Claude Monet ad Argenteuil/Introduzione

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Impressionismo[modifica]

L'Impressionismo è una scuola di pittura francese che nacque per l'associazione di alcuni artisti a Parigi nella seconda metà del XIX secolo. Il movimento apparve tra il 1874 e il 1886 attraverso una serie di esposizioni programmate dal gruppo, distanziandosi con l'arte proposta nei Salon dell'Accademia reale di pittura e scultura di Parigi. L'impressionismo è notoriamente caratterizzato per la tendenza ad annotare le impressioni e il movimento piuttosto che l'aspetto stabile e concettuale delle cose. L'impressionismo ebbe una grande influenza sull'arte dell'epoca, sicuramente sulla pittura, ma anche la letteratura e la musica furono influenzate da questo gruppo.

Mars désarmé par Vénus - 1824 - Jacques-Louis David

La pittura ufficiale in Francia era dominata dall'Accademia reale, che venne creata durante il regnio di Luigi XIV. L'Accademia privilegiava l'insegnamento del disegno lineare e definito e le copie dei modelli della scultura antica costituivano l'ideale di bellezza, l'artista dell'Accademia mirava ad ottenere una perfezione assoluta nel finito e nel chiaroscuro, uno tra i maggiori esponenti di quest'arte fu Jacques-Louis David.

Nel 1863 il Salon rifiutò più della metà delle opere presentate provocando un gran scontento tra gli artisti al punto che venne organizzato un Salon des Refusés con il bene stare di Napoleone III. Tra i rifiutati ci fu un dipinto di Manet "Colazione sull'erba" che inizialmente era intitolato "Bagno".

Qui Manet proponeva un evento contemporaneo, dei bagnanti in riva alla Senna, ma nel linguaggio degli antichi maestri. Questo tema era noto e proposto svariate volte da altri artisti ma Manet affronta il tema con un linguaggio e con una prorompente sfrontatezza da parte dei personaggi che nessun altro aveva fatto in un dipinto ambientato nella quotidianità contemporanea.

Déjeuner sur l'herbe - 1863 - Édouard Manet

La donna nuda, tra due uomini vestiti che stanno conversando, osserva direttamente lo spettatore costringendolo a proseguire esplorando l'intera scena. La critica fu violenta su questa e su altre opere del Salon des Refusés.

Difronte ai successivi rifiuti da parte del Salun, tra il 1867 e il 1872, il gruppo degli artisti tra cui Monet, Renoir, Pissarro, Sisley, Cézanne, Berthe Morisot e Edgar Degas decisero di costituire la "Società anonima degli artisti pittori, scultori e incisori" nell'aprile del 1874, per organizzare una propria esposizione nello studio del fotografo Nadar.

Impressione, sole nascente [N. Cat.263]

Questa mostra sarà la prima mostra degli Impressionisti (1874) in cui la critica le derise e li criticò ferocemente. Sul Charivari apparse l'articolo di Louis Leroy in cui scherniva il dipinto di Monet intitolato "Impression, soleil levant" paragonando il finito di questo dipinto alla carta da parati della sua abitazione e dichiarandosi veramente impressionato da questo dipinto.

Da qui il gruppo prese il nome di Impressionisti.

Il gruppo rimase sempre non omogeneo nella programmazione e in un certo senso gli artisti rimasero sempre singoli, lavorando insieme.

Degas continuò ad affermare l'importanza del disegno in relazione al colore e rifiutandosi di dipingere all'aria aperta.

Renoir lascio il gruppo nel 1880.

Edouard Manet, uno dei fondatori del gruppo, rifiutò, a un certo punto, di esporre i propri lavori con gli altri impressionisti, insistendo con il Salon di Parigi.

Alcune dispute porteranno allo scioglimento del gruppo nel 1886. Pissarro sarà stato l'unico ad aver esposto in tutte le otto esposizioni del gruppo.

