Vai al contenuto

Confessione di fede di Westminster/cfw03/cfw03-1

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi.

Indice - Indice sezione - Sezione precedente - Prossima sezione

3.1 Dio ha ordinato dall'eternità, secondo il sapientissimo e santissimo consiglio della Sua propria volontà, in modo libero ed immutabile, tutte le cose che sarebbero avvenute (64). Tuttavia, ciò non implica affatto che Dio sia autore del peccato (65); né che in questo modo Egli forzi la volontà delle creature, o che sia tolta la libertà o contingenza delle cause secondarie. Tutto ciò, al contrario, viene stabilito (66).

Testo originale

[modifica | modifica sorgente]
Inglese Latino
I. God from all eternity did, by the most wise and holy counsel of his own will, freely and unchangeably ordain whatsoever comes to pass; yet so as thereby neither is God the author of sin, nor is violence offered to the will of the creatures, nor is the liberty or contingency of second causes taken away, but rather established. I. Deus, e sapientissimo sanctissimoque consilio voluntatis suæ, libere ac immutabiliter, quicquid unquam evenit, ab omni æterno ordinavit; ita tamen, id inde nec author peccati evadat Deus, nec voluntati creaturarum sit vis illata, neque libertas aut contingentia causarum secundarum ablata sit, verum potius stabilita.

Riferimenti biblici

[modifica | modifica sorgente]
  • (64) "In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà" (Efesini 1:11); "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!" (Romani 11:33); "Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l'immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento" (Ebrei 6:17); "Poiché egli dice a Mosè: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia e avrò compassione di chi avrò compassione» ... Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole" (Romani 9:15,18).
  • (65)­ "Nessuno, quand'è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno ... ogni cosa buona e ogni dono perfetto vengono dall'alto e discendono dal Padre degli astri luminosi presso il quale non c'è variazione né ombra di mutamento" (Giacomo 1:13,17); "Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre ... Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato" (1 Giovanni 1:5,7).
  • (66) "...quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste" (Atti 2:23); "Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto; così anche il Figlio dell'uomo deve soffrire da parte loro" (Matteo 17:12); "Proprio in questa città, contro il tuo santo servitore Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato, insieme con le nazioni e con tutto il popolo d'Israele, per fare tutte le cose che la tua volontà e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero" (Atti 4:27-28); "Gesù gli rispose: «Tu non avresti alcun'autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa»" (Giovanni 19:11); "Si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dal SIGNORE" (Proverbi 16:33).

Che cos'è la "contingenza delle cause secondarie"? La "contingenza delle cause secondarie" (contingentia causarum secundarum) sono avvenimenti che, dal punto di vista umano, sono causati, ad esempio, da dinamiche psicologiche e sociali, da cause fisiche, da decisioni umane per noi imprevedibili. Sono quegli avvenimenti possibili che possono andare in un modo oppure in un altro, fatti che riteniamo accidentali.

Talvolta ci chiediamo: "Da che cosa è dipeso che le cose siano andate in un certo modo?", oppure: "Che cosa sarebbe successo se avessi sposato A invece che B? Se fossi andato alla scuola B invece che a quella A? ...se avessi conosciuto un personaggio influente ...se avessi vinto alla lotteria o avessi ricevuto quell'eredità?". Un incidente stradale può avvenire o non avvenire, se mi ammalo o non mi ammalo di una certa malattia le cose per me andrebbero tutto in un altro modo. Se io scelgo di infrangere la legge avrò delle conseguenze penali: è mia responsabilità e ne sarei colpevole e condannabile. Se decido di saltare giù in un burrone avrò delle conseguenze. Allora è meglio che non salti.

Tutti questi sono avvenimenti "contingenti" che hanno una causa che diciamo naturale, oppure sono "fortuiti" e "casuali". Si tratta di cause e "fatalità" e, a livello umano è pienamente legittimo che le consideriamo tali. In teologia, però, queste sono tutte considerate "cause seconde" (o secondarie), perché esiste una "causa prima" che è Dio, il quale ha prestabilito tutto ciò che deve avvenire dall'inizio della creazione fino alla fine del mondo, e tutto nel più piccolo dettaglio, rimanendo in controllo di ogni cosa. Nulla potrebbe prendere di sorpresa Dio, non vi sono per Lui avvenimenti imponderabili ed imprevedibili. Tutto è programmato, è proceduto, procede e procederà esattamente come Lui l'ha programmato. La mia nascita, la mia vita, le mie scelte, il mio destino, tutto è stato previsto fin da prima della creazione del mondo.

