, 120, 188–195

9. Roger Penrose, La mente nuova dell'imperatore. La mente, i computer e le leggi della fisica. Tr. di L. Sosio. Milano, Rizzoli, 2004