Discussione:Esperanto/Alfabeto e pronuncia

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Pinocchio[modifica]

Grazie per il contributo, ma mi sembra che il tentativo di inserire Pinocchio non sia buono: infatti nel testo ci sono parecchie doppie, che in esperanto non possono essere rese: diranno in esperanto si leggerebbe "diran-no" con le due n staccate. Lo stesso dicasi per pikkoli (pik-kòli), ragacci (ragàc-ci); per piccoli sorge anche il problema dell'accento, che non è sulla penultima sillaba. Poi ci sono suoni come l'italiano "gn" e "gl" che in esperanto non esistono ("lenjo" o "lenjjo" non so leggono "legno", ma "lènio" o "lènj-jo" [??]; "zballjato" si leggerebbe "zbal-liàto", "llji" sarebbe l-liì). A me non piace cancellare, ma credo che l'esercizio non può stare... forse si potrebbero creare delle frasi apposite. Ovvero senza doppie, con le parole con l'accento sempre sulla penultima sillaba e usando solo i suoni presenti in esperanto. Questi sono stati i problemi che mi ero posto quando creai la lista di parole che si vede attualmente. Mi scuso per la fatica fatta, so che queste cose costano tempo, ma purtroppo il risultato è quello che si vede. Cancellerò entro le prossime ore, aspettando una eventuale discussione. Amike, --Francescost (disc.) 18:08, 27 set 2009 (CEST)[]

Adiaŭ[modifica]

Ciao, ho visto la traduzione di adiaŭ che da arrivederci è diventata "addio". Io non l'avevo tradotta "addio" perché in italiano un addio è un saluto che si fa a chi probabilmente non si rivedrà mai più, mentre in esperanto si usa generalmente per accommiatarsi (ma nulla impedisce di usare adiaŭ in un addio). È anche vero che arrivederci ha come traduzione principale (e letterale) "ĝis revido". Evortaro porta, alla voce adiaŭ anche il "ciao (per accomiatarsi)". Cosa suggerisci, possiamo mettere tra parentesi: "(ciao per accomiatarsi, addio)" oppure semplicemente "(saluto di commiato)". Se leggi, fammi sapere cosa ne pensi. --Amike, Francescost (disc.) 08:52, 3 ott 2009 (CEST)[]

Ciao, Francesco.

  • Su http://www.reta-vortaro.de/revo/ dice:" Adiaŭ — Vorto, per kiu oni salutas iun, kiam oni foriras de li, ĉefe se por longa tempodefinitive: adiaŭ kara amiko, ĝis revido (arrivederci) en la plej proksima kongreso! ; (figure) mi diris adiaŭ al miaj lastaj esperoj (mi ilin definitive perdis); (figure) li diris adiaŭ al la mondo surtera (li mortis); kapsigni adiaŭon al iu; ni faris por la foriro de nia prezidanto adiaŭan kunvenon.
  • Sul DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA della DeAGOSTINI "... comunemente è usata in luogo di "arrivederci", anche se propriamente esprime congedo definitivo:"addio a domani"... la differenza comunque è chiaramente manifesta nell'espressione: dire arrivederci e non addio...
  • Penso che sia in italiano sia in esperanto significhi letteralmente : ci si vede tra molto tempo o mai più. Secondo me per un primo incontro con una parola in esperanto sarebbe meglio una traduzione letterale o come suggerisci tu: "(ciao per accomiatarsi, addio)" . 84.223.228.103 11:04, 3 ott 2009 (CEST)[]
Se c'è una fonte come il reta vortaro che dice «por longa tempodefinitive» per me può restare anche addio. Mi aveva ingannato il Kurso de esperanto che a volte dice adiaŭ quando lo si chiude :-) - Ĝis! --Amike, Francescost (disc.) 14:41, 3 ott 2009 (CEST)[]

kuo[modifica]

Nomo de la 16a litero de la latina alfabeto (Q, q)...estratto dal PLENA ILUSTRITA VORTARO. 23:32, 20 mar 2010 (CET)

Capisco, ma il Minnaja invece dice:
q
s.f. (non esiste una lettera corrispondente in esperanto) kvo
q come Quarto; kvo kiel kvadrato
Sto facendo un po' di ricerche, entrambe le varianti sono usate, vedo che succede in giro per il mondo di internet. Purtroppo il PIV subisce varie critiche, cercherò di sentire varie fonti prima di modificare la pagina. --Amike, Francescost (disc.) 11:52, 21 mar 2010 (CET)[]
Ho risposto nella mia pagina di discussione, dove hai scritto. --Amike, Francescost (disc.) 19:03, 21 mar 2010 (CET)[]

Vocali[modifica]

« Le vocali sono a, e, i, o ed u e si pronunciano come in italiano. »
Si pronunciano come quali vocali? Ricordo che, a differenza di quanto viene insegnato alle elementari, l'italiano non ha cinque vocali (a e i o u), ma sette: à è é ì ò ó ù (pronunciate rispettivamente /a ɛ e i ɔ o u/).
Non conoscendo l'Esperanto non mi sono permesso di apportare verifiche, ma suggerirei di specificare, per correttezza, se la e si pronunci ɛ (mèzzo) od e (débito), e se la o si pronunci ɔ (òggi) od o (nóme).
Grazie. --Parapleppo (disc.) 22:07, 28 dic 2014 (CET)[]