Confessione di fede di Westminster/cfw32/cfw32-1

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32:1 Dopo la morte, i corpi degli uomini ritornano alla polvere e vedono la corruzione (564), mentre le loro anime (che non muoiono né dormono), avendo una sussistenza immortale, ritornano immediatamente a quel Dio che le ha create (565). Le anime dei giusti, essendo rese allora perfette in santità, sono ricevute nel più alto dei cieli, dove contemplano il volto di Dio nella luce e nella gloria, aspettando la piena redenzione dei loro corpi (566), e le anime degli improbi vengono gettate nella Geenna [inferno], dove restano nei tormenti e nelle tenebre più complete, in attesa del gran giorno del Giudizio (567). La Scrittura non riconosce alcun altro luogo oltre a questi due per gli spiriti separati dal corpi.

Testo originale[modifica]

Inglese Latino
I. The bodies of men, after death, return to dust, and see corruption; but their souls (which neither die nor sleep), having an immortal subsistence, immediately return to God who gave them. The souls of the righteous, being then made perfect in holiness, are received into the highest heavens, where they behold the face of God in light and glory, waiting for the full redemption of their bodies: and the souls of the wicked are cast into hell, where they remain in torments and utter darkness, reserved to the judgment of the great day. Besides these two places for souls separated from their bodies, the Scripture acknowledgeth none. I. Hominum corpora post mortem ad pulverem rediguntur, et corruptionem vident: At animæ illorum (quæ quidem nec morientur nec obdormiunt) ut quæ subsistentiam habent immortalem, ad Deum continuo earum datorem revertuntur. Animæ quidem Justorum iam tum perfecte sanctificatæ, cœlis supremis accipiuntur, ubi Dei faciem in lumine ac gloria intuentur, corporum suorum plenum redemtionem expectantes: Animæ vero improborum conjiciuntur in Gehennam, ubi inter diros cruciatus in tenebris exterioribus conclusæ manent, ad judicium magni illius diei asservatæ. Locum autem animabus a corpore solutis extra hosce duos Scriptura Sacra non agnoscit ullum.

Riferimenti biblici[modifica]

  • (564) "...mangerai il pane con il sudore del tuo volto, finché tu ritorni nella terra da cui fosti tratto; perché sei polvere e in polvere ritornerai" (Genesi 3:19); "r Davide, dopo aver eseguito il volere di Dio nella sua generazione, si è addormentato, ed è stato unito ai suoi padri, e il suo corpo si è decomposto" (Atti 13:36).
  • (565) "Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso»" (Luca 23:43); "...in cui uno ha paura delle alture, ha degli spaventi mentre cammina, in cui fiorisce il mandorlo, la locusta si fa pesante, e il cappero non fa più effetto perché l'uomo se ne va alla sua dimora eterna e i piagnoni percorrono le strade ... prima che la polvere torni alla terra com'era prima, e lo spirito torni a Dio che l'ha dato" (Ecclesiaste 12:7,9).
  • (566) "...all'assemblea dei primogeniti che sono scritti nei cieli, a Dio, il giudice di tutti, agli spiriti dei giusti resi perfetti" (Ebrei 12:23); "Sappiamo infatti che se questa tenda che è la nostra dimora terrena viene disfatta, abbiamo da Dio un edificio, una casa non fatta da mano d'uomo, eterna, nei cieli. ... Siamo dunque sempre pieni di fiducia, e sappiamo che mentre abitiamo nel corpo siamo assenti dal Signore ... ma siamo pieni di fiducia e preferiamo partire dal corpo e abitare con il Signore" (2 Corinzi 5:1,6,8); "Sono stretto da due lati: da una parte ho il desiderio di partire e di essere con Cristo, perché è molto meglio" (Filippesi 1:23); "...che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose; di cui Dio ha parlato fin dall'antichità per bocca dei suoi santi profeti" (Atti 3:21); "Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa" (Efesini 4:10).
  • (567) "E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclamò: "Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma"" (Luca 16:23-24); "...per prendere in questo ministero apostolico il posto che Giuda ha abbandonato per andarsene al suo luogo" (Atti 1:25); "Egli ha pure custodito nelle tenebre e in catene eterne, per il gran giorno del giudizio, gli angeli che non conservarono la loro dignità e abbandonarono la loro dimora. Allo stesso modo Sodoma e Gomorra e le città vicine, che si abbandonarono, come loro, alla fornicazione e ai vizi contro natura, sono date come esempio, portando la pena di un fuoco eterno" (Giuda 6, 7); "E in esso andò anche a predicare agli spiriti trattenuti in carcere" (1 Pietro 3:19).