Nonostante questi disaccordi gli artisti ottengono poco a poco i favori del pubblico, sicuramente grazie all'aiuto del commerciante d'arte Paul Durand-Ruel che li fa esporre a Londra e New York. Ma il successo non arriverà a tutti quanti. Renuir raggiungerà una sicurezza finanziaria alla fine del 1879, seguito da Monet all'inizio degli anni '80 e Pisarro negli anni '90, invece Sisley morirà nel 1899 in povertà.


Claude Monet prima di Argenteuil[modifica]

Auguste Vacquerie - 1854 Claude Monet
Mario Uchard - 1854 Claude Monet

Il 14 novembre 1840 nasce Claude Monet a Parigi, in Francia.

Nel 1845 la sua famiglia si trasferì a Le Havre, e dall'età di 15 anni, Monet aveva già sviluppato, nella località, una reputazione come caricaturista. Tramite un'esposizione delle sue caricature nel 1858, Monet incontrò Eugène Boudin, un pittore di panorama che esercitò un'influenza profonda sul giovane artista. Boudin presentò a Monet la pittura all'aperto, un'attività che al giovane pittore non piacque ma che presto divenne la base per il suo futuro lavoro.

Nel 1859 Monet fu determinato nell'intraprendere una carriera artistica. Visitò Parigi e fu entusiasmato dai dipinti di Eugène Delacroix, Charles Daubigny, e Camille Corot. Contro la volontà dei suoi genitori, Monet decise di stare a Parigi. Lavorò gratis all'Académie Suisse, dove incontrò Camille Pissarro, e frequentò i Brasserie des Martyrs, un luogo d'incontro per Gustave Courbet e gli altri realisti che costituirono l'avanguardia della pittura francese nei 1850.

Gli studi di Monet furono interrotti dal servizio militare in Algeria dal 1860 al 1862. Nel 1862, entrò nello studio di Charles Gleyre a Parigi ed incontrò Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, e Frédéric Bazille. Lavorò nella foresta a Fontainebleau con gli artisti di Barbizon, Théodore Rousseau, Jean François Millet e Daubigny, così come con Corot.

A Parigi nel 1869, frequentò il Café Guerbois, dove conobbe Édouard Manet. Allo scoppio della Guerra franco-prussiana nel 1870, Monet scappò a Londra, dove incontrò l'avventuroso Paul Durand-Ruel.

L'anno seguente Monet e sua moglie Camille, che aveva sposato nel 1870, si spostarono ad Argenteuil che divenne una casa semi-permanente per i sei anni successivi.

Monet e l'impressionismo[modifica]

Donne in giardino - 1866/67 Claude Monet

Per comprendere le basi e lo spirito dell'impressionismo di Monet è possibile prendere in considerazione un dipinto pre-impressionista come "Donne in giardino", che venne eseguito per il Salon del 1867 e rifiurtato.

Questo dipinto non è propriamente impressionista e viene eseguito ben sette/otto anni prima dell'esposizione della "Società anonima degli artisti pittori, scultori e incisori" del 1874, ma qui si rintraccia tutto lo studio e il lavoro che Monet effettua nella sua interpretazione dell'arte come espressione delle sensazioni.

Questo dipinto fu rivoluzionario perché Monet adottò le grandi misure dei dipinti storici. Queste dimensioni crearono dei problemi per l'esecuzione del dipinto all'aria aperta. Monet risolvette il problema creando, nel giardino di una casa presa in affitto a Ville d'Avray, una sorta di trincea dove il dipinto, tramite delle pulegge, potesse essere alzato e abbassato per raggiungere agevolmente e rapidamente la parte superiore o inferiore della tela.

Quando il sole sorgeva, Monet voleva essere sicuro di riuscire a cogliere le meravigliose luci bianche che si venivano a creare sulle foglie verdi del giardino. Il realismo di Monet non coincideva con l'idea di realismo di Courbet o persino di Manet, era un uomo poco interessato alla vita moderna e la sua attenzione andava a mettere in evidenza le percezioni immediate del mondo osservato.

