Confessione di fede di Westminster/cfw22/cfw22-3

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22:3 Chiunque presta giuramento deve debitamente considerare il peso di un atto così solenne e non dichiarare altro se non ciò che è perfettamente persuaso essere la verità (448). Nessuno può obbligarsi a un giuramento se non a ciò che è buono e giusto, a ciò che egli crede essere tale e ciò che è capace e risoluto a compiere (449). Tuttavia è peccato rifiutarsi di prestare giuramento riguardo ad una qualsiasi cosa buona e giusta, quando esso venga richiesto da una legittima autorità (450).

Testo originale[modifica]

Inglese Latino
III. Whosoever taketh an oath ought duly to consider the weightiness of so solemn an act, and therein to avouch nothing but what he is fully persuaded is the truth. Neither may any man bind himself by oath to any thing but what is good and just, and what he believeth so to be, and what he is able and resolved to perform. Yet it is a sin to refuse an oath touching any thing that is good and just, being imposed by lawful authority. III. Quicunque juramentum præstat eum pondus actionis tam solennis rite secum perpendere oportet, atque juratum de nullo asseverare quod verum esse non habeat sibi persuasissimum. Neque licet cuivis ad agendum quicquam obstringere semet jurejurando, nisi quod revera bonum justumque est, quod ille ejusmodi esse credit, quodque ipse præstare potest statuitque. Veruntamen de re bona justaque jusjurandum, legitima authoritate si exigatur, peccat ille qui detrectat.

Riferimenti biblici[modifica]

  • (448) "Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano" (Esodo 20:7); "Poi partorì ancora Abele, fratello di lui. Abele fu pastore di pecore; Caino lavoratore della terra" (Genesi 4:2).
  • (449) "Abraamo disse al più anziano dei servi di casa sua, che aveva il governo di tutti i suoi beni: «Metti la tua mano sotto la mia coscia e io ti farò giurare per il SIGNORE, il Dio dei cieli e il Dio della terra, che tu non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei in mezzo ai quali abito; 4 ma andrai al mio paese, dai miei parenti, e vi prenderai una moglie per mio figlio, per Isacco». Il servo gli rispose: «Forse quella donna non vorrà seguirmi in questo paese; dovrò allora ricondurre tuo figlio nel paese dal quale tu sei uscito?» Abraamo gli disse: «Guàrdati dal far tornare là mio figlio! Il SIGNORE, il Dio dei cieli, che mi fece uscire dalla casa di mio padre e dal mio paese natale - e mi parlò e mi giurò dicendo: "Io darò alla tua discendenza questo paese" - egli stesso manderà il suo angelo davanti a te e tu prenderai di là una moglie per mio figlio. Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento che ti faccio fare; soltanto, non ricondurre là mio figlio». E il servo pose la mano sotto la coscia d'Abraamo suo signore, e gli giurò di fare queste cose" (Genesi 24:2‑9).
  • (450) "Il sacerdote farà giurare quella donna e le dirà: 'Se nessun uomo si è unito a te, e se non ti sei sviata contaminandoti con un uomo, invece di tuo marito, quest'acqua amara che porta maledizione, non ti farà danno! ... allora il sacerdote farà giurare la donna con un giuramento di maledizione e le dirà: 'Il SIGNORE faccia di te un oggetto di maledizione e di esecrazione in mezzo al tuo popolo, facendoti dimagrire i fianchi e gonfiare il ventre" (Numeri 5:19,21); "Quelli risposero: "Restituiremo tutto, e non domanderemo loro più nulla; faremo come tu dici". Allora chiamai i sacerdoti, e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa" (Nehemia 5:12); "Se uno affida al suo vicino del denaro o degli oggetti da custodire, ed essi siano stati rubati dalla casa di quest'ultimo, se il ladro si trova, restituirà il doppio. Se il ladro non si trova, il padrone della casa comparirà davanti a Dio per giurare che non si è appropriato della roba del suo vicino. In ogni caso di delitto, sia che si tratti di un bue o di un asino o di una pecora o di un vestito o di qualunque oggetto perduto del quale uno dica: "È questo qui!", la causa delle due parti verrà davanti a Dio; colui che Dio condannerà, restituirà il doppio al suo prossimo. Se uno dà in custodia al suo vicino un asino, un bue, una pecora o qualunque altra bestia, ed essa muore o resta storpiata o è portata via senza che ci siano testimoni, 11 interverrà fra le due parti il giuramento del SIGNORE per sapere se colui che aveva la bestia in custodia non si è appropriato della roba del suo vicino. Il padrone della bestia si accontenterà del giuramento, e l'altro non sarà tenuto a risarcire i danni" (Esodo 22:7‑11).

Commento[modifica]

Chiunque presta un giuramento dovrebbe debitamente considerare la gravità di un tale e simile atto, e quindi e non dovrebbe dichiarare null'altro che ciò per cui è persuaso essere assolutamente vero. Neppure potrà una persona legarsi da un giuramento rispetto a cose che non siano buone e giuste, e ciò che crede essere tale, nonché ciò che è in grado e deciso a realizzare (444). E' però un peccato rifiutarsi di prestare giuramento in qualsiasi cosa che, essendo buona e giusta, sia prescritto da un'autorità legittima (445).