Le "cause prime" non pregiudicano, però, le "cause seconde", anzi, Dio stesso ha stabilito che le "cause seconde" debbano esistere e funzionino in un certo modo. Il Salmista scrive: "I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi eran destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora" (Salmo 139:16).

Dio è come lo scrittore di un romanzo che lo pianifica in tutti i suoi dettagli, come inizia e come deve finire. Al suo interno i personaggi agiscono "liberamente" secondo principi di causa ed effetto. Nel racconto l'innocente è innocente ed il criminale è colpevole. Il criminale non può dare la colpa di quel che fa allo scrittore del racconto e dirgli: "Perché mi hai fatto così?". Allo stesso modo esiste un "libro della vita" che dall'eternità contiene immutabilmente i nomi di coloro che saranno salvati", infatti: "L'adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell'Agnello che è stato immolato" (Apocalisse 13:8).

Tutto questo però non toglie la libertà agli esseri umani e che i colpevoli siano giustamente condannati. Nella Sua Parola Dio dice; "Io annuncio la fine sin dal principio, molto tempo prima dico le cose non ancora avvenute; io dico: Il mio piano sussisterà, e metterò a effetto tutta la mia volontà" (Isaia 46:10). Dio realizza infallibilmente tutto ciò che ha determinato, ed Egli ha determinato ogni cosa. Eppure la libertà delle cause seconde non è tolta, pregiudicata.

Il decreto di Dio non fa violenza alla volontà delle creature, come appare dalle azioni libere e non forzate dei fratelli di Giuseppe, Faraone, i Giudei che crocifissero Gesù Cristo ecc. I fratelli di Giuseppe decidono liberamente di toglierlo di mezzo vendendolo ad un commerciante di schiavi che lo porterà in Egitto, ma: "Voi avevate pensato del male contro di me, ma Dio ha pensato di convertirlo in bene per compiere quello che oggi avviene: per conservare in vita un popolo numeroso" (Genesi 50:20). Dio aveva già stabilito che le libere e colpevolmente malvagie azioni dei fratelli di Giuseppe fossero lo strumento per la salvezza del popolo di Israele dalla carestia che avrebbero sofferto in Palestina. Il Faraone d'Egitto liberamente indurisce il suo cuore di fronte alle richieste di Mosè di lasciare libero Israele, ma in un altro senso Dio lo aveva determinato per realizzare i Suoi scopi ultimi. "La Scrittura infatti dice al faraone: «Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra». Così dunque egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole" (Romani 9:17-18). Giuda tradisce Gesù a sua colpa e vergogna, ma il suo tradimento era funzionale nei progetti di Dio a che Cristo realizzasse la redenzione del Suo popolo morendo in croce. "Certo il Figlio dell'uomo se ne va, com'è scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Meglio sarebbe per quell'uomo se non fosse mai nato!" (Marco 14:21). Lo stesso avviene con i nemici di che liberamente e colpevolmente condannano a morte Gesù, ma questo era strumentali ai propositi di Dio stabiliti dall'eternità e da realizzarsi in quel modo. "Quest'uomo, quando vi fu dato nelle mani per il determinato consiglio e la prescienza di Dio, voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste" (Atti 2:23). L'indurimento di Israele che rifiuta il Messia è comunque funzionale agli eterni piani di Dio per introdurre nella chiesa gente d'origine pagana: "Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d'Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri" (Romani 11:25).

Dio ha determinato ogni cosa, ma questo non elimina la contingenza delle cause seconde, né la libertà umana (che comunque, anche a livello terreno, è sempre relativa, non assoluta): "Si getta la sorte nel grembo, ma ogni decisione viene dal SIGNORE" (Proverbi 16:33). Al contrario, le cause seconde sono stabilite, perché Dio ha efficacemente preordinato che tali effetti seguano a tali cause.

Possiamo comprendere tutto questo? "Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie!" (Romani 11:33).