Come un fanciullo veniva affascinato dai luoghi comuni della natura, dall'alba e dalle ombre serali, dai colori puri e non mescolati, dal modellato del chiaroscuro, all'eccitamento scintillante della luce riflessa sull'acqua o da un momento fugace, afferrato al volo.

La Gare Saint-Lazare: Arrivo di un treno

Tutto questo si ritrova nei particolari di un dipinto di 255x205 cm.

Quando guardiamo questo dipinto non siamo davanti alla rappresentazione di un momento fugace, ma davanti al prodotto di mesi di lavoro tra il 1866-67, la fragranza di un momento è possibile trovarla nella resa delle singole parti, come la pennellata che fa emergere le qualità luminose di una foglia o quel momento in cui la luce si riflette sull'abito di Camille, la modella e futura moglie di Monet.

Questo studio si ritroverà ad esempio nelle serie di Monet come nella serie della Stazione Sant Lazare, dove l'attenzione di Monet e rivolta agli effetti chiaroscurali e luminosi che il vapore e la luce creano e non nella resa della modernità della stazione, l'esaltazione del modernismo o della resa del realismo di ciò che osserva.

Donne in giardino è un ponte tra l'immaginario antico della dama nel giardino in posa che osserva un mazzo di fiori, una sorta di edonismo elegante, e una moderna resa pittorica di pennellate di colore.

Il corretto punto di vista degli Impressionisti viene dato da Jules Castagnary in una recensione alla prima mostra degli Impressionisti. Qui Castagnary comprende che l'evidente mancanza di finezza era data dalla volontà dell'artista e il realismo per questi artisti è "non di rendere un paesaggio, ma la sensazione prodotta da un paesaggio".

Claude Monet dopo Argenteuil[modifica]

Nel 1878 si tiene la prima Esposizione Universale dopo la guerra franco-prussiana e la Comune, con questa esposizione la Francia si presenta di nuovo al pubblico internazionale con un nuovo assetto politico. Il Salon fa' delle scelte più rappresentative del nuovo stato scartando molti artisti.

Il gruppo degli impressionisti dopo le difficoltà economiche sorte nella mostra del '77 e alcune divergenze all'interno del gruppo decide di non organizzare l'esposizione indipendente.

Nello stesso momento Degas mise dei vincoli, chi avesse mandato delle opere al Salon ufficiale non avrebbe potuto esporre con il gruppo nelle mostre indipendenti.

La quarta mostra degli impressionisti avrebbe preso luogo in un appartamento al n. 28 di Avenue de l'Opéra il 10 aprile del 1879. In questa esposizione fecero parte solo tre artisti del groppo storico Monet, Pissaro e Degas gli altri 16 erano partecipanti occasionali definiti da Degas «Indipendenti» [1].

I temi di Monet in questa mostra sono due la festa nazionale del 30 giugno e i paesaggi di Vétheuil, in questi ultimi l'artista abbandona il moderno per dare maggiore spazio alla ricerca sulla luce, sul momento e sull'atmosfera. A Vétheuil Monet riprende il percorso che aveva intrapreso negli anni '60 sullo studio della luce e dell'atmosfera sullo stesso soggetto in momenti diversi, tema che porterà avanti negli anni culminando con le serie dei "Covoni", dei "Pioppi" e delle "Cattedrali".

Camille Monet sur son lit de mort - 1879 Claude Monet

Muore nella mattina del 5 settembre 1879, verso le 10:30, Camile Léonie Doncieux la moglie di Monet dopo un lungo periodo di convalescenza che iniziò prima della quarta esposizione del '79; nel 1892 Monet sposerà la vedova Alice Hoschedé la moglie del suo vecchio mecenate e sostenitore Ernest Hoschedé.

Monet non parteciperà nella quinta e nella sesta mostra degli impressionisti ma sarà presente nel 1882 a Rue Saint-Honoré n. 251 per la settima esposizione in cui vengono abbandonati i temi di vita contemporanea, dei teatri, dei locali parigini con prostitute e gente del popolo, mentre viene abbracciato il tema paesaggistico come affermò Joris-Karl Huysmans [2].

Meules, milieu du jour - 1890-91 Claude Monet

Durante gli anni '80 e '90, Monet eseguì alcune serie i "Covoni", i "Pioppi" e le "Cattedrali". Queste serie vengono prodotte in successione i Covoni tra il 1888 e '91 che saranno esposte quindici di queste nel '91; i Pioppi tra il 1891 e '92 esposte nel febbraio del '92; le Cattedrali invece vennero eseguite tra il 1892 e il 1894 e ben venti quadri vennero esposti in una personale nel 1895.

Come ho accennato sopra la ricerca sulla luce e l'atmosfera è stato un tema affrontato di continuo da Claude Monet nei suoi lavori trasformandosi quasi nel soggetto del dipinto. Nelle serie degli anni '80 e '90 questa ricerca viene incentivata portando a dipingere lo stesso tema innumerevoli volte per poter cogliere colori, luci e atmosfere in momenti diversi della giornata nel medesimo luogo.

Come afferma Roberto Tassi la pittura di Monet sarebbe una rappresentazione del trascorrere del tempo perché «natura e tempo coincidono; la natura è il volto del tempo» [3]. Monet ritornerà altre volte a Londra durante gli anni 1899 e dal 1901 al 1904 per completare alcune serie sul tema della nebbia di Londra e sulla Cattedrale di Thames.

Nel 1914 inizia gli studi, con una serie di dipinti, sulle ninfee, che Monet amava coltivare nel suo giardino a Giverny. L'artista manterrà questo tema fino alla sua morte.

Gli ultimi anni di Monet non furono assolutamente facili per l'artista. Le ultime due decadi furono caratterizzate da una salute cagionevole, a causa delle cataratte che gli dettero grandi problemi di vista. Oltre alla sua salute Monet lottò contro una continua ed estenuante ricerca pittorica.

Nel 1920 iniziò a dipingere le 12 grandi tele che donerà allo stato. Questo progetto lo porterà, all'età di 80anni, a un nuovo studio sulla resa pittorica della luce e dell'atmosfera.

Claude Monet: Nymphéas, 1920-26

Questi dipinti sono caratterizzati da uno stile largo, vasto e generato quasi esclusivamente dal colore. La raffigurazione delle ninfee passa in secondo piano per dare una completa importanza al colore, al suo movimento nello spazio e alle nuove prospettive. Le ninfee divengono non più il soggetto ma una sorta di mezzo per esaltare le brillantezze, le tonalità, i contrasti e le armonie del colore e dei suoi riflessi.

Questo suo ultimo lavoro, che verrà installato nel Musée de l'Orangerie, verrà definito la Cappella dell'Impressionismo paragonandolo alla Cappella Sistina, questi capolavori dell'arte influenzeranno tutta l'espressione artistica contemporanea fino alla fine della II Guerra Mondiale ed oltre.

Claude Monet morì il 5 dicembre 1926 e fu seppellito nel cimitero della chiesa di Giverny.


Note[modifica]

  1. Claudio Zambianchi, Claude Monet dagli esordi alla crisi dell'impressionismo, Lithos, 2000 - pag. 135
  2. Claudio Zambianchi, Claude Monet dagli esordi alla crisi dell'impressionismo, Lithos, 200 - pag. 152
  3. Roberto Tassi, Tempo e natura. Sull'epistolare di Claude Monet, «Paragone» (Arte) anno 42simo, novembre 1991, p. 92 riportato da Claudio Zambianchi su Claude Monet dagli esordi alla crisi dell'impressionismo a p.163.